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Caterina Garofalo

Bambini o zombie? Nairobi sommersa dalla droga dei poveri

È proprio nelle baraccopoli di Nairobi che è particolarmente sviluppato l’utilizzo di sostanze psicotrope come le colle utilizzate dai calzolai per lucidare le scarpe o i carburanti per aerei, più comunemente conosciuti come “droga dei poveri”, proprio per il loro largo utilizzo in queste aree in cui, specialmente i bambini, fanno di tutto per poter combattere la fame e il freddo.

 

Le modalità di inalazione delle due sostanze sono molto simili, entrambe si assumono per via aerea dopo aver imbevuto degli stracci e dopo averli messi in una bottiglia di plastica. Gli effetti dovuti all’uso di queste sostanze psicotrope sono le allucinazioni, la cui gravità peggiora all’aumentare del loro consumo, portando il soggetto ad avere

 

non solo dei problemi cardiaci e cerebrali, ma anche a tenere dei comportamenti pericolosi sia per se stesso che per gli altri. Tutto questo è dovuto al distaccamento dalla realtà ed è proprio per questo che vengono paragonati a degli zombie. Sono gli stessi calzolai che forniscono la colla agli abitanti, senza fare distinzioni fra adulti e bambini, considerandoli tutti come dei potenziali clienti. Per avere l’effetto desiderato, questa sostanza deve essere inalata più volte al giorno, provocando in questo modo danni cerebrali irreversibili. I giornalisti che sono andati a visitare queste baraccopoli hanno raccontato di essersi trovati come in un film: tutte le persone con cui sono entrati in contatto avevano sguardi spenti, non riuscivano ad orientarsi e a ragionare.

 

Cristiano Ronaldo dice addio alla Juve: “La vita continua anche senza di lui”, il commento del tecnico bianconero

Il calciatore portoghese è rimasto nella famiglia bianconera per tre anni, ma quando si è trattato di tornare nel Manchester, la squadra che l’ha visto crescere, non ci ha pensato due volte; dopo il blitz a Caselle del suo manager Jorge Mendes, Ronaldo decide di salutare Torino e la sua amata squadra, nella quale dice di aver dato cuore e anima. Ringrazia inoltre i tifosi juventini per il supporto e il rispetto che gli hanno sempre dimostrato.

Si pensa però subito a come sostituirlo. Questa infatti  è la prima preoccupazione del tecnico Massimiliano Allegri, che non rimane né deluso né tantomeno sorpreso dalla scelta di CR7 e afferma che alla Juve deve rimanere solo gente che ha voglia di lavorare lì.

Aumento dei disturbi psicologici durante la pandemia: il 65% degli italiani ne soffre

Circa 300 mila sono le persone che durante e dopo la pandemia da Covid-19 hanno iniziato a presentare disturbi psicologici che hanno portato addirittura al suicidio. Durante il lockdown si è ricorso alla telemedicina che ha permesso ai pazienti di continuare le terapie sia di tipo farmacologico sia di supporto psicoterapeutico. Sono aumentate le richieste dei trattamenti dei disturbi d’ansia legati alla paura del contagio, al timore di uscire o rimanere isolati.

Autoemotrasfusione o doping ematico, pratica vietata dal 1985

L’autoemotrasfusione è una pratica illecita che è stata vietata nel campo sportivo dal 1985. Consiste nel far allenare l’atleta in alta quota o in camere ipobariche perchè la minor concentrazione di ossigeno stimola la produzione di globuli rossi e aumenta l’ emoglobina. Dopo questo periodo di allenamento, all’atleta viene estratto il sangue  (300-400 cc), poi depurato dei globuli bianchi e del siero. Questo sangue, più ricco di ossigeno, viene congelato e successivamente reimmesso nel corpo dell’atleta in prossimità o durante la gara. Oltre ad essere una pratica illecita rischia di aumentare la densità del sangue e la pressione circolatoria, con pericolo di trombosi e danni cardiovascolari.

Speranza di vita a Piacenza: diminuisce sempre di più

Con la diffusione della pandemia da Covid-19 e le morti che ne sono conseguite, a Piacenza si interrompe la crescita della speranza di vita alla nascita che aveva caratterizzato il trend fino al 2019.

Se per gli uomini, nel 2019, era 81,4 anni, ora è scesa a 77,6, mentre per le donne da 85,5 è scesa a 82,7. La nostra provincia, insieme a quelle di Bergamo, Cremona e Lodi, si identifica come una delle aree a più alta diffusione del virus durante i primi mesi della pandemia, motivo per il quale la nostra città è declassata di oltre 5o posti nella classifica nazionale.