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Anziana disabile muore carbonizzata nel suo appartamento

Forse una sigaretta la causa dell’incendio. La badante: era già accaduto ma sono sempre arrivata in tempo

Seduta sulla sua poltrona, di fianco alla finestra della camera da letto, con l’immancabile sigaretta tra le dita. E’ morta così, questa mattina tra le 10 e le 10,30, Maria Mainardi, 86 anni, piacentina, ex insegnante di matematica delle scuole medie (Faustini, Manzoni, Tramello). E’ morta carbonizzata nel suo appartamento al terzo piano di corso Vittorio Emanuele 165, in uno degli eleganti palazzi del quartiere Santa Teresa. E con ogni probabilità è stata proprio la sigaretta a ucciderla. Così la pensano i vigili del fuoco intervenuti in forze insieme alla polizia e al personale del 118. Forse il mozzicone scivolato dalle dita, o forse un pezzo di brace, fatto sta che nel giro di pochi minuti la poltrona sulla quale era seduta la donna ha preso fuoco, poi il comodino, poi le tende; per il calore si è addirittura sciolto il condizionatore che si trovava nella stanza adiacente. Maria Mainardi – 86enne ”perfettamente lucida, in grado di gestire i conti e le spese della casa, in grado di apprezzare la sua adorata musica, dalla classica al prog degli Emerson Lake & Palmer”, la descrivono i parenti e chi le stava vicino – è morta carbonizzata nel giro di pochi istanti. Non era in grado di muoversi senza aiuto ed è rimasta su quella poltrona avvolta dalle fiamme. La badante ”sostitutiva” (quella che la domenica mattina prende il posto di quella che la assiste 8 ore al giorno duranta la settimana) era appena andata via e Vittorina Mainardi, una delle sorelle dell’anziana, era appena uscita di casa – abita nell’appartamento a fianco – per andara ad assistere un altro parente malato. Un insieme di coincidenze sfortunate, una tragica fatalità. ”Era già accaduto almeno altre tre volte” ricorda in lacrime Sonia, la badante ecuadoregna che si prendeva cura di Maria da quattro anni, ovvero da quando aveva iniziato ad accusare i primi malesseri alle gambe che poi l’hanno costretta su una sedia. Altri tre principi d’incendio, spiega Sonia; una volta la coperta, l’altra volta il cestino della carta di fianco alla sua poltrona e una terza volta la manica del maglione. ”Le avevamo detto di smettere, le avevamo detto che era pericoloso – ricordano i nipoti, ancora turbati – ma lei non ne voleva sapere”. A lanciare l’allarme, intorno alle 10,30, è stato Gianluigi Bergonzi, uno dei vicini di casa: ”Ho sentito odore di fumo – spiega – Mi sono affacciato alla finestra e ho visto che usciva dalla stanza da letto della signora Maria. Ho subito chiamato i soccorsi, ma purtroppo era troppo tardi”. Il quartiere Santa Teresa è rimasto ”blindato” sino alle 13,30: mezzi della polizia, autogru e autobotti dei vigili del fuoco, ambulanze (purtroppo inutili) e infine il carro funebre di Enìa. Del fatto è stata informata Letizia Platè, sostituto procuratore della Repubblica, la quale ha già disposto che la salma sia messa a disposizione dei familiari senza bisogno di effettuare l’autopsia.

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