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Andrea Dolcini

Turchia: ragazza minorenne violentata da 29 uomini. Tutti arrestati

Tra di loro anche un poliziotto. Tragica escalation di violenza sulle donne

La Turchia sta vivendo un momento di incontrollabile violenza nei confronti delle donne, maggiormente più cruenta se si pensa che spesso queste donne non hanno ancora raggiunto la maggior età. L’ultima tragedia si è verificata a Goluck, nella parte occidentale del paese: ventinove uomini, tra cui un poliziotto, nei giorni scorsi hanno sequestrato e ripetutamente violentato una ragazzina di 13 anni.
Tutti sono stati arrestati, ma questo nuovo evento si verifica a poche settimane dal processo che sta monopolizzando l’attenzione del paese: quello nei confronti di 26 uomini che a Mardin, nell’Anatolia orientale, hanno violentato una bambina di 12 anni. I reati di natura sessuale sono aumentati del 400% nel paese negli ultimi 10 anni: nel 2011 sono state registrate 33 mila denunce, contro 8mila nel 2002.

Omicidio di Perugia: fermati l’ex fidanzato di Julia e il padre di lui

Il delitto è avvenuto la notte del 25 marzo. La ragazza ha riportato una ferita alla mano causata dallo stesso colpo di pistola che ha strappato la vita al fidanzato 24enne

Sono stati sottoposti, nella prima serata di ieri, ad ordinanza di custodia cautelare Valerio Menenti, di 26 anni, e suo padre Riccardo (di 54) per l’omicidio avvenuto la notte del 25 marzo a Perugia. La vittima, Alessandro Polizzi (24 anni), è stato raggiunto da un colpo di pistola all’interno della propria abitazione, nella quale viveva da poche settimana col la sua fidanzata, Julia Tosti (20 anni). La ragazza aveva da poco troncato una precedente relazione con Valerio Menenti; e questo ha portato gli inquirenti a battere subito la strada dell’omicidio passionale.
Valerio, che secondo le ultime ricostruzioni la sera del 25 marzo era ricoverato all’ospedale per le ferite riportate in una colluttazione a cui aveva partecipato lo stesso Alessandro Polizzi, è indagato per essere il mandante dell’esecuzione ed il padre Riccardo per essere colui che ha portato a termine il delitto.
“Non possiamo ancora dire con assoluta certezza – ha sostenuto il legale della ragazza, Luca Maori – che siano loro i responsabili dell’omicidio. Rilevo però che gli inquirenti hanno atteso prima di prendere qualsiasi provvedimento. Non è stata applicata repentinamente la misura cautelare ma sono stati approfonditi tutti gli elementi”.

Corea del Nord: il Portavoce del Pentagono ridimensiona il rischio di un attacco

Le armi testate dai nordcoreani nasconderebbero un basso tasso di affidabilità. Obama: ”Nessuno vuole la guerra”

Qualche rassicurazione arriva dal fronte asiatico. Stati Uniti e Corea del Sud nella giornata di ieri hanno deciso di rilasciare alcune dichiarazioni volte a tranquillizzare l’opinione pubblica interna ed esterna ai loro confini. Il primo è stato George Little, portavoce del Pentagono, che ha affermato che è inesatto “dire che la Corea del Nord abbia pienamente testato, sviluppato o dimostrato” di avere la capacita’ di lanciare missili con testate nucleari.
Poche ore dopo gli ha fatto eco il ministero della difesa Sudcoreano, annunciando in un comunicato stampa di non ritenere che la Corea del Nord sia riuscita a miniaturizzare un ordigno nucleare, tanto da poterlo montare su un missile. Ed in serata il presidente Barack Obama da Washington – dopo un faccia a faccia con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon – ha dichiarato: “nessuno vuole vedere un conflitto nella penisola coreana”.

I mutui e la crisi: tra ottobre 2012 e marzo 2013 accolti solo 5 su 100

Fra le categorie a cui vengono concessi con maggiore facilità vi sono quadri dirigenziale (14,3% delle richieste) e insegnanti (10,7%)

Solo 5 richieste di mutui e finanziamenti su 100 sono state accolte negli ultimi sei mesi. Insomma, la crisi morde e le banche chiudono i “borselli”. Ma la crisi ha soprattutto uno sfondo sociale che si ripercuote proprio sulle categorie meno “protette” e meno capaci di fornire assicurazioni a banche e finanziatori. Se infatti Quadri dirigenti, insegnanti e medici si vedono accogliere le loro richieste nelle percentuali del 14,3%, 10,7% e 7,7% sul totale delle domande, molto peggio se la passano operai e forze armate.
Le probabilità che mutui e finanziamenti vengano erogati a queste due categorie scendono sotto la media nazionale del 5%: 4,4% per chi garantisce l’ordine pubblico e 3,5% alle “tute blu”. In linea con la media nazionale si presentano invece gli impiegati e i liberi professionisti.
“Non tutti gli italiani, di fronte alla crisi, dispongono degli stessi strumenti per affrontare questa congiuntura economica – dice Lorenzo Bacca, responsabile della business unit mutui per Facile.it – ed è chiaro che alcune categorie professionali possano con più agio gestire la richiesta di mutuo; desta stupore, tuttavia, che la figura dell’insegnante risulti tra le più facilitate a ottenere il finanziamento. Evidentemente, più che gli stipendi bassi, a loro favore giocano i contratti statali che sono, per le banche, anche i più sicuri”.

Pd e PdL cercano l’intesa per il Quirinale: donne in pole position

L’accordo a nove giorni dall’inizio delle votazioni non è ancora arrivato. Tanti i ”papabili”

L’elezione del Capo dello Stato monopolizzerà l’attenzione dei media sempre più frequentemente nei prossimi giorni: all’inizio delle votazioni mancano infatti nove giorni e già non si contano più i nomi fatti da politici, conduttori, giornalisti e opinionisti che continuano a suggerire quale persona ritengano possa svolgere al meglio la carica di uno dei pilastri della democrazia italiana. Intanto Berlusconi e Bersani cercano l’accordo.
Il Pd rivendica la composizione della rosa dei nomi, all’interno della quale poi insieme al Pdl si dovrebbe pescare il candidato al Colle più alto. La componente “rosa” sembra sovrastare le candidature al maschile: fra le più probabili a ricoprire la carica si vedono la figura di Emma Bonino e quella di Anna Finocchiaro. Ma non è esclusa dalla corsa la neo-eletta presidente della Camera Laura Boldrini. Fra i candidati al maschile ricorrono i nomi di Giuliano Amato e Massimo D’Alema. Al di fuori dei palazzi della politica Gino Strada, fondatore di Emergency, smentisce una sua possibile candidatura: “Io non ho parlato con nessuno – si schermisce – e nessuno ha parlato con me, la ritengo una cosa estremamente improbabile”. La stessa situazione caratterizza Giuseppe de Rita, direttore del Censis: “Io – dice – vivo in un altro mondo”.

Manifestazione Ultras in via Roma: arriva l’ok dalla questura

David Santi (Prc): ”Il corteo degli ultras in via Roma è pericoloso, discriminatorio, xenofobo e razzista.”

E’ arrivato l’ok dalla questura per il corteo che si snoderà lungo via Roma sabato 13 aprile dalle 16.30. “Via Roma è piacentina” è il titolo dell’evento organizzato dagli Ultras della Curva Nord piacentina che mira ad accendere i riflettori sul tratto di via che collega Piazzale Lupa e i Giardini Merluzzo e sui fatti di cronaca nera che in quella zona della città si sono perpetrati. Un corteo che sta dividendo le opinioni dei cittadini.
«La manifestazione è aperta a tutti – hanno spiegato gli ultras della Curva Nord – non ci sono matrici politiche e tantomeno ci saranno bandiere di partiti. Gli unici colori saranno il bianco e il rosso del gonfalone della città e qualche Tricolore perché, in fin dei conti, Piacenza è sempre la Primogenita d’Italia. Via Roma è la strada più bella della città e pensiamo che la situazione sia sotto gli occhi di tutti, non si può ignorare quello che è successo negli ultimi giorni (aggressioni e risse, ndr) come non si può ignorare il fatto che non sia più dei piacentini. Noi della curva Nord ci siamo fatti promotori di questa iniziativa ma poteva essere qualunque altro piacentino, l’abbiamo fatto perché vogliamo bene alla nostra città e pertanto invitiamo tutti i piacentini, senza distinzioni politiche, a manifestare con noi sabato pomeriggio&».
Alle parole degli Ultras ha risposto con un comunicato David Santi, segretario provinciale del Partito di Rifondazione Comunista: “Apprendiamo che, per sabato prossimo, è stata organizzata una manifestazione caratterizzata dallo slogan “Via Roma ai piacentini”. Secondo gli organizzatori, se le parole hanno un senso, una parte della nostra città non appartiene ai nativi piacentini e perciò deve essere liberata da una fantomatica occupazione. Sotto la patina della “piacentinità”, è perciò evidente il messaggio di intolleranza, di divisione, discriminatorio e xenofobo alla base della manifestazione: il problema sarebbero gli immigrati che abitano e vivono in quella zona. Per questo, riteniamo quella manifestazione pericolosa, proprio perché porta con sé, nei suoi presupposti non dichiarati ma lampanti, il germe del razzismo. E’ viceversa necessario proseguire e rafforzare il lavoro di coesione e di costruzione di socialità agito in queste anni da alcune associazioni proprio in via Roma. Non c’è bisogno di nessuna marcia su via Roma&»."

Amburgo: virus killer miete due vittime; le autorità non lanciano l’allarme

Un poliziotto ed una insegnante sono i primi due casi mortali del ”virus mutato”; altri 5 casi sotto osservazione

Un virus che non lascia scampo. A farne la triste esperienza sono stati nei giorni scorsi due persone, un poliziotto di 49 anni e un insegnante, entrambe risiedenti ad Amburgo. Cinque nuovi casi di contagio sarebbero sotto il controllo delle autorità mediche locali: fra questi un altro poliziotto di 38 anni; ma il comando cittadino ha già dichiarato che i due, il defunto ed il neo-contagiato, non prestavano servizio nella stessa stazione, non si frequentavano fuori dall’orario di lavoro ed abitano in due distretti differenti della medesima città.
Il virus, secondo le prime dichiarazioni, sarebbe “mutato” da un normale ceppo virale-influenzale ma gli agenti patogeni sfuggono ancora agli studi dei dottori: tra i sintomi riscontrati nelle persone si presentano polmonite e una pesante specie di influenza.

I guai per Fabrizio Corona non finiscono mai: altri 3 anni e 10 mesi di carcere

La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’ex fotografo dei vip. La frode ai danni dello stato è di 3,8 milioni di euro

“Annus horribilis” il 2013 per Fabrizio Corona. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione di Torino che lo condannava a 5 anni di reclusione per estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet e la fuga in Portogallo, dove per sei giorni era riuscito a far perdere le proprie tracce, terminata col suo arresto, la Corte di Cassazione gli comunica il respingimento del ricorso contro la sentenza della corte d’Appello di Milano che lo scorso anno lo aveva condannato per bancarotta e frode fiscale nel fallimento della sua agenzia fotografica Corona’s.
Come riporta in sito ANSA.it, sarebbero 3,8 milioni di euro i soldi che Corona avrebbe sottratto alle casse dello Stato con un sistema di fatture false fino al 2008; nel 2009 l’agenzia chiuderà per bancarotta. In primo grado (nel 2011) l’ex paparazzo era stato condannato con la formula del rito abbreviato a scontare una pena di 4 anni, poi diminuita di due mesi nel giudizio d’appello. Insomma a Fabrizio Corona si prospettano una decina di anni fra le “sbarre” delle carceri italiane: ai 5 anni per estorsione divenuti poi 7 anni e 10 mesi per la fuga in Portogallo vanno aggiunti altri 3 anni e 10 mesi.

Delitto di Udine: Mirko Sacher non è morto per cause naturali

Le due ragazze avrebbero anche ritirato del contante da uno sportello col bancomat della vittima

Che le prime indagini non delineassero una coerente ricostruzione dei fatti lo si era intuito. Gli inquirenti cominciano a ritrovare discrepanze e situazioni inconciliabili con la versione offerta dalle due 15enni che si sono auto-accusate del delitto. “Mirco Sacher sicuramente non è morto di morte naturale” quindi “ci troviamo davanti ad un decesso che sicuramente è avvenuto per cause estranee e quindi dovuto a terzi” ammette Dario Grohmann, procuratore dei Minori a Trieste.
Fra i punti che più impegnano i Carabinieri vi sono il ritrovamento di alcuni segni di colluttazione sul corpo dell’ex ferroviere ormai in pensione, segni che precedentemente non avevano destato la curiosità di chi stava svolgendo le indagini, e il prelievo fatto dalle due indagate di alcuni contanti effettuato con il bancomat della vittima quando costui, secondo le ricostruzioni, era già defunto. Sottoposte a sequestro le pagine Facebook delle minorenni; fra le ipotesi degli investigatori vi è l’idea che, dato l’assiduo uso fattone, le due possano aver affidato al sito-diario intenzioni ed impressioni precedenti o seguenti il delitto.
Svolta alle indagini hanno dato anche le parole di Sonny Rizzetto, il 21enne di Pordenone che con un amico di 18 anni, ha convinto le minorenni a costituirsi ai carabinieri di Pordenone. ”Sono scettico sulla possibilita’ che le ragazze siano state vittima di una tentata violenza sessuale”, nel viaggio ”fatto insieme, in treno, domenica notte, da Venezia a Pordenone, non hanno mai parlato apertamente di questa presunta aggressione, che le avrebbe dipinte, anche ai nostri occhi, come vittime e per la quale avrebbero avuto tutta la nostra comprensione”.

Udine. 61enne trovato morto in un campo della provincia; due indagate

Le indagate, due ragazze di 15 anni, hanno dichiarato agli inquirenti: ”L’abbiamo strangolato insieme perché ha tentato di violentarci”

“Ha tentato di violentarci”. Questa la giustificazione che starebbe alla base del gesto perpetrato da due ragazze di 15 anni di Udine nel primo pomeriggio di ieri. La vittima è Mirko Sacher, 61enne, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato e amico di famiglia della due minorenni. Le due avrebbero chiesto un passaggio in macchina all’uomo per raggiungere il centro città; ma gli eventi sono precipitati in un tragico finale.
Dalla dichiarazione delle ragazze rilasciata ai Carabinieri di Udine sembrerebbe che l’uomo, nel bel mezzo del tragitto, si sia fermato in un campo della provincia e qui abbia tentato di fare loro violenza; la reazione delle minorenni sembra essere stata perentoria: hanno entrambe aggredito il 61enne e lo hanno strangolato, fuggendo poi con la sua macchina fino ad un stazione di servizio nei pressi di Padova dove si sono fatte raggiungere da alcuni amici. Ciò che insospettisce i Carabinieri è la non-presenza di segni di aggressione sul corpo della vittima. Gli inquirenti battono la pista del “malore” causato nell’uomo dalla reazione inaspettata delle due minorenni e non escludono la partecipazione di qualche altra persona al tragico evento di ieri pomeriggio.