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Visite a domicilio per Coronavirus: ecco come funzionano

Per offrire un aiuto in più a chi è malato in casa, sono ora attive le unità speciali di continuità assistenziale. Lo ha annunciato l’Ausl attraverso il suo sito web e la notizia è stata ripresa anche dal Sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri. “Sono state attivate le prime unità speciali di continuità assistenziale,” ha scritto. “Si tratta di medici e infermieri, equipaggiati con dispositivi di sicurezza e dotati di un ecografo palmare, che visiteranno a domicilio le persone positive o sospette positive”.

NON ESISTE UN NUMERO VERDE E NON BISOGNA TELEFONARE AL 118. SOLO IL MEDICO DI FAMIGLIA PUÒ CHIEDERE QUESTE VISITE A DOMICILIO.

Sono quindi i medici di famiglia – che conoscendo le condizioni dei loro pazienti e la loro storia clinica – possono decidere di attivare il servizio quando necessario, segnalando i casi di maggior fragilità e criticità all’Ausl.

Come ha spiegato la dott.ssa Anna Maria Andena del dipartimento di Cure Primarie, “questo servizio aiuterà ad intercettare precocemente e il più rapidamente possibile casi che potrebbero evolvere verso situazioni più problematiche o casi di insufficienza respiratoria da coronavirus”. I team saranno composti da un medico di continuità assistenziale e un medico esperto di ecografia toracica.

Queste squadre sono composte anche da medici volontari, come la dott.ssa Giuliana Rapaccioli che avendo chiuso il Poliambulatorio Health per l’emergenza coronavirus, si è messa a disposizione della collettività.

“Il primo team è già attivo e domani potrebbe essere operativo un secondo team,” ha ricordato il primo cittadino su Facebook. “Entro pochi giorni, appena arriveranno gli ecografi palmari, saranno attive 4 squadre che lavoreranno 12 ore al giorno, dalle 8 del mattino alle 8 di sera, sette giorni su sette, per coprire tutto il territorio, città e provincia”.

Si aggiunge all’attività di assistenza domiciliare anche quella svolta dal dott. Luigi Cavanna, che per primo ha sperimentato l’iniziativa con la sua equipe, facendo visite domestiche con ecografia, cominciando da alcuni dei suoi pazienti oncologici per poi occuparsi anche di altre persone, segnalate dai colleghi. “Il Covid-19 è una forma virale disastrosa, che porta molte persone ad arrivare in pronto soccorso con situazioni pregresse di febbre, tosse e altre tipologie di malessere,” ha spiegato l’oncologo. “Prima s’inizia la cura e prima si arresta il processo infiammatorio dei polmoni”.

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