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Nutrie. Pollastri: ''La popolazione è in aumento in Emilia-Romagna?'' |
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di Jennifer
29/07/2010 13.47.06 |
Necessità di fare un punto chiaro in questi mesi estivi sulla situazione per l'eradicamento delle nutrie |
"Azzerare la popolazione delle nutrie" è la richiesta che il Consigliere Andrea Pollastri (PdL) rivolge, con un'interrogazione, alla Giunta Regionale.
"La nutria - si legge nell'atto - è un animale originario dell'America Latina, introdotto a scopo di allevamento in Nord America ed Europa per ricavarne le pellicce di castorino. La chiusura di molti allevamenti e la fuga di alcuni esemplari hanno fatto sì che questo roditore si diffondesse in natura anche da noi. Grazie all'assenza di predatori ed alla grande prolificità, una nutria ha in media due o tre parti all'anno ciascuno di 5-6 piccoli, in pochi anni la popolazione è cresciuta a dismisura: si stima che nel 2000 ve ne fossero in Europa 250 milioni di esemplari."
Questi animali, apparentemente innocui, sono, però, inseriti nella lista delle cento specie aliene più pericolose al mondo a causa dei danni che essi comportano: l'alimentazione a base di alghe e prodotti agricoli, soprattutto mais e barbabietole, ha fatto sì che essi costituiscano anche un serio problema per l'agricoltura.
Inoltre vivendo normalmente presso corsi d'acqua dove si riversano, tra l'altro, scarichi fognari, spesso le nutrie, come i ratti, sono portatrici di malattie ed infezioni che trasmettono al resto della fauna selvatica.
Infine l'abitudine di costruire lunghe tane in prossimità dei corsi d'acqua, porta all'indebolimento degli argini o all'insorgere di fenomeni quali i fontanazzi, particolarmente pericolosi in caso di esondazione ma anche al fine di garantire l'equilibrio idrico.
Per queste ragioni l'Emilia-Romagna, attraverso le Provincie, predispone annualmente piani di abbattimento con l'intento di eradicare questa specie.
"Il problema dei fontanazzi e dell'indebolimento degli argini – spiega Pollastri – è particolarmente sentito in Emilia-Romagna e si manifesta, con estrema gravità, nel caso delle sempre più frequenti piene che interessano il fiume Po e gli altri corsi d'acqua maggiori. Tra l'altro l'espansione della popolazione fa si che nuove colonie vadano ad istallarsi presso rivi e canali irrigui, favorendo la dispersione dell'acqua, sempre più preziosa per l'agricoltura."
"Questi mesi estivi – prosegue l'azzurro – in cui la siccità lascia scoperti gli alvei, sono il momento opportuno per valutare l'effettiva portata della situazione".
"Chiedo alla Giunta Regionale – conclude – di sapere lo stato degli abbattimenti negli ultimi cinque anni e se, secondo le stime, la popolazione delle nutrie sia stazionaria, in aumento o in calo in Emilia-Romagna. È necessario, poi, fare un punto chiaro sulla situazione: l'eradicamento costituisce un puro obiettivo teorico o vi sono concrete possibilità che venga attuato? E, nel qual caso, in quali tempi?".
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