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Economia e Diritto

Notizie di Economia e Diritto

Caso Premium. Mediaset chiede a Vivendi 50 mln al mese

Mediaset ha depositato un’azione legale contro Vivendi sulla vicenda Premium. A fine luglio il gruppo francese aveva presentato una proposta alternativa al Biscione dopo aver firmato in aprile un contratto vincolante per l’acquisto della pay-tv.

Dopo aver firmato, nel mese di aprile un contratto vincolante per l’acquisto della pay-tv Premium, la francese Vivendi avrebbe fatto un passo indietro, arrivando a presentare a Mediaset una proposta alternativa poche settimane fa. Ma il Biscione ha risposto con un’azione legale, chiedendo danni per 50 milioni di euro al mese. Nell’atto di citazione Mediaset chiede “l’effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l’8 aprile 2016” e naturalmente “l’esecuzione coattiva del contratto per ordine del giudice e il risarcimento dei danni sin qui subiti stimati per ora in un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016”.

Crolla la fiducia nell’Europa. Il problema non è la Grecia, ma la Germania

Lo dice anche l’economista americano Joseph Stiglitz, Premio Nobel nel 2001

Il leader di Syriza, Alexis Tsipras, è il nuovo premier della Grecia. Per formare il suo Governo ha stretto un accordo con il leader del partito nazionalista, Panos Kammenos. Destra e sinistra insieme, accomunati da un’avversione all’austerità imposta dall’Ue. Ormai è chiaro a tutti che il modello di Europa imposto dalla Germania per salvaguardare la propria economia a spese degli altri Paesi non reggerà a lungo. Lo ripete spesso anche il premio Nobel Joseph Stiglitz, economista di fama internazionale, il quale all’indomani del voto ha ribadito che il problema dell’Europa non è la Grecia, ma la Germania. In realtà Stiglitz attribuisce all’Euro la principale responsabilità della crisi del mercato europeo, ma la sua ricetta non prevede un dietro-front. Semplicemente il premio Nobel per l’economia ritiene che la politica dell’austerità a tutti i costi stia facendo danni sempre più gravi.
L’idea tutta tedesca di voler mantenere un euro forte per anni, penalizzando le esportazioni, si sta dimostrando un errore grossolano. Non si tratta solo di uno sbaglio organizzativo, ma proprio un problema di mentalità. Per una sorta di “questione di principio” è stata imposta per anni l’austerità quando, usando il semplice buon senso nell’analizzare la situazione, era evidente che fosse più urgente dare una spinta alla ripresa. E’ una questione di priorità.

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Cassazione. Sul treno il controllore non può rimproverare chi è senza biglietto

Il motto del viaggiatore, quindi, d’ora in poi sarà: ”rispetto anche senza biglietto”

Le vacanze per molti di noi hanno significato viaggiare grazie alle linee ferroviarie verso le ambite località di soggiorno, su vagoni non sempre confortevoli e sopportando code alle biglietterie.
Nonostante le ferrovie siano ormai sinonimo di disagio e fonte di svariate problematiche, le regole "di viaggio" vengono fatte osservare non sempre con tono gentile dagli addetti ai lavori.
Il noto adagio "chi sbaglia paga" trova applicazione anche per chi si sposta su rotaia; se non si acquista e non si oblitera regolarmente il titolo di viaggio si va incontro a sanzioni, ma dopo la recentissima pronuncia della Cassazione anche i controllori dovranno fare attenzione a come si interfacciano con l’utenza.
La sentenza della Corte di Cassazione (n. 26396 del 18 giugno scorso) ha infatti affermato che "il pubblico ufficiale che rimprovera pubblicamente un cittadino per la violazione di una norma commette il reato di ingiuria". Ciò in quanto l’addetto deve limitarsi ad applicare la sanzione senza spingersi ad ammonire pubblicamente il trasgressore.
Il motto del viaggiatore, quindi, d’ora in poi sarà: "rispetto anche senza biglietto"!

Non c’è amore senza sesso. Almeno per la Corte di Cassazione

Dopo la nascita del figlio lei si rifiuta di avere rapporti e lui scappa con un’altra. Ma la Cassazione lo giustifica

E non c’è amore senza sesso … almeno per la Cassazione! La Suprema Corte nei giorni scorsi ha sentenziato proprio in questo senso. Il caso ha infatti visto protagonisti due coniugi, i quali a detta del marito, non avevano più rapporti intimi dopo la nascita del figlio, a causa del continuo rifiuto da parte di lei. L’uomo non riuscendo più a sopportare la situazione decise di abbandonare il tetto coniugale e di rifugiarsi tra le braccia di un’altra donna. La moglie chiese quindi la separazione con addebito al marito per l’infedeltà e la fuga da casa.
La Corte di Cassazione, invece, ha individuato nella condotta della moglie il fattore che ha determinato la crisi del rapporto coniugale attribuendo ad essa la responsabilità della separazione. Di conseguenza si è affermato il principio che nel matrimonio il coniuge non può impedire che l’intimità si manifesti pena il venire meno di un preciso obbligo nascente dal matrimonio. Un consiglio per le Signore mogli: il "classico mal di testa" dovrà essere giustificato da idoneo certificato medico!

I proventi della prostituzione sono tassabili? La Cassazione dice di si

Ma in mancanza di una disciplina ad hoc è difficile individuare i ricavi e determinare la tassazione

La legge Merlin del 1958 vieta l’apertura delle cosiddette case chiuse e punisce come reato anche l’agevolazione, l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione, il trasferimento in Italia o all’estero di persone al fine di favorire tale attività. Occorre dunque chiarire un dato importante, non è illecito esercitare questo tipo di attività per chi, una volta divenuto maggiorenne, scelga autonomamente di vendere la propria fisicità. Il legislatore sceglie di non scontrarsi con il libero arbitrio di chi scelga la prostituzione come attività di sostentamento, ma condanna chi incoraggia, sfrutta, agevola questa pratica. Qualche mese fa è stata organizzata una raccolta firme per un referendum abrogativo parziale della legge Merlin (nella parte che impedisce la riapertura delle case chiuse), al fine di poter garantire maggiore sicurezza a chi sceglie senza costrizioni di esercitare questa "professione", sia dal punto di vista delle violenze che dal punto di vista sanitario, aspetto quest’ultimo che gioverebbe anche alla clientela.
Particolarmente sentito è anche l’aspetto fiscale. Le stime parlano di un giro d’affari della prostituzione in Italia di svariate decine di milioni di euro ogni anno, e un numero di clienti che si attesta sui 9 milioni. Il gettito fiscale che si ricaverebbe con la riapertura della case chiuse sarebbe, pare, capace all’anno di coprire una rata dell’Imu, tanto per intenderci.
Si tenga però conto che, contrariamente a quanto normalmente si è portati a pensare, la Corte di Cassazione ha di recente precisato che i proventi del meretricio sono già tuttora tassabili in quanto "il reddito derivante dall’esercizio della prostituzione, in base al generale principio della tassabilità dei redditi per il fatto stesso della loro sussistenza, è soggetto ad imposizione diretta". Certo è che in mancanza di una disciplina ad hoc, risulta estremamente difficile procedere all’individuazione dei relativi ricavi e alla tassazione degli stessi.
Favorevoli o contrari, reazionari o liberali, le cifre parlano chiaro e come diceva Benjamin Franklin: “Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse”.

La tutela della privacy ai tempi di Pure, Facebook e del web 2.0

Smartphone, App, incontri nell’era dei social network. Ma è tutelata la nostra riservatezza?

Inutile negarlo, tutti noi ci siamo resi conto che i metodi di corteggiamento del partner nell’era della comunicazione 2.0 sono cambiati e recentemente l’arrivo di una nuova app, chiamata "Pure" – che garantisce incontri a sfondo sessuale nella propria zona e in breve tempo – ha scatenato parecchio interesse su internet. L’app – disponibile per ora su Apple Store, ma a breve anche su Google Play, grazie all’inserimento di poche informazioni personali riguardanti chi siamo e cosa cerchiamo – permette l’incontro con un partner disponibile a condividere momenti di piacere saltando tutta la parte del corteggiamento; gli sviluppatori assicurano che dopo un’ora dall’incontro tutte le informazioni scambiate verranno distrutte.
Attenzione però, perché questa rassicurazione non evita che i gestori della app abbiano comunque accesso a gran parte del contenuto dei dati ricavabili dal nostro smartphone che vanno dal luogo in cui ci troviamo al nostro numero di telefono, alle nostre mail, per non parlare di foto e credenziali di accesso ai siti da noi utilizzati.

Di tali aspetti si sono recentemente occupate le "Autorità per la Privacy Europee" prevedendo linee guida per gli sviluppatori delle App che dovranno in particolare comunicare eventuali tracciamenti dell’utenza e ottenere il previo consenso da parte dell’utilizzatore.

Attenzione dunque che il fuoco della passione non ci faccia svelare tutti i nostri segreti …

Danno da vacanza rovinata. Come ottenere il giusto risarcimento

E’ tempo di mare, di vacanze e… di bagagli smarriti. Quali sono i diritti dei viaggiatori?

Questo problema, tra i più fastidiosi per chi viaggia, potrà essere risolto (forse) grazie ad Airbus e a un nuovo bagaglio dotato di GPS, RFID, connessione 2g e Qr code; quest’ultimo sarà scansionabile per sincronizzare il proprio bagaglio con il proprio Iphone per tenerne traccia in tempo reale. Ma in attesa di questa nuova tecnologia come comportarsi in caso di smarrimento dei bagagli? La Convenzione di Montreal del 1999 stabilisce che il vettore sarà responsabile per la distruzione, la perdita, il deterioramento e il ritardo nella consegna fino a 1070 €.
Risarcimenti pecuniari al malcapitato passeggero anche in caso di mancato imbarco per overbooking, ritardo prolungato, cancellazione del volo e declassamento del posto a sedere assegnato al passeggero; il risarcimento sarà dovuto in base alla tipologia, al chilometraggio e all’entità del disguido subito.
Aleggia inoltre da qualche anno, nelle aule di Tribunale, il senso di soddisfazione dei malcapitati vacanzieri per il riconoscimento del “danno da vacanza rovinata”; ma, quali sono i limiti di ammissibilità di queste richieste di risarcimento?
Il giudice valuterà volta per volta la tollerabilità del disagio subito, con riferimento alla finalità del viaggio e dei servizi promessi, liquidando se del caso una somma a titolo risarcitorio.
Un consiglio utile è quello di tenere tutta la documentazione delle spese affrontate per far fronte agli imprevisti e ai disagi subiti, attenzione però, i souvenir del viaggio non sono coperti!

Cornuto e mazziato. Se tolleri il tradimento ti tocca mantenere l’ex moglie

Stupore per la sentenza della Suprema Corte che punisce il marito che non si ribella al tradimento

Suscita stupore la recente sentenza della Suprema Corte che non consente di attribuire la responsabilità della fine del matrimonio alla moglie fedifraga se risulta che il marito abbia per anni tollerato l’infedeltà. Nel caso in questione il marito in sede di separazione aveva addotto di non dovere essere tenuto al mantenimento della ex moglie in ragione della infedeltà subita per anni. I Giudici della Corte sono stati di diverso avviso attribuendo a lui la colpa di non essersi ribellato alla situazione di infedeltà, così pacificamente accettandola.
Ne è conseguito a carico dell’ex marito l’obbligo di mantenere la ex moglie. Mai il detto cornuto e mazziato fu più azzeccato!

Barack Obama: causa a Standard and Poor’s per 5 miliardi di dollari

Il governo USA chiede di risarcire parte dei danni causati dalla crisi dei mutui subprime

USA – Il dominio incontrastato delle agenzie di rating sta vacillando. Lo dimostrano le recenti dichiarazioni di molti economisti in tutto il mondo. In particolare l’amministrazione del Presidente americano Barack Obama sembra sia sul punto di intentare causa a Standard&Poor’s per un valore di 5 miliardi di dollari. L’azione legale servirebbe per risarcire parte dei danni causati dalla crisi dei mutui subprime scoppiata nel 2007, perché secondo il Dipartimento di Giustizia americano il colosso del rating avrebbe ampiamente contribuito allo scoppiare della crisi, “gonfiando” le valutazioni di alcuni mutui ipotecari. Secondo gli esperti, S&P era a conoscenza dei rischi che di lì a poco avrebbero scatenato la crisi, portando l’America alla recessione.
“Le accuse contro di noi sono false e immotivate”, prova a difendersi con una nota Standard&Poor’s spiegando che le valutazioni dell’agenzia servono a “garantire gli interessi degli investitori e di tutti gli attori del mercato, fornendo opinioni indipendenti sul valore dei prodotti finanziari sottoposti alla sua valutazione”.

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Affidamento di minori alle coppie gay. La Cassazione lo ha davvero legittimato?

A ben vedere non è così. La stampa dovrebbe trattare con maggiore attenzione temi tanto delicati

Ha suscitato enorme scalpore la recentissima sentenza della Cassazione, sezione prima civile, sull’affidamento di minori alle coppie omosessuali. Da quanto si legge sui giornali sembrerebbe che la Suprema Corte abbia consentito tale possibilità. In realtà a ben vedere non è così. Nel caso di specie il ricorrente lamentava il fatto che il figlio fosse stato affidato alla ex compagna ed in particolare contestava che quest’ultima, che conviveva more uxorio con un’altra donna, potesse essere idonea sotto il profilo educativo a garantire l’equilibrato sviluppo del bambino in relazione ai diritti nascenti dalla famiglia concepita nel nostro ordinamento come società naturale fondata sul matrimonio (all’art 29 della Costituzione).
Se si legge con attenzione la motivazione della sentenza si può notare che la Corte ha respinto il ricorso del padre osservando che era suo onere dimostrare che il figlio stava concretamente subendo o avrebbe potuto subire un pregiudizio rimanendo in tale situazione. La Cassazione, quindi, non ha dato il via libera all’affidamento dei minori alle coppie gay, ma si è limitata a dire che in mancanza di prove o di evidenze scientifiche sulla dannosità di tale situazione essa non poteva prendere posizione.
D’altra parte, nel nostro ordinamento, le sentenze possono decidere solo su casi concreti e utilizzando le prove portate nel processo, mentre non possono dare giudizi valevoli in via generale.
Temi così delicati, comunque, dovrebbero essere gestiti dalla stampa in modo particolarmente attento offrendo a chi legge una notizia precisa e aderente alla realtà senza indulgere in interpretazioni magari orientate da posizioni ideologiche.