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Jessica Scaglione

Colpi di pistola verso un carabiniere durante l’inseguimento. Arrestato a Piacenza un 24enne

Piacenza. Dovrà rispondere delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di arma comune da sparo, e tentato omicidio un 24enne di origini marocchine, irregolare sul suolo italiano e pregiudicato; l’arresto risale allo scorso venerdì 21 giugno, ed è legato ad una vicenda risalente al 30 maggio. Secondo quanto diffuso i fatti si sarebbero svolti a Rozzano, dove i carabinieri del Radiomobile avrebbero tentato di fermare una Ford Focus con a bordo tre persone, ma si sarebbero ritrovati coinvolti in un inseguimento.

Il conducente del mezzo, un 22enne poi arrestato, avrebbe più volte speronato l’auto dei militari, per poi fermarsi e lasciar scendere un passeggero: quest’ultimo, che sarebbe poi stato identificato come il 24enne, avrebbe tentato di darsi alla fuga a piedi, e vedendosi inseguito da un appuntato avrebbe esploso tre colpi di revolver verso il militare, da una distanza di sei metri. Fortunatamente il carabiniere sarebbe riuscito appena in tempo a gettarsi a terra tra due automobili, mentre il giovane sarebbe riuscito a far perdere le sue tracce. Arrestati invece il conducente del mezzo ed un secondo passeggero, un 28enne, che sono stati condotti al carcere di San Vittore e dovranno rispondere dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Il 24enne avrebbe tuttavia abbandonato sul mezzo il suo cellulare, grazie al quale gli investigatori avrebbero identificato l’ex compagna del giovane, dalla quale avrebbe avuto un figlio, e la sua attuale fidanzata, una 20enne residente nel centro di Piacenza. Il ragazzo avrebbe confessato alla giovane quanto accaduto, e, sapendosi ricercato, avrebbe passato almeno tre o quattro giorni a settimana insieme alla fidanzata, evitando di esporsi e non visitando il figlio di due anni. I militari hanno così seguito la ragazza fuori dalla sua abitazione, fino alla stazione di Rogoredo e quindi su un autobus verso viale Famagosta, dove i due si sarebbero incontrati: proprio lì è scattato l’arresto. Sembrerebbe che il giovane stesse tentando di far sparire una somma stimata intorno ai 15mila euro: sul suo cellulare sarebbero state scoperte fotografie che lo ritraevano insieme agli altri due arrestati (e ad altri individui) mentre sarebbero stati intenti a vendere cocaina, hashish ed eroina. Gli scambi sarebbero avvenuti nei boschi nei pressi del Ticino, nelle zone del lodigiano, del milanese, e del piacentino. Non è escluso che il denaro fosse “l’incasso” della giornata.

Incidente a Sarmato, auto capovolta. Feriti una madre e due bambini

Sarmato (Piacenza). Incidente intorno alle 13:00 del primo pomeriggio di martedì 25 giugno lungo la strada provinciale 37, nel tratto che connette Sarmato a Borgonovo Val Tidone, nei pressi di località Agazzara. Per ragioni al vaglio della polizia stradale, la conducente di una Ford Fiesta avrebbe perso il controllo del suo mezzo in prossimità di una curva, finendo così fuori strada; il mezzo si sarebbe ribaltato, terminando poi la sua corsa con il muso incastrato nel canale a lato della carreggiata.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, insieme ai soccorsi del 118. Due bambini e la loro madre sarebbero rimasti feriti, e sono stati trasportati al pronto soccorso cittadino. Sarebbero in condizioni serie, ma non in pericolo di vita.

Operazione “Grimilde”. Tra gli arrestati il presidente del consiglio comunale Caruso. Le accuse

Piacenza. Sedici arresti: è questo il bilancio dell’operazione denominata “Grimilde”, eseguita dalla polizia dopo una lunga indagine durata circa 4 anni nel corso della mattinata di martedì 25 giugno, in contrasto alla ‘ndrangheta. Gli arresti sarebbero avvenuti nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, e le cosche colpite sarebbero legate ai Grande Aracri di Cutro. Tra gli arrestati vi sarebbero anche il presidente del consiglio comunale di Piacenza, Giuseppe Caruso, e suo fratello Albino. Tra le accuse per Caruso, oltre a quella di associazione mafiosa, anche quelle di truffa aggravata, corruzione, ed estorsione in concorso: reati che risalirebbero al periodo precedente alla sua elezione a Palazzo Mercanti con Fratelli d’Italia, ed alla nomina a presidente del consiglio comunale, che risale al luglio del 2017.

Secondo quanto fino ad ora diffuso, Caruso sarebbe stato descritto come “in costante sinergia con i vertici del sodalizio”; sarebbe inoltre coinvolto in una truffa perpetrata ai danni dell’Unione Europea, in modo da far giungere un finanziamento da sei milioni di euro ad una ditta agricola del mantovano. Avrebbe preso parte “alle riunioni tra gli esponenti della consorteria in occasione delle quali venivano pianificate le condotte criminose della cosca e prese le decisioni fondamentali per il mantenimento ed il rafforzamento della stessa”, e supportato la cosca in qualità di funzionario dell’agenzia delle Dogane.

Giuseppe Caruso è stato condotto al carcere delle Novate.

La rete insorge per il nuovo adattamento di Neon Genesis Evangelion. È la peggior rivolta nella storia di Netflix in Italia?

Se un utente Facebook, ignaro degli avvenimenti dello scorso fine settimana, capitasse oggi sulla pagina ufficiale italiana di Netflix, si troverebbe di fronte ad uno scenario curioso. Sotto ogni post, infatti, invece della consueta serie di commenti, si moltiplicano interventi furiosi e meme sarcastici, tutti concentrati su un unico argomento: il nuovo adattamento proposto dal sito di distribuzione di film e serie in streaming per Neon Genesis Evangelion, una serie di animazione giapponese uscita nel 1995 e che è stata trasmessa per la prima volta in Italia nel 2000, raccogliendo un seguito tale da diventare un vero e proprio oggetto di culto tra gli amanti del genere e non solo. Netflix ha aggiunto questa serie al catalogo di 190 paesi venerdì 21 giugno, ed ha così attirato molta attenzione anche da parte del pubblico italiano… attenzione che, però, non sembrerebbe affatto positiva.

 

Alcuni dei commenti sulla pagina Facebook

 

I perché della scelta di Netflix di presentare una traduzione ed un doppiaggio completamente nuovi ed appositamente creati per l’approdo della serie sul sito, in presenza di una traduzione italiana già rodata, sarebbero legati al fatto che il colosso del web sembrerebbe non detenere i diritti della localizzazione originale, ma solo quelli di diffondere la serie (cosa forse comprensibile visto il numero di paesi nei quali è stata resa disponibile in catalogo). Una scelta azzardata, ma che da sola non sembrerebbe sufficiente a scatenare un putiferio. Eppure dopo l’uscita dell’adattamento i fan si sono raccolti sulla pagina italiana dell’azienda di distribuzione, dando vita ad una vera e propria rivolta, e manifestando il loro oltraggio con centinaia di commenti che pretendono spiegazioni, o perlomeno un riconoscimento da parte del sito: uno “shitstorm” in piena regola (“tempesta di m***a”, come, in maniera un po’ volgare, definisce questi eventi il popolo della rete). E che sarebbe potuto essere, tutto sommato, contenuto, non fosse che la pagina Facebook italiana di Netflix non sembra avere alcuna intenzione di pubblicare un post a proposito dell’attesissimo arrivo della serie sul sito. “Giorno 4, ancora senza un post ufficiale di scuse per Evangelion. Non molliamo, vi attendiamo al varco“, commenta un utente sotto uno dei post più recenti della pagina, pubblicando un meme appositamente creato per l’occasione; “Ancora niente post su evangelion?“, chiede invece un altro, pubblicando uno screenshot con tanto di sottotitoli del controverso adattamento. E così via, su ogni post a partire dal fatidico venerdì 21 giugno, ad un ritmo martellante, tanto da soffocare quasi ogni altro tipo di commento.

 

Non sono mancate le minacce di non rinnovare l’abbonamento

 

Ma qual è la ragione di tale scandalo? Sembrerebbe che a scaldare tanto gli animi sia la traduzione curata da Gualtiero Cannarsi, già coinvolto nell’adattamento della serie al suo esordio in Italia, e responsabile artistico italiano dei film d’animazione del rinomato Studio Ghibli dal 2005: una figura che, nel corso degli anni, ha raccolto intorno a sé non poche controversie dovute al particolarissimo stile che le sue traduzioni danno ai dialoghi di queste opere. I dialoghi di Cannarsi, colmi di termini inusuali o desueti e dalla sintassi talvolta poco comprensibile a causa del desiderio di mantenerli il più possibile fedeli a quelli originali, hanno già negli scorsi anni attirato un buon numero di critiche: le stesse che ora vengono ripetute in decine di articoli e post privati scritti dai fan di Neon Genesis Evangelion.

Le critiche toccano una moltitudine di argomenti. Tra questi non manca la scelta di termini ritenuti impopolari dai fan di vecchia data della serie, completamente diversi da quelli ai quali sono stati abituati per ben 19 anni: per esempio le entità che, invece che Angeli, sono state chiamate Apostoli (traduzione corretta dal punto di vista letterale, ma decisamente impopolare), oppure il “berserk” che nella nuova versione diventa “stato di furia”. Altre critiche si concentrano sui termini aulici e la sintassi tortuosa e, secondo alcuni, scorretta. Un esempio fra i tanti: la stessa frase che, in un precedente doppiaggio, era stata tradotta con “ma per quanto riguarda te, c’è di certo qualcosa che puoi fare, qualcosa che soltanto tu puoi fare“, in questa nuova edizione diventa “però, quanto a te, quanto a quel che non puoi far che tu, per te qualcosa da poter fare dovrebbe esserci”.

 

Dalla pagina Facebook “Gli sconcertanti adattamenti italiani dei film Ghibli

 

E in tutto questo, di fronte all’apparente mancanza di reazioni da parte dello staff di Netflix, gli utenti Facebook hanno dato sfogo alle loro lamentele nei modi più disparati: pubblicando screenshots, frammenti di video, domandando a gran voce delle scuse pubbliche, creando meme di ogni tipo, e in diversi casi persino minacciando di cancellare il proprio abbonamento Netflix in mancanza di un riconoscimento o, addirittura, della sostituzione della nuova traduzione con quella originale. Il volume dei messaggi è impressionante. C’è da dire che in realtà un riconoscimento da parte di Netflix Italia a proposito del caos scatenato dall’adattamento c’è stato, anche se non su Facebook: su Twitter, infatti, proprio in data 21 giugno è stata pubblicata un’immagine che fa ironia sulla tempesta di messaggi e lamentele.

 

 

Il post è stato accolto con non poco fastidio dagli utenti Twitter, soprattutto per il suo tono leggero; anche se, a giudicare dai commenti al di sotto di altri post, le reazioni infuriate non sono né numerose né pervasive come quelle che hanno colpito la pagina Facebook. E così si fanno sempre più chiari gli ingredienti che hanno portato alla tempesta perfetta: l’amore dei fan per il titolo, unito alla popolarità del sito di distribuzione e del social network, quindi una certa dose di passaparola e voglia di partecipare alla novità del momento, il tutto condito con la traduzione di una figura già controversa e con l’apparente mancanza di riconoscimento da parte dello staff di fronte alle lamentele. Dopo più di quattro giorni i commenti continuano ad aumentare, e anche sulle pagine private di molti utenti fioccano le reazioni, che vanno dalla confusione alla rabbia, passando per il divertimento: il tutto contribuisce a perpetuare uno “shitstorm” che, almeno per adesso, non sembra accennare a perdere intensità.

Scooter si schianta contro il guardrail, conducente sbalzato in un campo. È grave

Piacenza. Sarebbero molto gravi le condizioni del 62enne rimasto coinvolto, nel primo pomeriggio di venerdì 21 giugno, in un incidente mentre procedeva alla guida di uno scooter lungo la strada tra Fiorenzuola d’Arda e Cortemaggiore, all’altezza dell’intersezione con la via Emilia. Per ragioni da definire l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo, schiantandosi violentemente contro il guardrail e venendo sbalzato dallo scooter. Sarebbe poi caduto da un pendio erboso a lato della carreggiata, per poi fermarsi in un campo.

Oltre a vigili del fuoco e carabinieri, sul posto sono intervenuti i soccorsi con ambulanza, infermieristica, e l’elisoccorso, e per l’uomo è stato disposto il trasporto verso l’ospedale Maggiore di Parma.

Tasso alcolemico più di quattro volte superiore al limite alle 10:30 del mattino. Denunciato 57enne

Piacenza. Dovrà rispondere dell’accusa di guida in stato di ebbrezza alcolica un 57enne residente ad Agazzano e domiciliato in Alta Val Tidone, fermato intorno alle 10:30 della mattina di giovedì 20 giugno dai carabinieri per un controllo lungo la strada provinciale 412. L’uomo, alla guida di un Land Rover, avrebbe mostrato fin da subito segni di ebbrezza, ed avrebbe parlato in maniera sconnessa: in seguito a test con etilometro avrebbe registrato un tasso alcolemico di 2,10 grammi per litro, oltre quattro volte al di sopra del limite consentito.

Per lui è immediatamente scattato il ritiro della patente di guida, oltre al sequestro dell’automobile ed alla denuncia.

Borgonovo. Feriti con arma da taglio due stranieri, intervengono i carabinieri

Borgonovo (Piacenza). Sarebbero tuttora confusi i contorni della vicenda accaduta intorno a mezzanotte a Borgonovo, tra viale Risorgimento e via Salice. Un uomo di nazionalità straniera avrebbe chiamato il 112, affermando di essere stato accoltellato. I militari, al loro arrivo, avrebbero riscontrato su di lui la presenza di ferite non serie, e sarebbe stato mostrato loro un coltello rimasto a terra: inoltre l’uomo avrebbe spiegato ai carabinieri dove trovare il presunto aggressore.

Quest’ultimo, anch’egli straniero, sarebbe stato rintracciato sul divano di casa sua, e sarebbe apparso piuttosto tranquillo, nonostante avesse su di sé un profondo taglio all’altezza dell’ascella. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 per soccorrere i due, mentre sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri sulla dinamica della vicenda.

Podenzano. Tentato furto di lettini in piscina, scatta l’allarme. Ladri messi in fuga

Podenzano (Piacenza). Fallisce il colpo alla piscina di Podenzano nella notte di giovedì 20 giugno, poco prima delle 2:00. Un gruppo di tre individui si sarebbe introdotto, dopo aver danneggiato la recinzione, nell’area verde dell’impianto: i tre avrebbero iniziato a caricare circa 80 lettini a bordo di due furgoni, che sarebbero in seguito risultati essere a loro volta rubati. A causa dell’allarme e degli impianti di videosorveglianza, tuttavia, sul posto è sopraggiunta una pattuglia dell’istituto di vigilanza Metronotte, cosa che avrebbe spinto i malintenzionati a darsi alla fuga attraverso i campi.

I furgoni sono stati restituiti ai legittimi proprietari, così come i lettini, un bottino dal valore stimato oltre i 20mila euro. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, oltre ai tecnici della della ditta Elettrovalnure ed alla cooperativa Activa.

Roveleto. Colpo in banca. Rapinatori armati di cutter sequestrano i dipendenti ed i clienti

Cadeo (Piacenza). Rapina alla Banca di Piacenza intorno a mezzogiorno di giovedì 20 giugno, a Roveleto di Cadeo. Una banda di quattro malintenzionati (uno dei quali avrebbe assistito gli altri facendo da palo) si sarebbe introdotta nella filiale con il volto celato da occhiali da sole e cappellini; i rapinatori, impugnando un taglierino, avrebbero minacciato clienti e dipendenti, tenendoli in ostaggio. Sarebbero quindi riusciti a costringere i dipendenti ad aprire cassaforte, casse continue, ed il distributore bancomat, mettendo le mani su una somma di denaro che potrebbe ammontare ad alcune decine di migliaia di euro, forse circa 80mila. Infine si sarebbero allontanati a bordo di un’automobile, non prima di aver rinchiuso gli ostaggi in bagno.

Secondo quanto fino ad ora diffuso i rapinatori potrebbero essere un gruppo di italiani, che avrebbero avuto un forte accento del sud. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri sull’accaduto, grazie anche alle testimonianze dei presenti ed alle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza.

Inseguimento a Fiorenzuola. Ladri braccati dai carabinieri abbandonano il bottino

Fiorenzuola (Piacenza). Si sono liberati della refurtiva i ladri che, intorno alle 19:00 della serata di giovedì 20 giugno, sono stati inseguiti dalle pattuglie dei carabinieri tra i campi e per le vie di Fiorenzuola, in seguito a un allarme lanciato da alcuni residenti. La vicenda si sarebbe svolta in via Guglielmo da Saliceto: alcuni ignoti si sarebbero introdotti in un appartamento, dove avrebbero derubato gli ignari padroni di casa. All’uscita, però, sarebbero stati notati da alcuni cittadini, che hanno informato il 112 dell’accaduto.

Sul posto sono così intervenute le pattuglie del Radiomobile, che, dopo alcuni giri di perlustrazione, avrebbero notato uno dei presunti ladri in un’area verde tra via San Rocco e il greto dell’Arda, e si sarebbero così dati all’inseguimento, prima a piedi, poi a bordo della gazzella. L’inseguimento sarebbe proseguito fino alla via Emilia, quando l’individuo si sarebbe liberato della refurtiva e sarebbe riuscito a far perdere le sue tracce.