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Sant’Antinino. Il premio “Antonino d’oro” alla Città e alla Provincia di Piacenza

PIACENZA – La festa del patrono Sant’Antonino quest’anno è molto diversa dagli anni passati, non solo perché non si terrà la tradizionale fiera sul Facsal. Durante la celebrazione della Santa Messa è stato consegnato nelle mani del sindaco il premio “Antonino D’Oro” attribuito alla città e alla sua gente, feriti dalla pandemia. La Celebrazione Eucaristica solenne è stata presieduta da mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio.

“Poter rappresentare oggi la città e la provincia di Piacenza è un onore ancora maggiore di quello che quotidianamente provo”, ha dichiarato il sindaco Patrizia Barbieri. “L’Antonino d’oro che accolgo nelle mie mani a nome e per conto dell’intera comunità piacentina è da sempre simbolo, nella tradizione e nella storia del nostro territorio, dell’identità e dei princìpi in cui la comunità crede e si riconosce, ma diventa nelle circostanze attuali tristemente note l’emblema di un incoraggiamento di speranza, di un’esortazione a non arrenderci, di quell’abbraccio carico di affetto, conforto e speranza al quale possiamo abbandonarci con fiducia e profonda gratitudine”.

“Accanto a me, a ricevere questa onorificenza ci sono idealmente tutte le persone che hanno incontrato e affrontato, a vario titolo, questo terribile virus, nel commosso ricordo di chi ne è uscito sconfitto e nell’abbraccio alle loro famiglie”, ha continuato la prima cittadina. “C’è il valore della solidarietà, della resilienza, della dedizione e del sacrificio con cui abbiamo saputo farci forza affrontando la sofferenza dei mesi più bui. In tutto ciò proietta la propria luce l’Antonino d’oro, e di questo vorrei ringraziare con tutto il cuore i Canonici del Capitolo della basilica patronale, il nostro vescovo, monsignor Gianni Ambrosio e la Diocesi tutta”.

“Perché oggi ci viene consegnata non solo un’attestazione di stima e di orgoglio – che rende omaggio innanzitutto all’operato prezioso e infaticabile di chi è stato sempre in prima linea per tutelare la nostra salute e la nostra sicurezza – ma una responsabilità molto grande, che ciascuno di noi è chiamato a rispettare e onorare giorno dopo giorno. Ci viene affidato il dovere morale di coltivare, nell’impegno collettivo per la ripartenza, la consapevolezza delle cose essenziali e importanti, che sono emerse con evidenza ancor più grande nel momento della fragilità e del nostro essere vulnerabili di fronte alla malattia, al dolore, alla paura”.

“Oggi, ha concluso il sindaco Barbieri, “ci viene chiesto di ritrovare, nell’Antonino d’oro, quel senso di autentica solidarietà e vicinanza che non possiamo dimenticare né disperdere, perché è ciò che ci ha permesso, ad ogni passo di questo difficile cammino, di guardare oltre. Ed è lungo quello stesso percorso, a cominciare da questa ricorrenza speciale per il nostro territorio, che ci viene indicato di proseguire.

Grazie a tutti i piacentini, cui questo riconoscimento più che mai appartiene”.

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