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Nicola Negri

Calcio. Euro 2016. Niente Francia per il portiere Mattia Perin

Stop di sei mesi per l’estremo difensore del Genoa, salgono le quotazioni di Gigio Donnarumma

Mattia Perin, che sfortuna! Il Genoa ha infatti reso noto come “gli accertamenti a cui è stato sottoposto il portiere hanno evidenziato una rottura del legamento crociato anteriore con interessamento meniscale esterno del ginocchio destro. Perin sarà operato dal professor Pier Paolo Mariani presso la Clinica Villa Stuart”. In parole povere, stagione finita e niente Euro 2016 per il 23enne portiere di Genoa e Nazionale.
Mattia Perin, a causa dello scontro di gioco con il compagno Ezequiel Munoz durante l’incontro vinto con il Sassuolo, sarà infatti costretto ad uno stop di circa sei mesi.
Con Gigi Buffon e Salvatore Sirigu sicuri, salgono le quotazioni di Gigio Donnarumma come terzo portiere della spedizione azzurra, in programma in Francia dal 10 giugno al 10 luglio.

Calcio. Nazionale italiana. Antonio Conte: ”Ho sedici certezze su ventitré”

Il CT a Rai Sport: ”Sette posti ancora liberi per Euro 2016, non mi faccio condizionare da nessuno”

Antonio Conte ha “sedici certezze su ventitré”. Per tanti azzurri sicuri del posto ad Euro 2016, ce ne sono almeno altri quindici che possono sperare di occupare quei sette posti non ancora assegnati, nella lista che verrà consegnata all’Uefa in via definitiva martedì 31 maggio.
Il CT della Nazionale Italiana di calcio non si è nascosto nell’intervista a Rai Sport: “In questi giorni c’è chi ha guadagnato terreno e chi lo ha perso. Al momento delle convocazioni sarò schietto, sincero e sereno. Non mi farò condizionare, non guarderò in faccia nessuno, certamente non saranno scelte politiche. Se ho già diciotto nomi certi? Un po’ meno, diciamo sedici…”.
Il tecnico di Lecce è inoltre tornato a parlare della convinzione di essere stato sotto utilizzato: “È assolutamente fuori strada chi ha voluto mettermi contro il presidente federale. Tavecchio al contrario mi ha sempre appoggiato, anche se capisco che può arrivare fino a un certo punto. A chi mi riferisco allora? Lo sanno benissimo, coloro che non mi hanno permesso di poter incidere ancora di più. Diciamo che in generale il calcio italiano avrebbe potuto fare un passettino indietro”.
Per quanto riguarda il futuro, sarebbe per Antonio Conte “un peccato se si disperdesse questo lavoro, ci sono tracce visibili e su queste bisognerà lavorare. A prescindere se dopo di me verrà un allenatore o un selezionatore”.

Ciclismo. Marco Pantani messo fuori gioco dalla camorra al Giro d’Italia ’99

La procura di Forlì: ”Un clan minacciò un medico per costringerlo ad alterare il test del Pirata”

La verità, dodici anni e dieci giorni dopo l’ultimo atto della vita del Pirata. Le indagini della polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Forlì, guidata dal procuratore Sergio Sottani, hanno rivelato quanto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avvenne la mattina del 5 giugno 1999 all’hotel Touring di Madonna di Campiglio alla vigilia della penultima tappa del Giro d’Italia, con Marco Pantani – allora in maglia rosa – escluso dalla corsa per l’ematocrito al 51,9% contro il 50% consentito dalle norme dell’Uci, la federciclismo mondiale.
Il pm Sottani scrive: “Un clan camorristico minacciò un medico per costringerlo ad alterare il test e far risultare Pantani fuori norma”. L’indagine della Procura di Forlì il 16 ottobre 2014 riaprì l’inchiesta sull’esclusione del Pirata con l’ipotesi di reato di “associazione per delinquere finalizzata a frode e truffa sportiva”.
Il piano della camorra di alterare il controllo del sangue dello scalatore di Cesenatico nacque da scommesse miliardarie (in lire) contro lo stesso Pantani che i camorristi non potevano permettersi di perdere. La prova-regina della Procura di Forlì è stata l’intercettazione ambientale di un affiliato a un clan che per cinque volte ha ripetuto la parola “sì” alla domanda se il test fosse stato alterato.
A distanza di diciassette anni, uno dei più grandi misteri dello sport mondiale sembra quindi aver trovato la verità; una verità che la Procura di Forlì può solo archiviare perché i reati sono ormai prescritti. Sul fronte civile e sportivo, gli avvocati della famiglia Pantani stanno invece lavorando per capire se ci possano essere spiragli per qualche azione legale.

Calcio. Inter-Juventus. Piero Ceccarini: ”Il rigore su Ronaldo? Non c’era!”

L’arbitro di Juve-Inter del ’98: ”Gigi Simoni è patetico e si è rovinato la carriera da solo”

Inter-Juventus… e Piero Ceccarini! Ogni qualvolta ci si avvicina ad un incontro tra nerazzurri e bianconeri, la semifinale di ritorno di Coppa Italia è l’ultimo stagionale, i media – alcuni in particolare – tirano in ballo il contatto tra Ronaldo e Mark Iuliano nella sfida scudetto
dell’aprile 1998: calcio di rigore sul brasiliano dell’Inter o fallo di sfondamento sul difensore della Juventus? A distanza di diciotto anni, il dilemma non ha ancora trovato una risposta univoca.
L’arbitro di uno dei più famosi match nella storia del calcio italiano si è però stufato di essere tirato in ballo, dicendo la sua una volta per tutte dopo l’ennesima intervista al veleno del tecnico interista di allora Gigi Simoni: “Simoni mi tira sempre in ballo nelle sue mille interviste, mi attacca e dice cose da querela. È patetico e mi fa ridere quando dice che gli ho rovinato la carriera, io non gli ho tolto nulla: la stagione successiva era ancora all’Inter, solo che venne esonerato, certamente non per colpa mia…” ha dichiarato Piero Ceccarini a ‘Il Tirreno’, il quotidiano della sua città, Livorno.
Piero Ceccarini ha ribadito che, tornasse indietro, non darebbe quel rigore “neanche sotto tortura. Dalle immagini si vede chiaramente che Ronaldo va su Iuliano, non viceversa: lo juventino cade infatti all’indietro, dato che riceve un colpo in corsa. Io ero in campo, a pochi metri. E ricordo tutto. A Pagliuca dissi che, nel basket, sarebbe stato un fallo di sfondamento. Guardi, forse avrei dovuto fischiare una punizione a favore della Juventus”.
La parola fine sull’eterna querela relativa al ‘rigore su Ronaldo’? Finché ci sarà qualcuno pronto a intervistare Gigi Simoni prima di ogni Juventus-Inter, noi pensiamo di no.

Calcio. La pazza idea di Felix Magath: ”Aboliamo gli 0-0!”

La provocazione dell’allenatore tedesco: ”In quei casi non assegniamo punti alle squadre”

Felix Magath, pazza (?) idea! Attraverso la sua rubrica sul giornale bavarese ‘Tz’, uno dei più rappresentativi allenatori tedeschi ha lanciato una proposta che, se accolta, stravolgerebbe il calcio: “Aboliamo gli 0-0!”. Un’idea nata anche dal fatto che in Bundesliga sono già (?) sedici i match terminati senza reti: “Continuiamo ad assegnare un punto per il pareggio e tre per la vittoria. Però credo che farebbe bene al calcio se per gli 0-0 non venissero assegnati punti”.
Felix Magath ha così motivato la sua provocazione: “Così le squadre dovrebbero attaccare e non potrebbero più chiudersi dietro con un atteggiamento troppo difensivista. Ne guadagnerebbe lo spettacolo”.
Per gioco, come cambierebbe la classifica della Serie A se togliessimo i punti per tutti gli 0-0 che si sono verificati fino alla 25esima giornata? Il primato della Juventus sarebbe più solido, il Napoli avrebbe tre punti in meno, Milan e Lazio si allontanerebbero dalla zona-Europa mentre Atalanta, Genoa e Carpi sarebbero ancora più a rischio di quanto sono attualmente.
In buona sostanza, con la rivoluzione proposta da Felix Magath non sarebbe solo un altro campionato, ma forse addirittura un altro sport.

Calcio. Juventus-Napoli. Il vergognoso post Fb di una ‘tifosa’ partenopea

Fabiana Paciello sulla chiusura del settore ospiti: ”Se ci girano, succede un nuovo Heysel”

Juventus-Napoli, la vergogna corre… sul web. La decisione del questore di Torino di chiudere il settore ospiti dello Juventus Stadium in occasione del big match di sabato 13 febbraio ha creato una serie di polemiche in rete e non solo, nonostante in occasione della partita d’andata fosse stata presa la stessa misura cautelativa. Proprio sul web abbiamo scovato un post terribile e vergognoso; un post da cui la tifoseria napoletana per bene – sicuramente la maggioranza – ha il dovere di dissociarsi.
“Non vogliono farci andare allo Juventus Stadium perchè si cacano sotto. E fanno bene, perchè se ci girano le palle qua succede la seconda edizione dell’Heysel (per la cronaca io di quella gente non ho pena perchè penso che se la siano andata a cercare)”: ecco il terribile pensiero di Fabiana Paciello, ‘tifosa’ partenopea, insegnante (ahinoi) e giornalista freelance.
La pseudotifosa, sotto la minaccia di eventuali denunce, ha prontamente rimosso il post. Tre click non sono però sufficienti a cancellare la vergogna; vergogna da Genny ‘a Carogna dell’internet, che auspichiamo verrà punita come merita.

Calcio. Marco Tardelli nuovo CT della Nazionale? No, grazie!

L’ex tecnico dell’Under-21 si propone per il dopo-Conte, la nostra presa di posizione

Marco Tardelli nuovo CT della Nazionale? No, grazie! Intervenendo al programma di Radio 2 ‘Non è un paese per giovani’, Marco Tardelli ha dichiarato: “Tornare ad allenare una piccola squadra? Voglio allenare una grande, non una piccola: mi piacerebbe allenare la Nazionale, se va via Conte”. E ancora: “Non so se Conte lascerà, penso ci sia il problema degli stage, mi sembra arrabbiato per quel motivo. Forse ci sono probabilità che lasci la Nazionale, pur avendo fatto molto bene”.
Marco Tardelli, sui presunti problemi con Andrea Pirlo durante la propria esperienza sulla panchina dell’Inter, ha invece rivelato: “Fu un’annata particolare, c’erano grandi problemi. Pirlo non si esprimeva come poteva, addirittura a volte la gente lo fischiava, così tra le altre cose gli consigliai di cambiare squadra. Ma Pirlo l’ho sempre apprezzato e non ho mai avuto discussioni o problemi. Andrea è un bravissimo ragazzo, è impossibile litigarci”.
Sia come sia, abbiamo troppo rispetto – e affetto – verso il Tardelli calciatore della Nazionale per pensarlo sulla panchina più prestigiosa d’Italia; panchina che, dopo un promettente inizio con l’Under-21, dall’Inter all’Arezzo, passando per Bari ed Egitto, l’ex centrocampista ‘totale’ ha dimostrato non essere esattamente il suo ‘habitat’ ideale.
Sperando che, dopo il sempre più probabile addio, ad Antonio Conte succeda un uomo altrettanto ‘forte’ in campo e se possibile ancora di più fuori.

Calcio. Rafael Benitez, il clamoroso licenziamento del Real Madrid

Il tecnico spagnolo ha pagato i rapporti tesi con Cristiano Ronaldo e il suo difensivismo

José Mourinho prima, Rafael Benitez ora: il 2015/2016 è la stagione dei clamorosi licenziamenti in panchina. I cattivi risultati e la scarsa sintonia con il gruppo hanno pesato sulla decisione del Real Madrid di cacciare il tecnico spagnolo: fatale è stato il pari di Valencia, che ha lasciato le merengues a meno quattro dal primo posto dell’Atletico Madrid e a meno due dal Barcellona, che ha una partita in meno.
Florentino Perez, presidente dei blancos, ha già in casa il sostituto: Zinedine Zidane, attuale allenatore del Castilla, la squadra B del Real Madrid.
Rafa Benitez ha provato a difendere il suo operato fino alla fine, dichiarando in conferenza stampa: “Non posso fermare le speculazioni sul mio futuro, ma posso fare in modo che la squadra giochi come ha fatto oggi”. Dai rapporti tesi con Cristiano Ronaldo all’accusa di difensivismo, Benitez non è mai stato amato, né dai tifosi, né dalla stampa. Fino alla decisione finale del suo (ex) protettore Florentino Perez.

Calcio. Blatter e Platini sospesi per otto anni dal Comitato Etico Fifa

La Federazione Internazionale ha giudicato entrambi colpevoli di corruzione

Fifa, il dado è tratto. A Zurigo, il Comitato Etico della Federazione Internazionale di calcio ha sospeso per otto anni Sepp Blatter e Michel Platini, giudicati entrambi colpevoli di corruzione. La squalifica ha effetto immediato e nasce dall’inchiesta sul versamento nel 2011 di due milioni di franchi svizzeri dal (l’ex) Presidente Fifa al (l’ex?) Presidente Uefa, per una (ipotetica) consulenza svolta dall’ex fuoriclasse francese per la Federazione Internazionale tra il 1998 e il 2002.
Il Comitato Etico della Fifa ritiene che il 79enne dirigente svizzero abbia autorizzato un pagamento che “non aveva alcuna base legale nell’accordo sottoscritto fra le parti il 25 agosto 1999. Né nella sua dichiarazione scritta né durante la sua audizione, Blatter è stato in grado di dimostrare la presenza di basi legali per questo pagamento. La sua affermazione di un accordo orale non è stato convincente ed è stata respinta”.
Il 60enne dirigente francese non potrà così candidarsi alla presidenza della Fifa; candidatura che per l’Europa sarà rappresentata dallo svizzero Gianni Infantino.

Calcio. Rogerio Cenni, l’addio al calcio del ‘Mito’ del San Paolo

Il portiere con più gol segnati nella storia del calcio è stato messo ko da un infortunio

Rogerio Ceni, ciao ‘Mito’! Messo ko da un infortunio, il portiere con più gol segnati nella storia del calcio è pronto ad abbandonarlo: ora lo attendono una gara d’addio e poi probabilmente una carriera da allenatore, per la quale sta già studiando. Rogerio Ceni lascia il San Paolo dopo 1237 partite, 131 gol e 26 titoli: numeri difficilmente superabili per un estremo difensore. ‘O Mito’ si ritira a ben 42 anni, dopo una carriera interamente vissuta con la maglia dei rossoneri brasiliani.
Le 1237 di Rogerio Ceni lo collocano al secondo posto, il primo è occupato da Peter Shilton, come numero di gare giocate. In Nazionale, pur con sole 16 presenze, il portiere brasiliano si può fregiare del titolo di Campione del mondo 2002.
Il piede destro di Rogerio Ceni passerà alla storia: 131 reti, 69 su calcio di rigore, 61 su punizione e uno anche su azione – praticamente doppiato il mitico José Luis Chilavert. La capacità di calcio dell’estremo difensore brasiliano, oltre che innata, era fortemente allenata. Al San Paolo Rogerio Ceni era il leader, mentre tra i pali era probabilmente sottovalutato (un esempio per tutti, il titolo di miglior giocatore del torneo al Mondiale per club del 2005).
Rogerio Ceni – definito dalla Gazzetta “rocchettaro, ma anche elegantone” – lascia la porta a Denis e prepara appunto la sua nuova carriera: più allenatore che presidente del suo amato San Paolo.