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Coronavirus. L’OMS consiglia: “indossate la mascherina nei luoghi pubblici”

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha modificato i suoi consigli sulle maschere per il viso, dicendo che dovrebbero essere indossate in pubblico per aiutare a fermare la diffusione del coronavirus. L’ente globale ha affermato che le nuove informazioni hanno dimostrato che potrebbero fornire “una barriera per le goccioline potenzialmente infettive”.

Non è solo “buon senso”, quindi. Oggi l’OMS dichiara che esiste un’evidenza scientifica sull’efficacia nelle mascherine nel contrastare la diffusione della pandemia.

Alcuni paesi in tutto il mondo raccomandano o impongono già in pubblico l’uso di rivestimenti per il viso. L’OMS aveva precedentemente sostenuto che non c’erano prove sufficienti per dire che le persone sane dovrebbero indossare maschere. L’organizzazione ha sempre consigliato di indossare maschere per il viso mediche da persone malate e da coloro che si prendono cura di loro.

La dott.ssa Maria Van Kerkhove, esperta dell’OMS sul Covid-19, ha detto all’agenzia di stampa Reuters che la raccomandazione era che le persone indossassero una “maschera di tessuto – cioè una maschera non medica” nelle aree in cui vi è il rischio di trasmissione di la malattia.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha aggiornato le linee guida e sta suggerendo ai governi di incoraggiare tutti a indossare una maschera in pubblico. Allo stesso tempo, l’OMS ha sottolineato che le maschere facciali erano solo uno dei tanti strumenti che potevano essere utilizzati per ridurre il rischio di trasmissione e che non dovevano dare alle persone un falso senso di protezione.

Piacenza Calcio. I fratelli Gatti cedono a Roberto Pighi. In arrivo Polenghi

PIACENZA – Cambio ai vertici del Piacenza Calcio. Il presidente uscente Marco Gatti, anche in rappresentanza del fratello Stefano, ha ceduto tutte le quote all’attuale vicepresidente Roberto Pighi, il quale controlla adesso circa il 90% della società. Nelle prossime ore dovrebbe essere confermato l’ingresso del gruppo Polenghi di San Rocco, e secondo il nuovo progetto di Pighi, in società entreranno altri imprenditori che sosterranno economicamente la prossima stagione dei biancorossi.

Coronavirus. Ormai 4.500 casi accertati a Piacenza

PIACENZA – Sono ormai quasi 4.500 i casi di Covid-19 accertati a Piacenza (4.498 per la precisione, 2 in più rispetto a ieri). Nel resto della regione i casi sono 3.547 a Parma (+7), 4.956 a Reggio Emilia (dato invariato), 3.924 a Modena (+2), 4.645 a Bologna (+1); 398 a Imola (+1); 998 a Ferrara (+1). I casi di positività in Romagna sono 4911 (+3),di cui 1.028 a Ravenna (dato invariato), 944 a Forlì (dato invariato),781 a Cesena (+1) e 2.158 a Rimini (+2).

Purtroppo, si registrano 13 nuovi decessi (alcuni dei quali relativi ai giorni scorsi, per i qualisi attendeva l’esito rispetto alla causa di morte da Covid-19): due uomini e undici donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a 4.167. Per quanto riguarda la provincia di residenza, 2 si sono avuti in quella di Piacenza, 2 in quella di Parma, 3 in quella di Reggio Emilia, 4 in quella di Bologna (nessuno nell’Imolese), 2 a Ferrara. Nessun decesso nelle province di Modena, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e da fuori regione.

 

Il Ministro Speranza a Piacenza. Investimenti sulla sanità locale

PIACENZA -” Oggi ho avuto un incontro molto serio e concreto con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e con il Presidente Stefano Bonaccini”, ha raccontato il sindaco Patrizia Barbieri. “Abbiamo analizzato il nostro sistema socio-sanitario locale, che ha dato prova in questi mesi di grande professionalità e resilienza. Abbiamo riscontrato la disponibilità del Ministro ad investire sul futuro della sanità piacentina che dovrà puntare ad una sempre maggiore qualità dei servizi, non solo con riguardo alla partita del nuovo ospedale. Abbiamo condiviso la necessità di potenziare, anche a livello tecnologico, la medicina territoriale”.

3 giugno: cosa si può fare e cosa non si può fare

PIACENZA – A partire da mercoledì 3 giugno sarà nuovamente consentito spostarsi tra regioni diverse per qualsiasi motivo, senza bisogno di autocertificazione.

CINEMA, TEATRI E CONCERTI RESTANO VIETATI
Restano vietate tutte le manifestazioni ludiche che prevedono assembramenti: teatri, concerti e cinema (anche in spazi all’aperto) restano sospesi fino al 14 giugno 2020.

CHI HA FEBBRE OLTRE I 37,5°, TOSSE O RAFFREDDORE DEVE RESTARE A CASA
Oltre al divieto ad uscire di casa per i positivi al coronavirus, di uscire da casa per chi è sottoposto alla misura della quarantena essendo risultato positivo al virus, mentre chi presenta sintomi come tosse e raffreddore, o ha febbre maggiore di 37,5° C deve rimanere presso il proprio domicilio.

DIVIETO DI ASSEMBRAMENTI E MASCHERINA OBBLIGATORIA SUI MEZZI PUBBLICI
In tutto il territorio nazionale vige il divieto di assembramenti e continua a sussistere l’obbligo di indossare correttamente una mascherina sui mezzi pubblici.

BACI, ABBRACCI E STRETTE DI MANO VANNO EVITATI
Restano banditi baci, abbracci e strette di mano e devono essere evitati i contatti fisici con chiunque non sia un congiunto o un convivente.

Il Presidente Mattarella a Codogno: “siete stati un esempio di senso civico. Vi ringrazio”

CODOGNO – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deciso di celebrare la Festa della Repubblica a Codogno, epicentro del contagio di Coronavirus in Italia e primo focolaio.

“Sono qui per ringraziarvi,” ha dichiarato Mattarella, “per la dignità e la serietà con le quali avete affrontato questa pandemia. Siete stati un esempio di senso civico e morale. Oggi siamo qui per rendere omaggio ai cittadini di Codogno, ma è nostro dovere ricordare tutti coloro che hanno perso la vita durante questa terribile epidemia”.

“Il 2 giugno si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza”, ha aggiunto il Presidente chiedendo un sussulto di responsabilità agli italiani e ammonendoli. “Le sofferenze di questi mesi non vanno brandite gli uni contro gli altri”.

 

Rancan a Bologna: “tempo scaduto. Si passi dalle parole ai fatti”

BOLOGNA – “La manifestazione di oggi, in occasione della festa della Repubblica, è anche dell’orgoglio italiano, per dire a gran voce che c’è un’Italia e un’Emilia Romagna che non si arrendono e sono pronte a ripartire al meglio”. Così Matteo Rancan, capogruppo della Lega in consiglio regionale, a margine del flash mob promosso dalla Lega e dal centrodestra, la cui manifestazione regionale si è svolta in piazza Maggiore a Bologna.

“Come a livello nazionale, anche a livello regionale – ha aggiunto Rancan – chiediamo di passare dalle parole ai fatti e di mettere subito a disposizione gli strumenti necessari per dimostrare di essere vicini a chi fa fatica e a chi è stato dimenticato: vogliamo ripartire tutti al meglio. Alle piccole e medie imprese, ai commercianti, agli artigiani e alle partite Iva dell’Emilia Romagna, proprio come all’Italia, servono liquidità e aiuti a fondo perduto, fiducia, flat tax, zero burocrazia, pace fiscale”.

“Dopo la prova dell’emergenza Coronavirus il tempo è scaduto e noi chiediamo – ha sottolineato il capogruppo della Lega Rancan – una sanità territoriale che non penalizzi le aree più periferiche del nostro territorio regionale, un’attenzione per le nostre famiglie, i nostri bimbi e i servizi educativi che vengono erogati anche in sinergia col privato; infrastrutture adeguate e un vero miglioramento dei servizi di trasporto pubblico. Siamo così orgogliosi della nostra terra, delle potenzialità dell’Emilia Romagna e delle sue qualità che, proprio dopo la crisi dell’emergenza Coronavirus invitiamo tutti gli italiani a venire a fare le loro vacanze in Emilia Romagna, una terra con una maggiore autonomia gestionale, come quella che noi della Lega chiediamo, potrebbe diventare un vero modello di efficienza con effetti benefici per tutti”.

Katia Tarasconi: “grazie ai piacentini che hanno lottato in prima linea contro il Coronavirus”

«Un’occasione speciale per dire grazie a chi, in questo periodo difficilissimo, ha lottato in prima linea contro il covid in un territorio tra i più colpiti d’Italia e del mondo». Il grazie della consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi va ai medici, agli infermieri e ai soccorritori piacentini che, oggi, in questa anomala Festa della Repubblica, erano schierati in piazza Cavalli di fronte a Palazzo Gotico, ai piedi del Tricolore innalzato sopra la testa di Alessandro Farnese a cavallo, dove da tradizione sono schierati i reparti militari. Una celebrazione “sui generis” dunque, specchio perfetto di questa durissima fase storica segnata dall’epidemia e da una crisi economica senza precedenti. «Non c’è niente da festeggiare – sottolinea Tarasconi – ma era doveroso rendere omaggio a chi più di chiunque altro si è trovato in prima linea nell’affrontare la battaglia contro il coronavirus in un territorio come quello piacentino che, ricordiamolo, ha la più alta incidenza di mortalità a livello nazionale». Tarasconi era presente tra le autorità su invito del prefetto Maurizio Falco, con il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli e con il generale Sergio Santamaria, direttore del Polo di mantenimento pesante nord. «Peccato solo che non fossero presenti anche i rappresentanti piacentini del centrodestra eletti in Consiglio regionale e in Parlamento» fa notare Katia Tarasconi; e conclude: «Era un’occasione unica per mostrare alla cittadinanza unità istituzionale al di là delle visioni e delle idee politiche».

Il sindaco di Piacenza: “questo 2 Giugno simbolo di rinascita”

IL DISCORSO DEL SINDACO DI PIACENZA, PATRIZIA BARBIERI, PER IL 2 GIUGNO, FESRA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Oggi celebriamo la Festa della Repubblica riconoscendo, nel Tricolore che in questi mesi si è fatto più che mai simbolo di unità e speranza, i valori fondanti di un Paese che ha riscoperto, nell’emergenza, il coraggio e la dignità di chi non si arrende, la solidarietà che viene dal cuore, il senso di responsabilità collettiva che è alla base dell’impegno civile.
Princìpi di cui sono stati interpreti e testimoni, innanzitutto, coloro che hanno operato instancabilmente in prima linea, facendosi carico della sofferenza degli ammalati e delle famiglie in difficoltà, tendendo la mano alle persone in condizioni di disagio sociale ed economico, garantendo un presidio di sicurezza o la continuità di filiere indispensabili. Dando un contributo prezioso e insostituibile, ciascuno nel proprio ruolo professionale o come volontario, affinché ogni richiesta di aiuto potesse trovare ascolto e risposte.
La fatica e la dedizione di questi concittadini, cui guarderemo sempre con ammirazione e riconoscenza, ci riportano alle pagine più nobili della nostra storia, richiamando la capacità di ricostruire dalle macerie e la forza d’animo che caratterizzarono il secondo Dopoguerra. Lo ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella, ribadendo che, oggi come allora, occorre una coesione e una comunanza di intenti da cui possa scaturire, per questa Italia ferita e desiderosa di risollervarsi, un nuovo inizio.
I lutti, la solitudine e il dolore causati dalla pandemia, che così duramente ha colpito il nostro territorio, rappresentano un monito che abbiamo il dovere di ascoltare, nel ricordo commosso di tutti coloro che hanno perso la vita: l’importanza di prendersi cura degli altri, di rispettare le regole per proteggere le persone che amiamo al pari di quelle che non conosciamo, ma con cui condividiamo quello che il Capo dello Stato ha definito, con parole chiare e inequivocabili, “un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro… tutti parte di una stessa storia, di uno stesso popolo”.
Non c’è retorica, in questo appello, ma la presa di coscienza di un Paese che ritrova la propria identità nell’etica professionale, nello spirito di servizio, nella generosità delle donne e degli uomini che in questi mesi hanno anteposto il bene comune ad ogni altra considerazione, mettendo a rischio la propria incolumità e affrontando sacrifici durissimi per tutelare la nostra comunità. Riaffermiamolo con convinzione, in questa ricorrenza così significativa, tributando l’omaggio doveroso e sincero agli italiani che nella quotidianità onorano la nostra Repubblica e i cardini della sua Costituzione: il diritto alla salute, i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, l’apporto che ciascuno di noi può dare al progresso della società.
Che questo 2 giugno possa essere, davvero, il simbolo e il segno di una rinascita e della possibilità di ricominciare, con rinnovata e maggiore consapevolezza.

Piacenza, 100 giorni dopo. Un video per ricominciare

Piacenza è una delle province più colpite dal Coronavirus. Dopo 100 giorni di Covid bar, ristoranti, commercianti, industrie, aziende agricole e il settore del turismo cercano una “nuova normalità”. Negli occhi della gente che spuntano sopra le mascherine c’è tanta voglia di ricominciare. Ora più che mai abbiamo bisogno gli uni degli altri.

“Quello di cui il mondo ha bisogno ora,” dice la colonna sonora, “è l’amore, un amore dolce. La sola cosa di cui ce n’é sempre toppo poca”… Questa bellissima versione di “What The World Needs Now” è cantata da Georgia Train.