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Nicola Bellotti

Comunicatore 2.0?Fotografo gentiluomo?Ottimista, passionario, eccessivamente empatico?Cattolico

Riaprono i Musei di Palazzo Farnese, con visite guidate serali

PIACENZA – Tutto esaurito per il primo venerdì sera dedicato alle visite guidate dei Musei di Palazzo Farnese. “Abbiamo esaurito i posti disponibili,”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Jonathan Papamarenghi visibilmente soddisfatto, “ovviamente nel rispetto degli accessi contingentati e di tutte le misure di sicurezza necessarie. Si tratta di un segnale importante, perché significa che c’è il desiderio di vivere il patrimonio della nostra città. Si riparte dalla cultura e dalla bellezza”.

L’orario di apertura, in vigore sino al 31 luglio, è il seguente: sabato e domenica  dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Dal 12 giugno, ogni venerdì sera fino al 31 luglio, visite guidate contingentate a tema dalle 21 alle 23. 

I visitatori, che entreranno in numero contingentato in base alla capienza delle sale,  dovranno indossare la mascherina, utilizzare i gel disinfettanti posti all’ingresso e mantenere le distanze di sicurezza.

Da non perdere:

12 giugno
Storia di un palazzo : Margherita e la costruzione di Palazzo Farnese
presentazione di Antonella Gigli, direttrice dei musei

19 giugno
Da Firenze a Piacenza : il viaggio e la storia del tondo di Botticelli
presentazione di Antonella Gigli, direttrice dei musei

26 giugno
Il ritratto specchio dell’anima : un percorso nella ritrattistica delle collezioni civiche

3 luglio
L’ultima dei Farnese : Elisabetta da duchessa di provincia a regina di Spagna

10 luglio
I grandi protagonisti della dinastia Farnese : papa Paolo III e Alessandro

17 luglio
Un viaggio lungo i secoli : scoprire la collezione delle carrozze

24 luglio
Tavole sontuose e mense frugali : la collezione di ceramiche e vetri

31 luglio
Piacenza preromana, in attesa della nuova sezione

Costo del biglietto: 3 euro
Prenotazione richiesta entro il venerdì mattina telefonando al n. 0523 – 492658 o scrivendo all’indirizzo mail info.farnese@comune.piacenza.it

Già partiti 5 centri estivi. Il Comune triplica i fondi per sostenere le rette

PIACENZA – E’ consultabile all’indirizzo www.comune.piacenza.it/temi/educazione/attivita-e-progetti-educativi/centri-estivi , la nuova pagina informativa attivata dall’Amministrazione comunale, riportante l’elenco delle strutture operanti in città e i relativi gestori dei centri estivi, per offrire un ulteriore supporto alle famiglie che intendono iscrivervi i propri figli e consentire loro di scegliere tra il panorama pressoché completo delle opzioni potenzialmente disponibili. Alcune di queste, anche aderenti a bandi comunali, sono operative già da ieri, lunedì 8 giugno come avvenuto in altre realtà della provincia dove si è recato il vice presidente della Regione e che sono state giustamente citate come esempi virtuosi.
“Da una parte – spiegano il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Formazione Jonathan Papamarenghi – ci sono le indicazioni utili per gli operatori che vogliano avviare un’attività di questo tipo, dall’altra tutti i dettagli importanti per i genitori: dalla fascia d’età agli orari dei centri, ai recapiti per contatti e iscrizioni. Si tratta di un elenco in costante aggiornamento, anche in virtù del fatto che abbiamo riaperto i bandi proprio in questi giorni, dopo l’emanazione delle linee guida regionali il 1° giugno scorso, proprio per garantire la più ampia offerta e la piena accessibilità dei servizi per il maggior numero di nuclei familiari interessati. Questo anche perché, rispetto al 2019, il numero degli operatori a parità di iscritti dovrebbe essere circa il triplo per soddisfare, nel rispetto delle disposizioni vigenti, tutte le richieste di partecipazione”.
“In questi mesi – aggiungono gli amministratori comunali – anche durante il lockdown, diversi sono stati i confronti con tutti i soggetti pubblici e privati del settore che storicamente hanno organizzato centri estivi come definiti dalla normativa, che il Comune di Piacenza non gestisce direttamente né appalta, ma sostiene con appositi fondi che, quest’anno, verranno addirittura triplicati per garantire la massima accessibilità e fruizione dei centri estivi; in caso contrario, infatti, le tariffe avrebbero interamente gravato sulle spalle delle famiglie. Sempre in quest’ottica abbiamo previsto anche un rimborso ulteriore, tuttora in fase di definizione, per andare incontro sia a tutti gli operatori che dovranno sostenere, inevitabilmente, spese maggiori in ottemperanza alle normative, sia a tutte le famiglie, anche per quelle realtà che non hanno partecipato ad altri bandi comunali- Risorse triplicate e numerosi momenti di concertazione – ribadiscono gli amministratori – che sono cosa ben diversa da un invito ad arrangiarsi in autonomia”.
Già a fine febbraio, nonostante l’incertezza generata dalla pandemia, l’Amministrazione comunale aveva attivato il bando rivolto ai gestori per il progetto regionale “Conciliazione vita e lavoro”, aprendo nel mese di aprile anche quello destinato alle famiglie, che prevede un contributo complessivo di oltre 300 euro (ora ulteriormente integrati) ai nuclei beneficiari: “In questo modo – rimarcano il sindaco e l’assessore – non appena fossero state rese note le linee guida regionali, i centri accreditati sarebbero potuti partire e avremmo avuto una prima graduatoria di utenti: così infatti è stato ed è, con realtà attive fin da ieri. Eccezionalmente, proprio per aumentare al massimo della possibilità l’offerta e le opportunità, per i genitori, di iscrivere i bambini fruendo di un aiuto economico significativo, abbiamo disposto in questi giorni la riapertura di entrambi i bandi, che andranno così ad integrare le graduatorie già valide ed operative. A ciò si aggiunge anche il progetto “Estate per tutti” che prevede contributi ai gestori, a fronte dell’accoglienza di bambini con disabilità o in condizioni di fragilità socio-economica. Senza dimenticare che metteremo a disposizione risorse comunali, aggiuntive, per assicurare a tutte le famiglie che intendano rivolgersi ai centri estivi il necessario supporto”.
“In gran parte delle città emiliano-romagnole – proseguono Barbieri e Papamarenghi – molte delle quali a differenza di Piacenza non avevano avviato l’iter di questi bandi nel periodo di massima emergenza sanitaria, in attesa di indicazioni certe, i centri estivi non potranno partire prima del 15 o addirittura il 22 giugno, mentre a Piacenza ci sono già realtà avviate fin da ieri, lunedì 8: ad esempio Casa Morgana, il centro estivo gestito dalla Fondazione San Benedetto negli spazi di San Corrado ed aderente ad uno dei progetti comunali, o l’iniziativa “I giardini della Cattedrale”, citando i quali vogliamo rimarcare la fondamentale collaborazione, anche in questo momento, con la Diocesi e con numerose realtà parrocchiali. Più in generale, per favorire l’avvio delle attività da parte di tutti i gestori che lo richiedano, il Comune si è reso disponibile ad attuare una procedura straordinaria per mettere a disposizione un numero maggiore di spazi scolastici, con l’obiettivo di superare le limitazioni d’utilizzo che quest’anno erano imposte ai singoli plessi. È stata massima anche la disponibilità del Comune per individuare modalità sicure di somministrazione dei pasti (con attivazione del servizio già operativa, in alcuni casi) e per organizzare, laddove i gestori ne abbiano l’esigenza, una formazione specifica rivolta agli educatori, in merito a giochi e attività ricreative da svolgere mantenendo il distanziamento”.
“Quando avevamo iniziato a parlare del progetto Porcospino, nei giorni successivi alle festività pasquali – chiosano il sindaco e l’assessore – non stavamo certo facendo promesse demagogiche, bensì abbiamo preparato in modo concreto la programmazione con cui l’Amministrazione comunale si impegnava a dare un servizio ed un sostegno concreto alle famiglie a partire dalla fase 2 dell’emergenza Covid, quando per molti genitori si prospettava il rientro al lavoro senza poter contare, purtroppo, sulla riapertura di scuole e strutture scolastiche. Con assoluta trasparenza, sin dall’inizio abbiamo chiarito che l’attuazione del progetto era subordinata alle autorizzazioni che il Governo avrebbe concesso per il riavvio delle attività ludiche e ricreative, che a Piacenza – come in tutta Italia – sono però rimaste purtroppo oggetto di divieto, come poi stabilito dal Dpcm del 26 aprile, anche all’aperto. Tuttavia, a riprova della valenza e concretezza di tale progetto, i punti cardine che avevamo contemplato – rapporti numerici ridotti, sanificazioni, ricorso a sedi più ampie ed all’aperto – sono diventati parte integrante dell’organizzazione dei nuovi centri estivi che, mutuando proprio alcune proposte del progetto Porcospino, possono contare se necessario su aree verdi e spazi comunali disponibili per tutti, nonché su un ventaglio di offerte culturali e laboratori che, in alternativa alle tradizionali gite, vedono protagonisti i nostri Musei civici”.
Attualmente, hanno presentato allo sportello Suap comunale l’autocertificazione necessaria per avviare l’attività di centro estivo, che consene di velocizzare la procedura rispetto alla vecchia SCIA, nove soggetti: tre parrocchie, le due Società Canottieri, una società sportiva e tre soggetti privati. “L’auspicio – concludono il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore Jonathan Papamarenghi – è che altri aderiscano aumentando il numero delle attività in fase di avvio (come anche oggi avvenuto), anche grazie all’adesione ai bandi di cui abbiamo esteso i termini ed all’importantissimo budget – oltre il triplo dello scorso anno! – messo in campo.

La scienza e il Covid-19. Cosa si è scoperto in 6 mesi sul Coronavirus?

La storia di questa pandemia ed in particolare delle ricerche scientifiche che puntano a trovare una cura e un vaccino ha avuto inizio nel dicembre dello scorso anno, in Cina. Mentre gran parte del mondo si preparava a festeggiare l’arrivo del 2020, il dottor Li Wenliang stava lavorando nel pronto soccorso dell’ospedale centrale di Wuhan, dove erano stati messi in quarantena sette pazienti, tutti affetti da una strana forma di polmonite. Il dottor Li Wenliang aveva condiviso con amici e colleghi il timore che queste infezioni ai polmoni potessero essere collegate ad una nuova forma di Sars.

Per avere allertato i colleghi con WeChat, il sistema di messaggistica simile a Whatsapp che è largamente diffuso in Cina, di un possibile focolaio causato da un virus apparentemente molto aggressivo e simile alla Sars, il dottor Li è stato arrestato dalla polizia cinese, insieme ad altre otto persone, con l’accusa di “avere diffuso voci”. Tornato poi in libertà e al lavoro, Li Wenliang ha contratto il nuovo coronavirus, ormai tristemente noto al mondo come Covid-19, ed è morto a soli 34 anni.

Le prime indagini si sono concentrate sul mercato ittico di Wuhan, che è stato il primo luogo di contagio e diffusione del virus in massa, ma studi successivi hanno poi dimostrato che il primo caso accertato in Cina risalirebbe addirittura al mese di novembre. Il South China Morning Post, dopo avere esaminato documenti governativi, anticipa ulteriormente lo spillover e individua il “paziente zero” in un uomo di 55 anni della provincia di Hubei, che si sarebbe infettato il 17 novembre 2019.

Nessuno, in ogni caso, è riuscito a prevedere che questo nuovo coronavirus si sarebbe diffuso con tale violenza e rapidità. In soli sei mesi dall’esplosione dei contagi al mercato di Wuhan il Covid-19 si è diffuso in 188 paesi e ha infettato oltre 6,6 milioni di persone.

Conoscere a fondo un nuovo nemico è determinante per poterlo affrontare, così in tutto il mondo tra le comunità scientifiche è partita la corsa per decifrare il genoma del virus., operazione che di norma richiede mesi e talvolta anche anni. Tuttavia, con una velocità eccezionale, il 10 gennaio, gli scienziati del Wuhan Institute of Virology – guidati dal professor Yong-Zhen Zhang – hanno pubblicato e condiviso con il mondo la prima sequenza genomica di Covid-19. Due giorni dopo aver diffuso ad altri scienziati stranieri la prima sequenza genetica di Covid-19, il laboratorio del professor Zhang è stato chiuso dalle autorità cinesi, senza una motivazione ufficiale.

Grazie a questa condivisione-lampo, altri laboratori sparsi in tutto il mondo hanno potuto iniziare a lavorare sul Covid-19. Il professor Kristian Andersen specializzato nella genomica delle malattie infettive, ha spiegato che i coronavirus sono una grande famiglia di virus, centinaia dei quali circolano tra animali di tutti i tipi.. Covid-19 è solo il settimo coronavirus che si ritiene sia passato da un altro animale a un essere umano, facendo un salto di specie. “Senza quella prima sequenza, non avremmo potuto iniziare nessuno di questi studi”, ha spiegato il prof. Andersen in un’intervista alla BBC.

Mentre la pandemia iniziava a terrorizzare il mondo, gli sforzi della comunità scientifica si spostarono dall’analisi sulle origini e sul genoma del virus agli interventi per il contenimento della diffusione del contagio planetario.

In questa fase della partita, la Corea del Sud ha giocato un ruolo fondamentale. Si tratta di un paese poco più piccolo dell’Italia, con 51 milioni di abitanti, che si è distinto per come sia riuscito a contenere il Covid-19 grazie alla mobilitazione di un piccolo esercito di persone incaricate di tracciare i contatti, veri e propri investigatori che hanno collegato e mappato tutte le persone contagiate dal Covid-19 risalendo ai loro contatti più recenti. Le loro politiche di auto-isolamento e di messa in quarantena di interi edifici, ospedali, case di riposo e aziende dove erano presenti focolai, ha fermato la diffusione del nemico invisibile con una rapidità e un’efficacia unica al mondo.

Il professor Kim Jong-Yeon, responsabile del team di epidemiologia di Daegu, ha gestito una di queste indagini che è diventata un vero e proprio caso di studio. Nella sua città il focolaio è esploso a partire da una sola persona, il famigerato “Paziente 31”, che ha contagiato un numero impressionante di persone appartenenti ad una setta religiosa. Le attività investigative, dato che le persone aderenti a questo gruppo religioso tendevano a dare risposte evasive, si sono svolte con tecniche simili a quelle delle forse di polizia, con indagini su carte di credito e telefoni, transazioni, chat, cronologie GPS. Un sistema che può sembrare discutibile, ma che si è dimostrato molto efficace e in Corea hanno fermato il virus.

Mentre la Corea fronteggiava il proprio incubo, il virus si faceva strada verso il resto del mondo. Nei vari paesi ogni mutazione è stata isolata, mappata e condivisa tra i laboratori di ricerca in oriente e occidente. Con oltre 37.000 campioni sequenziati dai laboratori sparsi per il mondo, la natura fortemente contagiosa di Covid-19 si è rivelata in tutto il suo orrore.

Il primo decesso in Italia per Covid-19 è avvenuto nel piccolo comune di Vò Vecchio. Alla notizia del decesso le autorità locali hanno isolato l’intera comunità di 3.000 persone e hanno iniziato a fare test a tappeto con i tamponi nasali, indipendentemente dal fatto che queste persone mostrassero o meno sintomi. Scientificamente si è trattato di un esperimento di grande valore, i cui risultati hanno interessato i laboratori di tutto il mondo.

Il professore associato Enrico Lavezzo, che si è occupato dell’operazione, ha spiegato che la scoperta più importante è stata quella che chiama la “diffusione silenziosa” del virus. Oltre il 40% delle persone risultate positive al virus non avevano sintomi e non erano minimamente consapevoli di poter infettare altre persone. Si è avuta la conferma, provata in modo scientifico, della necessità di non potersi concentrare solo sui contatti sintomatici di persone positive. Il professor Lavezzo, in un’intervista alla BBC, ha descritto questa minaccia con parole semplici e molto chiare: “Quando una persona presenta i sintomi resta a casa, ma la maggior parte delle persone asintomatiche continuerà a comportarsi normalmente. Usciranno, incontreranno altre persone, entreranno in stretto contatto con amici, conoscenti, colleghi, senza nemmeno essere consapevoli di trasmettere il virus”. Il gruppo di Lavezzo è stato uno dei primi a stabilire la vasta portata del problema dei casi asintomatici. L’altra importante conferma ottenuta dall’indagine italiana è stata che su 3.000 residenti a Vò, nemmeno un bambino sotto i 10 era risultato positivo.

Ma perché questo virus è così pericoloso? Comunemente, la maggior parte dei virus o è in grado di diffondersi in modo rapido, oppure può causare malattie gravi. Covid-19, purtroppo, riesce a fare entrambe le cose. Infettando le vie aeree superiori, il naso e la parte superiore dei polmoni, l’infiammazione provoca tosse e starnuti, che diffondono rapidamente la malattia, attraverso le goccioline che escono dal corpo. Al tempo stesso, però, l’infezione può interessare le vie aeree inferiori, causando problemi respiratori anche molto gravi e forme di polmonite potenzialmente fatali.

Tra le attività scientifiche degne di nota va ricordato che il laboratorio del professor Michael Farzan è stato il primo a scoprire il recettore ACE-2, durante l’epidemia di Sars nel 2003. Anche nel caso del Covid-19 gli scienziati hanno scoperto che il nuovo coronavirus può entrare nel corpo umano solo in un modo, agganciandosi a specifici recettori presenti sulla superficie delle cellule umane, noti come ACE-2. I recettori ACE-2 sono purtroppo molto diffusi e questo è il motivo per cui Covid-19 provoca una così vasta gamma di sintomi.

Sulla base di tutte queste ricerche e degli studi che in tutto il mondo vengono condotti dalle università e dai laboratori, oggi ci sono 124 diversi gruppi di scienziati e ricercatori che stanno sviluppando un vaccino contro Covid-19.

Le previsioni più ottimistiche parlano di un vaccino per la popolazione verso la primavera del 2021, ma si tratterebbe oggettivamente di un vero e proprio miracolo della scienza. Per produrre vaccini sicuri occorre tempo e non si può sottovalutare nulla. Per prima cosa il vaccino deve essere innocuo, ovvero non deve causare altri problemi. In secondo luogo deve dimostrarsi efficace, proteggendo effettivamente dal Covid-19. Infine deve essere largamente diffuso, e non è certo un’impresa facile distribuirlo a 7 miliardi di persone nel mondo.

Il professor Jorge Kalil, direttore medico dell’Università di San Paolo, conduce una delle sperimentazioni in corso in Brasile. Lui e il suo team sono piuttosto scettici sul fatto che avremo presto un vaccino e che sarà disponibile alle popolazioni entro il 2021. “Dobbiamo andare il più velocemente possibile,” ha dichiarato alla BBC. “Ma non credo che il primo ad arrivare sarà il vincitore. Non è una gara automobilistica. Il vincitore sarà il miglior vaccino, quello che funziona per la maggior parte delle persone – idealmente il 90% – e blocca sia i sintomi che la trasmissione”.

Intanto la prossima settimana prenderà il via in Russia la sperimentazione clinica di un vaccino contro il coronavirus sugli esseri umani, che è stato sviluppato dal Centro di ricerca nazionale di epidemiologia e microbiologia Gamalei.. Lo ha reso noto Vadimr Tarasov, il direttore dell’Istituto di medicina translazionale e biotecnologia alla Prima università di medicina di Mosca, che ha spiegato che i test saranno effettuati su 50 volontari sani, uomini e donne di età compresa fra i 18 anni e i 60, pagati per farsi inoculare il vaccino.

Italia, Francia, Germania e Olanda hanno siglato una partnership per la ricerca del vaccino. Intanto il progetto giunto finora al livello di sperimentazione più avanzata nel pianeta al momento è quello dell’Università di Oxford (in partnership con l’azienda italiana Advent Irbm di Pomezia) finanziato dal governo di Londra.

Il questore Pietro Ostuni lascia Piacenza per un prestigioso incarico a Roma

PIACENZA – Dopo poco più di due anni, il Questore Pietro Ostuni lascerà Piacenza per un incarico importante a Roma, al Dipartimento della Pubblica sicurezza. E’ già stato annunciato il nome del suo successore, l’attuale questore di Lecco Filippo Guglielmino.

Figura fortemente carismatica, il cui lavoro è stato molto apprezzato dalla città, Pietro Ostuni ha avuto sempre parole molto affettuose per il nostro territorio. “Chi è nato a Piacenza spesso non si accorge di come si vive bene,” ha detto in più occasioni, “tanto che ho scelto di prendere la residenza qui. Questa è una bella comunità, i piacentini hanno un cuore generoso”.

 

Minecraft. 400 persone in 9 anni hanno costruito una Los Angeles in scala 1:1

Si chiama Greenfield ed è uno dei progetti forse più ambiziosi realizzati nel mondo di Minecraft. Oltre 400 persone hanno lavorato giorno e notte per 9 anni, basando il proprio progetto sulla città di Los Angeles. La creazione è in scala 1:1 (ogni cubetto di Minecraft è pari a 1 metro nel mondo reale). Ogni abitazione, palazzo, fabbrica o ufficio è visitabile e ricco di incredibili dettagli.

E’ incredibile, vero? La città si trova su Planet Minecraft e pur contando già più di 20 milioni di blocchi il progetto non è ancora finito. Attualmente Greenfield è al 20% di completamento, ciò significa che rimane un buon 80% ancora da finire. Un lavoro mastodontico e davvero affascinante.

Bonaccini a Piacenza. Piano di investimenti straordinario per la provincia

Un piano di investimenti straordinario per la provincia di Piacenza. Un Patto con il territorio, a partire da sindaci, amministratori locali e parti sociali, per la ripartenza dell’area più colpita dal Coronavirus, da definire in poche settimane. Per questo, nel pomeriggio il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, si è recato a Piacenza, dove, nella sede della Provincia, ha incontrato i sindaci della provincia, collegati in videoconferenza. Con lui il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Davide Baruffi, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. Presenti la sindaca del capoluogo emiliano e presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, e Lucia Fontana, presidente della Conferenza sociosanitaria.

Il piano per Piacenza rientra nel Patto per la ricostruzione dell’Emilia-Romagna che la Regione intende mettere a punto dopo un percorso di ascolto che toccherà tutte le province e che si concluderà con l’intesa sui singoli patti territoriali. Obiettivo, attraverso massicci investimenti pubblici, quello di far ripartire crescita sostenibile e occupazione, salvaguardando il tessuto socioeconomico delle comunità locali, dopo il blocco causato dalle misure per contrastare la pandemia.

“A Piacenza e nel piacentino abbiamo pagato il prezzo più alto- afferma il presidente Bonaccini – e da qui vogliamo iniziare il cammino che ci porti a creare le condizioni per rimetterci in moto dopo queste drammatiche settimane. Questo è un territorio intessuto di spirito imprenditoriale, energie, con aziende, professionalità, istituzioni accademiche e culturali, associazioni che dobbiamo e vogliamo affiancare e sostenere con ogni strumento, per non lasciare indietro nessuno. Questo patto, che vogliamo sia il più largo e partecipato possibile, rappresenta il primo passo verso un nuovo avvio, verso una ricostruzione che ci porti, in tempi rapidi, a concentrare ogni risorsa, capacità e progettualità per disegnare insieme uno sviluppo di qualità e sostenibile, fonte di buona occupazione. L’Emilia-Romagna vuole ripartire e lo vuole fare ripartendo da Piacenza, la provincia più colpita insieme a Rimini, dove mi sono recato giovedì. Ripartiamo lì dove più abbiamo sofferto”.

“Per questo- sottolinea il presidente della Regione- il nostro pensiero va ai tanti cittadini di Piacenza e del piacentino colpiti dalla malattia, alle persone che non ci sono più. Non li dimenticheremo. Come non dimenticheremo lo straordinario impegno del personale sanitario, dei volontari, delle Forze dell’Ordine, che ancora una volta voglio ringraziare. A maggior ragione, dobbiamo realizzare una ricostruzione che sia il più possibile inclusiva, sostenibile, attenta alle ragioni delle persone più fragili e, allo stesso tempo, innovativa e di qualità”.

“Ringrazio il presidente Bonaccini- commenta la presidente Patrizia Barbieri- anche a nome di tutti gli amministratori del territorio, perché la sua presenza qui, oggi, ha un grande significato e dimostra la volontà di proseguire in un lavoro condiviso che abbiamo intrapreso in questi mesi di grande sacrificio. I danni economici che abbiamo subito sono evidenti. Chiediamo ora, in un’ottica di collaborazione istituzionale, di far sentire la nostra voce al Governo, mettendo il nostro territorio nelle condizioni di poter ripartire”.

“Non ci siamo fatti trovare impreparati oggi- continua Barbieri- e sono già in grado di condividere la sintesi dei dati raccolti presso i nostri Comuni sulle progettualità in essere: sono 236 milioni di euro le risorse necessarie per possibili interventi segnalati dai Comuni, di cui 44 cantierabili entro l’anno. A questi vanno aggiunti gli interventi della Provincia e, limitandoci a considerare quelli cantierabili entro l’anno, le risorse necessarie ammonterebbero a 14 milioni”.

Piano straordinario di investimenti per la provincia di Piacenza

Insieme agli amministratori piacentini, in Provincia è stato fatto un primo esame della situazione per la messa a punto di un piano straordinario di interventi che permetta di risollevarsi a un territorio che per diverse settimane è stato zona arancione, con l’applicazione di misure ulteriormente restrittive rispetto al resto della regione. Su tutte, la sospensione pressoché generalizzata delle attività economiche.

L’impegno condiviso tra sindaci e Regione si struttura su tre livelli: selezionare le priorità strategiche per il territorio di area vasta; censire tutti gli interventi progettati e finanziati ma non ancora appaltati, verificandone l’effettiva e rapida realizzabilità; individuare interventi immediatamente cantierabili, anche col contributo dell’amministrazione regionale, per far ripartire il lavoro lungo tutta la filiera delle costruzioni.

Tutto ciò dovrà avvenire in particolare lungo alcuni assi prioritari: sanità e welfare, scuola e formazione, mobilità, infrastrutture, sicurezza del territorio, cultura, agricoltura, valorizzazione dell’Appennino per contrastare spopolamento e abbandono, logistica.

Il lavoro insieme a sindaci e territorio permetterà quindi di definire la mole di interventi nel piacentino, sapendo che vi sono già numerose opere progettate, finanziate e cantierabili, in tutti i settori, per oltre 360 milioni di euro. fondi in gran parte pubblici, più cofinanziamenti privati. Senza dimenticare che inizierà in sede europea il confronto per stabilire l’ammontare dei fondi comunitari disponibili per il prossimo settennato.

“Vogliamo continuare ad agire come una squadra- chiude Bonaccini- condividendolo progetti e obiettivi con ogni amministrazione, al di là di confini e colore politico, ascoltando le esigenze di tutto il territorio per arrivare entro un mese a sottoscrivere un piano di investimenti straordinario per la provincia di Piacenza”.

Playlist. Le più belle canzoni degli Anni ’60 (e dintorni)

Dalla fine degli anni ’50 iniziò un processo di dilatazione del mercato musicale, sia sul versante della produzione che del consumo, da cui derivarono un’infinità di filoni e mode musicali. La musica americana e internazionale (con le sue disinvolte contaminazioni che hanno riguardato fortemente anche l’Italia) ha accompagnato le trasformazioni sociali e culturali di quegli anni. Ho selezionato per voi 2 ore e mezza di musica di quegli anni, cercando di toccare i generi più popolari, sconfinando talvolta nei primi anni ’70.

Nome Artista
What The World Needs Now Is Love Jackie DeShannon
I Say A Little Prayer Aretha Franklin
Catch The Wind Donovan
Everybody Is Talking Harry Nilsson
Sunny Bobby Hebb
Whatever Will Be Will Be (Que Sera Sera) Doris Day
Oh! Carol Neil Sedaka
Somewhere There’s A Someone Dean Martin
I get a kick out of you Frank Sinatra
Stand By Me Ben E. King
When a man loves a woman Percy Sledge
The Shoop Shoop Song (It’s in His Kiss) Betty Everett
Long Train Runnin’ The Doobie Brothers
Easy (Like Sunday Morning) Lionel Richie
Hold On, I’m Coming Sam And Dave
Sixteen Tons The Platters
Rock Around the Clock Bill Haley
Only You (And You Alone) The Platters
Papa loves mambo Perry Como
Unchained Melody Righteous Brothers
Oh Happy Day Edwin Hawkins
Moon River Henry Mancini
Smoke Gets In Your Eyes The Platters
Sway Dean Martin
Somethin’ stupid Frank Sinatra
Oh, Pretty Woman Roy Orbison
Downtown Petula Clark
The Girl From Ipanema Stan Getz
Raindrops keep falling on my head B.J. Thomas
Daydream The Lovin’ Spoonful
Johnny B. Goode Chuck Berry
Tutti Frutti Little Richard
Brown eyed girl Van Morrison
We’ll Meet Again Vera Lynn
That’s Amore Dean Martin
For once in my life Frank Sinatra
The Great Pretender The Platters
Moonlight Serenade Glenn Miller
What The World Needs Now Is Love Dionne Warwick
God Bless The Child Billie Holiday
Grazie, Prego, Scusi Dean Martin
Strangers in the night Frank Sinatra
You Better Think Twice Poco
Goldfinger John Barry
IIn The Summertime Mungo Jerry
I Say A Little Prayer Dionne Warwick
Pata Pata Miriam Makeba
If I Had A Hammer Peter Paul And Mary
Lollypop Chordettes
Buona Sera Dean Martin
My Way Frank Sinatra

Esplode il contagio in Russia. Negli USA 83.000 morti, 32.700 in UK

Nel mondo attualmente si registrano 292.000 decessi a causa del Covid-19 e circa 4.260.000 casi accertati. “Il numero delle vittime a causa del coronavirus negli Stati Uniti è probabilmente molto più elevato di quello ufficiale”, ha detto il virologo Anthony Fauci rivolgendosi alla commissione Sanità del Senato americano. Al momento gli USA registrano circa 83.000 decessi su 1,4 milioni di contagiati.

La situazione non è migliore nel Regno Unito, dove i morti sono già 32.700 su 226.000 casi confermati e con una curva di crescita che resta preoccupante.

Non è chiara la situazione in Russia dove si sono registrati 10.899 nuovi casi di Covid-19, superando così quota 10.000 per il decimo giorno di fila. In totale, con 232.000 contagiati ufficiali, il Paese oggi è il secondo più colpito al mondo dopo gli USA, seguito da Spagna, Regno Unito e Italia.

E’ risalito il numero dei morti nelle ultime 24 ore anche in Francia, con 348 nuove vittime da ieri fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili e un totale di quasi 27.000 decessi.

Anche in Spagna la situazione resta preoccupante. Nelle ultime 24 ore sono decedute nel Paese 176 persone, il 43% in più rispetto alle 123 delle 24 ore precedenti. Qui il numero totale di decessi è pari a 26.920, su 228.000 casi.

Luogo Confermati Guarigioni Decessi

Stati Uniti

Stati Uniti
1,4 Mln
+21.475
235.000
83.019
+1.463

Russia

Russia
232.000
+10.899
43.512
2.116
+107

Spagna

Spagna
228.000
139.000
26.920

Regno Unito

Regno Unito
226.000
+3.403
32.692
+0

Italia

Italia
221.000
+1.402
109.000
30.911
+172

Brasile

Brasile
178.000
+9.883
72.597
12.461
+942

Germania

Germania
173.000
+933
144.000
7.754
+116

Turchia

Turchia
141.000
+1.704
98.889
3.894
+53

Francia

Francia
140.000
+708
57.785
26.991
+348

Iran

Iran
111.000
88.357
6.733

Cina continentale

Cina continentale
82.926
+7
78.189
4.633

Il Castello di Gropparello inaugura le visite virtuali ed è un successo

Il Castello di Gropparello è una delle realtà più interessanti del territorio piacentino, sia dal punto di vista storico e culturale, che da quello del turismo e dell’intrattenimento. Il suo “Parco delle Fiabe” attira famiglie e bambini da tutt’Italia per vivere avventure in costume, con attori e comparse, in un contesto storico e culturale unico nel suo genere. L’emergenza coronavirus ha bloccato tutte le attività legate al castello, alla didattica e al parco emotivo, ma la famiglia Gibelli non si è persa d’animo e ha inaugurato un piano di attività che potranno essere svolte a distanza grazie alla tecnologia. Ieri ha debuttato la prima “Visita al Castello Live”, un’esperienza interattiva in videoconferenza, ed è stata un grande successo.
“E’ la prima di tante iniziative che abbiamo messo in piedi per i tempi a venire,” ha spiegato Chiara Gibelli. “Oggi siamo partiti, grazie anche al sostegno e alla fiducia dei nostri primi avventori virtuali, alcuni dei quali ci conoscevano, altri invece no e hanno colto con entusiasmo l’idea di una visita alternativa da casa propria”. I commenti finali sono stati davvero incoraggianti. Il pubblico si è detto molto soddisfatto dell’esperienza interattiva che è riuscita nell’intento di essere coinvolgente. “Hanno detto che è stato bellissimo,” ha continuato Chiara Gibelli, “e che sembrava proprio di essere qui!”

Castello di GropparelloDurante la visita le persone hanno potuto fare domande, chiedere di fare inquadrature particolari, passando dalle visioni d’insieme ai dettagli ravvicinati, il tutto con i commenti della famiglia che vive, abita e anima le stanze del castello.”Le domande erano sempre pertinenti e i silenzi denotavano attenzione,” ha continuato la castellana. “Faccio visite guidate in questo castello da più di vent’anni. Stamattina è stata come la prima volta, ho rivissuto le stesse sensazioni. Le emozioni che ci hanno dato le persone e questo nuovo canale di comunicazione, sono state una bellissima sorpresa”.

Al Castello di Gropparello lavorano decine di persone, non solo attori e comparse, ma uno staff con competenze molto variegate. Si tratta di una macchina complessa e delicata che mette insieme competenze storiche e naturalistiche, con il lavoro di autori, creativi e artisti in grado di mettere in scena veri e propri eventi interattivi studiati per coinvolgere appieno in particolare i bambini.

“Tutto il nostro staff è entusiasta di questo primo risultato, e soprattutto della gioia e della stima che le persone ci hanno dimostrato. congratulandosi per questa iniziativa”, ha commentato Rita Gibelli. “Significa tanto. Vuol dire che il nostro progetto può evolvere e che non è solo un modo per adattarsi alle restrizioni imposte da questa crisi sanitaria. Possiamo costruire un pacchetto di esperienze virtuali che scuole e famiglie potranno vivere a distanza, che si aggiungeranno ai progetti già esistenti. C’è tanto potenziale e abbiamo davanti un futuro tutto nuovo e finora inesplorato”.

Castello di Gropparello

I primi visitatori virtuali si sono già prenotati per le prossime esperienze, come la “Visita Incantata Live”, con i personaggi in costume, dedicata in special modo ai bambini dai 6 ai 12 anni.

Presto partiranno anche le “Lezioni di cucina storica Live” dalle cucine del castello, con la possibilità di acquistare un cesto di prodotti tipici del territorio (un modo per dare una mano anche alle tante aziende agricole della zona) con cui saranno realizzate le ricette storiche.

Presto saranno presentati anche i progetti Live per la scuola, attività didattiche che si sviluppano su 6 materie diverse, con tematiche interdisciplinari e una parte esperienziale da svolgere a casa.

25 aprile. Il messaggio del Prefetto di Piacenza, Maurizio Falco

La ricorrenza del 25 Aprile, lo diremo in tanti, assume oggi un significato davvero foriero di nuove suggestioni.

L’esercizio del coraggio nel dolore ci ha sicuramente rafforzato come cittadini e come comunità, ci ha reso allo stesso tempo più consapevoli della nostra vulnerabilità e della nostra forza, ricordandoci che l’unica formula efficace nelle situazioni di emergenza è la unità nella solidarietà.

Oggi come allora, tutto quello che abbiamo vissuto comporterà approfondite riflessioni: che saranno utili soprattutto se rivolte all’individuazione di nuove soluzioni, organizzative e sociali.

Non certo se si limiteranno alla ricerca di colpevoli o al consolidamento di visioni conflittuali e di contrapposizioni.

Divisioni davvero improduttive in vista di quel rilancio che tutti vogliamo consolidare, prendendo atto delle opportunità ma anche dei pericoli di una Società globale ed interdipendente: che sviluppa con sé, contemporaneamente, i codici del rischio e dell’opportunità.

È dunque giusto non dimenticare il sacrificio dei nostri anziani che allora hanno combattuto contro un nemico che era chiaro e palesemente liberticida, esaltandone quel sacrificio che ha poi regalato, tra mille difficoltà, 75 anni di travagliata ma indiscussa pace per il nostro continente.

Tanti di loro, sopravvissuti, hanno conosciuto in questi giorni una tragica fine per questa nuova sciagura.

Ma il ricordo di quella Liberazione, per essere perenne, deve poter evidenziare il riscatto di tutti, tra cui i vecchi nemici diventati oggi alleati e possibili co-artefici della nostra nuova rinascita.

La crescita etica di una Società che vuole dirsi civile e democratica non ha altra direzione se non quella di condividere equamente i costi di una “guerra” drammatica, e programmare il rilancio di un rinnovato benessere in maniera giusta e diffusa per tutti.

In questo clima di progressiva Liberazione da un male oscuro e globale, che ha martoriato la nostra terra in particolare, le sensazioni sono certamente paragonabili al dopoguerra della Liberazione che da sempre il 25 aprile intende celebrare.

Per questo, il sentimento che mi ha costantemente accompagnato, come uomo e da rappresentante del Governo, è quello del commosso ringraziamento, per il tramite del Sindaco e Presidente della Provincia Patrizia Barbieri, a tutte quelle persone straordinarie che, oggi come allora, hanno lasciato testimonianza del loro valore arrivando sino all’estremo sacrificio.

La Comunità piacentina ha dato ancora una volta prova di coraggio, vitalità e di iniziativa, nel solco della sua migliore tradizione.

Nessuno vince da solo ma, se tutti i livelli della Governance, Centrali e territoriali, si mettono in sintonia, la macchina complessa dello Stato fronteggia ogni avversità.

Non potremo mai dirci completamente liberati e felici:
perché abbiamo già purtroppo registrato un prezzo in termini di vite umane elevatissimo;
e perché ancora alta deve essere l’attenzione nel disciplinare i nostri stili di vita, sino alla individuazione di misure medico scientifiche definitivamente risolutive;

Ci rimarrà per sempre l’orgoglio di essere stati accanto ed insieme ai medici, agli operatori sanitari degli ospedali di tutto il territorio piacentino, agli operatori di tutte le Forze di Polizia, ai militari, ai Vigili del Fuoco, alle infaticabili realtà pubbliche e private del volontariato, sapendo di aver dato tutto per questa splendida Comunità.

Mi ripropongo, insieme a tutti i Sindaci, di ritrovarci, in occasioni più serene, per raccogliere il riconoscimento commosso dei tanti che avete contribuito a restituire ad una vita serena, normale, e che vorrebbero farlo oggi ma non possono.

Grazie ancora a tutti e come sempre, VIVA L‘ ITALIA.