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Economia e Diritto

Notizie di Economia e Diritto

Sequestro illegittimo, prova valida. Quando il fine giustifica i mezzi

Se l’esito di una perquisizione illegittima è il sequestro del corpo del reato, la prova che si è così acquisita è utilizzabile

Chi di noi non riterrebbe inaccettabile subire una perquisizione immotivata e ingiustificata sulla persona, nell’abitazione, nell’autovettura. La nostra Costituzione e le nostre leggi infatti circoscrivono l’ingerenza della Pubblica Autorità nella sfera individuale a determinate condizioni onde evitare atti arbitrari. Inoltre è stabilito che le prove acquisite in modo illegittimo non sono utilizzabili. Eppure la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha affermato che, se l’esito di una perquisizione illegittima è il sequestro del corpo del reato, la prova che si è così acquisita è utilizzabile.
Si era trattato del sequestro di 31 grammi di cocaina effettuato da un ufficiale di Polizia Giudiziaria nel corso di una perquisizione domiciliare non autorizzata e non eseguita nei casi e nei modi previsti dalla legge. Perquisizione illegittima, sequestro valido. Come dire, il fine giustifica i mezzi!

Sentenza Eternit. Ecco perché è così importante e innovativa

Un’altra sentenza che condanna gli imprenditori non a titolo di colpa ma a titolo di dolo

Dopo la sentenza Tyssen di nuovo e a breve distanza viene emessa un’altra sentenza che condanna degli imprenditori non a titolo di colpa ma a titolo di dolo, cioè non per avere negligentemente determinato gravi danni, ma come se questi danni li avessero proprio voluti determinare. E’ come dire che investire una persona in auto in un sinistro stradale provocandone la morte, in certi casi può essere parificato ad ucciderla volontariamente con una pistola. Questo è il dato più rilevante e significativo della pronuncia (di cui bisognerà comunque attendere la motivazione per valutarne gli aspetti più profondi anche sotto il profilo giuridico). La portata e le conseguenze, oltre che per gli operatori del diritto, potrebbero riguardare anche la società civile in senso più ampio, avere cioè una ricaduta culturale notevole.
Saremo portati più frequentemente a ritenere che le conseguenze di nostre azioni realizzate con particolare indifferenza e trascuratezza sono meritevoli della stessa punizione prevista per gli stessi fatti volontariamente commessi. Del resto era già così per gli antichi Romani che equiparavano la grave negligenza al dolo.

Fuga dall’altare. Il promesso sposo costretto a pagare i danni

La rottura della promessa di matrimonio senza un giustificato motivo viola le regole generali in tema di correttezza

Con una delle prime sentenze dell’anno 2012 (sentenza civile n. 9) la Cassazione si è espressa in tema di risarcimento dei danni provocati dal promesso sposo che si defila ad un passo dal fatidico sì. Secondo la Suprema Corte la rottura della promessa di matrimonio senza un giustificato motivo viola le regole generali in tema di correttezza e di auto responsabilità. Ciò comporta l’insorgenza dell’obbligo di risarcire i danni materiali che ne sono derivati (tutte le spese sostenute e le obbligazioni contratte).
Non sono invece risarcibili i danni morali per le sofferenze subite dall’abbandonato in quanto in ogni caso va anche tutelata la libertà di scelta fino all’ultimo momento senza che essa subisca restrizioni o condizionamenti.

La banca non risponde se paga un assegno con firma falsificata

La Cassazione ribadisce che la banca risponde solo se la falsificazione è grossolana ed evidente

Non c’è da stare particolarmente tranquilli nel lasciare i nostri soldi in banca, anche perché, contrariamente a quanto sarebbe normale ritenere, se la Banca paga per errore un assegno con firma diversa dalla nostra, può non doverne rispondere. Ma come, si potrebbe pensare, se non sanno fare il loro mestiere, dovranno pure farsene carico! Invece la Cassazione ha più volte ritenuto che la banca deve rispondere solo se la falsificazione della firma del cliente apposta sull’assegno sia rilevabile ictu oculi, cioè sulla base di una diligenza media. In sostanza solo quando la falsificazione è veramente grossolana.

Prova del DNA. Il Giudice può imporre il prelievo coattivo di materiale biologico

Con la Legge 85/2009 il prelievo coatto è ammesso, ma soltanto per reati di una certa gravità

Per potere confrontare il “DNA” ricavabile dal materiale rinvenuto sulla scena del crimine con il DNA del sospettato è spesso necessario prelevare da quest’ultimo il materiale biologico su cui condurre l’esame. E costui potrebbe non consentire alcun prelievo dalla sua persona. Del resto come è noto la nostra Costituzione garantisce la libertà personale come diritto inviolabile che consente a ciascuno di rifiutare di eseguire o subire qualsiasi atto a maggiore ragione sul proprio corpo. Per superare questa impasse, recentemente è stata introdotta una legge (85/2009) che consente sì al Giudice di imporre il prelievo coattivo di materiale biologico, ma entro certi limiti e a determinate condizioni così contemperando le opposte esigenze di salvaguardia da un lato delle indagini e della libertà personale dall’altro.
In particolare il prelievo coatto è ammesso soltanto per reati di una certa gravità, esclusivamente a condizione che sia assolutamente indispensabile per la prova dei fatti e sempre che non comporti pericoli alla vita, alla salute o sofferenze di non lieve entità.

Pubblica su un sito di scambisti il numero di telefono del fidanzato

La Cassazione conferma la condanna per molestie nei confronti dell’autrice del gesto

Con la sentenza n. 47667 del dicembre 2011 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per molestie nei confronti di una giovane che, per vendicarsi dell’abbandono da parte del fidanzato, aveva pubblicato il numero di cellulare di quest’ultimo su un sito di annunci a sfondo sessuale. A seguito di incessanti telefonate, infatti, il fidanzato aveva sporto querela nei confronti della ex compagna. La Corte ha confermato la condanna emessa nei giudizi di merito ritenendo ininfluente che l’imputata non fosse l’autrice materiale delle telefonate.
Questa, infatti, aveva permesso – come mediatrice – la commissione di comportamenti molesti che la stessa era ben consapevole di provocare e pertanto doveva rispondere del reato di molestie previsto dall’art. 660 del codice penale.

Standard and Poor’s declassa la Francia. L’Italia crolla a BBB+

Declassate anche Spagna, Portogallo e Austria. Si salva solo la Germania. Affossati Borse e Euro. Nuova impennata degli spread

L’Europa sta crollando e l’Italia “sta andando in malora”, per usare le parole di Umberto Bossi. Con un declassamento a catena che – come ampiamente annunciato nei mesi scorsi – strappa la tripla A alla Francia e fa scivolare l’Italia da A a BBB+, declassando anche Spagna, Portogallo e Austria, Standard and Poor’s condanna senza appello l’Unione Europea, incapace di affrontare la crisi. Secondo quanto riportato dall’Ansa, “la decisione di tagliare il rating di ben 9 Paesi europei sui sedici sotto osservazione (oltre a Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Austria sono finiti sotto la scure anche Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia) e’ motivata proprio con quelle che vengono giudicate le insufficienti misure adottate dai governi nelle recenti settimane”.
I mercati hanno immediatamente risentito della notizia. Le Borse europee sono colate a picco, l’euro è finito ai minimi storici e si è assistito ad una nuova impennata degli spread (col minimo storico dei Bund tedeschi il differenziale con i tassi italiani e’ risalito sopra i 500 punti).
Per la Francia di Nicolas Sarkozy il declassamento e’ una sconfitta bruciante. La perdita della tripla A potrebbe costare la poltrona all’inquilino dell’Eliseo. Per l’Italia di Mario Monti la sconfitta non è certo meno bruciante. Per il Belpaese il downgrade è stato addirittura doppio. Per le agenzie di rating BBB+ significa “adeguata capacita’ di rimborso, che pero’ potrebbe peggiorare”.

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Google festeggia il Natale donando 40 milioni di dollari

Le cause sostenute: l’insegnamento delle discipline scientifiche, l’istruzione delle ragazze, la crescita attraverso la tecnologia e la lotta al traffico di esseri umani

Per Google, la filantropia è un valore fondamentale. Quest’anno la “Grande G” ha donato più di 100 milioni di dollari a varie organizzazioni in tutto il mondo, inclusi 40 milioni di dollari in sovvenzioni per sostenere le quattro cause ritenute particolarmente importanti dai suoi timonieri: l’insegnamento delle discipline scientifiche (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), l’istruzione delle ragazze, la crescita attraverso la tecnologia e la lotta al traffico di esseri umani e alla schiavitù moderna. Inviando una email di ringraziamento a tutte le società che contribuiscono con AdWord o AdSense ai profitti di Google, la società ha invitato a festeggiare il Natale informandosi su queste organizzazioni, sul grande lavoro che stanno facendo e su come sostenerle.

Insegnamento delle discipline scientifiche (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica)
Nei prossimi sei anni, ci saranno 2,4 milioni di offerte di lavoro nei settori delle discipline scientifiche. Queste organizzazioni sono al lavoro per offrire a una nuova generazione di studenti la possibilità di formarsi nei campi delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica e di perseguire le gratificanti opportunità di carriera che spesso si presentano al termine di questi studi. La nostra donazione sosterrà le loro iniziative per più di 3 milioni di bambini.

Platform Bèta Techniek
Bletchley Park Trust
Citizen Schools
Computer History Museum
Concord Consortium
D.C. Public Education Fund
Generating Genius
Girl Scouts of Northern California
Girlstart
MathFitness
Roberta Initiative
Robin Hood
Teach For All
The Tech Museum of Innovation
Science Gallery
World Wide Workshop

Istruzione delle ragazze
Sostieni l’istruzione di una ragazza in Africa e in futuro il suo stipendio sarà più alto del 25%, avrà un terzo in meno di probabilità di contrarre l’HIV/AIDS e avrà una famiglia più piccola e più sana. Il nostro sostegno a queste organizzazioni sovvenzionerà l’istruzione di oltre 10.000 ragazze nei paesi in via di sviluppo.

African Leadership Academy
CAMFED International
Afghan Institute of Learning
Free the Children
10×10: Educate Girls, Change the World
Omega Schools Foundation
Akili Dada

Crescita attraverso la tecnologia
La tecnologia digitale è uno dei fattori che incentivano maggiormente la prosperità, purché sia accessibile. Nei Paesi a basso e medio reddito, un aumento minimo del 10% nella penetrazione di Internet porta a un aumento dell’1,4% nella produzione economica. Gruppi innovativi stanno utilizzando i social media, la programmazione open source, le reti mobili e altre piattaforme tecnologiche per mettere in contatto le comunità, migliorare l’accesso alle informazioni e risolvere problemi persistenti. La nostra donazione aiuterà queste organizzazioni a portare avanti un cambiamento scalabile per milioni di utenti di queste tecnologie.

Fundación Cibervoluntarios
Fundación Ciudadano Inteligente
Code for America
DoSomething.org
Engineers without Borders Canada
iLab Liberia
Inveneo
Mercy Corps
Public.Resource.Org
Samasource
Stanford University, Center on Democracy, Development and the Rule of Law
Switchboard
Team Rubicon
Vittana

Schiavitù moderna e traffico di esseri umani
La cattiva notizia: ci sono più schiavi oggi che in qualsiasi altro periodo della storia. La buona notizia: tornando ai loro villaggi e contribuendo ad educare gli altri, gli schiavi liberati tutelano centinaia di migliaia di persone che rischiano di essere ingannate o costrette a subire simili soprusi. Il nostro sostegno libererà dalla schiavitù moderna più di 12.000 persone e impedirà l’oppressione di altri milioni di individui.

ActionAid India
Aide et Action
BBC World Service Trust
Slavery Footprint
International Justice Mission
La Strada International
Not for Sale
Polaris Project
GoodWeave

Dopo Grecia e Italia, la prossima a scivolare sarà la Francia?

Gli speculatori hanno preso di mira i titoli di Stato francesi. E la vicenda del declassamento fa riflettere

“Dopo l’Italia e la Grecia, toccherà alla Francia?”. Questo titolo a caratteri cubitali è stato pubblicato in prima pagina dal quotidiano “Le Monde”, che ha analizzato la situazione francese mettendo in luce una serie di pericoli molto concreti. Nei giorni scorsi Standard & Poor’s aveva mandato un messaggio ai suoi abbonati scrivendo: “Debito sovrano, Francia, downgrading”. Poche parole per dire che Parigi non avrebbe più contato sulla “tripla A”. Ma alcuni minuti dopo – quando già il mondo intero era finito nel caos – la notizia è stata smentita da New York. Una coincidenza strana, soprattutto se si pensa che la perdita dalla “tripla A” da parte della Francia è data come sempre più probabile negli ambienti finanziari europei e americani.

La verità è che gli speculatori hanno preso di mira gli Oat, i titoli di Stato francesi che equivalgono – in sostanza – ai nostri Btp. Queste operazioni sugli Oat stanno causando problemi di spread e di rendimenti, esattamente come quelli che hanno colpito il nostro Paese. A metà della scorsa settimana il divario tra gli Oat decennali e i loro corrispettivi tedeschi, a cui tutti fanno riferimento, è schizzato a 170 punti base (in luglio erano 60!). Un record negativo storico che non ha precedenti nell’era dell’euro. Se i conti francesi sono migliori di quelli italiani, alcuni aspetti dell’economia reale fanno pensare. La disoccupazione in Francia sta sfiorando il 10% contro l’8,3% dell’Italia. Il deficit pubblico a fine 2011 è stimato intorno al 5,8% in Francia, mente in Italia è il 3,7% del Pil. In più il debito delle famiglie francesi nel 2010 era il 55,1% del Pil, contro il 45% del nostro Paese.

L’economista Marc Touati ha commentato questa fase con parole che non lasciano spazio all’interpretazione. “La questione ormai non è più se la Francia abbandonerà la tripla A,” ha spiegato, “ma quando”. “L’allargamento dello spread con i Bund tedeschi riflette un’oggettiva differenza nella gestione delle finanze dello Stato. Dal 2001 il deficit pubblico è stato in media il 4,1% del Pil in Francia e il 2,5% in Germania”. La conferma arriva da un altro stimato economista, Jacques Attali, che ha sottolineato: “Non facciamoci illusioni: sul mercato il rating del debito pubblico francese non è più la tripla A”. Punto.


Moody’s declassa anche la Spagna. UE sempre più in crisi

Duro colpo per Madrid. Tagliato il rating a livello A1 con un outlook negativo

Grecia, Portogallo, Stati Uniti, Italia, Spagna. La crisi del mondo occidentale si fa sempre più evidente. Dopo Standard&Poor’s e Fitch, anche Moody’s declassa la Spagna, colpendo duramente Madrid, a un mese dalle elezioni politiche. La notizia è considerata preoccupante anche perché in questi giorni, in Europa, i capi di stato dell’Unione stanno provando a trovare un accordo per arginare la gravissima crisi finanziaria che si diffonde a macchia d’olio su scala globale.

Moody’s ha abbassato di due scalini il rating sulla solvibilità del debito della Spagna, portandolo da Aa2 ad A1, con un outlook negativo. “La decisione”, riporta Il Sole 24 Ore, “è dovuta soprattutto all’alto livello di indebitamento del settore bancario del Paese iberico. Un livello tale che potrebbe portare ad un ulteriore declassamento se la crisi nell’eurozona dovesse peggiorare”.