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Redazione

Metronotte. L’allarme mette in fuga la banda del buco

Colpo sventato da un gommista di Borgonovo grazie all’intervento delle guardie di Metronotte Piacenza

Calcinacci in terra ed un grosso buco nella parete sono lo scenario che si presenta all’agente di vigilanza Metronotte Piacenza intervenuto per un controllo presso un gommista di Borgonovo. È circa mezzanotte e mezza quando la centrale operativa di via Ballerini riceve l’allarme ed invia la propria pattuglia per verificarne l’origine. In prossimità dell’obiettivo, il metronotte incrocia un fugone bianco che si allontana a velocità sostenuta facendo perdere le proprie tracce in direzione di Pianello e trasmette la descrizione del mezzo agli operatori, che informano i titolari dell’attività di quanto accaduto. Dall’ispezione effettuata all’interno si evince che i malviventi non sono riusciti ad accedere e quindi non si registrano ammanchi. Ancora una volta, dunque, l’intervento degli agenti di Metronotte Piacenza vanifica l’intento dei malviventi ed impedisce alla società di subire danni più cospicui.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Nicolò per i rilievi di legge.

Ospedale di Piacenza: nei sotterranei il muro antico …. del pianto!

Spesi miliardi di vecchie lire per salvaguardare un muro che oggi versa in pessime condizioni

Spreco di denaro pubblico e sanità regionale. Una vergogna di cui Piacenza, terra di confine, è un esempio negativo passato sotto silenzio per anni. E’ da qui che parte il candidato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale alle regionali Tommaso Foti per lanciare un attacco durissimo a un sistema che “deve cambiare, iniziando a dire ciò che in tanti pensano ma che nessuno dice”. La storia di sprechi parte dagli anni ’80 con la realizzazione del nuovo Polichirurgico di Piacenza che fin da subito cozza contro una serie di ostacoli tecnici che ne rallentano fortemente i tempi di costruzione. Una “storia infinita”, come venne definita in un agile e documentato libro-inchiesta pubblicato in quegli anni e scritto dal giornalista di Libertà Giorgio Lambri. Uno dei più importanti ostacoli tecnici fu il rinvenimento di un antico muro di cui la Soprintendenza impose la conservazione e che portò ad una variante progettuale del costo di diversi miliardi di vecchie lire, dovendosi prevedere lo spostamento dei locali adibiti alle cucine. “Ebbene, a distanza di trent’anni l’antico reperto del muro è in completo stato di abbandono e peraltro praticamente irraggiungibile persino per i visitatori del Polichirurgico” attacca il candidato di Fratelli d’Italia ponendo subito i riflettori su un clamoroso spreco di denaro pubblico di fatto taciuto.
E questa mattina, incontrando i giornalisti di fronte all’ospedale, li ha accompagnati e vedere e toccare con mano lo spreco di cui parla. Lo spettacolo non ha bisogno di troppi commenti: un antico muro romano relegato in uno scantinato chiuso da un cancelletto senza targhe, senza alcun segno distintivo; un reperto che doveva essere valorizzato e che invece è in parte coperto da erbacce, in parte è diroccato, circondato da sporcizia, calcinacci, bottiglie e contenitori di plastica buttati a terra. Una vergogna, se si pensa al denaro che è stato speso per “conservarlo” e ai salti mortali che hanno dovuto fare i progettisti per modificare la struttura dell’ospedale in considerazione proprio di questo muro romano.
Un po’ meglio conservata ma ugualmente inaccessibile la tomba romana che, nel sotterraneo del Polichirurgico, porta al reparto infettivi. Uno spesso vetro di protezione sporco e nessuna illuminazione interna la rendono decisamente poco “attraente”. Così pure i pacchetti di sigarette e di grissini vuoti visibili al suo interno. Il cartello apposto sul vetro fa da contraltare all’incuria del reperto descrivendo con cura l’importanza del ritrovamento.
Una visita nei meandri dimenticati del Polichirurgico alla quale hanno partecipato Erica Opizzi e Edoarda Ghizzoni, rispettivamente consigliera comunale e candidata alle regionali, entrambe di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
“Le tasse che i cittadini pagano per la sanità – prosegue Foti – fanno anche questa ingloriosa e assurda fine. Svariati miliardi di vecchie lire vennero allora spesi per salvaguardare reperti artistici oggi dimenticato e abbandonato. Ma un po’ tutta l’area dell’ospedale, a partire da quella vecchia, appare in uno stato precario. Eppure di soldi qui se ne sono spesi tanti, troppi. E si sono spesi male”. E tutto ciò a fronte di una spesa pro capite per la sanità che in Emilia-Romagna è fra le più alte d’Italia: circa 9 miliardi di euro. “Il modello resta incentrato sul monopolio della sanità a gestione pubblica – sostiene il candidato di Fd’I-An – che costa sempre di più (circa il 70% del bilancio regionale) ed è sempre meno efficiente, come rivelano deficit, ticket, quote fisse, liste d’attesa”.
«E’ un sistema per mantenere il quale – prosegue Foti – si tagliano ricoveri e prestazioni anziché spese amministrative, lauti stipendi, inutili consulenze, parchi auto. Un sistema che non riesce a integrare in modo efficace la sanità pubblica con quella privata e del privato sociale”.
“Tagliare i fondi per le tariffe che la Regione corrisponde alle strutture sanitarie private convenzionate per servizi importanti come le lungodegenze e la riabilitazione – sostiene Foti – non elimina alcuno spreco ma assesta in realtà un altro duro colpo alla struttura dei servizi sanitari nella nostra regione”. Un sistema “fallato” dunque, secondo Foti, e condito da proclami rimasti lettera morta e promesse disattese: “L’ex presidente Vasco Errani aveva garantito che avrebbe azzerato le liste d’attesa – spiega – ma così non è stato. Anzi, è aumentata la spinta al pendolarismo verso la Lombardia e il Veneto per contenere il quale la Regione taglia o limita fortemente i rimborsi e rende inaccettabile la compresenza nelle strutture ospedaliere pubbliche di attività medica svolta a pagamento, peraltro prevista dalla legge”.
“Oggi – polemizza Foti – in piena campagna elettorale si assegnano un po’ di soldi, sempre ovviamente presi dalle tasche dei cittadini, per ridurre i disagi. Fino a quando questa presa in giro dovrà continuare?”.
Una situazione che va affrontata con serietà e onestà, dunque. E nell’esprimere “piena solidarietà al personale medico e paramedico che fa il proprio dovere , così come lo fa il personale amministrativo”, Tommaso Foti pone una domanda che in effetti sorge spontanea: “Possibile che in 30 anni non vi sia stato un piacentino idoneo a ricoprire la carica di direttore generale dell’Asl? Io non ci credo, ma al contrario sono convinto che la Regione, con il Partito Democratico locale che ci ha tenuto il dito, ha voluto nominare sempre dirigenti “forestieri” obbedienti ai voleri della Regione stessa. In tantissimi lo pensano, io lo dico”.

Il Jazz va alla ricerca di nuovi talenti con il Concorso Nazionale ”Chicco Bettinardi”

Il Concorso Nazionale che dal 2004 gli è stato dedicato, è giunto alla dodicesima edizione

La competizione, già patrocinata nelle precedenti edizioni dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è organizzata dall’Associazione culturale “Piacenza Jazz Club”, con il sostegno di “Fondazione di Piacenza e Vigevano”, “Elitrans” (ultimo datore di lavoro del compianto Chicco Bettinardi, il socio del Jazz Club cui il concorso è dedicato), “Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy” e “Naima Music Store”. Per partecipare, è possibile presentare la propria candidatura in una delle tre categorie – solisti, gruppi o cantanti – inviando una incisione contenente 3 brani, di cui almeno uno standard, a patto di non aver ancora superato i 30 anni per le sezioni solisti e cantanti, i 35 anni invece per i gruppi. Al primo e secondo classificato di ogni sezione vengono messi a disposizione due allettanti premi in denaro, ma il riconoscimento che sicuramente gratifica e sprona ogni musicista a ottenere sempre migliori risultati è più di ogni altro il confronto con il pubblico. L’altro premio in palio per i vincitori, che riveste dunque enorme valore, consiste nell’ingaggio dei vincitori che compariranno nel cartellone del Festival del 2016.
Le iscrizioni al concorso sono aperte fino al 15 dicembre. Dopo quella data ciascuna giuria di esperti, distinta per sezione, selezionerà il materiale audio inviato dai concorrenti e ammetterà alle semifinali, che si terranno presso il Milestone, nove solisti e sei gruppi. Direttamente alla finale approderanno invece i sei cantanti selezionati dalla giuria della sezione cantanti.
Per maggiori informazioni si può scrivere all’indirizzo info@piacenzajazzclub.it, telefonare al numero 0523.579034, visitare il sito internet www.piacenzajazzclub.it oppure sulla pagina Facebook del concorso.

Halloween da VIP. Una sexy Minetti in versione Catwoman

L’ex consigliera del PDL ha festeggiato a modo suo la celebre festa del 31 ottobre

Una sexy Nicole Minetti in versione Catwoman ha festeggiato Halloween a Ibiza. Un vestitino decisamente provocante quello indossato dall’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi che ben poco lascia spazio all’immaginazione. Con alcuni scatti osè, la bella Nicole ha così potuto dar sfogo a tutta la sua sensualità durante la notte dello scorso 31 ottobre sull’isola spagnola.
Sognare è lecito e magari potremmo vedere la Minetti in uno dei prossimi episodi di Batman proprio nei panni della sexy gattina come lo sono state in passato Michele Pfeiffer, Hally Barry e non ultima Anne Hathaway.

Tom Cruise gira scena senza stuntman fuori da un aereo a 5000 piedi

L’attore americano sta girando il nuovo ”Mission: Impossible 5” che uscirà a Natale 2015

Dire che Tom Cruise non voglia una vita spericolata è fin troppo poco. Dalle prime immagini, l’attore senza l’uso di una controfigura, si sarebbe reso protagonista di una scena a grande livello di rischio, dato che sarebbe stata girata a 5000 piedi di altezza fuori da un’aereo. Per l’attore sarebbe stata necessaria una lunga preparazione con lo stunt coordinator Wane Eastwood, a causa del grosso grado di pericolo che l’ambientazione richiedeva. Già nel precedente episodio, Cruise aveva girato una scena senza stuntman mentre scalava il famoso grattacielo Burj Khlaifa a Dubai.
Non si sa ancora quale potrà essere la trama del nuovo episodio, e anche buona parte del vecchio cast è stato riconfermato. La data di uscita è prevista per il Natale del 2015.

La nuova 500 non parte. Trantaquatrenne la prende a picconate

E’ successo a Lissone, dove un giovane colto da raptus, ha distrutto la sua auto con un piccone

La nuova fiat 500 non ne voleva proprio sapere di partire, così un giovane monzese armatosi di piccone, avrebbe cominciato a colpire con estrema violenza la sua auto. Una vera e propria rabbia incontenibile quella di questo ragazzo 34enne che, dopo aver probabilmente perso la pazienza, si sarebbe reso protagonista di questo episodio sotto gli occhi di molti testimoni. La fiat sarebbe stata colpita ovunque, senza mancare di infierire anche sugli specchietti e i sui vetri.
A fermare il giovane dalla sua furia, ci avrebbero pensato i carabinieri, che dopo averlo bloccato, lo avrebbero condotto in ospedale in stato confusionale. Per la malcapitata 500 si prevede un bel periodo di ricovero presso l’officina di un bravo carrozziere.

Ristorante in centro nel mirino dei Nas. Sequestrato un quintale tra carne e pesce

Il blitz è stato effettuato in un locale vicino a Piazza Duomo. La merce era priva di etichettatura

Un noto ristorante del centro, situato nella centralissima Piazza Duomo, sarebbe stato oggetto di una ispezione da parte dei Nas di Parma. Il blitz avrebbe portato al sequestro di un quintale tra carne e pesce che non erano regolarmente etichettati. Oltre a questa ispezione, il locale sarebbe anche stato multato dall’Ispettorato del Lavoro per la mancanza osservanza dei corretti orari di chiusura.
Da giorni infatti, il Nucleo anti sofisticazione sanità, starebbe controllando molti locali che si trovano nel piacentino per verificare che tutto sia a norma di legge.

Rancan (Lega). Chiudere tutti i campi nomadi. Usare quei soldi per la nostra gente

Rom prende a schiaffi consigliere comunale a Bologna. La reazione del candidato alle Regionali

“In una società civile ai diritti corrispondono dei precisi doveri. Noi paghiamo a questa gente le bollette, mettiamo a disposizione i nostri servizi, le nostre scuole, la nostra sanità. E in cambio ci vediamo rubare nelle nostre case, li vediamo fare accattonaggio nelle nostre strade, dobbiamo accettare che si rifiutino di lavorare e di integrarsi. E’ di pochi giorni fa il caso sollevato dal sindaco di Vicenza, che aveva chiesto ai rom di svolgere qualche attività in cambio del pagamento di bollette e servizi da parte dell’Amministrazione. Una richiesta rifiutata con forza da questa gente, con il supporto dei centri sociali. Addirittura adesso insultano e ci prendono a botte. E’ inaccettabile. E’ ora di finirla”.
E’ dura e determinata la reazione di Matteo Rancan, candidato leghista alle Regionali, a fronte dell’aggressione subita dal consigliere comunale di Bologna Lucia Borgonzoni, presa a sberle e insultata da una rom durante un sopralluogo al campo nomadi.
“Devono essere chiusi tutti i campi nomadi – dichiara ancora Rancan – e quelle risorse devono essere spese per la nostra gente, per chi lavora, per chi paga le tasse, per chi ha rispetto delle regole e degli altri. Questa è una presa in giro troppo grande nei confronti della nostra popolazione”.

TACCUINO ELETTORALE mercoledì 5 novembre
Domani, mercoledì 5 novembre, il candidato leghista Matteo Rancan continua il suo “tour” a contatto con la gente sul mercato cittadino di Piacenza.

Metronotte. Refurtiva di un bar recuperata grazie all’intervento delle guardie giurate

L’inseguimento dei ladri da parte degli agenti di vigilanza di Metronotte Piacenza manda in fumo il colpo al bar

Cinque individui mascherati prendono di mira le slot di un bar di Roveleto di Cadeo, ma l’arrivo delle guardie giurate di Metronotte Piacenza non consente ai ladri di farla franca. Sono le 02.30 quando i malviventi, con i volti coperti, si introducono nel locale sito sulla via Emilia Parmense e cercano di rubare le slot machines. L’allarme, però, arriva alla centrale operativa di via Ballerini, che subito mette in allerta le proprie pattuglie e richiede un sopralluogo. Al loro arrivo, le guardie giurate vedono partire ad alta velocità un furgone bianco. Immediatamente gli agenti di vigilanza, a bordo delle loro auto di servizio, si lanciano all’inseguimento del mezzo in fuga. Durante la corsa, i malviventi lanciano dai finestrini palanchini metallici, probabilmente usati per scassinare il bar, e altro materiale vario, nell’intento di bloccare i Metronotte. Ma questi, impavidi, non si lasciano intimorire e continuano a tallonare il veicolo dei ladri. Giunto a pochi chilometri dall’abitato di Saliceto, il furgone si arresta bruscamente e gli occupanti si lanciano letteralmente fuori dall’abitacolo, precipitandosi in una fuga frenetica nella vegetazione del fossato che costeggia la strada e fanno perdere le loro tracce. Il mezzo utilizzato per il colpo viene abbandonato sul posto e la refurtiva che i malviventi sono riusciti a sottrarre al bar viene interamente recuperata.
Sul posto sono intervenuti anche i militari dell’Arma per i rilievi di competenza.

A Trento il sindaco si rifiuta di registrare le nozze gay celebrate all’estero

Un netto rifiuto arriva dal primo cittadino, nonostante la sezione locale del PD si dichiari favorevole

Mentre nella maggior parte delle città amministrate dal PD, i sindaci si vedano favorevoli alle unioni gay, c’è chi va anche controcorrente come nel caso di Trento. Due coppie che si erano presentate in comune, si sono viste rifiutare la loro richiesta di vedere riconosciuti i loro diritti da parte del sindaco Alessandro Andreatta. Il PD cittadino allora, avrebbe cercato di fare da intermediario, affinchè il sindaco stesso si dichiarasse favorevole le loro unioni. Niente da fare, il primo cittadino di Trento si sarebbe espresso con una bella e secca risposta negativa, schierandosi apertamente con la posizione del Ministro Alfano che non ne riconosce la legalità.
Andreatta non vedrebbe la cosa di buon occhio, poichè rappresentando un’intera comunità, non se la sentirebbe di contrapporsi alla legge con un atto non ancora da quest’ultima riconosciuto. Forse il caso di Trento è isolato, ma questo potrebbe aprire un acceso dibattito nel centro sinistra poichè altri potrebbero pensarla come lui.