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Economia e Diritto

Twitter in vendita. Si fanno avanti Disney e Microsoft

Twitter, uno dei più importanti social media del mondo, è in vendita. Dell’operazione si sta occupando Goldman Sachs, che conta di portare a termine il tutto entro 40 giorni. Con un valore di mercato di 16 miliardi di dollari, è stimato che Twitter possa arrivare ad incassare con la vendita circa 30 miliardi di dollari. Nei primi giorni di trattativa sono stati contattati colossi come Google e Saleforce, ma i potenziali acquirenti più determinati sarebbero due: Disney e Microsoft.

Topolino compra Twitter? L’impero dell’intrattenimento è molto forte su tutti i media, ma è piuttosto indietro sul fronte web. Ecco perché l’interesse per uno dei social più diffusi è concreto, soprattutto per spalleggiare il settore sport della multinazionale. Un’acquisizione di Twitter avrebbe un forte senso strategico per Disney anche secondo i maggiori esperti di economia americani, che vedono un’ulteriore spinta nella sua strategia di streaming per i video.

Dopo avere acquistato Linkedin, il social network più autorevole in campo professionale, Microsoft punterebbe ad estendere la propria influenza in rete conquistando anche Twitter. Una mossa che gli investitori sembrano caldeggiare e che convince anche il mercato. Sono bastati questi rumors, infatti, perché i titoli salissero dell’1,4% in una giornata di ribassi globali.

Monero sfida Bitcoin. La nuova moneta virtuale quadruplica il suo valore

Le valute virtuali (tra cui Bitcoin, LiteCoin, Ripple) sono rappresentazioni digitali di valore, utilizzate come mezzo di scambio, che possono essere trasferite, archiviate e negoziate elettronicamente. Sono anche una moderna e piuttosto remunerativa forma di investimento. L’astro nascente nel campo delle monete virtuali si chiama Monero e nelle ultime settimane ha quadruplicato il proprio valore, e il circolante è passato da 25 milioni a 100 milioni di dollari. Il Monero è ancora lontano dai 9,1 miliardi di dollari del Bitcoin, ma come quest’ultimo sta regalando grandi soddisfazioni agli speculatori.

Come spiega Banca d’Italia, “le valute virtuali non hanno corso legale e pertanto non devono per legge essere obbligatoriamente accettate per l’estinzione delle obbligazioni pecuniarie, ma possono essere utilizzate per acquistare beni o servizi solo se il venditore è disponibile ad accettarle”.

Rispetto al Bitcoin, il Monero sembrerebbe essere molto più sicuro nel garantire l’anonimato dei proprietari. Per questo è largamente utilizzato sui siti borderline, come quelli che permettono lo spaccio di sostanze stupefacenti in forma anonima.

Tax day. Oggi più di 100 le tasse da pagare

Sono ben 106 le tasse da pagare entro oggi, tra le quali il modello Unico 2016, l’Iva, le ritenute, i tributi omessi, i contributi Inps, i premi Inail, le accise. Un salasso per gli italiani che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 23 miliardi di Euro. 4,5 miliardi grazie all’Irpef, 2 miliardi attraverso l’Ires, 15 miliardi di Iva e 1,1 di Irap.

Ecco i principali appuntamenti.

Ryanair investirà in Italia 1 miliardo dollari

Ryanair continua a credere nel mercato italiano e nel 2017 ha annunciato un investimento davvero importante. Michael O’Leary, numero uno della compagnia aerea irlandese che ha inventato i voli low cost, ha presentato un piano di investimenti da 1 miliardo di dollari in una conferenza stampa con il ministro dei trasporti, Graziano Delrio. Gli investimenti si tradurranno in 10 nuovi aeromobili che copriranno 44 nuove rotte e permetteranno di volare ad oltre milioni di passeggeri.

Caso Premium. Mediaset chiede a Vivendi 50 mln al mese

Mediaset ha depositato un’azione legale contro Vivendi sulla vicenda Premium. A fine luglio il gruppo francese aveva presentato una proposta alternativa al Biscione dopo aver firmato in aprile un contratto vincolante per l’acquisto della pay-tv.

Dopo aver firmato, nel mese di aprile un contratto vincolante per l’acquisto della pay-tv Premium, la francese Vivendi avrebbe fatto un passo indietro, arrivando a presentare a Mediaset una proposta alternativa poche settimane fa. Ma il Biscione ha risposto con un’azione legale, chiedendo danni per 50 milioni di euro al mese. Nell’atto di citazione Mediaset chiede “l’effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l’8 aprile 2016” e naturalmente “l’esecuzione coattiva del contratto per ordine del giudice e il risarcimento dei danni sin qui subiti stimati per ora in un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016”.

Crolla la fiducia nell’Europa. Il problema non è la Grecia, ma la Germania

Lo dice anche l’economista americano Joseph Stiglitz, Premio Nobel nel 2001

Il leader di Syriza, Alexis Tsipras, è il nuovo premier della Grecia. Per formare il suo Governo ha stretto un accordo con il leader del partito nazionalista, Panos Kammenos. Destra e sinistra insieme, accomunati da un’avversione all’austerità imposta dall’Ue. Ormai è chiaro a tutti che il modello di Europa imposto dalla Germania per salvaguardare la propria economia a spese degli altri Paesi non reggerà a lungo. Lo ripete spesso anche il premio Nobel Joseph Stiglitz, economista di fama internazionale, il quale all’indomani del voto ha ribadito che il problema dell’Europa non è la Grecia, ma la Germania. In realtà Stiglitz attribuisce all’Euro la principale responsabilità della crisi del mercato europeo, ma la sua ricetta non prevede un dietro-front. Semplicemente il premio Nobel per l’economia ritiene che la politica dell’austerità a tutti i costi stia facendo danni sempre più gravi.
L’idea tutta tedesca di voler mantenere un euro forte per anni, penalizzando le esportazioni, si sta dimostrando un errore grossolano. Non si tratta solo di uno sbaglio organizzativo, ma proprio un problema di mentalità. Per una sorta di “questione di principio” è stata imposta per anni l’austerità quando, usando il semplice buon senso nell’analizzare la situazione, era evidente che fosse più urgente dare una spinta alla ripresa. E’ una questione di priorità.

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Cassazione. Sul treno il controllore non può rimproverare chi è senza biglietto

Il motto del viaggiatore, quindi, d’ora in poi sarà: ”rispetto anche senza biglietto”

Le vacanze per molti di noi hanno significato viaggiare grazie alle linee ferroviarie verso le ambite località di soggiorno, su vagoni non sempre confortevoli e sopportando code alle biglietterie.
Nonostante le ferrovie siano ormai sinonimo di disagio e fonte di svariate problematiche, le regole "di viaggio" vengono fatte osservare non sempre con tono gentile dagli addetti ai lavori.
Il noto adagio "chi sbaglia paga" trova applicazione anche per chi si sposta su rotaia; se non si acquista e non si oblitera regolarmente il titolo di viaggio si va incontro a sanzioni, ma dopo la recentissima pronuncia della Cassazione anche i controllori dovranno fare attenzione a come si interfacciano con l’utenza.
La sentenza della Corte di Cassazione (n. 26396 del 18 giugno scorso) ha infatti affermato che "il pubblico ufficiale che rimprovera pubblicamente un cittadino per la violazione di una norma commette il reato di ingiuria". Ciò in quanto l’addetto deve limitarsi ad applicare la sanzione senza spingersi ad ammonire pubblicamente il trasgressore.
Il motto del viaggiatore, quindi, d’ora in poi sarà: "rispetto anche senza biglietto"!

Non c’è amore senza sesso. Almeno per la Corte di Cassazione

Dopo la nascita del figlio lei si rifiuta di avere rapporti e lui scappa con un’altra. Ma la Cassazione lo giustifica

E non c’è amore senza sesso … almeno per la Cassazione! La Suprema Corte nei giorni scorsi ha sentenziato proprio in questo senso. Il caso ha infatti visto protagonisti due coniugi, i quali a detta del marito, non avevano più rapporti intimi dopo la nascita del figlio, a causa del continuo rifiuto da parte di lei. L’uomo non riuscendo più a sopportare la situazione decise di abbandonare il tetto coniugale e di rifugiarsi tra le braccia di un’altra donna. La moglie chiese quindi la separazione con addebito al marito per l’infedeltà e la fuga da casa.
La Corte di Cassazione, invece, ha individuato nella condotta della moglie il fattore che ha determinato la crisi del rapporto coniugale attribuendo ad essa la responsabilità della separazione. Di conseguenza si è affermato il principio che nel matrimonio il coniuge non può impedire che l’intimità si manifesti pena il venire meno di un preciso obbligo nascente dal matrimonio. Un consiglio per le Signore mogli: il "classico mal di testa" dovrà essere giustificato da idoneo certificato medico!

I proventi della prostituzione sono tassabili? La Cassazione dice di si

Ma in mancanza di una disciplina ad hoc è difficile individuare i ricavi e determinare la tassazione

La legge Merlin del 1958 vieta l’apertura delle cosiddette case chiuse e punisce come reato anche l’agevolazione, l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione, il trasferimento in Italia o all’estero di persone al fine di favorire tale attività. Occorre dunque chiarire un dato importante, non è illecito esercitare questo tipo di attività per chi, una volta divenuto maggiorenne, scelga autonomamente di vendere la propria fisicità. Il legislatore sceglie di non scontrarsi con il libero arbitrio di chi scelga la prostituzione come attività di sostentamento, ma condanna chi incoraggia, sfrutta, agevola questa pratica. Qualche mese fa è stata organizzata una raccolta firme per un referendum abrogativo parziale della legge Merlin (nella parte che impedisce la riapertura delle case chiuse), al fine di poter garantire maggiore sicurezza a chi sceglie senza costrizioni di esercitare questa "professione", sia dal punto di vista delle violenze che dal punto di vista sanitario, aspetto quest’ultimo che gioverebbe anche alla clientela.
Particolarmente sentito è anche l’aspetto fiscale. Le stime parlano di un giro d’affari della prostituzione in Italia di svariate decine di milioni di euro ogni anno, e un numero di clienti che si attesta sui 9 milioni. Il gettito fiscale che si ricaverebbe con la riapertura della case chiuse sarebbe, pare, capace all’anno di coprire una rata dell’Imu, tanto per intenderci.
Si tenga però conto che, contrariamente a quanto normalmente si è portati a pensare, la Corte di Cassazione ha di recente precisato che i proventi del meretricio sono già tuttora tassabili in quanto "il reddito derivante dall’esercizio della prostituzione, in base al generale principio della tassabilità dei redditi per il fatto stesso della loro sussistenza, è soggetto ad imposizione diretta". Certo è che in mancanza di una disciplina ad hoc, risulta estremamente difficile procedere all’individuazione dei relativi ricavi e alla tassazione degli stessi.
Favorevoli o contrari, reazionari o liberali, le cifre parlano chiaro e come diceva Benjamin Franklin: “Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse”.

La tutela della privacy ai tempi di Pure, Facebook e del web 2.0

Smartphone, App, incontri nell’era dei social network. Ma è tutelata la nostra riservatezza?

Inutile negarlo, tutti noi ci siamo resi conto che i metodi di corteggiamento del partner nell’era della comunicazione 2.0 sono cambiati e recentemente l’arrivo di una nuova app, chiamata "Pure" – che garantisce incontri a sfondo sessuale nella propria zona e in breve tempo – ha scatenato parecchio interesse su internet. L’app – disponibile per ora su Apple Store, ma a breve anche su Google Play, grazie all’inserimento di poche informazioni personali riguardanti chi siamo e cosa cerchiamo – permette l’incontro con un partner disponibile a condividere momenti di piacere saltando tutta la parte del corteggiamento; gli sviluppatori assicurano che dopo un’ora dall’incontro tutte le informazioni scambiate verranno distrutte.
Attenzione però, perché questa rassicurazione non evita che i gestori della app abbiano comunque accesso a gran parte del contenuto dei dati ricavabili dal nostro smartphone che vanno dal luogo in cui ci troviamo al nostro numero di telefono, alle nostre mail, per non parlare di foto e credenziali di accesso ai siti da noi utilizzati.

Di tali aspetti si sono recentemente occupate le "Autorità per la Privacy Europee" prevedendo linee guida per gli sviluppatori delle App che dovranno in particolare comunicare eventuali tracciamenti dell’utenza e ottenere il previo consenso da parte dell’utilizzatore.

Attenzione dunque che il fuoco della passione non ci faccia svelare tutti i nostri segreti …