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Nicola Negri

Gigi Buffon: “Non ho paura del ritiro, sono curioso della vita”

Gli avversari nel girone di Champions League, i blaugrana Jordi Alba“Voglio la sua maglia” – e Ivan Rakitic“Pur di vederlo per la sesta volta al Mondiale gli cederei il mio posto” – ne tessono le lodi e tutto il mondo calcistico è rimasto scosso dalle sue lacrime al termine di Italia-Svezia 0-0, che ha decretato la non qualificazione della Nazionale azzurra ai Mondiali di Russia 2018. Parliamo ovviamente del 39enne portierone Gigi Buffon, che ha le idee chiare sul suo presente così come sul suo futuro, tanto da aver dichiarato al sito ufficiale della Uefa: “Mi ritirerò molto probabilmente a fine stagione, sono sereno, non temo quel momento, sono curioso della vita e non ho paura di smettere”.

Il capitano della Juventus ha un’ultima cartuccia in canna per raggiungere uno dei pochi trofei che manca al suo sterminato palmares; si tratta ovviamente della Champions League: “Nel mio futuro c’è un ruolo da dirigente? Non mi piace fare la figura del burattino o dell’ignorante, quindi qualsiasi cosa farò proverò a farlo solo dopo essermi preparato al meglio”. E l’ultima partita? “Sarà come la prima, la affronterò con grande entusiasmo e orgoglio. Da ragazzino facevo il centrocampista fino a 12 anni, poi la folgorazione vedendo in tv i Mondiali del 1990 e le parate del camerunese Thomas N’Kono. Mi è venuta voglia di emularlo, e alla fine è andata bene”.

Kwang Song Han, il perché del NO alla Domenica Sportiva

Kwang Song Han, per tutti Han, in Serie B è uno degli uomini del momento. Perché? Grazie ai suoi gol – 5, frutto di una tripletta alla Virtus Entella e di 2 reti segnate a Parma e Pescara – che hanno portato il Perugia al primo posto della serie cadetta (alla pari con il Frosinone) e alla sua giovane età (diciannove anni appena compiuti). In virtù del brillante inizio di stagione, l’attaccante ex Cagliari e nuovo idolo del ‘Renato Curi’ avrebbe dovuto partecipare alla ‘Domenica Sportiva’ di domenica 24 settembre; usiamo il condizionale perché al fianco di Massimiliano Santopadre, presidente del club umbro, c’era in realtà una sedia vuota.

Santopadre si è immediatamente giustificato, ma l’opinionista Riccardo Cucchi lo ha incalzato, al che il presidente del Perugia ha replicato: “Il ragazzo è qui a Milano, ma è chiuso in albergo. Non se l’è sentita. Deve crescere ancora un po’ per ciò che riguarda le vicende extra-campo…”. L’ex radiocronista ha però replicato a Santopadre – “Ma è possibile che questa sera Han non sia qui perché nordcoreano? Io sono malizioso, c’entra qualcosa il fatto che il ragazzo sia della Corea del Nord?“ – che ha smentito: “No, nessuna pressione da lì. Il ragazzo sta crescendo e tra un po’ cambierà atteggiamento anche su questi aspetti. Capisce molto poco la lingua italiana e non gli piace essere esposto mediaticamente: a poche ore dalla trasmissione mi ha chiesto di non venire. L’ho visto in quelle condizioni e non me la sono sentita di portarlo”. L’altro opinionista Marco Tardelli ha infine chiosato: “Bisogna insegnare a questo ragazzo che deve venire a parlare perché i tifosi lo vogliono. Così fa male al calcio”.

Cristiano Ronaldo, la top 5 degli attaccanti

Cristiano Ronaldo, ecco la sua top 5! In un’intervista a ‘ESPN‘, il fenomeno del Real Madrid ha raccontato la sua personale formula per la perfezione – “I migliori seguono sempre i migliori. Chi è più in alto si trova lì perché anche gli altri sono lì. Non si può rilassare altrimenti viene superato” – e svelato chi sono i suoi cinque attaccanti preferiti, a partire dal polacco del Bayern Monaco Robert Lewandowski cui, secondo ‘As’, alla fine dei quarti di finale di Champions League 2016-2017 il portoghese avrebbe chiesto di raggiungerlo a Madrid. Il posto d’onore spetta a Leo Messi, l’argentino avversario di tutto con la maglia del Barcellona.

Nella classifica di Ronaldo c’è anche Neymar Jr, il brasiliano di recente protagonista del clamoroso passaggio dal Barcellona al Psg e così esaltato da José Mourinho: “Di Messi e Neymar ci sono solo loro, non hanno doppioni. Suarez, Iniesta, Pique, Ronaldo, Bale, Kroos… sono unici, e appartengono ad altri club”. Nella lista del 32enne attaccante portoghese Pallone d’oro 2016, e con tutta probabilità 2017, c’è anche l’ex compagno di squadra ora alla Juventus, l’argentino Gonzalo Higuain. L’ultimo della lista è… se stesso: “Ogni anno lotto con Lewandowski, Messi, Neymar e Higuain. E’ la motivazione che mi dà la spinta per essere il migliore, anno dopo anno”.

Neymar, il no del Bayern Monaco nel 2010

Neymar al Bayern Monaco: fantacalcio? No, almeno sette anni fa! Grazie a Giovanni Trapattoni, nel 2010 i bavaresi stavano infatti per acquistare il 25enne fenomeno brasiliano, finendo per rinunciare all’ultimo a causa dell’eccessivo costo dell’operazione, 24 milioni di euro, briciole di fronte ai 222 di recente spesi dal Psg per strapparlo al Barcellona. Il retroscena è dell’agente croato Predrag Rack, che al quotidiano ‘Novi List‘ ha rivelato la trattativa per portare l’allora 17enne gioiello dal Santos agli attuali campioni di Germania; tramite fra le parti, come detto, il Trap.

“Eravamo nella finestra invernale del calciomercato. Danny Budimir, della Golden Goal Sports & Marketing, contattò Wagner Ribeiro, l’agente di Neymar. E io, aiutato da Giovanni Trapattoni, organizzai un incontro con Christian Nerlinger, che all’epoca era il direttore sportivo dei bavaresi” ha svelato Rack. “Mi vidi con Nerlinger a Monaco, dopo averci parlato al telefono un paio di volte. Mi disse che era consapevole del fatto che Neymar fosse uno dei più grandi talenti del mondo”. Il problema, però, era spendere una cifra di tale rilevanza per un minorenne. Neymar era insomma ad un passo dal Bayern Monaco, che non ebbe il coraggio di chiudere la trattativa. Eppure Giovanni Trapattoni lo ripete da sempre: non dire gatto se non ce l’hai nel sacco!

Michael Phelps vs lo squalo bianco su Discovery Channel

Squalo… contro squalo! Michael Phelps, lo squalo delle vasche, ha infatti sfidato uno squalo bianco di 7 metri a Città del Capo. Questo incontro ricco di suspence tenutosi nelle acque sudafricane andrà in onda nello speciale ‘Uomo contro squalo‘, domenica 30 luglio alle 21 e in 220 Paesi su Discovery Channel (canale 401 di Sky) nell’ambito della ‘Settimana dello squalo‘, aperta il 23 luglio proprio dal nuotatore più forte di sempre, che nell’occasione svelerà alcuni segreti di uno degli animali tra i più feroci e veloci.

In un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport‘, il 32enne fenomeno statunitense ha dichiarato: “E’ stato più impegnativo di vincere un oro olimpico! Gli squali vivono nel loro mondo, vogliono difendere il territorio come facciamo noi; il loro è puro istinto di sopravvivenza. Il pesce era in una gabbia e io libero, ho sempre invidiato la partenza degli squali, tanto che prima delle gare osservavo i movimenti che servivano ai miei gesti tecnici”. La sfida? “Io ero al sicuro, circondato da 15 sub. Abbiamo creato una corsia di nuoto dove nuotare, in linea retta. Lo squalo bianco va a 25 miglia orarie, il martello a 12-14. Io dal canto mio so che non avevo mai provato la velocità a confronto con uno squalo”. In tre parole? “E’ stato entusiasmante!”.

Gigi Buffon, la costante e la macchina del tempo

La costante del calcio italiano ha il volto, ma soprattutto le manone, di Gianluigi Buffon. A distanza di undici anni – 28 vs 39 – il portiere probabilmente più grande di sempre ha infatti compiuto un intervento tanto prodigioso quanto simile a quello nei tempi supplementari della finale dei Mondiali 2006 Italia-Francia; ‘vittima’ allora Zinedine Zidane, mentre mercoledì 3 maggio è stato il turno dell’attaccante del Monaco Valère Germain. Due parate meravigliose, entrambe su calciatori francesi, che hanno fatto prima sussultare e poi esultare milioni di tifosi, italiani nel 2006 e juventini nel 2017.

Come la dinamica, entrambi i colpi di testa erano destinati sotto la traversa, i supporter della Juventus si augurano che si ripeta anche il finale. In Germania, quell’intervento trascinò la Nazionale ai rigori e al trionfo iridato; in Champions League, è servito a sigillare la vittoria e a mettere una seria ipoteca sull’approdo in finale (sognando un clamoroso ‘triplete’), oltre che a mantenere la porta inviolata per il sesto match consecutivo (2 i gol subìti finora, gli stessi che a Germania 2006…). Gigi Buffon ha deciso di salire sulla macchina del tempo, stesso volo prodigioso a salvare la sua squadra e confermare una volta di più quanto rimpiangeremo la costante del calcio italiano, quando deciderà di appendere i gloriosi guantoni al fatidico chiodo.

Mondiali 2006, il podio del trionfo abbandonato in un parco

Un oggetto, che per molti può non rappresentare nulla ma che, per la maggioranza dei tifosi italiani, è uno dei simboli di una delle più grandi gioie calcistiche di sempre. Si tratta del podio dei Mondiali di Germania 2006, quello su cui Fabio Cannavaro salì nella notte del 9 luglio per alzare al cielo la Coppa del Mondo vinta nella finale dell’Olympiastadion di Berlino contro la Francia. Data l’importanza simbolica del cimelio, ci si aspetterebbe di trovarlo in qualche museo specializzato o, al massimo, nella casa di qualche appassionato collezionista. Il podio del quarto Mondiale vinto dalla Nazionale italiana di calcio giace invece, abbandonato come un rifiuto, nel parco che circonda lo stadio della capitale tedesca.

Il portavoce dell’assessorato allo sport del Comune Martin Pallgen, a proposito di questa storia più all’italiana che alla tedesca, ha dichiarato a ‘espnfc.com’: “Non so dirvi da quanto tempo sia lì”, mentre l’event manager dell’Olympiapark Lutz Imhof ha così rincarato la dose: “E’ un avanzo. Una casa d’aste con sede ad Amburgo, che agisce per conto della FIFA, non è riuscita a venderlo: un paio di italiani si sono interessati, ma nessuno l’ha mai comprato. Chi vuole, lo può prendere”. Il podio risulta ovviamente rovinato, con alcune sue parti che non hanno resistito allo scorrere di questi undici anni, cosa che non sembra scoraggiare il campione del mondo Marco Materazzi, che attraverso ‘La Gazzetta dello Sport’ ha fatto sapere di essere pronto a prendersene carico. Per non lasciar andare allo sfacelo il simbolo di una delle gioie sportive più scolpite nell’immaginario collettivo italiano.

Conte vs Mourinho, dietro la rissa odio o sceneggiata?

Antonio Conte e José Mourinho, dopo la rissa verbale che stava per degenerare in fisica durante Chelsea-Manchester United di FA Cup, sono sulla bocca di tutti gli appassionati di calcio. La domanda ricorrente è: lo ‘Speciale’ italiano e quello portoghese si odiano, addirittura detestano, oppure giocano nell’ambito dei rispettivi personaggi che si sono costruiti nel corso di due carriere spesso parallele e costellate di successi? La seconda lite tra i due, in favore di telecamere ma anche, stando a quanto scrivono “Marca” in Spagna e parecchi tabloid in Inghilterra, negli spogliatoi, non ha insomma fatto altro che riaprire il dibattito intorno a questi due fuoriclasse della panchina.

Un altro l’incontro-scontro previsto tra Conte e Mourinho, l’ultimo stagionale, il 16 aprile ad Old Trafford. I due precedenti si sono svolti a Londra e hanno visto trionfare l’ex tecnico della Juventus e della Nazionale italiana. In occasione del 4-0 dell’ottobre 2016, l’ex allenatore interista era esploso nel finale, dicendo all’orecchio del collega: “Così non va, non si esulta in questo modo, è mancanza di rispetto nei confronti dell’avversario sconfitto”. Il mister ‘Blues‘ ha proseguito la marcia in Premier League, il collega ha iniziato a correre con i suoi ‘Red Devils‘, fino ai recenti quarti di finale di Coppa d’Inghilterra, in cui il portoghese ha masticato di nuovo amaro, uscendo stavolta sconfitto per 1-0, dopo urla e parolacce a bordo campo. Per la prima volta insultato dai suoi ex tifosi, Mou ha provato a rifarsi nel dopopartita – “Io Giuda? Sì, ma sempre Number One” – in attesa della rivincita sul campo.

Raymond Kopa, morto il primo Pallone d’oro francese

E’ morto all’età di 85 anni Raymond Kopa, leggenda del calcio francese degli anni ’50, ex attaccante del Real Madrid e della Nazionale transalpina, nonché primo Pallone d’oro per la Francia nel 1958, anno in cui conquistò il terzo posto ai Mondiali svedesi vinti dal Brasile, venendo tra l’altro incoronato come miglior giocatore del torneo. Con i ‘Blues‘, Kopa disputò anche il Mondiale del ’54, indossò 6 volte la fascia di capitano e realizzò 18 gol in 45 partite.

Fantasista della straordinaria versatilità, il “Napoleone del football” scrisse pagine memorabili a partire dallo Stade de Reims, dove mise nel palmares due campionati di Francia e arrivò in finale di Coppa dei Campioni, persa con quel Real Madrid che poi lo acquistò. Con gli spagnoli, Raymond Kopaszewski – questo il suo nome all’anagrafe – vinse tre Coppe Campioni consecutive (1957-1959), oltre che due Liga, prima di rientrare al Reims facendo in tempo a vincere altri due campionati. Ritiratosi nel 1967, e primo francese ad essere insignito della Legione d’Onore nel 1970, Kopa vinse inoltre nel 2010 il premio del presidente Uefa.

Ezequiel Lavezzi, 27 milioni all’anno e zero gol per il ‘Pocho’ cinese

Celebrato come il “futuro Maradona” quando sbarcò in Cina un anno fa, in dodici mesi Ezequiel Lavezzi ha collezionato appena dieci presenze (nove da titolare) e zero gol con l’Hebei China Fortune. I tre assist non bastano di certo a giustificare il contratto da poco meno di 580mila euro a settimane comprendente – come spifferato a dicembre da “Football Leaks” – due case, altrettanto auto, un cuoco e un autista personale. A conti (circa 27,5 milioni di euro all’anno) fatti, per i cinesi non proprio quello che si definirebbe un affare. Come se non bastasse, l’ultimo match ufficiale del 31enne attaccante argentino per la squadra cinese risale allo scorso maggio, dato che un mese dopo il ‘Pocho‘ si ruppe un braccio durante la semifinale di Coppa America contro gli Usa, con tanto di successiva operazione.

Grazie a Instagram, apprendiamo però che l’ex punta di Napoli e Psg è finalmente tornato ad allenarsi coi compagni, vedi le foto postate da Marbella, località spagnola scelta dall’Hebei per la preparazione pre campionato. Durante lo scatto relativo all’amichevole di qualche giorni fa, i commenti si dividono tra le suppliche per un suo ritorno nel calcio europeo e le ironie sui soldi spesi dal club cinese per acquistarlo. E, tra i messaggi, ecco anche un ‘avvertimento’ semiserio: “Cavani non sei riuscito a portartelo lì! Sta per arrivare Hernanes… accontentati!”. Per il settimo nella classifica dei più sopravvalutati, guidata da Mario Balotelli e stilata ad agosto 2015 dal ‘Telegraph’.