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Nicola Bellotti

Comunicatore 2.0?Fotografo gentiluomo?Ottimista, passionario, eccessivamente empatico?Cattolico

Coronavirus. La situazione in Emilia-Romagna. Tanti i tamponi, 1 su 5 è positivo

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 108.073 casi di positività, 2.347 in più rispetto a ieri, su un totale di 11.558 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 20,3%stabile rispetto a ieri.                                                                                            

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.160 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 327 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 557 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,1 anni.

Su 1.160 asintomatici501 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing84 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 25 con gli screening sierologici33 tramite i test pre-ricovero. Per 517 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province dell’Emilia-Romagna vede Modena con 480 nuovi casi, Bologna con 350, Reggio Emilia (300), Rimini (272), Ravenna (205), Parma (204), Piacenza (155), Imola (121), Ferrara (105). Poi l’area di Cesena (80) e Forlì (75).

Questi, dunque, i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 11.558 tamponi, per un totale di 2.002.154. A questi si aggiungono anche 2.110 test sierologici.

casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 69.380 (2.109 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 66.394 (+2.038 rispetto a ieri), il 95,7% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 34 nuovi decessi: 13 in provincia di Modena (6 uomini di 66, 71,73,77,82 e 88 anni; 7 donne rispettivamente di 65 anni, due di 82 e le rimanenti di 83, 84, 93 e 102 anni), 6 a Reggio Emilia (5 uomini di 81, 82, 85, 87 e 91 anni; una donna di 79 anni), 6 a Piacenza (due uomini di 76 anni, 1 di 77 e 1 di 84;  due donne rispettivamente di 79 e 89 anni), 4 a Ravenna (di cui due uomini di 82 e 83 anni; due donne di 58 e 92 anni), 2 a Bologna (un uomo di 91 anni e una donna, a Imola, di 95), 2 a Forlì-Cesena (un uomo di 85 e una donna di 89 anni, entrambi a Cesena), 1 a Ferrara (un uomo di 88 anni). Non si sono verificati decessi nelle province di Parma e Rimini.  Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Emilia-Romagna i decessi sono complessivamente 5.384.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 248 (-1 rispetto a ieri), 2.738 quelli in altri reparti Covid (+72).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (-1   rispetto a ieri), 13 a Parma (-1 rispetto a ieri), 30 a Reggio Emilia (+1 rispetto a ieri), 64 a Modena (numero ricoveri invariato rispetto a ieri), 58 a Bologna (-2), 4 a Imola (invariato), 19 a Ferrara (-1), 15 a Ravenna (+3), 6 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (invariato).

Le persone complessivamente guarite salgono a 33.309 (+204 rispetto a ieri).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 11.347 a Piacenza (+155 rispetto a ieri, di cui 42 sintomatici), 9.231 a Parma (+204, di cui 129 sintomatici), 15.717 a Reggio Emilia (+300, di cui 236 sintomatici), 19.632 a Modena (+480, di cui 231 sintomatici), 21.393 a Bologna (+350, di cui 155 sintomatici), 2.797 casi a Imola (+121, di cui 58 sintomatici), 5.196 a Ferrara (+105 , di cui 23 sintomatici), 6.752  a Ravenna (+205, di cui 94 sintomatici), 4.000 a Forlì (+75, di cui 50 sintomatici), 3.355 a Cesena (+80 , di cui 58 sintomatici) e 8.653 a Rimini (+272, di cui 111 sintomatici).

Viva la Vulva. Uno spot che incoraggia le donne ad amare e conoscere la propria zona intima

Nato nel 2018 dalla creatività di Amv Bbdo, questo spot ha conquistato oltre 60 premi ai più prestigiosi festival creativi e pubblicitari, di cui 6 Leoni d’Oro a Cannes. Stiamo parlando del discusso “Viva la Vulva”, cortometraggio e spot per socia le tv di Nuvenia, il brand di assorbenti della multinazionale svedese Essity (all’estero è stato pianificato per i brand Libresse e Bodyform), nel quadro di una campagna che incoraggia le donne ad amare e conoscere la propria zona intima, superando imbarazzi, sfatando credenze, insicurezze e stereotipi e celebrando ogni differenza.

La campagna “Viva la Vulva”, pianificata da Zenith in tv e mezzi digitali, è accompagnata da una mostra d’arte a Milano e da un progetto di branded content con Roba da Donne. La mostra presenta una serie di opere che indagano il corpo della donna, la sua anatomia e la sacralità della zona intima attraverso forme di espressione diverse – dalla scultura, al ricamo all’installazione, fino al classico acquerello – per raccontare l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature. Mentre il progetto “Chiamiamo le cose con il loro nome – Si dice mestruazioni e vulva”,  iniziato a giugno e attivo per tutto l’anno a scopo educativo, è composto da articoli a taglio informativo e narrativo e da una serie di video come questo:

A Piacenza il nuovo corso di laurea in Medicina, in lingua inglese

Un corso di laurea in Medicina con sede a Piacenza, interamente in lingua inglese, afferente all’Università di Parma il cui Senato accademico ha già approvato il progetto, avviando le procedure formali per la necessaria validazione da parte dei Ministeri competenti.
Lo hanno annunciato stamani, in conferenza stampa, il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri e il direttore generale dell’Azienda Usl Luca Baldino, sottolineando la forte intenzione del rettore dell’ateneo parmense Paolo Andrei – che interverrà prossimamente in sede di Conferenza territoriale socio-sanitaria per presentare i dettagli – di inaugurare il nuovo percorso universitario nel settembre 2021 salvo proroghe all’anno successivo imposte dal perdurare dell’emergenza sanitaria in atto.

Il corso di laurea, la cui erogazione in inglese ne conferma la fondamentale vocazione internazionale, poggia sulla sinergia tra Piacenza e Parma e accoglierà 100 studenti in ogni anno accademico – arrivando, a regime, a 600 iscritti – con l’attivazione di una trentina di cattedre.
La realizzazione dell’iniziativa comporterà, per il nosocomio di Piacenza, la qualifica di ospedale universitario, con determinanti e concrete ripercussioni sul territorio in termini di formazione professionale dei nuovi medici, ulteriore potenziamento del presidio sanitario e impulso strategico a progetti e attività di ricerca. Si dà compimento, in tal modo, all’iter già avviato – con conclusione prevista entro il 2020 – per rendere universitaria l’Unità operativa di Ortopedia del Polichirurgico, cui seguiranno altri reparti entro i successivi sei/otto mesi.
La dimensione internazionale rende il nuovo corso di laurea con sede a Piacenza particolarmente innovativo e di indubbia attrattiva tra le proposte accademiche: le statistiche confermano che i percorsi formativi in lingua inglese sono tra i più ricercati dai giovani medici, a maggior ragione in un ambito territoriale, tra Parma e Piacenza, dove non ci sono equivalenti.
Nel pomeriggio, il progetto verrà illustrato al Collegio di direzione dell’Ausl.

Milano sospesa. La capitale del nord sembra essere in lockdown permanente

MILANO – Bar del centro che chiudono alle 17, tanti negozi con le serrande abbassate, metropolitane mezze vuote, pensiline quasi deserte, tram e autobus che viaggiano con poche persone a bordo. Milano sembra essere rimasta sospesa in uno stato di semi-lockdown permanente.

Mancano i turisti, il cui numero si è drasticamente ridotto. Mancano gli studenti universitari e i tanti che venivano a studiare nel capoluogo lombardo dal resto del Paese. Mancano le fiere e i grandi eventi che portavano in città numerose persone anche dall’estero. E soprattutto mancano le persone negli uffici, dove gran parte degli impiegati è a casa, in smart-working, spesso in altre regioni.

Viaggiando dalla periferia verso il cuore della città, in piazza Duomo, non si vedono altro che le serrande abbassate di negozi, bar, ristoranti e, più in generale, degli esercizi di vendita al dettaglio. La pandemia ha reso più evidente la differenza tra centro e periferie, rivelando l’importanza di poter contare su un sistema di servizi distribuito su tutto il territorio.

Milano è cambiata. Ed è lecito domandarsi se questo possa essere un cambiamento in grado di modificare in modo permanente le abitudini e i flussi economici. I milanesi prima del lockdown erano i tanti lavoratori in trasferta, i pendolari, gli studenti, i buyer stranieri, gli addetti nelle migliaia di negozi aperti, i turisti, non solo chi è nato nel capoluogo lombardo. E i milanesi hanno lasciato Milano, come i nobili durante la peste raccontata nei Promessi Sposi di Manzoni.

“Sono partiti prima della mezzanotte. Nonostante le gride che proibivano di lasciare la città e minacciavano le solite pene severissime, come la confisca delle case e di tutti i patrimoni, furono molti i nobili che fuggirono da Milano per andarsi a rifugiare nei loro possedimenti in campagna”.

La Milano locomotiva del Paese è ferma e questo deve preoccuparci tutti, perché come la capitale del nord ha trainato per anni le regioni vicine e il resto dello stivale, così le difficoltà del momento possono indebolirci tutti quanti, compromettendo la ripartenza. Fare il tifo per Milano non è un’opzione, è un obbligo morale.

Le possibili soluzioni sono tante e i milanesi troveranno come sempre il modo di tirarsi su le maniche e ripartire, ma ci sono 2 spunti che mi hanno fatto riflettere molto in questi mesi.

Il primo arriva da Ezio Manzini, per molti anni docente al Politecnico, esperto di design per l’innovazione sociale. Manzini ha sottolineato come l’avvicinamento tra lavoro e abitazioni dovuto allo smart-working comporti anche una straordinaria opportunità in termini di rigenerazione dei quartieri che, in questo modo si potrebbero arricchire di presenze e di attività. E’ il concetto della città dei 15 minuti che ha adottato la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, come tema cardine della propria campagna elettorale, arrivando alla vittoria. La città dei 15 minuti dovrebbe offrire tutto ciò che serve e tutto ciò che si deve fare quotidianamente a meno di 15 minuti a piedi da dove si abita.

Il secondo spunto lo offre Roberto Sommella, giornalista, saggista e direttore di MF-Milano Finanza, che suggerisce di approfittare della Brexit per trasformare Milano in una nuova Londra. Per dare una forte spinta all’economia meneghina occorrerebbe intercettare i capitali che dovranno per forza lasciare la City (un soggetto attivo sulla piazza finanziaria deve, infatti, avere sede nell’Unione Europea), creando le giuste condizioni. Le commissioni sulle transazioni finanziarie, infatti, costituiscono un bottino davvero ingente. Londra è diventata la città più ricca e più cara al mondo proprio grazie alla tassazione al 20% di tutti i capitali esteri, ma residenti in loco.

 

 

Caso Tuxedo. Katia Tarasconi: “Piacenza ha un problema di sicurezza”

«Piacenza ha un problema di sicurezza. E’ palese, inutile girare attorno al concetto». E Katia Tarasconi non gira attorno al concetto nel commentare l’ennesimo caso di cronaca che accende i riflettori sulla città per fatti che danno da pensare a livello generale, «culturale, educativo». La consigliera regionale del Pd si riferisce al brutale raid di cui è stato vittima l’altra sera un noto locale piacentino, il Tuxedo, il cui titolare Carlo Dodi è da poco uscito da una durissima battaglia contro il covid; battaglia vinta dopo settimane di terapia intensiva e che ora stava tentando di mettersi alle spalle per combatterne una nuova, quella per rilanciare la sua attività dopo un lockdown che ha messo in ginocchio l’intera categoria. «Caso che si aggiunge allo scandalo dei carabinieri della Levante – dice Tarasconi -, che si aggiunge alla piaga delle baby-gang che creano problemi in centro storico ormai da troppo tempo e che si inserisce in un contesto di degrado generale in città da qualche tempo troppo evidente sotto tanti punti di vista». Un fatto gravissimo, sostiene la consigliera dem,  che ha portato non solo alla devastazione di un locale pubblico pieno di clienti ma anche al ferimento del titolare e di suo figlio e anche di un cliente che ha tentato di opporsi ai tre aggressori. E aggiunge: «E’ pazzesco pensare che questa furia sia stata scatenata dalla richiesta di rispettare le regole anticontagio in un periodo come quello che stiamo attraversando. Io spero davvero che questi criminali vengano al più presto catturati, processati e condannati».

Il caso del Tuxedo riapre dunque una ferita ben lontana dall’essere rimarginata rimarginata, dunque, dopo la serie inquietante di fatti di cronaca che hanno portato su Piacenza riflettori tutt’altro che positivi nell’ultimo periodo. Tarasconi ne è convinta: «Da un lato questi episodi, non solo a Piacenza ma in tutta Italia e direi in tutto il mondo, rivelano che la violenza, le reazioni smodate, la cattiveria sono ormai parte dei comportamenti comuni più di quanto sia accettabile. Dagli insulti atroci sui social alle botte al pub purtroppo la strada è breve, a quanto pare». Ma non solo: «Se vogliamo davvero parlare di sicurezza – spiega la consigliera regionale – non possiamo limitarci ad annunciare eserciti in strada, presidi armati ad ogni angolo che possono senz’altro servire in certi casi ma che non potranno mai coprire l’intero territorio e prevenire ogni gesto folle estemporaneo. Dobbiamo investire sull’educazione, sulla cultura; e dobbiamo farlo partendo dai più giovani, formandoli, facendoli riflettere sul senso di legalità, sull’importanza del rispetto delle regole. Esistono fondi destinati a questi scopi, anche fondi regionali, ed esistono iniziative per aiutare le nuove generazioni a crescere con il senso della giustizia; nuove generazioni ma anche adulti. Ed è sempre più importante che ciò avvenga in una fase storica nella quale i social veicolano violenza e aggressività ogni giorno di più». «Piacenza non merita di avere addosso solo i riflettori della cronaca nera – conclude Tarasconi – Merita di far parlare di sé per iniziative che educhino alla legalità le nuove generazioni».

Odysseus, parla Montella. “Alla Levante eravamo tutti d’accordo”

PIACENZA – Il carabiniere Giuseppe Montella, considerato la mente della banda della Levante arrestata nell’ambito dell’operazione Odysseus, in un’intervista al Corriere della Sera ha coinvolto i colleghi dei quali, fino a poco tempo fa, non aveva parlato. “Preferivo prendermi io le colpe per non scaricarle”, ha raccontato.

Ma dopo che i compagni, nel corso dei vari interrogatori, hanno descritto le attività criminali del gruppo attribuendo all’appuntato Montella pesanti responsabilità, anche lui ha iniziato a parlare. Secondo il Corriere della Sera, l’imputato avrebbe confessato di avere sottratto soldi agli arrestati, “solo poche decine di euro da dare agli informatori”, ma giurando di non essersi intascato nulla, diversamente da quanto sostengono i pubblici ministeri Matteo Centini e Antonio Colonna i quali descrivono una situazione in cui di denaro ne sarebbe sparito tanto.

Sempre al Corriere, Montella avrebbe ammesso anche di avere picchiato i fermati, ma appena “qualche schiaffo”, non come sostiene l’accusa.

Piacenza. Plàcido Domingo dirigerà la Messa da Requiem di Verdi in memoria delle vittime del Covid

PIACENZA – “Il Teatro Municipale di Piacenza ospiterà il prossimo 24 novembre un evento che abbiamo fortemente voluto e che sarà celebrato per ricordare i nostri morti, caduti vittime dell’epidemia di coronavirus”, ha annunciato il sindaco Patrizia Barbieri.

Sarà il grande tenore e direttore d’orchestra spagnolo Plácido Domingo, che cantò a Piacenza nel 1972 alla prima di Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, a dirigere la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi con la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza, che vedrà impegnati come solisti Davinia Rodriguez, Annalisa Stroppa, Antonio Poli e Michele Pertusi.

“Con questo bellissimo messaggio che mi ha toccato il cuore e in cui traspare la sua grande sensibilità, il maestro Domingo, uno tra i più grandi tenori e direttori d’orchestra del mondo, ci ha aiutato ad annunciare che il Teatro Municipale di Piacenza ospiterà un evento che sarà celebrato per ricordare i nostri morti, caduti vittime dell’epidemia di coronavirus.”

Coronavirus. Aumentano i casi e l’età media ora è 29 anni. A Piacenza altri 10 positivi

Aumentano ancora i contagi per il nuovo coronavirus nel nostro Paese: sono 1.411 (contro i 1.367 di ieri) quelli registrati nelle ultime 24 ore. L’età media dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è di 29 anni, confermando un trend in diminuzione. A Piacenza i nuovi positivi identificati con i tamponi sono 10 e 171 in tutta la Regione Emilia-Romagna. Da noi l’età media è 35 anni e sono 24 i nuovi contagi collegati a rientri dall’estero.

Sedici Regioni e province autonome hanno riportato un aumento nel numero di casi rispetto alla settimana precedente che non può essere attribuito unicamente ad importazione da stato estero

 

Da Ausl e Comune di Piacenza, nuove regole per gli eventi

PIACENZA – Uno strumento tecnico per valutare oggettivamente le richieste di eventi rispetto alle normative in tema di Coronavirus. Stamattina, nel corso di un incontro tra il Sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri e il direttore Ausl Luca Baldino, il primo cittadino ha richiesto la collaborazione del dipartimento di Sanità pubblica nel fornire al Comune una griglia di valutazione utile per considerare tutti gli elementi necessari all’organizzazione di sagre, feste, concerti e spettacoli per mantenere il corretto livello di sicurezza rispetto alle normative Covid19.

I professionisti sanitari sono al lavoro per predisporre il vademecum, che già da domani dovrebbe essere messo a disposizione degli uffici comunali.

Gli aspetti da considerare sono diversi e dipendono chiaramente dalla tipologia di evento. Per esempio, in ambito alimentare, è possibile la sola somministrazione e non la modalità di self-service e gli accessi vanno regolamentati in funzione degli spazi disponibili, per garantire il corretto distanziamento sociale. In ambito musicale o di spettacolo, invece, sono possibili esibizioni davanti a un pubblico seduto, con posti distanziati e limitati, senza che siano consentiti balli o assembramenti.

Lo strumento tecnico in fase di elaborazione fornirà all’Amministrazione comunale i criteri corretti per la gestione delle richieste e le necessarie prescrizioni per gli organizzatori degli eventi.

“L’emergenza sanitaria non è ancora terminata – commenta il Sindaco Patrizia Barbieri – e non possiamo permetterci di sottovalutare in alcun modo la situazione, continuando sempre a richiamare tutti alla responsabilità nei comportamenti personali e al rispetto delle regole quale efficace arma nella lotta alla diffusione del contagio. Come già in altri ambiti, riteniamo doveroso che questa attenzione sia mantenuta anche e soprattutto nell’organizzazione e nella gestione degli eventi e delle manifestazioni. Proprio in quest’ottica, abbiamo definito con l’Asl una forma di collaborazione volta a permettere una valutazione – su tutti gli eventi pubblici e aperti al pubblico previsti in città e per i quali viene richiesta una Scia al Comune – dell’applicazione delle prescrizioni di sicurezza e di prevenzione del contagio. Il dialogo con l’Asl, che ringrazio, è la migliore garanzia di osservanza delle regole, in un’ottica di massima uniformità e trasparenza e con il solo e specifico scopo di tutelare la salute dei cittadini”.

“Azienda e Comune insieme perché sia tutelata al massimo, in ogni momento, la salute dei cittadini”. Il direttore generale Baldino esprime la sua soddisfazione per l’intesa raggiunta con il sindaco Barbieri. “Sappiamo che non è possibile rinunciare alla realizzazione di eventi che contribuiscono alla crescita culturale della cittadinanza e al rilancio, anche se in forma ridotta, del turismo nella nostra provincia. Ma siamo tutti consapevoli che la situazione epidemiologica in cui ci troviamo non consente di fare passi falsi. Professionisti dell’Igiene pubblica e tecnici comunali sapranno trovare le soluzioni logistiche e organizzative più adatte perché le iniziative vengano realizzate in modo piacevole e, contemporaneamente, sicuro per i piacentini e per i turisti che vorranno partecipare”.

Ricoverato Flavio Briatore. 63 casi di positività al Covid tra il personale del Billionaire

Flavio Briatore è ricoverato dopo aver contratto il coronavirus all’ospedale San Raffaele di Milano mentre salgono a 63 i casi postivi al Covid-19 accertati tra lo staff del Billionaire di Porto Cervo, su un totale 90 tamponi effettuati.

“Le condizioni di Flavio Briatore sono assolutamente stabili e buone e lo stesso tiene a ringraziare per le tante manifestazioni di affetto e interesse alla sua salute ricevute in queste ore”: è quanto si legge in una nota dello staff di Flavio Briatore, ricoverato al San Raffaele di Milano dopo aver contratto il coronavirus. “Il presente comunicato per informare che Flavio Briatore domenica sera, accusando leggera febbre e sintomi di spossatezza , si è recato all’Ospedale San Raffaele di Milano per un controllo. L’imprenditore e’ stato ricoverato, e’ stato sottoposto a un check up generale e resta sotto controllo medico”, spiega la nota.