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Il paese delle colossali scemenze

Fa molto più notizia il povero straniero brutalmente picchiato da un branco di carabinieri, annoiati e senza scrupoli, piuttosto che degli agenti delle forze dell’ordine crivellati da colpi di pistola ad un posto di blocco.

Esiste un Paese in cui, ogni giorno, si consumano fratture sociali inaudite e si partoriscono scandali cocenti. Esiste un Paese in cui, ogni giorno, due grandi tifoserie, distinte ma sempre in caotica evoluzione, si combattono a suon di slogan e di inappellabili giudizi. Questo Paese è l’Italia, una nazione che vive di infinite transizioni e di immaturità civile ormai da sessant’anni, una nazione dove, al di là di chi comanda e del colore della camicia indossata dalla maggioranza dei cittadini, la cosa più importante è essere sempre più furbi ed illuminati degli altri.

E così, in tale minestrone di opinioni e di emozioni, si assiste quotidianamente ad una serie di colossali scemenze che, in assenza di un solido spirito di analisi e di giudizio, rischiano di passare per cose serie.

L’ultima di queste buffonate, in ordine cronologico, è rappresentata da quell’Italia scandalizzata e profondamente colpita dalla “violenta aggressione” perpetrata da alcuni carabinieri di Sassuolo nei confronti di un povero ed indifeso cittadino extracomunitario. Nei giorni scorsi, infatti, un marocchino irregolare, violento ed ubriaco, è stato fermato da due carabinieri e da un poliziotto in borghese, a Sassuolo, nelle vicinanze della sede della CISL: questo signore, pluripregiudicato, aveva appena sfondato tutte le vetrate della sede sindacale, aggredito un poliziotto e, infine, tentato di colpire i militari accorsi in suo aiuto. Per ammanettarlo, quindi, sono state necessarie le maniere forti. L’iter dell’arresto è stato ripreso dal videofonino di un ragazzo marocchino che ha fatto recapitare il filmato all’Associazione dei giovani islamici di Sassuolo. Dopo oltre una settimana, il video è apparso sul sito di Kataweb e Repubblica on line (un quotidiano notoriamente di centrosinistra) per essere rilanciato successivamente da tutti i telegiornali. Peccato, però, che sul sito di Repubblica, chissà perché, sia finito solo l’ultimo pezzo di filmato (della durata di un minuto e 54 secondi) e non l’intero video, di ben 21 minuti, in cui si vede l’arrestato sfogare la sua furia devastatrice nei confronti di tutto ciò che gli capita a tiro.

Ma, al di là di questo “dettaglio”, è curioso osservare come, in questa nostra Italia, si pretenda dalle forze dell’ordine la massima presenza ed il più alto senso del sacrificio salvo, poi, versare la lacrimuccia umanitaria per un cretino (di qualsiasi nazionalità esso sia) che, ubriaco fino a fare schifo, si diverte a devastare, in piena mattina, uffici e vetrine.

Così come è curioso il fatto che un videotelefono abbia ripreso tutto il “terribile fattaccio” di Sassuolo ma che nessun altro aggeggio televisivo sia mai stato attivato quando centinaia di agenti delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia, finanza, vigili del fuoco, vigili urbani) hanno perso la vita, e continuano a perderla, facendo semplicemente il loro lavoro.

Lo so, lo so: fa molto più notizia il povero straniero brutalmente picchiato da un branco di carabinieri, annoiati e senza scrupoli, piuttosto che degli agenti delle forze dell’ordine crivellati da colpi di pistola ad un posto di blocco.
Del resto, senza insinuare la minima retorica, questa è l’Italia di cui parlavo all’inizio: un Paese fatto si sole, di mare, di brava gente e di colossali scemenze.

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