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Lavinia Monei

Raffaele Donini: “a Piacenza 60.000 test sierologici dalla prossima settimana”

PIACENZA – L’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, ha comunicato il via libera dalla Regione Emilia-Romagna a due campagne di screening sierologici nel territorio di Piacenza per la ricerca degli anticorpi, che si sviluppano in presenza del virus Covid-19. I test saranno effettuati dall’Azienda sanitaria piacentina, già a partire dalla prossima settimana, e interesseranno circa 60 mila persone.

“Partiamo da Piacenza con una forte accelerazione nella lotta contro il virus, e questa è la direzione giusta,” ha sottolineato l’assessore Donini. “Lo screening messo in campo, che può contare anche su dotazioni flessibili come le cliniche mobili, è un ulteriore passo avanti per identificare e isolare i positivi, togliendo il terreno al virus”.

Katia Tarasconi Raffaele Donini Piacenza

“Questa decisione mi rasserena e mi fa pensare che avremo meno probabilità di rischiare una ricaduta,” ha commentato il consigliere regionale Katia Tarasconi (PD), che da giorni sollecitava l’inizio di uno screening massiccio. “Rimane il tema che i nuovi positivi vanno tracciati e dobbiamo insistere con i tamponi, continuando ad aumentarne il numero”.

Anche il Sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, aveva sollecitato nuovamente l’AUSL per ottenere test a tappeto sulla popolazione (qui l’articolo).

Si partirà con un primo screening di circa 30mila persone conviventi o che sono venute a stretto contatto con soggetti a risultati positivi al Covid-19 dall’inizio dell’epidemia, a cominciare dai conviventi. Si procederà con un secondo screening indirizzato a un campione generico della popolazione, che è in fase di definizione in questi giorni.

Le persone che dovranno essere sottoposte al test saranno chiamate dagli uffici dell’Azienda Usl di Piacenza, e riceveranno nei prossimi giorni una comunicazione ufficiale.

Diversi i punti individuati per il prelievo: la rete delle case della salute e due cliniche mobili. L’azienda Usl di Piacenza, inoltre, in questi giorni valuterà la possibilità di un accordo con i Medici di Medicina generale per poter contare sulla collaborazione della loro rete di ambulatori.

L’obiettivo è riuscire ad analizzare 10mila test a settimana, concludendo quindi le due campagne entro il 20 giugno

25 aprile. Il discorso del Sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri

Piacenza, 25 aprile 2020

Un anno fa, tra i tanti concittadini riuniti nel cuore di Piacenza per onorare la memoria e il significato del 25 aprile, iniziavo il mio discorso rievocando le piazze gremite in quella storica giornata di primavera del 1945, quando le campane risuonarono a festa in tutta Italia e poterono dissolversi, nell’abbraccio gioioso di un popolo intero, la devastazione e la sofferenza della guerra, il silenzio imposto dalla paura, il peso dell’oppressione e della violenza.

Le tragiche circostanze che purtroppo ben conosciamo ci costringono a celebrare il 75° anniversario della Liberazione nel raccoglimento di una piazza deserta e silente. Oggi più che mai avremmo bisogno di vivere le emozioni della Festa, scendere nelle strade e ritrovarci in un abbraccio liberatorio. Ma questa cerimonia, per quanto diversa possa apparirne il volto, non perde certo il proprio significato più profondo, che diventa, se possibile, ancor più forte e attuale.

Mi tornano alla mente, a questo proposito, le riflessioni che la senatrice Liliana Segre ha rivolto a una platea di giovani studenti ricordando, qualche tempo fa, la libertà di pensiero che non l’ha mai abbandonata durante la sua tragica esperienza di reclusione nei campi di sterminio: “Il mio corpo è stato prigioniero, ma la mia mente ha sempre volato”. Mai come ora, possono essere le nostre emozioni e la nostra volontà di condivisione a farci superare la distanza e l’isolamento, facendo sì che il sacrificio dei nostri Caduti si imponga come presenza toccante e autentica in questa assenza.

Rendere il nostro omaggio alle donne e agli uomini che hanno scritto alcune delle pagine più alte e nobili della nostra Storia vuol dire, innanzitutto, riconoscersi nell’adesione intima e sincera ai princìpi della democrazia, della libertà, del pluralismo e della pace per i quali essi diedero la vita.

E’ infatti nel rispetto, nella convivenza civile, nella capacità di coltivare quegli stessi valori nella propria quotidianità, che ogni cittadino può esprimere, anche singolarmente, il tributo più importante a chi ha combattuto per la Resistenza, a quanti si esposero al rischio di brutali rappresaglie per sfamare e nascondere chi si opponeva all’oppressore. Nessuno, tra loro, si tirò indietro: come avrebbero raccontato alcune di quelle ragazze diversi anni più tardi – in una preziosa ricerca condotta sulla Resistenza a Calendasco – “avevamo imparato a ignorare la paura… semplicemente, andavamo contro al mondo a quell’età”.

Di quel coraggio, ancora oggi, la Repubblica Italiana è debitrice. Di quella capacità di spendersi per gli altri, di rischiare senza esitazione ciò che si aveva di più caro, dobbiamo essere tutti riconoscenti. Certo, la storia ci ha insegnato che è difficile ripercorrere il passato con uno sguardo scevro da ogni ideologia, impossibile dimenticare la brutalità di una guerra fratricida che ha posto gli uni contro gli altri, inesorabilmente, vicini di casa, colleghi di lavoro, compaesani per i quali la diversità di opinioni e idee politiche ha rappresentato, in quegli anni così difficili, una frattura insanabile.

Eppure oggi, volgendo lo sguardo al Tricolore che adorna i nostri palazzi, o inchinandoci di fronte ai nomi incisi nel marmo delle lapidi commemorative, la commozione e la consapevolezza che ci colgono non conoscono distinzioni, così come l’orgoglio per quella Medaglia d’Oro al Valor Militare di cui Piacenza è stata insignita per il sacrificio di tanti suoi figli. A ognuno di loro, in questo istante, vanno il nostro pensiero e la nostra gratitudine, l’abbraccio di una folla che non ha potuto essere presente e l’eloquenza del silenzio. Perché le parole non bastano, talvolta, a esprimere il dolore per ciò che è stato, ma possono aiutarci – facendo riecheggiare in questa piazza l’amore per la libertà e i fondamenti della nostra democrazia – a colmare il vuoto che sentiamo dentro e intorno a noi.

E così che affidiamo, a queste stesse parole, un appello: a 75 anni da quella Liberazione che segnò l’avvio di un nuovo cammino per la vita politica e civile del nostro Paese, ritroviamo e rinnoviamo quel senso di appartenenza alla comunità che trascende ogni divisione in nome degli ideali universali e indiscutibili di pace, di convivenza civile, di coesione sociale. Contadini, intellettuali, operai, sacerdoti, insegnanti, avvocati: generazioni diverse, percorsi di vita talora estremamente distanti, seppero incontrarsi e mettere da parte quelle differenze per costruire, insieme, una società migliore, di cui la nostra Costituzione è la testimonianza più preziosa.

E’ a quell’Italia, che possiamo guardare ancora oggi per la fierezza nel rialzarsi, la tenacia nel non soccombere, l’altruismo nel dividere sempre quel poco che si aveva, la coerenza nel non piegarsi. “Non sapevo in me tanta forza”, scriveva alla moglie il partigiano “Pino”, Giuseppe Casana, detenuto a Torino, dove si era trasferito – da Piacenza – con la famiglia e dove venne fucilato dai tedeschi, a soli 36 anni, nell’ottobre del ’44, il suo corpo lasciato inerte in piazza Statuto per 24 ore accanto agli altri uccisi insieme a lui, come atto dimostrativo e intimidatorio.

E dal buio una cella, nel carcere di Parma, scriveva anche il partigiano Mirko, il 18enne Giordano Cavestro, mentre nel maggio del ’44 attendeva la propria esecuzione: “Io muoio. Ma l’idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e la ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio. Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà”. Sono semplici e nitidi, questi frammenti di quotidianità spezzata, così come limpido è il pensiero di un ragazzo che ha sacrificato tutto nel nome della Patria.

Teniamole a mente, allora, queste frasi. Lasciamo che ci tocchino il cuore in questa giornata di primavera che non possiamo trascorrere insieme, ma ci fa sentire ugualmente vicini, parte di una comunità che in queste settimane ha saputo fare scelte difficili e responsabili, che non vuole smettere di sperare, che oggi rende omaggio ai Caduti per la Liberazione e avverte, al tempo stesso, tutto il peso delle ferite laceranti inferte dal Coronavirus. Che questo 25 aprile, richiamando l’unità di intenti su cui si fondò la Resistenza, possa essere il monito e l’esempio da cui avviare, insieme, un nuovo percorso di rinascita e di ricostruzione, nel segno di un impegno condiviso cui ciascuno di noi può scegliere consapevolmente di contribuire.

Più volte, in questi due mesi, ho affermato che siamo in guerra. Perché come in guerra si muore, perché come in trincea lottano – con infaticabile dedizione e spirito di servizio, con coraggio e senza risparmiarsi – tutti coloro che operano in prima linea a tutela della collettività, assistendo chi è malato, continuando a garantire un fondamentale presidio del territorio. E’ a tutti loro che oggi vorrei dedicare questa festa, perché la loro etica professionale, l’umanità e il coraggio di cui danno prova ogni giorno rendono onore ai valori e ai princìpi fondanti della Resistenza; nonché all’esempio dei tanti medici e infermieri che, in quegli anni, fecero una precisa scelta di responsabilità e umanità, pagandola anche con la propria vita.

Come il medico torinese Rinaldo Laudi, radiato dall’Albo nel 1938 perché ebreo, rifugiatosi a Piacenza dove si nascose presso la clinica Lodigiani prima di unirsi a “Giustizia e Libertà” come “partigiano Dino”, fucilato agli inizi del 1945. O il dottor Gaetano Lecce, originario di Salerno, medico condotto di Pianello e Pecorara, sopravvissuto ad Auschwitz dove venne internato perché colpevole, dopo il 1943, di aver prestato le proprie cure alle prime divisioni partigiane e a pazienti di religione ebraica.

Anche nel loro nome, oggi rendiamo l’omaggio commosso e partecipe di Piacenza al sacrificio di una generazione – quella che più di ogni altra il virus sta strappando al nostro affetto – che ci ha tramandato quei valori di pace e di libertà che è nostro compito rinnovare, come guida del nostro cammino e insegnamento per i nostri giovani.

Viva l’Italia libera e democratica e, lasciatemelo dire con più forza e commozione che mai, viva Piacenza.

Coronavirus. Piacenza è la provincia con più morti in Italia

PIACENZA – C’è una provincia in Italia che ha pagato un prezzo davvero alto, il più alto in assoluto in rapporto al numero di abitanti, durante la crisi sanitaria legata al Coronavirus. Una provincia con un capoluogo che confina direttamente con la Lombardia e che è un crocevia strategico in cui si incrociano le autostrade e le reti ferroviarie più importanti del Bel Paese. Stiamo parlando di Piacenza, naturalmente, dove il numero di morti per Covid-19 in rapporto alla popolazione è il più alto in Italia. Dato ancora più agghiacciante se si pensa che l’Italia ha il numero di decessi più alto del mondo in rapporto al numero di contagi rilevati.

Quindi possiamo dire con certezza che Piacenza è una delle zone che oggi merita la maggiore considerazione da parte del Governo e – per essere chiari – il maggior numero di contributi economici urgenti.

La sanità di Piacenza ha gestito l’emergenza combattendo senza risparmiarsi, con turni massacranti e un impegno che ha portato alla pubblicazione di casi di studio sulle riviste di medicina internazionale. I nostri medici e ricercatori hanno capito come diagnosticare, con le radiografie, la polmonite da Covid-19 nelle forme che possono diventare più gravi grazie ad un impegno sicuramente encomiabile. Così come sono incoraggianti i risultati ottenuti all’ospedale di Castel San Giovanni, dove alcuni pazienti sono stati salvati grazie all’utilizzo sperimentale di farmaci. E poi c’è la diagnostica domiciliare che il prof. Cavanna e le 4 equipe dell’Ausl hanno avviato nel nostro territorio, conquistando un altro primato internazionale.

Nonostante questo impegno i morti sono stati troppi e il nostro territorio deve essere trattato con maggiore attenzione. Questa volta, come si dice gergalmente, “le chiacchiere stanno a zero”. E’ tempo di risposte concrete, piani che si traducano rapidamente in azioni reali e occorre rivedere i progetti sulla sanità territoriale in funzione anche di questa tragica esperienza.

Bonomi da Fazio: “lo Stato paghi i suoi debiti con le imprese”. Patuanelli: “si, sono d’accordo”

Il presidente designato di Confindustria e numero uno di Assolombarda, Carlo Bonomi, ospite ieri sera da Fabio Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa” su Rai 2, si è rivolto al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, collegato in videoconferenza, spiegando che in questo momento per affrontare la crisi economica occorre “un bazooka di liquidità. Se ci sono le condizioni per prendere i soldi dall’Europa, vanno presi. Piuttosto pensando all’Italia sarebbe il caso che lo Stato paghi i propri debiti nei confronti delle imprese, oppure venga data alle aziende la possibilità di compensare i debiti con i crediti”.

Una ricetta semplice che – semplicemente facendo in modo che lo Stato onori i propri impegni come dovrebbe – darebbe alle imprese liquidità per ripartire.

Il ministro Patuanelli si è detto “totalmente d’accordo” con Bonomi. “È uno scandalo che la Pubblica amministrazione abbia ritardi così grandi nei confronti delle imprese. È la volta buona che dobbiamo farlo”. “Confido che nel prossimo decreto lo mettiate,” ha insistito il nuovo presidente di Confindustria.

1,5 milioni di contagi e quasi 90.000 morti. Dalla Cina dati poco trasparenti

Lo sviluppo del coronavirus nel mondo, con la recente esplosione del contagio anche negli USA, ha riportato l’attenzione sull’attendibilità dei dati cinesi. “Non è il momento di ritorsioni contro Pechino”, ha provato a minimizzare il segretario di Stato Mike Pompeo. “Ma tutti i Paesi, inclusa la Cina, devono però essere trasparenti sui dati sul coronavirus. Tutti hanno questa responsabilità. Specialmente la Cina dove è iniziata la pandemia”.

Attualmente nel mondo si registrano 1,5 milioni di casi accertati e quasi 90.000 morti per Covid-19. I Paesi più colpiti, oltre all’Italia naturalmente, continuano ad essere la Spagna e gli Stati Uniti. In Spagna sembra che il contagio stia iniziando a rallentare, mentre negli USA il picco non è stato ancora superato.

Dopo un momento in cui sembrava fossero riusciti ad arginare completamente il contagio, torna la preoccupazione in Giappone dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 144 contagi solo a Tokyo, e 500 in tutto il Paese. Il bilancio totale è quindi salito a 5.768 casi accertati.

Anche la Russia ha subito una recente impennata nei numeri: più di 10.000 persone che hanno contratto il Covid-19, con 1.459 nuovi casi nelle ultime 24 ore.

GRAFICO DEI CONTAGI PER PAESE

GRAFICO DEI DECESSI PER PAESE

 

Confcommercio: “Tutti i servizi a domicilio in un unico sito”

PIACENZA – “A fronte delle recenti normative dirette, giustamente, a ridurre al massimo gli spostamenti delle persone al fine di diminuire quanto più possibile il contagio, come Associazione abbiamo pensato di raccogliere in un unico sito tutte quelle attività, socie e non, in grado di fornire un servizio di consegna a domicilio nei vari Comuni della Provincia”. A spiegare il progetto è Raffaele Chiappa, Presidente dell’Unione Commercianti di Piacenza, Confcommercio. “Più in specifico l’iniziativa è volta a garantire l’approvvigionamento alimentare a tutti i cittadini, specialmente quelle più bisognosi come anziani, persone malate, che lo necessitano”.

“Naturalmente,” prosegue Chiappa, “questo servizio consentirà anche ai nostri operatori alimentari di poter sostenere il lavoro in maggior sicurezza”.

Coloro che vorranno aderire, perché già offrono questo servizio o perché intendono farlo iniziare ora, potranno farlo in base alle proprie disponibilità di orario e secondo le loro modalità. Gli acquisti e la vendita saranno gestiti direttamente dal singolo punto vendita, il nostro sarà solo un aiuto nella divulgazione. “Vogliamo essere una cassa di risonanza che si accosta a quelle che in questi giorni stanno già approntando alcuni Comuni della Provincia”, conclude Chiappa. “Unica cosa ci permettiamo di chiedere a coloro che vorranno aderire di poter effettuare questo servizio gratuitamente dimostrando ancora una volta come i commercianti sono in grado di andare incontro alla propria clientela in particolare in questi difficili momenti”.

“Tutti i negozi alimentari, bar, ristoranti, pizzerie interessati”, precisa Alberto Malvicini, Direttore dell’Unione Commercianti, “possono comunicarci la loro adesione scrivendoci all’indirizzo mail eventi@unionecommerciantipc.it. Tutti coloro che parteciperanno riceveranno una locandina da poter esporre nella propria attività o sui propri canali di comunicazione”.

Matteo Rancan capogruppo della Lega in Emilia-Romagna

Dopo la delusione per la mancata valorizzazione di Piacenza nella giunta di Stefano Bonaccini, riconfermato presidente della Regione Emilia-Romagna, sembra che toccherà al primo partito dell’opposizione ristabilire l’equilibrio. Bisognerà attendere il primo consiglio regionale per avere la conferma ufficiale, ma fonti vicine al leader della Lega, Matteo Salvini, darebbero infatti per certa la nomina di Matteo Rancan al ruolo di capogruppo dei consiglieri del Carroccio. Forte delle sue 9.272 preferenze, il risultato più alto tra tutti i candidati leghisti in regione, Rancan guiderebbe i 14 rappresentanti del gruppo consiliare, il più numeroso dopo il Partito Democratico.

Considerata poi l’annunciata rinuncia al seggio di Lucia Borgonzoni, la candidata del centrodestra alle Regionali sconfitta da Bonaccini, il piacentino Matteo Rancan diventerebbe di fatto il leader dell’opposizione in Emilia-Romagna, e una figura chiave tra gli alfieri di Matteo Salvini, da sempre molto attento al nostro territorio.

Venerdì Piacentini. Quarta tappa con Miss Italia, retro-gaming e tanta musica

Venerdì Piacentini 2019 - Festival PiacenzaVenerdì 12 luglio, con una quarta tappa dal menù sempre più ricco, il festival estivo di Piacenza si avvia verso il gran finale. Dopo il gran caldo delle ultime due settimane, un clima più mite garantirà di trascorrere una serata all’insegna del divertimento, con musica, spettacoli, street food, cucina tradizionale e con i negozi aperti fino a mezzanotte per i saldi estivi.

Nell’estate del suo 80° anniversario, in piazza Cavalli andrà in scena la selezione regionale di Miss Italia, con l’elezione di Miss Piacenza e l’assegnazione di altre due fasce che consentiranno l’accesso alle fasi finali del concorso.

Assessore Stefano Cavalli Venerdì PiacentiniLa giuria, composta da personalità locali e da ex reginette di bellezza, sarà presieduta dall’Assessore al Commercio, Stefano Cavalli. Il programma musicale della serata è ricco e variegato. L’ex concorrente del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi Filippo Nardi, ora DJ, suonerà sotto i portici di piazza Duomo presso Connect lab, seguito dal live degli Incydia sul palco centrale. Ai Giardini Merluzzo andrà in scena lo swing degli anni ’40 e ’50 suonato da I Cordiali, mentre sul Corso Samatha Iorio, vocalist di Mario Biondi, con il suo trio jazz allieterà la cena di SoSushi. Soul, eros e magia nell’aperitivo al Caffè dei Mercanti con Golden Din Din, il son cubano allieterà via Mazzini con i Tren del Sur, il folk indie dei Te Quiero Euridice scalderà l’atmosfera in via Gaspare Landi, Marco Rancati suonerà per i BACA sotto la Galleria della Borsa, mentre il sound elettronico dei Dabass Crew aprirà le danze in piazza Borgo.

Da non perdere, la salita in quota all’interno della cupola della Cattedrale per poter contemplare da vicino gli affreschi del Guercino e godere della spettacolare vista di Piacenza dall’alto, in notturna. Il Duomo e la chiesa di San Francesco saranno aperte al pubblico tutta la sera per una visita a lume di candela.

Per gli appassionati di video giochi, in piazza Borgo torna la serata RetroGaming dedicata ai Coin-op di una volta mentre sarà offerta la possibilità di una immersione totale nella realtà virtuale e negli E-Sports sul sagrato della chiesa di San Francesco.

Esibizioni sportive, arti marziali, giocoleria e performance acrobatiche saranno diffuse in tutto il centro storico, mentre per i bambini non mancherà l’area giochi in piazza Duomo, con truccabimbi e gonfiabili.

Nell’area del MashUp Festival, il “fuorisalone” dei Venerdì Piacentini presso Spazio Due in via XXIV Maggio, si esibiranno Bluegrana, Still Noise e Joe Croci.

Il programma dettagliato dei Venerdì Piacentini, con le mappe dei Parcheggi, è su www.venerdipiacentini.it 

Piacenza Smart City. Parte la sperimentazione dei Parcheggi Intelligenti

PIACENZA – L’Internet delle Cose (IOT) sta entrando sempre più in gioco nelle scelte urbanistiche, ma promette di esprimere le sue potenzialità anche in zone disagiate come l’alta montagna o le isole più sperdute. Ci troviamo di fronte ad nuova dimensione tecnologica grazie alla quale qualsiasi tipo di oggetto può diventare “connesso” e comunicare dati in grado di essere analizzati. Le cose, diventando “parlanti”, consentono di sviluppare un’infinità di nuovi servizi capaci di migliorare la qualità della nostra vita e del nostro lavoro. Tutto diventa così più smart, cioè più intelligente, più comodo e più utile.

Piacenza è pronta per questo cambio di paradigma. Francesco Merenda, il primo a portare la connessione ad Internet nella nostra provincia nell’ormai lontano 1995 con la società Agonet, darà il via il prossimo 5 dicembre presso l’Auditorium dell’Unione Commercianti alla sperimentazione sul sistema di Parcheggi Intelligenti che – grazie a sensori che comunicano in tempo reale – offrirà la possibilità nell’immediato futuro di essere guidati in automatico verso il posto auto libero più vicino, riducendo traffico e inquinamento, e favorendo il commercio nelle ZTL. L’argomento caro al Presidente di Confcommercio, Raffaele Chiappa, che sta incentivando questo sviluppo tecnologico fungendo – con la struttura di Unione Commercianti – anche da incubatore della sperimentazione.

Il progetto si chiama curiosamente “Alicudino“. La prima fase sperimentale di Agonet – infatti – è avvenuta nella sperduta isola di Alicudi, senza elettricità e con tutti i problemi tecnici che si possono immaginare. L’enorme potenziale dell’Internet of Things (IOT) si traduce nella raccolta di enormi quantità di dati da diversi sensori e dispositivi, in una analisi sempre più accurata e nell’elaborazione dei dati finalizzata a rendere i processi decisionali più rapidi e più efficaci. Per anni questo enorme potenziale è stato frenato da difficoltà tecniche quali la durata limitata delle batterie, la capacità dei dispositivi di coprire distanze di comunicazione brevi, i costi troppo elevati e la mancanza di regole. Francesco Merenda ha scelto di puntare sulla tecnologia chiamata LoRaWAN (Long Range wide-area network), che risolve questi problemi, essendo basata su un protocollo per le reti wide-area a basso consumo, in grado di collegare i sensori sulle lunghe distanze, offrendo nel contempo una durata ottimale della batteria e richiedendo un’infrastruttura minima.

In occasione dell’incontro organizzato presso la sede di Unione Commercianti, al quale parteciperà il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, si parlerà quindi anche di big data e data science al servizio della collettività e delle imprese per una città sempre più intelligente ed ecologica. I relatori proveranno ad illustrare come l’Internet delle Cose, le analisi predittive e le Intelligenze Artificiali potrebbero migliorare già oggi la vita a Piacenza.

Una città più intelligente è anche una città più ecologica? Gli esempi che verranno portati in questo incontro offriranno una risposta positiva a questa domanda. La connessione di oggetti in rete può consentire l’ottimizzazione in tempo reale di processi produttivi, attività economiche e servizi infrastrutturali, riducendo in maniera sensibile l’inquinamento e il consumo di risorse. Gli esempi sono tanti. Basti pensare alla gestione efficiente dell’illuminazione pubblica che, grazie a un sistema di sensori, potrebbe essere regolata soltanto in base alle reali esigenze, riducendo il quantitativo di energia elettrica consumata. O ai dispositivi che monitorano la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico al fine di pianificare interventi risolutivi basati su analisi più precise. Pensiamo alle smart road che dialogano con le auto, i semafori e la segnaletica per garantire un’ottimizzazione dei flussi di traffico al fine di ridurre l’inquinamento e migliorare la viabilità stradale. Oppure alla gestione del verde pubblico, dove grazie a un sistema di sensori si può gestire l’irrigazione in modo più efficiente e intelligente, rispondendo ai reali bisogni delle piante, attraverso un’analisi dei livelli di umidità, temperatura e in base alle condizioni climatiche in un dato momento.

RELATORI:

– Patrizia Barbieri, Sindaco di Piacenza;

– Raffaele Chiappa, Presidente Unione Commercianti Confcommercio Piacenza;

– Francesco Merenda, CEO di Agonet – primo provider a piacenza di servizi IOT (Lorawan)

– Massimo Pancini, responsabile della sperimentazione di Alicudino Parking System

– Moderatore: Nicola Bellotti, CEO di Blacklemon

Genova. Quando il M5S parlava della “favoletta del ponte che sta per crollare” per bloccare la variante

GENOVA – Il crollo del ponte Morandi getta una pesante ombra anche sul Movimento 5 Stelle. Il ministro dei Traporti Danilo Toninelli il 1 agosto scorso aveva dichiarato di aver messo la Gronda tra “le opere da sospendere”. Questo perché i pentastellati liguri avevano sempre ritenuto sicuro il ponte Morandi, tanto da pubblicare dichiarazioni (prontamente cancellate dal web) come questa:

“Ci viene poi raccontata, a turno – si legge nel documento – la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard” (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)”.

Per primo Beppe Grillo si era schierato con i No Gronda: “Fermiamoli con l’esercito”, aveva dichiarato. Altri esponenti del movimento, come Sergio Battelli, sono stati oggetto di forte critica nella giornata di ieri sui social, proprio dai genovesi.

Il governo intenderà ancora, dopo la tragedia di ieri, includere anche la Gronda autostradale di Genova, nelle valutazioni sullo stop alle grandi opere?  “Per le maggiori opere figlie della legge obiettivo – aveva affermato il ministro Toninelli – l’intendimento del Governo è quello di sottoporle ad una attenta ‘analisi costi-benefici, intendimento sul quale c’è piena condivisione all’interno della maggioranza e che rappresenta, ancora una volta, l’esito razionale dell’accertato fallimento del passato, più che uno stravolgimento inatteso e imprevedibile dell’azione del Governo”.

“Sottoporre un progetto ad una revisione complessiva che contempli anche l’abbandono del progetto laddove sia dimostrato che il complesso dei costi è superiore a quello dei benefici, avviene già comunemente per tutte le opere pubbliche ed è assolutamente doveroso, oltre che razionale, quando si tratta di opere di grande portata, per realizzare le quali occorrono decenni”.