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Beirut. 78 morti e 4.000 feriti. Aria tossica per il nitrato di ammonio

BEIRUT – Sale come era prevedibile il bilancio delle vittime della doppia esplosione avvenuta ieri nel porto di Beirut, in Libano. A provocare le esplosioni è stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. Il prodotto chimico, altamente esplosivo, è utilizzato per la preparazione di fertilizzanti e ha molti altri impieghi industriali, ma è già stato utilizzato in passato anche per azioni terroristiche.

L’aria nella città è tossica. Il ministro della salute libanese Hamad Hasan ha consigliato di andare via da Beirut, affermando che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali.

Due forti esplosioni a Beirut

Intanto dirigenti militari americani parlano di un possibile attacco, come ha dichiarato anche il presidente americano Donald Trump. “Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale. Sembra, secondo loro, che sia un attentato, una bomba di qualche tipo”.

Odysseus. Nuovi indagati nell’inchiesta sulla Levante

PIACENZA – Si parla di nuovi indagati, tra cui uno o più carabinieri, nell’ambito dell’inchiesta Odysseus. Nelle prossime ore potrebbero essere ascoltati in procura, come testimoni o persone informate sui fatti, l’ex comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Michele Piras, e il maggiore Rocco Papaleo, oggi assegnato a Cremona. Proprio lui avrebbe contribuito a far partire l’indagine, accorgendosi di comportamenti anomali e raccogliendo la testimonianza di uno dei primi testimoni.

Restano in carcere i 5 carabinieri attualmente sotto accusa, mentre un sesto è ai domiciliari.

 

Conte: “L’Italia farà tutto quel che le è possibile per sostenere il popolo libanese”

BEIRUT – “Le terribili immagini che arrivano da Beirut descrivono solo in parte il dolore che sta vivendo il popolo libanese. L’Italia farà tutto quel che le è possibile per sostenerlo”, ha scritto il premier Giuseppe Conte su Twitter in merito alla tragedia di Beirut. “Stiamo monitorando la situazione dei nostri connazionali”. Le esplosioni di Beirut, potentissime tanto da essere scambiate per una bomba atomica, hanno fatto volare le auto e crollare anche un edificio di tre piani. Mentre si cercano persone intrappolate sotto le macerie e si soccorrono gli oltre 2.700 feriti, il capo dell’intelligence libanese ha supposto che la causa sia da imputare ad esplosivi sequestrati anni fa, che non si capisce cosa ci facessero in quell’area.

Due forti esplosioni a Beirut

I responsabili della “catastrofe” di Beirut “dovranno darne conto”, ha detto il primo ministro libanese Hassan Diab. “Quello che è successo oggi non passerà senza conseguenze. I responsabili di questa catastrofe ne pagheranno il prezzo”.

“Beirut è una città distrutta”. Due esplosioni causano almeno 50 morti e 2.700 feriti

BEIRUT – “Beirut è una città distrutta”. Le esplosioni di oggi sembravano “Hiroshima”, ha detto ad una emittente libanese, trattenendo a stento le lacrime, il governatore Marwan Aboud, definendo quanto accaduto “un disastro nazionale senza precedenti”.

Due forti esplosioni nella zona del porto di Beirut hanno causato, secondo un primo bilancio preliminare del ministero della Salute, almeno 50 morti e 2.750 feriti, tra cui due militari italiani. Secondo fonti della sicurezza le esplosioni potrebbero essere legate a ‘materiali esplosivi confiscati’.

beirut esplosione“Tutti gli edifici qui intorno sono crollati. Sto camminando attraverso vetri e detriti ovunque, al buio”, ha detto un testimone vicino al porto all’agenzia di stampa AFP subito dopo il disastro. L’esplosione è stata udita a 240 km (150 miglia) di distanza sull’isola di Cipro nel Mediterraneo orientale.

Il Libano sta vivendo turbolenze politiche, con manifestazioni di piazza contro la gestione da parte del governo della peggiore crisi economica dalla guerra civile del 1975-1990. Molti incolpano l’élite al potere che ha dominato la politica per anni e accumulato ricchezza senza riuscire a realizzare le riforme radicali necessarie per risolvere i problemi del Paese.

500 tamponi dopo i contagi in discoteca. Il sindaco: “Non abbassate la guardia”

“Sono già oltre 500 le richieste di tampone arrivate all’Ausl di Piacenza dopo che tre ragazzi sono risultati positivi in due locali durante la notte tra il 24 e 25 luglio”, ha scritto Patrizia Barbieri sul suo consueto post serale. “Non dobbiamo vivere nella paura, ma nemmeno abbassare la guardia e mettere a rischio la salute di altre persone. I casi di questi ultimi giorni devono farci riflettere. Il virus è ancora qui, e dobbiamo continuare a rispettare le regole a ad adeguarci alle prescrizioni”.

“Piacenza ha già pagato un prezzo altissimo per riuscire a minimizzare la diffusione del virus: non vanifichiamo tutto con atteggiamenti superficiali,” ha commentato il sindaco. “Non dobbiamo dimenticare tutti i sacrifici fatti dalla nostra comunità nei mesi scorsi, rischiando per scarsa attenzione di tornare indietro”.

“Mi appello anche ai giovani,” ha concluso la prima cittadina di Piacenza. “Comprendo perfettamente il vostro desiderio di uscire, di frequentare gli amici e gli affetti, soprattutto dopo un periodo così duro, ma bisogna farlo tenendo la testa sulle spalle, rispettando la propria salute e quella degli altri. Non si può definire “libertà” un atteggiamento che rischia di fare ammalare gravemente altre persone”.

[foto dalla pagina ufficiale della discoteca Paradise su Facebook]

Saldi a Piacenza. Raffaele Chiappa: “un’occasione per ripartire”

PIACENZA – Tra promozioni e sconti, è partita la stagione dei saldi estivi nel piacentino, ma i commercianti sono sfiduciati e temono il flop. Non basta il turismo del weekend nelle valli. Con l’assenza degli eventi estivi manca una larga fetta di turisti che transitavano per il capoluogo insieme a tutto l’indotto dei Venerdì Piacentini che, solo loro, portano almeno 7 milioni di euro ai negozi della città. La gente è prudente e gli incassi sono quello che sono. Rimaste chiuse per oltre due mesi durante il lockdown, le attività commerciali hanno sofferto come non accadeva da tempo: molte purtroppo non hanno più riaperto i battenti e quelle rimaste in piedi ora tentano di salvare la stagione con i saldi.

“I saldi rappresentano un’occasione per ripartire e per dare una nuova fiducia nei consumatori,” ha commentato Raffaele Chiappa presidente di Confcommercio Piacenza. “Potrebbero rappresentare una risposta al delicato momento legato all’emergenza sanitaria e che ha visto i negozi riaprire il 18 di maggio”.

Covid, 2 positivi al Paradise. Locale chiuso e appello dell’AUSL per fare a tutti il tampone

PIACENZA – Due persone sono risultate positive al Covid dopo avere passato una serata in discoteca al paradise e il Comune ha disposto la chiusura del locale. L’AUSL ha invitato tutti i frequentatori del locale (nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 luglio) a prendere urgentemente contatto con il dipartimento di Sanità pubblica per effettuare un tampone.

COME CONTATTARE L’AUSL PER EFFETTUARE IL TAMPONE

📩 scrivendo una mail con nome e cognome, data di nascita e recapito telefonico a malinfpc@ausl.pc.it

📞 chiamando i numeri di telefono:

0523.317930
venerdì 31 luglio fino alle ore 18
sabato 1 agosto dalle 8 alle 12

0523.317830
venerdì 31 luglio fino alle ore 18
sabato 1 agosto dalle 8 alle 17
domenica 2 agosto dalle 8 alle 14

Entrambi i numeri saranno poi contattabili lunedì dalle ore 8 alle 18.

👨‍⚕️Nel caso fossero presenti sintomi, occorre invece rivolgersi al proprio medico di famiglia o, durante il fine settimana, al servizio di continuità assistenziale (0523.343000)

Il Comune di Piacenza ha disposto la chiusura per quattro giorni, da venerdì 31 luglio a lunedì 3 agosto compresi, del locale sia per quanto riguarda l’attività di intrattenimento danzante, sia per la somministrazione di alimenti e bevande in quanto è stato rilevato “il mancato rispetto della distanza interpersonale di un metro tra i clienti presenti al banco del bar, nonché l’assenza delle dotazioni protettive previste dalle linee guida della Regione Emilia-Romagna: in particolare, la segnaletica verticale e orizzontale volta a evitare assembramenti, oltre alle barriere di separazione della postazione cassa in ingresso”.

Stop al parcheggio selvaggio in piazza Cavalli. Entro l’anno le telecamere

Telecamere ZTL PiacenzaPIACENZA – La sosta selvaggia in piazza Cavalli e le corse incivili nelle vie del centro stanno per finire, questa volta davvero. “Da anni i piacentini lamentano un accesso incontrollato nelle vie del centro e – soprattutto nelle ore serali – la sosta selvaggia in piazza Cavalli e nelle zone limitrofe,” ha dichiarato il sindaco Patrizia Barbieri su Facebook. “Avevamo promesso che il problema sarebbe stato risolto e entro fine anno manterremo il nostro impegno. Qualcuno dirà che si sarebbe potuto fare prima, ma come ogni progetto per la città, le cose non avvengono con uno schiocco delle dita. Completato l’iter per il bando di gara, verranno installate 3 nuove telecamere di video sorveglianza in Piazza Cavalli e 2 su Corso Vittorio Emanuele II. Abbiamo inoltre previsto di dotare le telecamere di accesso alla Ztl di pannelli a messaggio variabile (PMV), che indicano quando il varco è aperto o chiuso, al fine di una maggiore informazione e trasparenza verso gli automobilisti”.

“Confidiamo che le telecamere e la nuova segnaletica riusciranno a scoraggiare comportamenti incivili in spregio alle regole e alle leggi,” ha concluso Patrizia Barbieri. “Solo con il rispetto delle norme e del prossimo possiamo costruire una società più civile e una corretta convivenza”.

Telecamere ZTL Piacenza

Il parco nazionale del Gran Sasso è in fiamme

(ANSA) Bruciano ettari di boschi nel Parco nazionale del Gran Sasso e intorno ai Monti della Laga. Sono riprese all’alba le operazioni di spegnimento dell’incendio ad Arischia e Pizzoli (L’Aquila) dove sono coinvolti 200 ettari di bosco e che durante la notte si è esteso verso la strada. La flotta aerea impegnata nelle operazioni è composta da 4 canadair più l’elicottero regionale.

Un altro focolaio si è sviluppato in un’altra frazione aquilana, Cansatessa, e sta minacciando il popoloso quartiere di Pettino.

Pestato in caserma per un quarto d’ora. Poi accusato di resistenza

PIACENZA – Sta emergendo un quadro spaventoso dalle indagini sulla caserma Levante dei Carabinieri di Piacenza. “Dopo avermi fermato e portato in caserma i carabinieri della Levante mi hanno picchiato,” ha raccontato il protagonista di una vicenda di alcuni anni fa, riportata dai giornali. Dopo un addio al celibato, si raccontava, un uomo che aveva bevuto troppo aveva aggredito persino i Carabinieri. La storia potrebbe essere diversa… “Mi tirarono giù dalla macchina di forza, mi misero le manette e mi presero a spintoni e calci. Poi in caserma mi riempirono di botte per un quarto d’ora”. E alla fine “sono riusciti ad arrestarmi per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e ho dovuto patteggiare sei mesi e pagare 2.500 euro”. In tribunale i carabinieri arrivano fasciati, “sembrava che fossi stato io a picchiarli. Ma non è andata così”. L’uomo ha rivelato solo oggi questi particolari perché aveva paura.