Home / Notizie / Opinioni / Sesso, soldi e ciclo: i tabù più diffusi in Italia
Tabù diffusi in Italia

Sesso, soldi e ciclo: i tabù più diffusi in Italia

Sapete che cos’è un tabù?

Secondo il dizionario, si tratta di “un’interdizione sacrale che comporta, per i trasgressori, sanzioni che giungono fino alla morte. Talvolta richiede rituali di purificazione, spesso assai complicati”.

In un’accezione più moderna – e meno complicata – , possiamo definire il tabù come qualcosa di cui non si parla o, se se ne deve proprio parlare, va fatto sottovoce per non essere sentiti. Rappresenta una proibizione relativa a comportamenti e consuetudini: infrangerlo suscita disgusto, paura, rabbia e biasimo da parte della comunità. Inoltre, il tabù è un concetto molto ampio, può racchiudere oggetti, persone, teorie; anche animali.

In Italia, paese piuttosto bigotto e perbenista, i tabù non mancano di certo. In particolare, tre dominano la scena all’interno del nostro paese: scopriamo insieme quali.

1. Il sesso

Tabù del sesso

Al primo posto non poteva che esserci lui: il sesso. Sebbene negli ultimi tempi sempre più persone – in particolare sui social – ne stiano parlando senza troppi filtri, rimane tutt’oggi un argomento tabù. Perché?

Perché il sesso è visto come qualcosa di “sacro” e al tempo stesso “profano”. In passato, il sesso era collegato agli onorevoli atti della procreazione e del matrimonio, dunque si trattava di qualcosa di puro, legittimato dalla religione.

Però, se si faceva al di fuori della vita coniugale, diveniva qualcosa di indecente: veniva così superata la sottile linea tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Al giorno d’oggi, questo modo di pensare è stato quasi interamente screditato. Eppure, nonostante ciò, molte persone non parlano di sesso o, se lo fanno, si sentono come se stessero commettendo un errore. Ovviamente, un po’ di disagio e di vergogna sono più che legittimi (e normali, aggiungerei). Tuttavia, un conto è la timidezza, un conto è sentirsi impossibilitati a parlarne. Ognuno di noi dovrebbe essere libero di trattare questo argomento, in modo da risolvere eventuali problemi, istruirsi e soddisfare le proprie curiosità.

Fortunatamente, negli ultimi anni sono state (e vengono) promosse sempre più iniziative per normalizzare il dialogo su questa interessante quanto complessa tematica. Diverse scuole, alcune aziende e numerose piattaforme social si trovano in prima linea in questa battaglia all’educazione sessuale.

2. I soldi

Tabù dei soldi

I soldi sono da sempre un argomento controverso. C’è chi ne è succube e chi no, chi ne ha troppi e chi non ne ha; chi sostiene che “I soldi non fanno la felicità” e chi ribatte dicendo “Se non ti rendono felice, allora dalli a me”.

Perché i soldi costituiscono un tabù? Per capire meglio il contesto, facciamo qualche esempio.

Hai un amico che ha iniziato da poco un nuovo lavoro e, mentre parlate, gli chiedi quanto guadagna. Solitamente, una delle prime reazioni rilevate in questa situazione è il disagio, seguita poi dall’esitazione: “Perché mi sta facendo questa domanda?”, “Glielo dico o non glielo dico?”.

Un altro esempio sono i nonni che danno i soldi per Natale ai nipoti: lo fanno in fretta, accartocciando le banconote nella mano, come se fosse un affare losco da nascondere.

Da un lato è legittimo ed è considerato educato il non voler sbandierare i propri soldi. Tuttavia, dall’altro lato, il dialogo aperto su questo argomento può essere utile: ad esempio, può permettere il confronto e può prevenire delle fregature.

Come per (quasi) tutte le cose, occorre trovare il giusto compromesso per ogni situazione.

Un’altra domanda interessante che può sorgere, è: perché ci interessa sapere quanto guadagnano gli altri, anche in situazioni in cui questa informazione non comporta alcuna conoscenza utile?

La risposta è semplice: siamo dei ficcanaso materialisti.

3. Il ciclo mestruale

Tabù delle mestruazioni

Un altro argomento che spicca in questo ambito è quello dalle mestruazioni.

Sebbene siano una cosa del tutto naturale, fisiologica e che caratterizza quasi metà della popolazione mondiale, le mestruazioni vengono viste come qualcosa di accettato solo a metà.

Basti pensare a come vengono spesso definite: si dice “ciclo”, non “mestruazioni”. Forse perché il primo termine è visto come un modo più delicato e velato di dire la cosa… ma perché dovremmo “velare” questo concetto? Cosa c’è di sbagliato nel dire “mestruazioni”? Assolutamente nulla.

Si pensi anche a quelle volte in cui è capitato di non avere un assorbente e di chiederlo ad un’amica. Molto spesso il passaggio del suddetto avviene letteralmente “sotto banco”, di nascosto, come se si trattasse di un’arma (e non di un innocente, piccolo tampax).

Infine, è importante menzionare anche l’insieme dei disturbi e delle patologie legate al ciclo mestruale, come la sindrome premestruale e la tanto discussa endometriosi. Inutile dire che entrambi sono mondi che devono ancora essere esplorati e compresi in modo approfondito.

Anche in questo caso, per fortuna, esistono realtà che trattano il tema delle mestruazioni in modo maturo e responsabile, cercando di normalizzare il dialogo e di aiutare più persone possibili.

Potrebbe interessarti

"Amore e Psiche", Canova

1822-2022: sono passati 200 anni dalla morte di Canova

Il 2022 è stato definito in molti modi, e tra questi vi è anche “l’anno …