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Coronavirus. Paura a San Rocco al Porto. “Noi figli di nessuno”

SAN ROCCO AL PORTO (LO) – Sono molte le persone che, in particolare sui social, si lamentano della situazione di San Rocco al Porto, terra di confine tra la “zona rossa” del Basso Lodigiano e il fiume Po. Qui alcune aziende importanti come la Formec Biffi e i centri commerciali continuano ad essere aperti normalmente. Eppure questa mattina le forze dell’ordine giravano consigliando ai bar di chiudere. “Hanno sbagliato,” scrive il gestore del profilo ufficiale del Comune di San Rocco su Facebook, “si sono mossi su indicazioni informali che poi sono rientrate”.

Sarà, ma questo non tranquillizza affatto i tanti lavoratori che si troveranno a condividere fabbriche e uffici con colleghi provenienti da tutte quelle aree che se non sono proprio in “zona rossa”, sono a 5 passi a piedi dalle aree in quarantena.

“Se tutto il lodigiano è zona rossa, noi perché no?” chiede un utente. “Siamo di un altra regione improvvisamente'”. “Siamo figli di nessuno,” risponde un altro utente. “Quarantena! Chiediamo la quarantena. Siamo nel mezzo del crocevia. In piena zona rossa. Ma non scherziamo!” fa eco un’altra cittadina, sempre scrivendo sulla bacheca della pagina ufficiale del Comune. “Intelligente lasciare il centro commerciale aperto, quando metà delle persone dei comuni blindati vengono a fare compere”, scrive un altro utente, sollevando il problema. “Certo perché noi che lavoriamo al centro commerciale non rientriamo nelle attività ludico sportive purtroppo, siamo solo lavoratori ordinari”, risponde una commessa.

Moltissime aziende in provincia di Piacenza e in altre aree che confinano con la “zona rossa” hanno fatto in modo che i dipendenti potessero lavorare da casa, per cercare di limitare il più possibile le occasioni di contagio.

Per San Rocco al Porto, al momento, vigono le regole previste dall’ordinanza firmata dal Governatore della Lombardia Fontana.

Tra i provvedimenti previsti sono contemplati: 1) la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico; 2) sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; 3) sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura; L’ordinanza, i cui contenuti puntuali saranno resi noti nelle prossime ore, sarà soggetta a modifiche al seguito dell’evolversi dello scenario epidemiologico. Raccomandiamo a tutti i cittadini di rispettare le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria quali: 1) lavarsi spesso le mani con soluzioni idroalcoliche, 2) evitare i contatti ravvicinati con le persone che soffrono di infezioni respiratorie, 3) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, 4) coprirsi naso e bocca se si starnutisce o tossisce, 5) non prendere antivirali o antibiotici se non prescritti, 6) contattare il numero verde regionale solo per la zona di Codogno interessati dall’ordinanza 800.89.45.45 o il 112 se hai febbre o tosse o sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.

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