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Caso Tuxedo. Katia Tarasconi: “Piacenza ha un problema di sicurezza”

«Piacenza ha un problema di sicurezza. E’ palese, inutile girare attorno al concetto». E Katia Tarasconi non gira attorno al concetto nel commentare l’ennesimo caso di cronaca che accende i riflettori sulla città per fatti che danno da pensare a livello generale, «culturale, educativo». La consigliera regionale del Pd si riferisce al brutale raid di cui è stato vittima l’altra sera un noto locale piacentino, il Tuxedo, il cui titolare Carlo Dodi è da poco uscito da una durissima battaglia contro il covid; battaglia vinta dopo settimane di terapia intensiva e che ora stava tentando di mettersi alle spalle per combatterne una nuova, quella per rilanciare la sua attività dopo un lockdown che ha messo in ginocchio l’intera categoria. «Caso che si aggiunge allo scandalo dei carabinieri della Levante – dice Tarasconi -, che si aggiunge alla piaga delle baby-gang che creano problemi in centro storico ormai da troppo tempo e che si inserisce in un contesto di degrado generale in città da qualche tempo troppo evidente sotto tanti punti di vista». Un fatto gravissimo, sostiene la consigliera dem,  che ha portato non solo alla devastazione di un locale pubblico pieno di clienti ma anche al ferimento del titolare e di suo figlio e anche di un cliente che ha tentato di opporsi ai tre aggressori. E aggiunge: «E’ pazzesco pensare che questa furia sia stata scatenata dalla richiesta di rispettare le regole anticontagio in un periodo come quello che stiamo attraversando. Io spero davvero che questi criminali vengano al più presto catturati, processati e condannati».

Il caso del Tuxedo riapre dunque una ferita ben lontana dall’essere rimarginata rimarginata, dunque, dopo la serie inquietante di fatti di cronaca che hanno portato su Piacenza riflettori tutt’altro che positivi nell’ultimo periodo. Tarasconi ne è convinta: «Da un lato questi episodi, non solo a Piacenza ma in tutta Italia e direi in tutto il mondo, rivelano che la violenza, le reazioni smodate, la cattiveria sono ormai parte dei comportamenti comuni più di quanto sia accettabile. Dagli insulti atroci sui social alle botte al pub purtroppo la strada è breve, a quanto pare». Ma non solo: «Se vogliamo davvero parlare di sicurezza – spiega la consigliera regionale – non possiamo limitarci ad annunciare eserciti in strada, presidi armati ad ogni angolo che possono senz’altro servire in certi casi ma che non potranno mai coprire l’intero territorio e prevenire ogni gesto folle estemporaneo. Dobbiamo investire sull’educazione, sulla cultura; e dobbiamo farlo partendo dai più giovani, formandoli, facendoli riflettere sul senso di legalità, sull’importanza del rispetto delle regole. Esistono fondi destinati a questi scopi, anche fondi regionali, ed esistono iniziative per aiutare le nuove generazioni a crescere con il senso della giustizia; nuove generazioni ma anche adulti. Ed è sempre più importante che ciò avvenga in una fase storica nella quale i social veicolano violenza e aggressività ogni giorno di più». «Piacenza non merita di avere addosso solo i riflettori della cronaca nera – conclude Tarasconi – Merita di far parlare di sé per iniziative che educhino alla legalità le nuove generazioni».

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