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Patrizia Barbieri: “Rilanciare il mercato di Piazza Casali”

“Purtroppo su questa zona della città si sono giocate e si stanno giocando partite, da parte di questa amministrazione, che hanno finito per penalizzare anche il mercato coperto di Piazza Casali, all’interno del quale si trovano eccellenze alimentari ed enogastronomiche costrette però a convivere con problemi crescenti e che non vengono adeguatamente affrontati dal Comune”. Lo sostiene Patrizia Barbieri, candidata sindaco per il centrodestra, che nei giorni scorsi ha visitato la struttura comunale e gli esercenti che hanno lì la loro attività commerciale. “Purtroppo – proseguito la candidata confrontandosi con i commercianti – questo mercato non è mai stato considerato, come invece è, un valore aggiunto per il centro storico. L’amministrazione non l’hai mai valorizzato, ma al contrario viene trascurato, anche nella manutenzione dell’edificio. A ciò si aggiungono altri evidenti problemi: il primo è la sicurezza della zona, con il parcheggio di fronte che è diventato territorio di conquista per parcheggiatori abusivi che molte volte sono una minaccia e quindi un ostacolo per le persone a venire a fare spesa qui: una situazione intollerabile che deve essere sanata. Allo stesso modo ha inciso pesantemente sul commercio della zona e del mercato coperto la decisione di spostare la stazione delle corriere a Borgofaxhall, con la pretesa di costruire un parcheggio sotterraneo sullo stesso piazzale che, ci posso mettere la mano sul fuoco, non verrà mai realizzato, perché sono certa che non appena si inizierà a scavare, se mai si inizierà, i lavori saranno bloccati dal reperimento di reperti nel sottosuolo. Per questo occerrerà valutare un ripensamento di questo progetto”. “A fronte di tutto ciò – ha concluso Patrizia Barbieri – sono certa che senza promettere fantasiose soluzioni, si possa con un po’ di attenzione e concretezza mettere mano ai principali problemi della struttura e valorizzare il mercato. I commercianti mi hanno rappresentato come in questi anni sia stato soprattutto grazie alla loro opera volontaria che sono riusciti a sistemare il mercato e a renderlo un gioiello, mentre il comune ha dato solo un piccolo aiuto non sufficiente. Si dovrà quindi cambiare la prospettiva, tornando a considerare il mercato coperto una risorsa e agire di conseguenza con opere di manutenzione continua da parte del comune, interventi di messa in sicurezza della zona e sua promozione. In quest’ottica, il rilascio della parte antica della caserma Niccolai (Piazza Casali) e dell’attigua Piazza d’armi, che intendiamo ottenere in tempi possibilmente brevi, sarà prodromica anche per una compiuta valorizzazione del compendio storico-artistico di San Sisto e, con l’individuazione di nuovi parcheggi, anche per una riqualificazione di tutta quest’area della città”.

Torre Sindaco : “Non votate, scegliete.”

Con Torre l’attacchinaggio dei manifesti diventa una performance, un invito al voto per una protesta vivace e attenta.

Nonostante un budget estremamente risicato la lista del candidato Torre Sindaco non ha voluto esimersi dall’affissione dei manifesti elettorali sulle plance municipali, e così anche l’attacchinaggio, con i candidati muniti di cappello a cilindro, è diventata una performance secondo lo stile cui l’allegra compagine ci ha abituato nelle ultime settimane. Ardua è stata l’individuazione di uno slogan che sintetizzasse in poche parole un programma così “pirotecnico”, dall’inodotto che porti il vino direttamente nelle case al Corso navigabile, dallo scambio del clima con Cipro a Cristiano Ronaldo in biancorosso: in un primo momento si era pensato a “finalmente un vulcano in città” che alludeva all’idea di realizzare l’ormai famoso vulcano a Borgoforte ma anche al carattere vulcanico della passione politica e della creatività di Torre, ma alla fine è stato deciso “io non voto… io scelgo Torre” per spiegare più chiaramente il senso di una protesta che deve diventare massiccia ed evidente attraverso il voto, diversamente dall’astensionismo che può essere interpretato anche come disinteresse. Per Torre Sindaco il voto deve invece materializzare e misurare lo scontento dei cittadini in modo che i partiti sappiano che la cittadinanza li osserva e li giudica con attenzione e con intelligenza. Per illustrare questo ed altri argomenti domani mercoledì 7 giugno alle ore 11 è previsto un comizio in Piazza Cavalli… rigorosamente con cappello a cilindro e fascia tricolore a pois. Il termine VOTO ed il verbo VOTARE sono stati negli anni svuotati di significato ed hanno perso l’aura di nobiltà che li caratterizzava. L’aver sistematicamente disatteso le promesse elettorali ed anzi, l’aver lavorato sistematicamente e consapevolmente contro gli interessi dei cittadini, ha allontanato la gente dal palazzo, ed il senso di impotenza che ne è derivato a spinto tanti a rinunciare all’esercizio la propria sovranità! Così noi oggi non parliamo più di VOTO ma di SCELTA. Scegliete di Ribellarvi al sistema dei partiti ed alle sue false promesse, scegliete di sommergerli con una risata votando Torre Sindaco!

Guy Davis a Piacenza. Secondo appuntamento con “Bala cui Ratt”

Come già annunciato, ai cinque appuntamenti della rassegna, che proseguirà per tutti i giovedì del mese di giugno, si aggiunge un evento speciale: il live del bluesman americano Guy Davis che sarà ospite di “Bala cui Ratt” nella serata di martedì 27 giugno al fianco dell’armonicista Fabrizio Poggi, dal vivo a partire dalle 22 alla Muntà di Via Mazzini, nel centro storico di Piacenza Questo giovedì, 8 giugno, la rassegna prosegue con il live di Tiz Rooster.

Islam: «Un pericolo quella visita degli emiri del Qatar»

Piacenza, 6 Giu. – «Mentre una parte del mondo musulmano proprio in questi giorni taglia i ponti con il Qatar, Piacenza può continuare a fregiarsi di avere accolto con tutti gli onori la monarchia regnante in quel paese».

Lo dichiara il segretario della Lega Nord cittadina, Luca Zandonella, in riferimento alla rottura dei rapporti diplomatici tra Egitto, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti e Bahrein con il piccolo emirato del Golfo Persico, accusato di sostenere alcuni gruppi terroristici. Proprio un anno fa tre membri della dinastia qatariota furono ricevuti dalle massime autorità cittadine durante una visita al Centro islamico di via Caorsana (da anni impiegato abusivamente come moschea), beneficiario di una donazione della fondazione Qatar Charity.

«Il triste primato di una città prona ad emiri che guidano un paese sospetto di fiancheggiare il terrorismo islamico – attacca Zandonella, anche capolista del Carroccio alle elezioni amministrative – è frutto della deriva terzomondista del Partito Democratico, che insiste nell’ignorare un pericolo riconosciuto persino all’interno dello stesso mondo islamico e mediorientale. È giunto il momento di abbandonare definitivamente quel sentimento di benevolenza ed apertura indiscriminata anche verso chi rappresenta una minaccia per la nostra società, quel buonismo a tutti i costi che in quell’occasione portò imprudentemente a definire “moderato” un Islam ancora nebuloso e a paragonare la Qatar Charity all’Obolo di San Pietro. Ma a risultare minaccioso – prosegue – è anche il silenzio di questi giorni del sindaco Dosi, che aveva steso il tappeto rosso agli emiri qatarioti, e del candidato del PD Paolo Rizzi, che non sembra intenzionato a dissociarsi dalla posizione del primo cittadino in carico. Un mutismo che non viene rotto nemmeno in questi momenti di cordoglio per le vittime del terrorismo jihadista. Il centrosinistra locale ammetta una volta per tutte l’ingenuità di quell’incontro e dei pericoli ai quali potrebbero esporsi Piacenza e il paese grazie ai finanziamenti giunti qui dal Qatar».

Concertazione, concretezza e risultato: il programma di Patrizia Barbieri si fa in 3

“Metto nel mio programma elettorale e amministrativo le caratteristiche che contraddistinguono la mia persona, vale a dire la concertazione per giungere a decisioni condivise, la concretezza che significa rifuggire i voli pindarici e le false promesse, e il risultato, inteso come raggiungimento dell’obiettivo per il territorio ed i cittadini”. Riassume così in tre parole il suo programma Patrizia Barbieri, candidata sindaco per il centrodestra, che ha partecipato al confronto tra candidati organizzato dalla CNA, Confederazione Nazionale Artigiani, di Piacenza e moderata dal presidente dell’associazione Dario Costantini. Entrando nel merito delle proposte rivolte alla piccola medio impresa e all’artigianato, la candidata per il centrodestra ha sottolineato alcuni dei punti qualificanti del proprio programma, a partire dal concetto di Piacenza Low Tax, inteso come strumento per “attrarre nel nostro territorio investimenti di imprese innovative e hi-tech, che più di altre impiegano lavoratori laureati. E in quest’ottica non mancano certo nella nostra città aree e manufatti attualmente vuoti che aspettano solo di essere riutilizzati e messi a disposizione con previsione di tassazione agevolata . E un ulteriore occhio di riguardo sarà rivolto ai giovani under 35 che vogliono aprire una propria attività, a cui applicheremo agevolazioni tributarie ”. “Legato a questo discorso – continua Patrizia Barbieri – abbiamo evidenziato nel nostro programma la necessità di valorizzare la presenza dei poli universitari quale fattore di sviluppo e opportunità di crescita per la città, mediante una sinergia tra amministrazione, mondo della ricerca, mondo imprenditoriale e delle professioni. Questo rapporto virtuoso si estrinseca attraverso la realizzazione di incubatori d’impresa e della creatività, spazi dove far nascere nuove iniziative imprenditoriali e sviluppare la creatività applicata in un rapporto sistemico ad alto valore aggiunto con la ricerca”. “Ritengo – ha proseguito la candidata per il centrodestra – che attraverso il manifatturiero Piacenza possa tornare ad avere quello sviluppo economico, e quindi sociale, che in questi anni ha miseramente perso. Dobbiamo quindi smettere di accettare questa logica di umiliazione del lavoro autonomo e delle imprese artigiane, spesso messe in condizione di non poter non solo operare ma neppure aprire ,strette tra la morsa della burocrazia e quella del fisco.Alcuni punti che svilupperemo nella nostra azione amministrativa saranno quindi l’equa tariffazione e la sburocratizzazione : nel primo caso mi riferisco in particolare al discorso legato alla TARI che incide pesantemente sulla vita delle piccole attività, per cui proponiamo una tariffazione puntuale e non a metri quadri. Nel secondo caso penso, invece, a pratiche virtuose per agevolare il disbrigo delle pratiche evitando inutili appesantimenti. Occorrerà inoltre incentivare il ricorso al microcredito che è uno strumento efficace per l’avvio di nuove attività, soprattutto di quelle giovanili.” Parlando ancora di piccole e medie imprese e di lavoro autonomo Patrizia Barbieri ha lamentato l’abbandono in cui queste attività versano.” Riteniamo sia indispensabile la loro valorizzazione anche con la previsione di una diretta rappresentanza negli organi decisionali operativi”. La candidata ha infine toccato alcuni argomenti più specifici, legati al mondo del lavoro femminile e ai pensionati: “Non solo perché sono donna – ha detto – ritengo che il lavoro femminile vada tutelato, con una particolare attenzione alla conciliazione dei tempi casa-lavoro, all’incentivo a forme di telelavoro o part-time per le mamme e al sostegno alla previsione di asili nelle aziende. Non possiamo infine non pensare agli ex lavoratori, i pensionati, per i quali si devono prevedere tutele e garanzie sociale, puntando anche a sfruttare la loro esperienza come patrimonio per la crescita”.

Il Parco delle Cinque Terre diventa set per DigitaLife

Dopo il Nicaragua un altro set speciale per DigitaLife, il film collettivo che racconterà i cambiamenti avvenuti negli ultimi vent’anni con uno sguardo proiettato al futuro. Da questa settimana entra nel progetto anche il Parco nazionale delle Cinque Terre. Un luogo che non ha bisogno di presentazione e che porta in tutto il mondo il nome dell’Italia. I cinque borghi sono patrimonio dell’umanità e ogni anno sono milioni i turisti che arrivano ogni luogo per ammirare le bellezze del posto. L’accordo con l’ente del parco permetterà di diffondere la conoscenza del progetto e raccontare così tanti aspetti legati al turismo e all’ambiente. Avremo la possibilità di coinvolgere persone provenienti da ogni parte del mondo. «Per chi si occupa di gestire le informazioni – afferma Vittorio Alessandro, presidente del Parco – collaborare con esperienze come DigitaLife è una opportunità di conoscenza che permette di allargare network importanti per uno sviluppo sempre più di qualità del nostro territorio. Questo passa soprattutto dalla cultura e dalla conservazione dell’ambiente e delle tradizioni. Noi proviamo a coniugarle unendo la tecnologia alla tradizione. Stiamo lavorando su una App, ad esempio, che ci permette di conoscere in tempo reale il numero delle persone che percorrono la rete sentieristica e ci mette nelle condizioni di affrontare le criticità. Essere protagonisti nel film con le nostre esperienze – conclude Alessandro – per noi è davvero un occasione importante». «Abbiamo accettato di esser parte del progetto – aggiunge Patrizio Scarpellini, direttore del Parco – perché siamo impegnati da sempre a valorizzare la cultura del territorio anche nella sua dimensione digitale. Al suo arrivo in Europa Skype scelse la nostra esperienza per girare un video sui cambiamenti nella comunicazione grazie all’avvento del digitale. Sono passati dieci anni e il parco continua a lavorare sulle innovazioni che la tecnologia ci offre». «Collaboriamo da anni con il parco – dice Marco Giovannelli, presidente di Varese Web – ed è un onore averli al nostro fianco in DigitaLife. Crediamo che il film sia anche una grande occasione per mostrare quanta bellezza offre il nostro paese. Quanta ricchezza di storie e di valori. Le Cinque Terre sono un vero e grande patrimonio dell’umanità e non dobbiamo diventare mai di valorizzarlo. È una responsabilità oltreché una immensa opportunità di benessere per tutti. La collaborazione con il parco permetterà poi di entrare in contatto con milioni di turisti avendo così anche punti di vista differenti che sono poi uno degli elementi forti del film». Dall’avvio del progetto sono già arrivati i primi cento video. Tante letture diverse circa il rapporto nella propria vita con il digitale e con Internet. «Il lavoro procede e costruiremo il film insieme a voi – spiega Francesco G. Raganato, già regista di documentari per Sky e Rai -. Sarà un lavoro collettivo nel vero senso della parola. La volontà è quella di creare una community che dia linfa vitale al film giorno per giorno. E’ una sfida in tutti i sensi, a partire dal fatto che daremo l’opportunità a chiunque di raccontare la sua storia e condividerla». Riconoscimenti Tutti i video verranno pubblicati in diversi spazi e coloro che parteciperanno con l’invio di un proprio lavoro, riceveranno un riconoscimento da parte della produzione. Ogni due settimane poi sarà scelto un filmato particolarmente rappresentativo dello spirito del film e all’autore verrà offerto un weekend per due persone in una località italiana. Tutti coloro che verranno scelti per far parte di DigitaLife saranno inseriti nei titoli di coda del film e nei credits ufficiali dell’opera. Social Per rimanere aggiornati, o per entrare a far parte della comunità che nei prossimi mesi “costruirà” il film, DigitaLife avrà una presenza attiva su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube. Per qualsiasi altra richiesta è possibile scrivere a digitalife.film@gmail.com Il regista Francesco G. Raganato È stato scelto da Varese Web tramite un bando a cui hanno partecipato 230 registi e vedomaker. Ha diretto diversi documentari per il programma “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli su Rai2, realizzando poi prodotti anche per La7 e History Channel. Parallelamente alla TV lavora ad alcuni film-documentari, creati apposta per il cinema e l’on-demand. “L’Isola Analogica”, su alcune vicende legate al consumo accidentale di LSD nella piccola isola di Alicudi nelle Eolie, vince il Gran Premio del Mediterraneo/Prix Italia, festival a cui partecipano le maggiori emittenti televisive europee. Dopo qualche anno esce al cinema e poi in dvd per Feltrinelli Real, “Tsunami tour”, l’unico documentario che racconta la prima campagna elettorale di Grillo. Con “Looking For Kadija”, mette in scena un picaresco viaggio in una sconosciuta Eritrea, riuscendo a raccogliere numerose testimonianze sulle condizioni di vita nella ex-colonia italiana. Questo documentario, prodotto da RAI Cinema, vince il primo premio al Festival del Cinema di Roma nel 2013. Tra i suoi ultimi lavori c’è la serie “Islam Italia”, ideata e condotta da Gad Lerner per Rai3, attualmente candidata al Prix Italia. Il Parco delle Cinque Terre Il territorio delle Cinque Terre si estende per circa 3800 ettari, superficie protetta dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, istituito con decreto del Presidente della Repubblica nel 1999. Si sviluppa in circa 20 km di lunghezza, lungo la linea di costa tra il Promontorio del Mesco a ovest e Punta Persico a est. L’Ente Parco nasce allo scopo di salvaguardare il paesaggio delle Cinque Terre: un’area che nei secoli passati è stata trasformata dagli abitanti del luogo, sostituendo la vegetazione naturale di questi ripidi declivi, con una fitta tessitura di terrazzamenti coltivati a vite. La finalità del Parco è quella di recuperare e conservare questa testimonianza di valori architettonici, storici, culturali, paesaggistici e ambientali i quali, a causa di complesse ragioni economico-sociali, rischiavano di essere perduti. A questo risultato il Parco vuole giungere attraverso il mantenimento della viticoltura e dell’agricoltura in generale, uniche attività umane in grado di conservare questo paesaggio, e valorizzando un turismo di qualità: attento alla fragilità del territorio, all’autenticità dei prodotti tipici locali e amante di un ambiente ricco di biodiversità, in cui svolgere attività all’aria aperta in ogni stagione dell’anno. La produzione Varese Web Varese Web è l’editore di Varesenews, il quotidiano online della provincia di Varese che nasce nel 1997. Allora la connessione era ancora una condizione di pochi. Il giornale negli anni è cresciuto grazie alla capacità di esser parte delle proprie comunità. È stato un elemento di spinta per diversi territori per far crescere la cultura digitale e oggi ha raggiunto 4 milioni di lettori al mese, 188mila fan sulla pagina Facebook, 20mila follower su Instagram e 15mila su Twitter. La produzione del docufilm DigitaLife è solo una delle iniziative che sono in programma per festeggiare i 20 anni della testata giornalistica.

Coppa America. Il team New Zealand rivoluziona il mondo della vela.

Bermuda, 27 maggio 2017 – Il Gruppo Dainese è “Official Safety Partner” di Emirates Team New Zealand per la Coppa America 2017.

L’equipaggio neozelandese, che per la prima volta ha scelto i pedali al posto dei tradizionali “coffee grinders” per azionare i winch, ha indossato la nuova giacca Sea-Guard ideata e sviluppata da Dainese, che integra protezione e aerodinamicità alle funzioni di galleggiamento. Performance fino ad ora impensabili per i nuovi catamarani “volanti” AC50 che oggi hanno preso il largo nell’iconica cornice di Great Sound (Bermuda) al via alla 35° edizione della Coppa America. Ad oltre 50 nodi di velocità, per l’equipaggio si presentano condizioni estreme, simili a quelle a cui sono esposti i piloti del Motomondiale. La sicurezza a bordo è quindi l’elemento fondamentale che ha dato origine alla partnership tra Dainese e Emirates Team New Zeland. Nasce così SEA-GUARD, il primo dispositivo di protezione appositamente studiato per le competizioni veliche. SEA-GUARD, oltre alla funzione di galleggiamento, offre protezione da impatto e consente la massima libertà di movimento per i grinder di ultima generazione, che usano le gambe – su appositi pedali – e non più le braccia per agire sui verricelli. SEA-GUARD costituisce un’unica soluzione ergonomica e confortevole, pensata per ottimizzare le performance dell’equipaggio. SEA-GUARD integra una gobba aerodinamica di derivazione motociclistica, unitamente all’alloggiamento per la Oxygen tank – una bombola di ossigeno che gli atleti utilizzano in situazioni di emergenza, come in caso di ribaltamento della barca – e per i dispositivi per la comunicazione di bordo. “Un progetto unico nel suo genere, che ci ha permesso di portare la passione Italiana per l’innovazione e la performance a supporto di un partner di eccellenza” ha dichiarato Cristiano Silei, CEO di Dainese Group. “Da sempre Dainese fa della sicurezza negli sport dinamici la propria missione. L’impegno costante dei nostri team di ricerca e sviluppo in questi mesi di preparazione e la partnership con Emirates Team New Zealand ci hanno permesso di superare una sfida nuova per entrambi ed applicare il know-how acquisito in circostanze estreme diverse da quelle che ben conosciamo da 45 anni”. Max Sirena, ex skipper di Luna Rossa, ora Technical Advisor e Membro del Management di Emirates Team New Zealand ha aggiunto: “Con l’avvento negli ultimi anni dei catamarani AC, l’evoluzione del mondo velico ha raggiunto livelli senza precedenti. Ora velocità e sicurezza vanno di pari passo con la partnership con Dainese. E’ la prima volta che vengono combinati sicurezza, galleggiamento, protezione e aerodinamicità, tutti aspetti che contribuiscono al miglioramento della nostra performance sull’acqua. Con i catamarani “volanti”, ciascun dettaglio, dalla barca all’abbigliamento, rende a tutti gli effetti la navigazione più veloce”.

I cinque passi delle Dolomiti scelti dai bikers per l’’estate 2017

Dal mitico Pordoi allo storico Valparola, gli utenti di TrueRiders hanno selezionato cinque incredibili percorsi d’altura per tutti i motociclisti che non hanno paura delle vertigini.

1.Passo Pordoi (2.239 metri)

Una classifica che si rispetti ha un re assoluto e il primo posto, per una estate 2017 a tutta montagna, è della Cima Coppi per eccellenza, il Passo Pordoi. Suscita ogni giorno oltre duemila reactions, altrettante condivisioni e una pletora di commenti che non smettono mai di stupire. Sono dodici chilometri, una pendenza che arriva fino al 15% e il panorama straordinario del Gruppo del Sella e della Marmolada. Il Pordoi unisce Canazei e Arabba, celebri mete turistiche sia nel periodo invernale che in quello estivo, ed è sicuramente adatto a un viaggio in moto, poiché vi si possono fare numerose escursioni, come quelle sui sentieri della Grande Guerra, o anche semplicemente prendere la Funivia del Sass Pordoi, che sale fino a 2.950 metri, regalando una vista mozzafiato che spazia a 360 gradi sulle vette delle Dolomiti.

2. Passo di Valparola (2.192 metri)

Medaglia d’argento con più di mille condivisioni e reactions al giorno, sempre acclamato dai bikers e il più fotografato è il Passo di Valparola, che molti chiamano ancora con il nome ladino originale, Intrà i Sass, permette di raggiungere la Val Badia e l’Agordino, e dunque di visitare celebri mete come Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti. Il Werk Tre Sassi, antico forte costruito dal Regio Esercito sul calare dell’Ottocento, resta ancora oggi a imperitura memoria delle lotte per il controllo del Trentino-Veneto, ed è un luogo amatissimo da quei motociclisti che, insieme ai panorami e alle curve, vogliono scoprire anche la storia dei luoghi che percorrono in sella.

3. Passo San Boldo (706 metri)

Terzo posto, anche se in fatto di spettacolarità meriterebbe il primo. Stiamo parlando del San Boldo, ovvero della Strada dei Cento Giorni, costruita a inizio Novecento facilitare gli spostamenti degli agricoltori e completata dall’esercito austro-ungarico, che riuscì a scavare ben cinque gallerie nella dura pietra dolomitica in appena tre mesi. Anche questo passo riscuote sempre un certo clamore social mostrando sempre migliaia di reactions e condivisioni, oltre a innumerevoli interazioni e commenti e anche foto live di questo incantevole itinerario. Ora che le armi tacciono,il San Boldo è diventata una meta di curiosi su due ruote, che vogliono confrontarsi con questa roboante salita tutta curve e tutta trafori, e il rombo predominante è quello dei motori dei bikers più temerari.

4.Passo di Giau (2.236 metri)

Con più di 300 reactions, centinaia di condivisioni e sempre accolto con grande entusiasmo dai nostri riders, il Passo di Giau , universalmente riconosciuto come il Passo cartolina delle Dolomiti, si discosta da poco dal podio. Lo scenario che offre, infatti, è davvero da memoria fotografica, con le vette del Nuvolau e dell’Averau, oltre le quali li estendono le Pale di San Martino, la Marmolada, le Tofane e numerose altre montagne dell’arco alpino. Il Giau è sempre più amato anche dai motociclisti, che possono goderne la pendenza agevole e la lunghezza non eccessiva fermandosi, di volta in volta, ad ammirare gli scorci panoramici che offre al turista.

5. Passo Rolle (1.984 metri)

La Valle del Primiero e la Val di Fiemme sono tra le più belle destinazioni tra il Trentino Alto Adige e il Veneto, luoghi dove la natura da il meglio di sé e dove le vette spiccano su cieli cristallini. Ecco dunque il Passo Rolle, quasi 2.000 metri che parlano italiano e tedesco, con una lunghezza di circa 23 chilometri che percorrono la SS50, la strada delle Pale di San Martino di Castrozza e del Cimon della Pala, anche questo molto apprezzato dagli utenti di TrueRiders con centinaia di reactions , like e commenti. Proseguendo questo itinerario, non si può non passare anche per il Lago di Paneveggio, alimentato dal fiume Travigliolo, e ci si può concedere una pausa rilassante, prima di risalire in sella e dare tutto gas in direzione di Predazzo, il punto turistico più frequentato delle Valli d’Avisio.

Intervento Monte Carevolo. Escursionista colto da malore.

MONTE CAREVOLO (FERRIERE – PC) Nella mattina di Domenica 28 Maggio, la Stazione “Monte Alfeo” del Soccorso Alpino di Piacenza è intervenuta in aiuto di un escursionista colto da malore, sulle pendici del Monte Carevolo, nel comune di Ferriere, sull’appennino piacentino. L’uomo, un sessantaduenne residente a Piacenza ma originario dell’appennino Parmense, era in compagnia di amici e stava percorrendo la Lunga Marcia GAEP, storico appuntamento escursionistico delle alte valli piacentine; nel sentiero immerso nel bosco, a quota 1350 metri di altitudine, poco prima della sommità del monte Carevolo, lo sfortunato escursionista partito insieme a tantissimi altri dal Passo del Mercatello, ha accusato un malore. Affaticato, è stato posizionato all’ombra dagli amici e da un medico che casualmente partecipava alla manifestazione. L’evento è però stato notato da un tecnico del Soccorso Alpino che transitava in quel momento lungo il tratto di sentiero, attivando così via radio i colleghi che presidiavano la manifestazione con base mobile al Mercatello e con un posto di assistenza avanzato sulla vetta del Carevolo. Subito sono giunti sul posto due tecnici che hanno predisposto il trasporto dell’uomo verso valle, mentre un’altra squadra del SAER e l’ambulanza della CRI piacentina (con medico a bordo) si avvicinavano lungo il tratto di sentiero carrozzabile. L’uomo, valutato dai sanitari, è quindi stato dapprima imbarellato e poi trasportato al passo del Mercatello, dove è sopraggiunto l’elisoccorso di Parma, che ha provveduto al trasporto all’Ospedale Maggiore del capoluogo emiliano.

Torino-Lione. La nuova linea porterà 5,5 miliardi di lavori in 2 anni

Torino, 24 maggio 2017 – La realizzazione della Nuova Linea Torino Lione porterà in due anni lavori per un valore di 5,5 miliardi di euro e coinvolgerà potenzialmente circa 20mila imprese. Sono i dati più impressionanti della mole d’affari animata dall’opera, le cui prospettive sono state presentate a Torino qualche giorno fa all’inizio di un vero roadshow che toccherà tutta l’Europa. Ad illustrare numeri e prospettive sono stati i vertici di Telt (la società italo-francese che sta realizzando la linea) e in particolare il suo Direttore generale, Mario Virano, insieme al direttore della divisione tecnica, Maurizio Bufalini, e al direttore amministrazione e finanza, Alessandro Jannetti.  “Telt at work”, questo il nome dell’iniziativa, ha vissuto la prima tappa all’Unione Industriale di Torino: dentro la sede l’illustrazione delle prospettive alle circa 230 imprese presenti, fuori una manifestazione di attivisti No Tav.
Come si è detto, i cantieri della nuova ferrovia Torino-Lione daranno lavoro, diretto o indiretto, a 20mila imprese e 8.000 lavoratori attraverso 81 bandi di gara articolati su 12 cantieri operativi, tra Italia e Francia.  Si tratta di un complesso di opere che comprendono lavorazioni civili, servizi di ingegneria, sicurezza, impianti e tecnologie. I primi 63 bandi verranno lanciati tra il secondo semestre del 2017 e il 2019, per un valore di 5,5 miliardi di euro.
“Dopo i 26 anni necessari per le decisioni e le autorizzazioni – ha sottolineato Virano – è cominciato il periodo di 13 anni che si concluderà, nel 2029, con l’entrata in servizio della nuova Torino-Lione”. Con un grande coinvolgimento del territorio e delle persone che vogliono sapere di più dell’opera. Tutti i cantieri, infatti, saranno “parlanti” e “aperti alle visite”.
Ma non si tratta solo di questo. Tra gli obiettivi c’è anche il coinvolgimento di molte imprese che operano nei territori attraversati dalla tratta transnazionale della Tav, che va da Bussoleno-Susa alla francese Saint-Jean-de-Maurienne. Per questo motivo, Telt firmerà con la Regione Piemonte e il Commissario di Governo per la Torino-Lione un protocollo per l’attuazione della legge regionale 4/2011 (chiamata “Cantieri, sviluppo, territorio”), nata sul modello della francese Démarche Grand Chantier. L’accordo prevede, tra l’altro, che nei prossimi mesi siano organizzati corsi di formazione per i profili professionali interessati dai lavori della Torino-Lione.