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Poster del film "Il cigno nero"
© 2010 Fox Searchlight Pictures − Tutti i diritti riservati.

Il cigno nero

TITOLO ORIGINALE: Black Swan
ANNO: 2010
GENERE: Dramma, Mistero, Thriller
REGISTA: Darren Aronofsky
PRODUTTORE: Scott Franklin, Jerry Fruchtman, Rose Garnett, Mike Medavoy, Arnold Messer, Joseph P. Reidy, Brian Oliver
ATTORI: Natalie Portman, Vincent Cassel, Barbara Hershey, Mila Kunis, Winona Ryder, Chris Gartin, Ksenia Solo, Toby Hemingway, Janet Montgomery, Kristina Anapau, Marcia Jean Kurtz, Deborah Offner, Adriene Couvillion, Shaun O'Hagan, Sebastian Stan, Benjamin Millepied, Sergio Torrado, Mark Margolis, Tina Sloan, Abraham Aronofsky, Charlotte Aronofsky, Sarah Hay, Stanley B. Herman, Leslie Lyles, John Epperson, Patrick Heusinger, Anne Bergstedt Jordanova, Daralina Komar, Tim Lacatena

TRAMA:
Nina è una ballerina del New York City Ballet che sogna il “ruolo” e un amore che spezzi l’adolescenza mai finita. Incalzata dalla madre, si sottopone ad un allenamento sotto lo sguardo di Thomas Leroy. Coreografo appassionato e deciso a farne una stella, Leroy le assegna la parte della protagonista nella sua versione del “Lago dei cigni”. Sul palcoscenico Nina sarà Odette. Eterea e piena di grazia Nina incarna alla perfezione il candore del cigno bianco e con difficoltà il suo doppio nero e tenebroso, che in una superba variazione ingannerà il suo principe e la voterà al suicidio. La ricerca del suo lato oscuro e della consapevolezza della propria sessualità la condurranno verso una tempesta emozionale e all’incontro con Lily, insidiosa rivale in nero. Dietro le quinte Nina si strugge e si predispone a ‘doppiare’ il suo cigno bianco.

DESCRIZIONE:
Darren Aronofsky è un regista forse sopravvalutato, sicuramente anticonvenzionale. Dopo ‘The wrestler’ e ‘L’albero della vita’ eccolo affrontare i drammi psicologici di una ballerina emotivamente disturbata. I toni sono quelli del thriller, e non mancano nemmeno alcuni – discutibili – momenti horror. Fortunatamente la bravura della Portman (gli altri interpreti rimangono sempre sullo sfondo) aiuta a riequilibrare gli eccessi registici; per un film imperfetto ma sicuramente intrigante.

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