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Nicola Bellotti

Comunicatore 2.0?Fotografo gentiluomo?Ottimista, passionario, eccessivamente empatico?Cattolico

Il crollo costante dei quotidiani e la pirateria su Telegram

E’ un quadro sempre più sconfortante quello relativo alle vendite dei quotidiani. Spariscono le edicole, chiudono le redazioni e l’età media dei lettori è sempre più alta. I giovani, ormai, non sanno nemmeno come è fatto un quotidiano. Secondo quanto riportato da Ads, la società che certifica e divulga mensilmente i dati relativi alla tiratura e alle vendite della stampa in Italia, i numeri continuano a scendere. Questo vale per i quotidiani nazionali come il Corriere della Sera (che ha perso più di 200.000 copie in 10 anni) o La Repubblica, ma anche per quelli locali. Il quotidiano Libertà, per esempio, nel mese di gennaio 2020 ha venduto 15.396 copie, un po’ meno rispetto a dicembre 2019 (15.532), e decisamente molto meno rispetto a 10 anni fa, quando erano almeno 25.000 (nel febbraio 2019 per esempio erano 25.290).

Questa tabella non ha bisogno di essere commentata.

  Gennaio 2020 Dicembre 2019 Dicembre 2009 Dicembre 1999
LIBERTÀ 15.396 15.542 25.717 29.637
GAZZETTA DI PARMA 15.895 15.652 30.502 35.754
CORRIERE DELLA SERA 192.758 187.621 424.670 596.225
LA REPUBBLICA 138.811 135.533 398.349 513.821
Totale Vendite – fonte ADS | Accertamenti Diffusione Stampa

Al crollo delle vendite e al calo della raccolta pubblicitaria (dovuto anche al fatto che i lettori sempre più anziani non sono il target di riferimento principale per larga parte degli inserzionisti, che invece puntano ad un pubblico più giovane nella fase “alto-spendente” della vita)  si somma un’altro problema molto serio per la tenuta delle società editoriali. La pirateria infatti è sempre più diffusa sulle piattaforme di messaggistica istantanea (in particolare Telegram, ma anche Whatsapp) dove gli utenti si scambiano illecitamente le versioni in PDF dei quotidiani. Polizia Postale e Guardia di Finanza hanno rilevato che su Telegram almeno 150.000 utenti rendono disponibili, fin dalle prime ore del mattino, le principali testate giornalistiche, con un danno che cuba almeno 400.000 euro al giorno, pari alla cifra mostruosa di 144 milioni l’anno. Una cifra che si traduce nel depauperamento di un settore già molto in crisi e nella perdita di tanti posti di lavoro.

Tutti i sindaci piacentini: “No alle passeggiate con i minori”

I sindaci piacentini, fermi e uniti, precisano: “No alle passeggiate con i minori sul nostro territorio, per non vanificare i sacrifici fatti finora”. In vigore nella nostra provincia i provvedimenti regionali più restrittivi.

Si alza con fermezza e all’unisono, la voce di tutti i sindaci del territorio, per richiamare l’attenzione della cittadinanza sul rispetto, fondamentale per la tutela della salute pubblica, delle restrizioni attualmente in vigore nella Provincia di Piacenza per il contenimento dell’epidemia di Covid-19. In particolare, il presidente Patrizia Barbieri e i primi cittadini di tutti i Comuni del territorio precisano che, in virtù delle restrizioni vigenti sul nostro territorio, non può trovare applicazione nella nostra Provincia la circolare ministeriale del 31 marzo che sembra consentire le passeggiate dei genitori accompagnati dai propri bambini: “Riteniamo fondamentale fare chiarezza, perché non possiamo permettere che i sacrifici fatti sinora dalla nostra comunità vengano vanificati da interpretazioni errate, che rischiano di mettere a repentaglio i risultati ottenuti sinora”.
E’ notizia di ieri sera, infatti, l’emanazione della Circolare del Ministero dell’Interno, che autorizza le passeggiate genitore-figlio minore nei pressi della propria abitazione, mantenendo fermo il divieto delle attività motorie diverse, come ad esempio il jogging (una specificazione importante, perché le informazioni diffuse riportavano spesso indicazioni sbagliate).
Tuttavia, la Provincia di Piacenza è destinataria di provvedimenti regionali di carattere più restrittivo, in ragione della situazione particolarmente critica che colpisce i nostri territori. In particolare, il decreto del Presidente della Regione n. 48/2020, destinato ai territori di Piacenza e Rimini, richiama e fa salvo il precedente decreto n. 41/2020, che ammette gli spostamenti in bicicletta o a piedi “esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari)”. Le restanti attività motorie sono subordinate alla ricorrenza di motivi di salute, e devono essere come tali provate.
In definitiva, nella Provincia di Piacenza NON trova effetto la Circolare del Ministero dell’Interno del 31 marzo 2020, con la conseguenza che le uscite per passeggiate genitori-figli minori rimangono NON consentite.
“Si tratta di un sacrificio che siamo ancora chiamati a fare – ribadiscono all’unisono gli amministratori locali – perché, se è vero che i dati iniziano a dare speranza, non ci autorizzano a lasciarci andare. Non proprio adesso, dove si sta decidendo tutto”. In questo i Sindaci piacentini hanno assunto una posizione molto chiara nel manifestare la propria contrarietà alla Circolare del Ministero, che rischia di vanificare gli sforzi fatti, e che mette in seria difficoltà i cittadini che da settimane si stanno attenendo scrupolosamente alle regole date per il bene collettivo.

Aiuti dall’Albania. Il premier Edi Rama: “non saremo ricchi, ma neanche privi di memoria”

“È vero che tutti sono rinchiusi nelle loro frontiere e Paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri. Ma forse è anche perché noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non l’abbandonano”. Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, pronunciate in un italiano perfetto, nell’annunciare l’invio di medici ed infermieri in Italia per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

“L‘Italia è casa nostra da quando le nostre sorelle e i nostri fratelli italiani ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci mentre qui si soffriva”.

E’ una lezione che lascia il segno, quella di Edi Rama e dell’Albania, un Paese già alle prese con importanti problemi, non ultimo il recente terremoto. Con questo gesto e soprattutto con le parole del premier, l’Albania ha insegnato ai leader europei cosa significa far parte dell’Europa dei Popoli. “Non siamo privi di memoria”, ha spiegato il primo ministro albanese, “non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e per il mondo intero”.

Coronavirus. La preghiera e la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco

Papa Francesco Urbi et Orbi CoronavirusLa preghiera e la benedizione ‘Urbi et Orbi’ di Papa Francesco, nell’emergenza coronavirus, è stata trasmessa in diretta sui canali di Vatican News. A quanti si sono uniti spiritualmente a questo momento tramite i media e i social, sarà concessa l’indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica.

Dopo l’ascolto della Parola di Dio, Papa Francesco ha tenuto una meditazione. Il Santissimo Sacramento è stato esposto sull’altare collocato nell’atrio della Basilica Vaticana e dopo la supplica, è seguito il rito della Benedizione eucaristica “Urbi et Orbi”.

PAPA FRANCESCO benedizione urbi et orbi

Papa Francesco Urbi et Orbi CoronavirusAl termine della preghiera, il cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro, ha pronunciato la formula per la proclamazione dell’indulgenza.

VATICAN NEWS – A partire dalle ore 18.00 l’evento è trasmesso in diretta mondovisione da Vatican Media e potrà essere seguito in più lingue sulla Radio Vaticana e sulla Home page (cliccando qui), sulla pagina Facebook (accedi da qui), e in diretta sul canale youtube (clicca qui).

benedizione 'Urbi et Orbi' di Papa Francesco

Multe sulle strisce blu. Il gestore pronto a sospendere, ma accusa: “è il Comune che incassa”

PIACENZA – Nel pieno dell’emergenza coronavirus, con tante persone costrette a casa dalla quarantena, in molti (a cominciare dall’ACI) hanno richiesto al Comune di Piacenza di sospendere l’attività sanzionatoria per la sosta negli spazi contrassegnati dalle strisce blu e di annullare le sanzioni comminate per il medesimo motivo, almeno da quando siamo “in Zona Rossa”. E’ davvero una questione di buon senso: si chiede di non costringere chi si trovasse ad avere l’auto parcheggiata entro le strisce blu, a uscire per rinnovare il pagamento del parcheggio.
Il gestore Piacenza Parcheggi avrebbe dato la massima disponibilità al Comune. “Per tre volte abbiamo chiesto la possibilità di sospendere il servizio delle strisce blu,” ha spiegato Filippo Lodetti Alliata, presidente della concessionaria privata. “Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di rimodulare il servizio, nel senso di chiudere al pubblico il deposito di viale Sant’Ambrogio, nonché di ridurre l’orario di servizio entro le 18 al fine di adeguarlo a quello di sicurezza riportato con i primi decreti governativi per gli esercizi pubblici e di sospendere l’emissione delle contravvenzioni, anche alla luce del decreto del Ministro dello sviluppo economico che include il codice Ateco della Piacenza Parcheggi tra quelli per i quali è interdetta la possibilità di proseguire le attività a causa dell’emergenza da Coronavirus in atto”.

“Al Comune non abbiamo chiesto nulla in cambio”, ha sottolineato Filippo Lodetti Alliata, “anche perché nulla delle contravvenzioni elevate da Piacenza Parcheggi per conto del Comune stesso viene incassato dalla società concessionaria”.

L’assessore Paolo Mancioppi ha lanciato diverse accuse alla società privata. “Piacenza Parcheggi risulterebbe non aver effettuato alcun controllo sulle soste su strisce blu sul territorio comunale nel mese di gennaio 2020,” ha spiegato l’amministratore, “mentre nei mesi di febbraio e marzo, in piena emergenza sanitaria, tali accertamenti si sono moltiplicati con inusitato zelo, trasformandosi quanto meno in un’indebita forma di pressione nei confronti del Comune di Piacenza, se non anche una strategica arma da utilizzare a proprio vantaggio ai tavoli di contrattazione”. “Purtroppo,”  ha concluso Mancioppi, “il contratto in essere, risalente al 2012, è decisamente rigido e non permette al Comune di tutelarsi in alcun modo di fronte a queste decisioni e provvedimenti irrispettosi prima di tutto dei cittadini di Piacenza, che come Amministrazione stiamo cercando di tutelare con le sole armi in nostro possesso, le contestazioni e le diffide nei confronti di Piacenza Parcheggi”.

Coronavirus, un mese dopo. Preserviamo lucidità e gentilezza perché Piacenza non si fermi

E’ PASSATO UN MESE DALLO SCOPPIO DELLA CRISI DEL CORONAVIRUS IN ITALIA 
Sembra sia passato un anno. In questa corsa contro il tempo (e contro il virus) il nostro sistema sanitario e le nostre istituzioni stanno combattendo come leoni, mentre noi fatichiamo a restare in equilibrio, attanagliati dalla paura per i nostri cari, per le nostre imprese, per il nostro lavoro, per la nostra gente, per il futuro.
Ognuno di noi è chiamato ad impegnarsi. Dobbiamo sforzarci di rimanere lucidi e, soprattutto, di non perdere la nostra umanità. In questi giorni siamo tutti sui social, per tante ore, troppe ore. Percepisco così tanta rabbia, così tanto veleno. A cosa serve? A nulla, davvero. Nemmeno a voi stessi. Sono certo che vi faccia stare peggio.
La cosa che ci può aiutare è quella “gentilezza” a cui continuo a fare riferimento nella mia vita personale e lavorativa. So che sembra una frase di Pollyanna. Ma dovete credermi, la gentilezza è una panacea. Cerchiamo di calmarci e di riflettere prima di scrivere sui social, prima di condividere una cosa che può seminare panico, prima di scrivere l’ennesima teoria che aumenta la paura, prima di far crescere il dolore.
C’è chi sta prendendo decisioni per noi. Che vi piaccia o meno chi ci governa, al momento non abbiamo alternative. Dobbiamo fidarci e fare la nostra parte. In futuro faremo i conti? Non importa; in realtà io spero che questa vicenda ci aiuti a capire che affidare le nostre vite a persone non competenti, a chi fa leva sulla nostra pancia, sulle nostre paure, sulle nostre frustrazioni, ci mette davvero a rischio. Ma adesso non possiamo che confidare nel sistema. Siamo chiamati a fare la nostra parte, ognuno in base a quello che può dare.

“Bisogna chiudere tutto!”. Io ho chiuso l’azienda, subito, quasi un mese fa. Ho messo tutti a casa. Però le aziende non sono tutte uguali. Per alcune fermarsi significa chiudere per sempre, o mettere in ginocchio una filiera di altre aziende e fornitori. Che competenze abbiamo noi per decidere cosa sia giusto fare e in che tempi? Prendiamo un bel respiro prima di scrivere sui social la nostra frase tutta in maiuscolo e affidiamoci al nostro buon senso: non abbiamo informazioni sufficienti per sapere cosa sia giusto fare. Chi ci governa parla con scienziati e persone competenti, decide sulla base di dati e consulenze. Come vedete chi ci governa adatta quotidianamente la strategia all’evolversi della situazione. Non possiamo fare altro che fidarci.

“Bisogna restare in casa!”. Certo, sono chiuso in casa da settimane e anche andare in cortile mi mette a disagio, ormai. Ma questo non ci autorizza a riversare la nostra frustrazione sulle altre persone che sono fuori casa, magari perché stanno recuperando un file in ufficio per riuscire a lavorare, oppure stanno portando il cane a fare pipì. Ci sono persone che si stanno comportando in modo irresponsabile, ma dovete concentrarvi sul fatto che la maggioranza di noi – invece – si sta attenendo scrupolosamente alle norme, cercando al contempo di salvare il salvabile della propria vita. Concentriamoci sul buono.

QUASI UN MESE FA ABBIAMO APERTO IL GRUPPO FACEBOOK “PIACENZA NON SI FERMA”

A volte vorrei cambiare nome al gruppo #PiacenzaNonSiFerma perché qualcuno potrebbe fraintenderne il significato. Ho detto e scritto in tutte le salse che si tratta solo di un motto per infondere coraggio e per dire che il virus non ci sconfiggerà. Ci dobbiamo fermare eccome. Ma il senso è che non dobbiamo soccombere: non dobbiamo arrenderci. Le persone che mi stanno aiutando (Giulia, Valentina, Eleonora, Celeste, Bernardo, Francesca) stanno facendo un lavoro enorme per farvi arrivare solo notizie ufficiali, raccogliere solo informazioni utili, eliminare ogni possibile bufala o fake news, lasciare spazio ai messaggi positivi.
A volte vorrei cambiare nome, ma poi penso che #PiacenzaNonSiFerma continuerà ad esistere anche dopo che saremo usciti da questa crisi sanitaria e sarà un luogo dove la collettività potrà darsi una mano, in modo vicendevole. Da qui potrà partire qualcosa di nuovo in grado di consentire a Piacenza di rimettersi in piedi. Io credo profondamente nel “fare sistema”, oltre che nella “gentilezza”. Infatti sono certo di poter aiutare Blacklemon, la mia azienda, ad uscire dalla crisi economica che ci attende, solo se parallelamente riuscirò ad aiutare l’intero mio territorio.

13.000 ISCRITTI IN UN MESE

Il gruppo ha registrato 13.000 iscritti in un mese, 13.000 persone che si sono ritrovate nella ricerca di un supporto emotivo. Abbiamo avuto paura insieme. Abbiamo pianto insieme. Abbiamo provato a rincuorarci l’un l’altro. Ora iniziamo a sorreggerci: il più forte allunghi una mano verso il più debole, i più sereni aiutino quelli arrabbiati a ritrovare la calma. Prepariamoci, perché stiamo affrontando il picco del contagio, siamo nel momento più buio, ma ne usciremo. E lo faremo insieme.

Chiuse quasi tutte le attività a Piacenza. Ecco l’elenco

Il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 47 del 23 marzo 2020 (pdf, 118.63 KB) ha introdotto specifiche disposizioni per il territorio della provincia di Piacenza.

Sospese le attività produttive
Viene disposta la sospensione delle attività produttive di beni e servizi da parte di persone fisiche e aziende sul territorio della Provincia di Piacenza, con le seguenti esclusioni:
– le attività agricole, agroalimentari e relative filiere, e le attività di produzione di beni alimentari.
– Le attività produttive di beni con accertate esigenze di produzione finale e di spedizione di prodotti giacenti in magazzino, a condizione che operino esclusivamente attraverso l’attuazione di idonei protocolli organizzativi – preceduti dalla redazione di specifici documenti di valutazione del rischio (ai sensi del Decreto Legislativo n.81/2006) – che prevedano misure di prevenzione del contagio quali:
– impiego di personale prioritariamente proveniente dal distretto sanitario della Provincia di Piacenza in cui ha sede l’azienda;
– utilizzo di ogni dispositivo di protezione specifica dal contagio necessario (mascherine, guanti e kit);
– sistematica sanificazione degli ambienti di lavoro;
– rispetto della distanza tra le persone superiore a 1,5 metri;
– scaglionamenti degli orari di ingresso per impedire afflussi di personale in contemporanea;
– impiego del personale in presenza strettamente limitato al contingente essenziale alle attività sopra indicate e anche al ricorso al lavoro a distanza e in smart working;
– chiusura di spogliatoi e luoghi di aggregazione all’interno e all’esterno delle strutture produttive;
– divieto di riunioni sia all’esterno e all’interno dell’azienda con presenza fisica;
– chiusura degli accessi alle persone che non hanno rapporto di lavoro con le aziende.

Tutte le attività sopra elencate dovranno comunque e in ogni caso operare nel rispetto di quanto stabilito dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo scorso tra organizzazioni datoriali e sindacali su invito del Governo.

Logistica e piattaforme online
Possono proseguire le attività di logistica e magazzino limitatamente alla gestione di merci la cui ricezione, immagazzinamento, lavorazione e spedizione (anche finalizzata alla vendita al dettaglio attraverso piattaforme di vendita al dettaglio on line) è connessa ad attività o filiere riguardanti beni essenziali compresi nell’allegato 1 del Dpcm dell’11 marzo scorso, che prevede un elenco di attività di commercio al dettaglio che non vengono sospese, da ipermercati, supermercati, discount alle ferramenta e agli articoli per animali. A queste attività, oltre alle restrizioni previste dal richiamato Protocollo e a quelle sopra elencate, si applicano ulteriori misure di distanziamento per la sicurezza dei lavoratori, quali l’articolazione delle attività su più turni e lo scaglionamento dei servizi di mensa e degli orari di pausa.

Idraulici e meccanici aperti
Sono escluse dall’obbligo di chiusura le attività di produzione di servizi urgenti per le abitazioni e per la garanzia della continuità delle attività consentite in forza della presente ordinanza (idraulici, elettricisti, ecc.), quelle indispensabili per consentire la mobilità mediante uso degli automezzi di automazione (meccanici, elettrauti, gommisti, ecc.) e quelle strumentali all’erogazione dei servizi pubblici e all’attività delle pubbliche amministrazioni.

Aperte farmacie, parafarmacie, edicole
È ammesso esclusivamente l’esercizio delle seguenti attività commerciali: negozi di generi alimentari, le farmacie e parafarmacie, i fornai, i rivenditori di mangimi per animali, le edicole, i distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, il commercio al dettaglio di materiale per ottica, la produzione agricola e l’allevamento, i servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, i servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei Bancomat e Postamat, le attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali. Solo una persona per nucleo familiare può eccedere agli esercizi commerciali, fatta eccezione per la necessità di dover recare con sé minori, disabili o anziani.

Chiusi al pubblico gli studi professionali
Sono chiusi al pubblico gli studi professionali, le sedi dei patronati, dei sindacati e delle associazioni di categoria. Tale attività è resa con modalità di lavoro agile ed è ammessa la presenza di una sola persona nella sede o nello studio professionale.

Stop parchi pubblici e aree sportive
Chiusura al pubblico di parchi pubblici, orti comunali, aree di sgambamento cani, aree sportive a libero accesso, servizi igienici pubblici e privati ad uso pubblico ed aree attrezzate per attività ludiche.

Vietati assembramenti con più di due persone
Fermo il rispetto delle distanze interpersonali di sicurezza, sono vietati tutti gli assembramenti di persone in numero superiore a due.

Poteri di sospensione del Prefetto
Le attività consentite nell’ordinanza, e quelle necessarie a garantire il prosieguo delle filiere allo stesso modo autorizzate, devono vedere la preventiva comunicazione al Prefetto della Provincia di Piacenza: in essa sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite. Il Prefetto può sospendere tali attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni previste. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, quest’ultima può legittimamente proseguire.

Chiusi al pubblico i cimiteri
Chiusura al pubblico dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, la erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme.

Riduzione trasporto pubblico locale
E’ prevista la riprogrammazione temporanea del servizio di trasporto pubblico locale con eventuale soppressione delle corse o rimodulazione degli orari, garantendo i livelli essenziali di mobilità pubblica.

Patrizia Barbieri: “a breve ordinanza regionale con misure più restrittive”

Più controlli nelle strade, studi professionali chiusi al pubblico e altre misure più restrittive ad hoc per Piacenza. Stefano Bonaccini uscirà a breve con un’ordinanza regionale che recepirà le indicazioni dei sindaci del territorio piacentino. Lo ha confermato Patrizia Barbieri su Facebook. “Come vi avevo preannunciato nel mio post di ieri notte, oggi è stata un’altra giornata molto impegnativa. Di prima mattina mi sono confrontata con tutti i Sindaci della Provincia di Piacenza per discutere delle maggiori restrizioni che riteniamo indispensabili per il nostro territorio. Sono seguiti colloqui continui in tutta la giornata con il Governatore Stefano Bonaccini, il sottosegretario Davide Baruffi e il Prefetto Maurizio Falco, allo scopo di individuare le migliori soluzioni. Abbiamo vagliato ogni ipotesi con atteggiamento costruttivo, ben consapevoli che non esistono soluzioni semplici, ma che è necessario fare tutto il possibile per limitare ulteriormente le occasioni di contatto. Questi provvedimenti di natura sanitaria si tradurranno a breve in un’Ordinanza Regionale che auspico recepirà le misure più restrittive richieste per proteggere la salute delle persone e per contenere il virus”.

“L’evoluzione del quadro epidemiologico richiede restrizioni ulteriori per preservare la tenuta del nostro sistema sanitario,” ha continuato il sindaco di Piacenza. “Il sacrificio che ognuno di noi è chiamato a fare rimanendo chiuso in casa isolato dagli affetti e dalle amicizie o nella propria sfera lavorativa è la nostra arma più potente contro il virus. Lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre famiglie, a chi ha perso un congiunto o un amico, a chi è ricoverato, a chi è malato in casa, ai tanti in isolamento, ma anche ai nostri valorosi medici, infermieri, operatori e volontari. Dobbiamo stringere i denti e rimanere lucidi. Ogni giorno vengo informata di gesti di solidarietà e azioni che mi rendono davvero orgogliosa della mia gente e di questa straordinaria comunità. Ne verremo fuori, coraggio”.

Il Sindaco Barbieri chiede al Governo misure più drastiche per Piacenza

“Oggi è stata una giornata piena di incontri in videoconferenza che sono iniziati in mattinata e sono terminati ora, a tarda sera”, ha spiegato il sindaco Patrizia Barbieri sulla sua pagina Facebook. “Stiamo lavorando per ottenere, per l’intero territorio piacentino, un provvedimento più stringente rispetto alle attuali limitazioni sperando così di essere ancora più efficaci nel rispondere alle esigenze di carattere sanitario”.

“Il primo incontro della mattinata è stato con il Presidente della Regione Bonaccini, il sottosegretario Baruffi, l’assessore Colla, il Prefetto e i sindaci. Avremmo voluto esaminare il decreto che il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato ieri notte, ma lo abbiamo ricevuto solo nel tardo pomeriggio. Vagliando ogni ipotesi, anche nell’ultima videoconferenza serale abbiamo ribadito la convinzione che a Piacenza si debba adottare un provvedimento ad hoc, modulato alla luce del contenuto di questo ultimo decreto del Presidente del Consiglio”.

“Ieri mi sono allineata anche con i sindaci di Bergamo, Cremona e Brescia,” ha continuato Patrizia Barbieri. “Oggi mi sono nuovamente confrontata con il Sindaco di Cremona. Pensiamo tutti che si debbano evitare le disomogeneità, ma soprattutto dobbiamo capire esattamente quali misure possano risultare ancora più efficaci per contrastare il virus. Ho avuto anche un confronto con il Sindaco di Parma, a cui ho espresso la mia posizione. Con tutti gli altri sindaci piacentini l’appuntamento è per domani alle 8:30: ci incontreremo in call prima di iniziare la videoconferenza con il Presidente Bonaccini, già fissata per le 9:30. Domani sarà quindi un’altra giornata particolarmente importante”.

Il sindaco ha chiuso il suo bollettino serale con una raccomandazione. “Il momento richiede la massima serietà e la massima lucidità. Sarà mia premura tenervi aggiornati sempre, con la massima chiarezza e la massima trasparenza. Grazie per il vostro impegno, so che state facendo la vostra parte per contenere il contagio con il massimo impegno, con pazienza e con fiducia. Ne usciremo, continuiamo a remare tutti insieme nella stessa direzione”.