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Trebbia preso d’assalto. Tarasconi: “bene per il territorio, ma il turismo va gestito”

«Una maggiore affluenza di turisti in Valtrebbia e il Valnure era prevedibile dopo il lockdown, ma non in questi termini, non con questi numeri. E’ senz’altro un bene per l’economia di un territorio come il nostro, particolarmente provato dall’emergenza covid, ma siamo di fronte a un fenomeno che va gestito in maniera diversa da come è stato fatto finora. Dobbiamo prendere atto che il nostro Trebbia e il nostro Nure sono oggi mete turistiche a tutti gli effetti, non più solo un insieme di località per gitanti della domenica; sono diventati, più di quanto non lo siano mai stati, una specie di Rimini per lombardi e per tantissimi piacentini che magari, visto il periodo, si spostano meno verso le località turistiche tradizionali, viaggiano meno, si muovono meno. Ebbene, se la Valtrebbia e la Valnure sono la Rimini piacentina, come tali vanno considerate sotto vari punti di vista, prima di tutto quello della sicurezza delle persone e della tutela dell’ambiente. E per farlo servono uomini, mezzi, risorse e pianificazione».

La consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi parla per esperienza diretta: «Nel weekend appena trascorso ho visto gruppi di bagnanti in zone della bassa Valtrebbia in cui non si era mai visto quasi nessuno, e questo dà la misura di un trend che ha assunto proporzioni differenti rispetto agli anni passati». Un trend senz’altro positivo, ribadisce, perché «turismo significa crescita, ma solo se viene gestito in maniera corretta».

Una considerazione che si basa anche sulle numerose segnalazioni che ormai da settimane arrivano da vari comuni delle alte valli, e riportate dagli organi di informazione, dove la tortuosità delle strade, in particolare della Statale 45, rende più difficile e pericoloso il parcheggio e dove gli accessi più impervi ai fiumi rendono complicati i controlli da parte delle forze dell’ordine. Tutte caratteristiche che, da un lato, rendono il Trebbia e il Nure quello che sono, ovvero fiumi splendidi e di libero accesso (come è giusto che sia), ma che dall’altro creano problemi quando si è di fronte a una tale massa di persone che ogni weekend (ma in questo periodo anche durante la settimana) arrivano un po’ da ogni dove, soprattutto dalla Lombardia. Problemi che di fatto consistono, sottolinea Tarasconi, «nella sosta selvaggia e pericolosa lungo strade già sufficientemente pericolose e nell’immondezzaio che purtroppo molti villeggianti lasciano a fine giornata». E aggiunge: «Stiamo parlando di comportamenti che sono già vietati, lo erano ben prima dell’emergenza coronavirus, ma che diventano più problematici con l’aumento vertiginoso delle presenze».

«Occorre dunque muoversi – prosegue la consigliera regionale – per considerare queste vallate come mete turistiche vere e proprie, con flussi degni di questo nome, e attrezzarsi di conseguenza. Come a Rimini e a Riccione durante l’estate arrivano contingenti aggregati di forze dell’ordine per gestire il maggior numero di presenze, così dovrebbe avvenire nel Piacentino». E chiarisce: «Forze dell’ordine in più per garantire la sicurezza delle persone, e non certo per disincentivare il turismo».

E se questa è la prima esigenza a fronte delle decine di migliaia di bagnanti che si sono viste in queste settimane, di certo non è l’unica: «Pubbliche amministrazioni e privati dovrebbero lavorare sempre di più e sempre meglio in sinergia per calibrare i servizi e le offerte rispetto al numero crescente di turisti che hanno dimostrato di apprezzare la Valtrebbia, la Valnure e le altre vallate del Piacentino».

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