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Piacenza: aereo si schianta in Valnure, due morti

Un Piper con a bordo due persone è precipitato stanotte a Centenaro di Ferriere

Un aereo si è schiantato stanotte poco dopo le 3 sopra a Ferriere, in località Cassano di Centenaro, in alta Valnure. Si tratta di un Piper Cheyenne della compagnia Italjolly di Vicenza (grupppo Jolly Hotel) a otto posti con a bordo due persone, entrambe morte sul colpo. Un volo privato, decollato poco prima da Malta e diretto a Milano. Le vittime sono un milanese di 60 anni e un 35enne originario di Soncino ma residente a Bergamo. Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite e stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Bobbio, comandati dal capitano Fabio Longhi. A dare l’allarme, intorno alle 3,15, è stato un residente di Centenaro, Domenico Cavanna, che è stato svegliato di soprassalto da un botto assordante. Il velivolo, dopo l’impatto, è finito in mille pezzi incendiandosi. Sul sposto si sono precipitati i vigili del fuoco di Bobbio e due ambulanze e un’automedica del 118. Per i due occupanti non c’era però nulla da fare. L’agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha disposto un’inchiesta e ha immediatamente mandato sul posto alcuni tecnici che si coordineranno con la Procura della Repubblica di Piacenza.

La moglie lo tradisce con due uomini nella stessa sera. Lui s’infuria e sfascia auto in sosta

I carabinieri tentano di bloccarlo ma lui li aggredisce in preda all’ira. Arrestato

E’ la storia della peggior serata che un uomo sposato possa immaginare di poter trascorrere. Tradito due volte in poche ore. Ma non da due persone diverse, tipo la moglie e un amico. No. A tradirlo è stata sempre la stessa persona, sua moglie, sorpresa a letto con un amante a inizio serata quando il marito è tornato prima del previsto dal lavoro; e poi sorpresa a far sesso in auto con un secondo amante nella stessa serata ma un po’ più tardi, quando il marito è rientrato per la seconda volta a casa dopo aver affogato nell’alcol il dolore del primo tradimento e mai immaginando di doverne subire un secondo. C’è poco da stupirsi se poi il poveraccio girava come un’anima in pena per la città, furibondo, rabbioso, e spaccava ogni cosa che gli capitasse a tiro. Non che facesse dei disastri, sia chiaro, però danni in effetti ne faceva: in preda a un mix esplosivo di emozioni negative, camminava barcollando e prendendo a calci le auto in sosta in una via del centro. La cosa non è sfuggita ad alcuni residenti e nel giro di qualche minuto la serata del povero marito ha vissuto un finale all’altezza del duplice tradimento di poco prima: sono arrivati i carabinieri. Facevano solo il loro lavoro, e probabilmente lui ne era era del tutto consapevole; il fatto è che era troppo furibondo per controllarsi. L’arrivo dei carabinieri che tentavano di bloccarlo dev’essere stato vissuto come l’ennesimo accanimento della sorte al termine di una serata da dimenticare. Gli sarà difficile dimenticarla, però: l’uomo è stato arrestato per aver ferito i due militari dell’Arma.

Agente di polizia penitenziaria accusato di violenza sessuale

Avrebbe molestato due detenute all’interno del carcere. Rinviato a giudizio.

Violenza sessuale. E’ l’ipotesi di reato con cui è stato rinviato a giudizio L.A., assistente della Polizia penitenziaria che all’epoca dei fatti – un anno fa – era in servizio nel carcere di Piacenza e ora si trova "temporaneamente" in altra sede. Si tratta di tre episodi (toccamenti e palpeggiamenti) ai danni di due detenute straniere: la guardia carceraria le avrebbe avvicinate in un’area comune del penitenziario (la parte femminile è gestita interamente da agenti donna) mentre si recavano nells zona riservata ai colloqui con persone esterne. Tre episodi, due ai danni della stessa detenuta la quale si è poi lasciata andare ad alcune confidenze prima con altre detenute e poi con personale della casa circondariale. Ed è proprio dal carcere stesso che è partita la prima segnalazione alla procura. Ma alle "confidenze" della prima detenuta si sono aggiunte quelle di una seconda donna e il pm Gilberto Casari ha aperto un fascicolo d’indagine a carico dell’agente delegando gli investigatori della squadra mobile della questura. Mesi di accertanmenti, interrogatori, verifiche che hanno portato gli inquirenti a raccogliere elementi tali da convincere il magistrato a chiedere il rinvio a giudizio del presunto responsabile. Nei giorni scorsi è stato concesso: l’assistente di polizia penitenziaria verrà processato. "Contesta recisamente ogni accusa e ha intenzione di difendersi in giudizio" dice l’avvocato Marusca Muselli, difensore dell’imputato. "Il carcere di Piacenza è un ambiente sano, fatti del genere non si erano mai verificati prima d’ora" afferma invece Caterina Zurlo, direttirce del penitenziario delle Novate, sottolineando di avere la massima fiducia nella magistratura che "senz’altro farà luce su una vicenda ancora tutta da chiarire" e nella quale "il condizionale è d’obbligo".

Ultraleggero sorvola il Municipale e getta volantini della Lega

Tutti increduli stamattina alle 10,30. Teatro blindato per il concerto di oggi

Teatro Municipale blindato, da stamattina, per il concerto della tv araba Al Jazeera che si terrà oggi pomeriggio alle 18,30. Polizia e carabinieri stanno presidiando tutta la zona di piazza Sant’Antonino. Stamattina, intorno alle 10,30, un ultraleggero ha sorvolato il teatro gettando centinaia di volantini della Lega, che oggi pomeriggio alle 17 terrà una manifestazione all’esterno del Municipale, in piazza Sant’Antonino. Dalle 13 è stato istituito anche il divieto di transito per le automobili, mentre nel primo pomeriggio le forze dell’ordine effettueranno la bonifica di tutta la zona. Insieme all’artificiere della polizia verrà impiegata anche un’unità cinofila dei carabinieri addestrata a trovare esplosivi e armi.

Al via il concerto di Al Jazeera al Municipale tra fischi e slogan dei manifestanti

Imponente servizio d’ordine. Nessun momento di tensione registrato

Trecento manifestanti circa hanno gridato slogan contro la tv araba Al Jazeera che sta celebrando il suo anniversario con un concerto al teatro Municipale. I manifestanti, capeggiati dal senatore piacentino del Carroccio Massimo Polledri e dal consigliere regionale di Forza Italia Luigi Francesconi, si sono dati appuntamento, con striscioni e cartelli, intorno alle 17,30 in piazza Sant’Antonino, dove gli era stato concesso lo spazio per manifestare. Imponente il servizio d’ordine coordinato dal capo di Gabinetto Girolamo Lacquaniti e che ha coinvolto decine di agenti di Digos e Squadra mobile. In supporto anche un battaglione dei carabinieri e un reparto di poliziotti arrivati da Bologna. Non si sono fortunatamente registrati momenti di tensione (né tantomeno incidenti) nonostante i manifestanti gridassero a gran voce slogan contro l’evento mediatico in corso.

Abusi sessuali sulla figlia minorenne, piacentino arrestato

In manette un operaio 50enne, incastrato dalle telecamere nascoste in casa dalla polizia

Un operaio piacentino di 50 anni è stato arrestato dalla Squadra mobile con la pesantissima accusa di violenza sessuale aggrava e continuata. La vittima degli abusi era la figlia 17enne dell’uomo, studentessa, che – stando a quanto ricostruito dagli investigatori della sezione Minori – subiva violenze dal padre quasi quotidianamente. Ad incastrare l’uomo, incensurato, tra i tanti elementi raccolti dalla polizia ci sono soprattutto i filmati delle telecamere e delle microspie che sono state appositamente nascoste nell’abitazione per diverso tempo. Abitazione nella quale viveva anche la madre della ragazza, rimasta sempre all’oscuro di tutto, fino a quando, alcune settimane fa, ha notato certi comportamenti strani della raggazzina. In particolare che non voleva stare mai da sola in casa con il padre. A questo punto la donna si è rivolta alla polizia e sono iniziate le indagini coordinate dal dirigente della Mobile Stefano Vernelli e dal sostituto procuratore Letizia Platé. Gli agenti della sezione Minori, dopo essere entrati in confidenza con la vittima degli abusi, hanno deciso di nascondere microfoni e telecamere nella casa, che si trova in periferia a Piacenza. Grazie a questi strumenti hanno ripreso l’uomo che in più occasioni cercava di palpare la figlia, simulando rapporti sessuali e cercando di baciarla. L’altra mattina la polizia lo ha atteso fuori di casa per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Pio Massa. Ora è rinchiuso alle Novate e in tarda mattinata è stato ascoltato nell’interrogatorio di garanzia davnti al gip Pio Massa. Si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Attirati da annunci erotici. Tre omosessuali piacentini pestati a sangue e rapinati. Arrestato un egiziano

Malvivente armato di mazza da baseball si fingeva gay e dava appuntamento sotto il ponte sul Po

Si fingeva omosessuale e pubblicava inserzioni erotiche su un giornale di Piacenza; inserzioni complete di numero telefonico nelle quali il “dolce trentenne” si diceva disponibile a incontri piccanti nella zona di Piacenza, San Rocco al Porto e dintorni. Una volta che qualcuno abboccava all’esca dell’annuncio, gli dava un appuntamento in una zona isolata, più che altro nel piazzale buio sotto il ponte sul Po, sponda lombarda, oppure di fronte al cimitero di San Rocco o a quello di Santo Stefano Lodigiano. E’ a questo punto che l’inserzionista ne approfittava rivelando le sue vere intenzioni con rabbiosa violenza: a colpi di mazza da baseball veniva sfasciata l’auto del poveraccio che aveva malauguratamente risposto all’annuncio; il quale di lì a qualche istante si ritrovava a terra, legato mani e piedi, pestato a sangue, a calci e pugni, e poi abbandonato lì dove si trovava. E’ accaduto tre volte nelle ultime tre settimane, e per tre volte le vittime erano piacentine: un insospettabile padre di famiglia, un imprenditore stimato, un impiegato. Tre aggressioni feroci a scopo di rapina avvenute a due passi dalla città ma nel buio di qualche luogo isolato, adatto a chi si vuole appartare ma adatto anche ai criminali che se ne vogliono approfittare. Tre casi sui quali i carabinieri della stazione di Guardamiglio hanno iniziato una serie di indagini a tutto tondo, seppur non fosse facile risalire al responsabile. Una mano è arrivata dalla buona sorte: poche ore dopo l’ultima aggressione sotto il ponte del Po (meno di una settimana fa), il bancomat del piacentino rapinato (e finito nel bottino del rapinatore insieme a denaro contante, cellulare, orologio e tutto il resto) è stato usato in uno sportello poco lontano. Era molto probabile che chi l’aveva usato fosse il bandito-picchiatore. Secondo colpo di fortuna: lo sportello bancomat in questione era di quelli dotati di telecamere a circuito chiuso e puntate proprio su chi sta effettuando il prelievo. Quei fotogrammi sono stati acquisiti dai carabinieri, stampati e mostrati ai due piacentini che avevano subìto le rapine: entrambi l’hanno riconosciuto. «E’ lui» hanno detto. Ma a riconoscerlo per primi erano stati gli stessi carabinieri: l’uomo del fotogramma pare proprio che sia Ahmed Elmitwalli Mansour, 32 anni, egiziano da tempo in Italia ma senza fissa dimora, senza permesso di soggiorno e già noto alle forze dell’ordine per episodi di rapina e sequestro di persona. Ieri poco prima dell’alba i carabinieri di Guardamiglio sono riusciti a scovarlo a Codogno e ad arrestarlo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa mercoledì dal gip di Lodi. E nel carcere di Lodi si trova ora l’egiziano in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Ultras scatenati. Sassaiola in stazione e bar razziati

Tifosi baresi rapinano e rubano. Napoletani spaccano vetrine e feriscono otto poliziotti

Mattinata a dir poco infernale per polizia e carabinieri. I guai – provocati da gruppi di ultras baresi e napoletani – sono iniziati già intorno alle 8.30 quando alla stazione di Piacenza è arrivato il primo treno di supporter pugliesi, in città per la partita di oggi. Dal gruppo principale si sono staccate un paio di "bande" che nel giro di poco hanno messo a ferro e fuoco alcuni locali della zona. Al bar Bologna hanno fatto razzia di brioches, succhi di frutta, birre e di ogni cosa capitasse loro a tiro; ovviamente senza pagare. E quando la barista – in quel momento sola – ha iniziato a urlare minacciando di chiamare la polizia, alcuni teppisti hanno scardinato il registratore di cassa e l’hanno minacciata di scagliarglielo addosso. La stessa scena s’è poi ripetuta pochi metri più avanti, nella caffetteria Sant’Ambrogio: razzia di cibo e pretesa di non pagare. In questo caso, però, gli ultras hanno trovato la resistenza di un cliente albanese del bar. Resistenza piegata con le botte. Per questo episodio, poco dopo, sono stati arrestati tre giovani baresi che nel tentativo di fuga si sono prima trovati di fronte il cane di un carrozziere di viale Sant’Ambrogio e poi i poliziotti della questura. Uno dei tre arrestati è salito a bordo della volante che è rimasta coinvolta nello scontro di via Beverora.

Peculato, patteggia l’ex direttore amministrativo del liceo Cassinari

L’accusa: si intascava parte dei soldi per le gite degli studenti. La pena: due anni e mezzo di reclusione

Due anni e mezzo di reclusione, pena patteggiata e condonata grazie all’indulto. Si è conclusa così la vicenda giudiziaria che vedeva imputato Luigi Nicelli, 62 anni, piacentino, ex direttore dei servizi generali e amministrativi del liceo artistico Cassinari. L’accusa di cui doveva rispondere era peculato: secondo quanto accertato dallo stesso preside della scuola, Benedetto Carli, e da una successiva ispezione ministeriale, l’imputato si sarebbe intascato circa quattromila euro nell’arco di sette mesi. Quel denaro era versato dai ragazzi della scuola e sarebbe dovuto servire per finanziare le loro gite per motivi di studio. Il direttore amministrativo – che a quanto pare è in pensione a partire da quest’anno – ha poi restituito la somma. Questa mattina, assistito dall’avvocato Massimo Saltarelli, si è presentato di fronte al giudice per l’udienza preliminare Gianandrea Bussi e, con il consenso del pm Gilberto Casari, ha patteggiato la pena. Pena che, se non fosse stata condonata, non sarebbe stata sospesa visto che l’imputato aveva già perso i benefici della condizionale per una precedente condanna relativa a un episodio del tutto analogo ma accaduto circa dieci anni fa.

Domande amletiche

Ogni tanto è giusto porsi delle domande. A costo di risultare faziosi ed antipatici…

“Perch锝. Questa parola, d’incommensurabile potere, è il segreto della verità e, ogni qualvolta la si pronunci, determina in noi, esseri razionali, un movimento mentale che porta alla ricerca logica di una spiegazione. E se è vero, anche, che la domanda porta sempre con sé la risposta, proverò a formulare (ad alta voce) solo alcune brevi questioni.

Per esempio: perché, dallo scorso settembre, il Fisco può ottenere dalle banche, a sua completa discrezione, tutte le informazioni riguardanti i conti e i pagamenti, fatti e ricevuti, da un qualunque signor Rossi mentre se qualcuno “spia” i conti correnti di Romano Prodi (e della Franzoni, sua moglie) scoppia la terza guerra mondiale?

Perché, a decreto Bersani non ancora approvato, le Coop avevavo già pronti gli espositori dei medicinali per tutte le loro sedi? Quanto ha fruttato in più, alle Coop, tale decreto?

Perché, fino a qualche mese fa, in tanti si scandalizzavo per le parole di Berlusconi («Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possano essere in giro tanti coglioni che votano per Prodi») ma ora in giro non trovi più nessuno che dica di aver votato per questo governo?

E, venendo a casa nostra, perché Reggi, se è così sicuro di rivincere le elezioni del prossimo anno, ha commissionato un sondaggio per sapere come la pensano i Piacentini? Quanto è costato quel sondaggio? Ma soprattutto, chi l’ha pagato?

Perché la sinistra, quando è all’opposizione, riempie le piazze con democratiche manifestazioni di protesta ma, quando governa, vieta al centrodestra di tenere analoghe manifestazioni davanti al municipio di Piacenza?

Perché se il sindaco Reggi dice, nel corso di una pubblica assemblea, che “oggi non accade più che si debba pagare 500 euro un voto in Consiglio” si minimizza l’accaduto e non se ne parla più, mentre se D’Amo, consigliere di maggioranza dei Ds, afferma che se “qualcuno che compra immobili fatiscenti con vincolo pubblico per poi farci 25 appartamenti guadagna molto” viene censurato ed emarginato dal suo stesso partito? Perché?

Ed infine (ma solo per amor di patria, intendiamoci) perché è possibile che un sindaco di provincia come Boiardi sia anche presidente di quella stessa provincia? Perché non deve essere incompatibile, almeno moralmente? Perché Monticelli, governata da Boiardi, ha ottenuto il permesso dalla Provincia (governata da Boiardi) di ospitare un mega insediamento logistico, che non era previsto in nessun piano e per il quale non esiste nemmeno un casello autostradale sul territorio comunale?

Ma, soprattutto, perché la prossima volta non ci andiamo tutti, ma proprio tutti, a votare anziché lamentarci ogni giorno di come vanno le cose?