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Patrizia Barbieri: “Campus scolastico al Laboratorio Pontieri”

L’ex area militare ha una superficie di 44mila metri quadrati, 39.300 di proprietà della Provincia, 4.700 del Comune. Trasformare l’ex area demaniale del Laboratorio Pontieri, oggi dismessa, in un campus scolastico. Provincia e Comune di Piacenza hanno sottoscritto il protocollo di intesa per la redazione di un masterplan affidato al Politecnico. Il progetto verrà in seguito sottoposto alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Parma e Piacenza.

La situazione in Emilia-Romagna. Età media sotto i 45 anni

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 126.110 casi di positività, 1.569 in più rispetto a ieri, su un totale di 19.676 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è quindi dell’8%, in calo rispetto all’8,7% di ieri.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 838 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 288 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 401 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,7 anni.

Sui 838 asintomatici436 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing66 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 10 con gli screening sierologici7 tramite i test pre-ricovero. Per 319 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 316 nuovi casi; a seguire Rimini (293), Modena (191), Ravenna (186), Reggio Emilia (166), Piacenza (122) e Ferrara (118). Poi il territorio di Cesena (49), Imola (47) e Forlì (46), infine la provincia di Parma (35).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 19.676 tamponi, per un totale di 2.156.981. A questi si aggiungono anche 1.728 test sierologici.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guaritesono 2.037 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 48.931.

casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 71.305 (-537 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 68.366 (-500), il 95,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 69 nuovi decessi: 18 a Bologna (10 donne di cui quattro di 90 anni, due di 92 anni e le rimanenti di 63, 83, 87 e 93 anni e 8 uomini di cui due di 90 anni e i rimanenti di 73, 80, 81, 85, 91 e 96 anni), 10 a Ravenna (8 donne di 66, 72, 81, 83, 86, 90, 92, 97 anni e 2 uomini di 71 e 89 anni), 8 a Piacenza (6 donne di cui due di 92 anni e le rimanenti di 50, 74, 84 e 88 anni e 2 uomini di 85 e 89 anni), 7 a Reggio Emilia (4 uomini di cui tre di 72 anni e uno di 86 e 3 donne di cui due di 92 anni e una di 87), 7 a Ferrara (5 uomini di 55, 77, 82, 89 e 90 anni e 2 donne di 80 e 97 anni), 6 a Parma (4 donne di 61, 76, 86 e 99 anni e 2 uomini di 70 e 75 anni), 6 a Modena (4 donne di 85, 86, 89 e 92 anni e 2 uomini di 79 e 94 anni), 5 a Rimini (3 uomini di 78, 84 e 91 anni e 2 donne di 82 e 97 anni), 1 a Forlì-Cesena (1 uomo di 73 anni). Figura tra i decessi anche un uomo di 72 anni, diagnosticato dall’Ausl di Parma ma residente fuori Regione. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 5.874.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 247 (invariato rispetto a ieri), 2.692 quelli negli altri reparti Covid (-37).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (-2 rispetto a ieri), 16 a Parma (+2), 34 a Reggio Emilia (invariato), 57 a Modena (+1), 60 a Bologna (+4), 4 a Imola (invariato), 18 a Ferrara (-3), 12 a Ravenna (-2), 6 a Forlì (-1), 3 a Cesena (invariato) e 24 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 12.715 a Piacenza (+122 rispetto a ieri, di cui 47 sintomatici), 10.565 a Parma (+35, di cui 19 sintomatici), 17.967 a Reggio Emilia (+166 di cui 61 sintomatici), 22.991 Modena (+191, di cui 121 sintomatici), 24.504 a Bologna (+316, di cui 123 sintomatici), 3.609 casi a Imola (+47, di cui 16 sintomatici), 6.235 a Ferrara (+118, di cui 31 sintomatici), 8.387 a Ravenna (+186, di cui 90 sintomatici), 4.634 a Forlì (+46, di cui 38 sintomatici), 4.069 a Cesena (+49, di cui 32 sintomatici) e 10.434 a Rimini (+293, di cui 155 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati sono stati eliminati 2 casi (1 a Ferrara, 1 a Modena) in quanto giudicati casi non COVID-19.

Inaugurata la nuova Terapia Intensiva di Piacenza

“Anche se abbiamo potuto farlo solo virtualmente, in videoconferenza, oggi è stato importante inaugurare la nuova Rianimazione (e Terapia Intensiva) dell’Ospedale di Piacenza, appena riqualificata”, ha dichiarato il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri. “Si tratta di un reparto tecnologicamente all’avanguardia, nel quale operano professionisti di alto livello, da febbraio in prima linea contro il Covid-19. Il nuovo reparto migliorerà il loro lavoro e garantirà una risposta più efficace non solo in questa crisi sanitaria, ma anche in futuro, quando avremo sconfitto questa piaga”.

L’inaugurazione virtuale si è svolta insieme al direttore AUSL Baldino, al direttore del dipartimento di Terapie Intensive, Anestesiologia e Terapia del dolore, Massimo Nolli, alla presidente della conferenza territoriale sociosanitaria Lucia Fontana, e all’assessore regionale Raffaele Donini.

“In qualità di Sindaco e di Presidente della Provincia di Piacenza mi sono fatta portavoce dell’intera comunità nel ringraziare ancora una volta i nostri medici, gli infermieri, gli operatori e il personale sanitario tutto, sottoposti ad uno stress fisico ed emotivo continuo da mesi”, ha concluso Patrizia Barbieri.

Lockdown. Emmanuel Macron in Francia chiude tutto tranne le scuole per un mese

“Abbiamo fatto tutto quello che era possibile, ma le misure prese ora non bastano più”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, che alle 20 ha parlato davanti alla nazione. In Francia i contagi crescono in modo esponenziale e le misure “light” non sono servite a frenare la seconda ondata. “La nostra situazione è condivisa con tutti i Paesi d’Europa, siamo sopraffatti dal Covid, siamo tutti sorpresi dalla violenza della seconda ondata”, ha aggiunto. “Il virus circola in Francia a una velocità che neanche le previsioni più pessimistiche avevano previsto”, ha chiarito Macron.
Da venerdì quindi si potrà uscire solo per andare al lavoro o fare la spesa, con l’autocertificazione. Bar e ristoranti e negozi non essenziali saranno chiusi. Le scuole resteranno aperte, mentre le attività universitarie subiranno delle restrizioni.

“Tutti quelli che potranno rimanere a casa, dovranno farlo”, ha annunciato Macron, invitando allo smart working. “Ma resteranno aperte uffici pubblici, aziende agricole, alcune fabbriche perché l’economia non può affondare”. In Francia occorrerà “continuare a portare le mascherine anche all’interno della propria abitazione se ci si trova in presenza di familiari”.

Lockdown. Angela Merkel annuncia un mese di chiusure “light” per la Germania

Di fronte allo sviluppo dei contagi (ieri i nuovi casi sono stati quasi 15 mila) in Germania Angela Merkel ha imposto la sua linea dura, tesa a limitare quanto più possibile i contatti fra le persone, varando misure che lei stessa ammette saranno «pesanti per l’intero Paese». Il sistema sanitario tedesco oggi può ancora reggere ma a questo ritmo si prevede il raggiungimento del limite entro 2 settimane. Così, dal 2 novembre dovranno nuovamente chiudere ristoranti, bar, cinema, teatri, sale da concerto, saloni di bellezza, palestre, piscine e bordelli. I gastronomi potranno tuttavia tenere aperto il servizio da asporto.

Guerriglia a Torino e Milano. Saccheggiati e vandalizzati i negozi, 12 fermi

Al Viminale sale l’allerta per le tensioni sociali che stanno esplodendo nel Paese dopo il nuovo Dpcm del governo che ha rintrodotto una serie di restrizioni. La rabbia e la frustrazione che monta nel paese e che coinvolgono diverse categorie sociali e produttive potrebbero infatti diventare occasione perfette per chi ha interesse ad alimentare le tensioni.

Ieri in tutta Italia si sono svolte manifestazioni di protesta contro il Dpcm che impone le nuove chiusure per limitare il contagio da Covid. Le forze dell’ordine hanno lanciato i lacrimogeni contro i manifestanti che stavano a loro volta lanciando pietre e bottiglie davanti alla sede della Regione Lombardia, in via Melchiorre Gioia, a Milano. Due negozi della centralissima via Roma, a Torino, sono stati devastati da gruppi di manifestanti nel corso degli episodi di guerriglia con le forze dell’ordine. A Catania i manifestanti hanno tirato bombe carta davanti alla prefettura, a Roma, Napoli e Palermo si sono verificati molti danneggiamenti, a Viareggio giovani hanno bloccato il traffico e lanciato fumogeni e petardi contro la Polizia. Tensioni si sono verificate anche a Genova, Treviso e Cremona. Anche a Piacenza la manifestazione che era prevista sul Facsal si è spostata per le vie della città, andando oltre gli orari stabiliti.

Sono in tutto 12 le persone fermate sull’intero territorio nazionale per atteggiamenti violenti.

Nuovo DPCM. Lo sfogo del sindaco Barbieri: “qui a Piacenza nessuno ha dormito”

Il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, ha affidato questa sera a Facebook un messaggio che riportiamo integralmente:

Poche sere fa dicevo che dobbiamo fare squadra e pensare ad uscire insieme da questa tempesta, ma anche io, come tutti voi, vivo le ultime decisioni del Governo con una certa preoccupazione.

Rispetteremo come sempre anche il nuovo DPCM, con il massimo impegno e con il senso del dovere che la nostra comunità ha sempre dimostrato di avere, tuttavia sono tanti i dubbi che solleva questo ultimo provvedimento e ve ne parlo perché fin dal primo giorno di questa emergenza ho scelto di essere sincera e trasparente con voi, nel bene e nel male.

Come è già successo, questo nuovo DPCM contiene indicazioni generiche che lasciano spazio all’interpretazione e demandano ai territori il controllo di situazioni critiche, in assenza degli strumenti necessari per poterlo fare in modo davvero efficace.

Nonostante sia stato ribadito più volte, non viene preso in considerazione il problema delle terre di confine tra una regione e l’altra, come Piacenza.

Il virus viaggia a velocità differenti sul territorio nazionale. Oggi sappiamo bene che ci sono problemi enormi a Roma, Milano, Napoli e in altre città. Perché, dunque, non diversificare anche l’intensità delle misure a seconda di ciò che la sanità suggerisce?

Si è scelto di colpire duramente bar, ristoranti, palestre e tutto il settore della cultura e dell’intrattenimento, senza curarsi dei sacrifici e degli investimenti che tanti gestori seri hanno sostenuto e stanno ancora sostenendo. Pochi giorni fa il Governo ha dato una settimana di tempo alle palestre per adeguarsi ai protocolli e sono partiti i controlli: a Piacenza le verifiche stavano dimostrando come i gestori avessero fatto il loro dovere. Allora perché chiudere?

Nei mesi estivi a Piacenza nessuno ha dormito, né tra gli operatori privati, né tra le istituzioni pubbliche. Abbiamo messo in atto tutti gli aiuti economici entro luglio, creando un fondo per le emergenze sociali di oltre 1 milione di euro. Abbiamo dato la possibilità di estendere i plateatici, introdotto esenzioni da tasse (solo per la TARI abbiamo investito 2.200.000 euro), studiato misure per i mercati, annullato le manifestazioni che potevano essere fonti di contagio e soprattutto abbiamo riorganizzato le scuole, investendo per adeguare gli edifici.

Proprio ora mi è arrivata una comunicazione da parte del Ministero dell’Istruzione con la pretesa che in un giorno venga riorganizzata la scuola in modo differente…

Sono davvero perplessa per questa chiusura generalizzata che non tiene conto degli sforzi enormi degli operatori che hanno fatto ogni sacrificio economico possibile per garantire distanziamento, sicurezza individuale e controllo dei clienti.

E che dire poi della cultura. A Piacenza abbiamo il Teatro Municipale che è il luogo più sicuro in assoluto. Nessuno si è posto il tema di verificare quali strumenti avessimo messo in campo per garantire la sicurezza; si chiude e basta, così come per tutto il settore culturale già gravemente colpito.

Farò sentire la mia voce affinché tutti i lavoratori trovino risposte ai loro sacrifici e che i settori colpiti vengano indennizzati rapidamente.

Lo ripeto a scanso di equivoci, non vorrei essere fraintesa. Queste riflessioni non significano che non rispetteremo in modo scrupoloso il DPCM: il nostro impegno sarà come sempre massimo e risponderemo ad ogni decisione del Governo e della Regione con responsabilità e determinazione. Ma non intendo farlo in silenzio, senza ribadire con forza che occorrono misure specifiche e coerenti, nonché provvedimenti urgenti e mirati, oltre – naturalmente – alle risorse economiche necessarie per far fronte alle difficili situazioni che tutti noi siamo chiamati ad affrontare.

Confesercenti: “amareggiati, abbiamo fatto il possibile. Ora lotta per indennizzi”

Il premier Giuseppe Conte ha firmato nel corso della notte, a quanto si apprende da fonti di governo, il nuovo Dpcm con le misure restrittive anti-Covid, tra le quali la chiusura alle ore 18 di tutti i ristoranti, bar e gelaterie. “Abbiamo fatto il possibile e impossibile per contrastare un decreto illogico per gli strumenti usati che colpiscono una categoria che, ligia ai protocolli emanati dal governo, dalle Regioni e dai Comuni a tutela della salute dei cittadini, si ritrova di fatto capro espiatorio di colpe, mancanze e ritardi di altri”, ha commentato Fausto Arzani, di Confesercenti.
“Continueremo la lotta sindacale contro provvedimenti non corretti” a tutela di esercenti, commercianti e ristoratori. “Stiamo negoziando anche, a livello nazionale, giusti e velocissimi indennizzi Vi teniamo aggiornati Scusate ma sono estremamente amareggiato”.

La situazione oggi in Italia. Siamo ancora in tempo per frenare il contagio

La linea di sviluppo dell’epidemia è purtroppo molto chiara. Per capire cosa sta per accadere è sufficiente guardare ad altri Paesi europei che sono in anticipo sui nostri numeri di circa 15 giorni. Il numero dei casi raddoppia con cadenza settimanale e, due settimane dopo, questo dato si riflette sul numero dei decessi. Abbiamo spazio per agire, ma il tempo si sta esaurendo rapidamente.

Coronavirus Covid19 La situazione oggi in Italia nel Mondo

Questi sono i numeri oggi, in estrema sintesi:

NUOVI CASI +19.143 tendenza +4,11% Totali 484.869
MORTI +91 tendenza +0,25% Totali 37.059
DIMESSI/ GUARITI +2.352 tendenza +0,91% Totali 261.808
ATTUALMENTE POSITIVI +16.700 tendenza +9,86% Totali 186.002
TERAPIA INTENSIVA +57 tendenza +5,75% Totali 1.049
RICOVERATI CON SINTOMI +855 tendenza +8,82% Totali 10.549
ISOLAMENTO DOMICILIARE +15.788 tendenza +9,95% Totali 174.404

Sembrano passati 10 anni, ma questa crisi è iniziata meno di un anno fa. La storia del nuovo Coronavirus per tappe ed eventi principali e magistralmente raccontata in questa pagina: https://lab24.ilsole24ore.com/storia-coronavirus/

L’epidemia è in rapido peggioramento. Gli anziani restino in casa

“L’epidemia è in rapido peggioramento. Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità”. Così nel monitoraggio settimanale iss-Ministero della Salute per la settimana 12-18 ottobre 2020 (aggiornato al 20 ottobre 2020). La situazione in Italia evidenzia segnali di criticità dei servizi territoriali e del “raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali”. L’evidenza di casi rapidamente in aumento con Rt nazionale di 1.5 nel suo valore medio e significativamente sopra 1 indicano una situazione “complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni/PA italiane” Lo rileva il monitoraggio settimanale ministero Salute-Iss.

È fondamentale che la popolazione – e in particolare le persone anziane e i soggetti più fragili – rimangano a casa quando possibile e riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie.