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Rancan (Lega): “Case popolari a immigrati con proprietà: norma inefficace. Tutte le bugie dell’assessore Gualmini”

“Regole più severe per gli alloggi popolari agli extracomunitari? Pur di assomigliare alla Lega il Pd gioca sulla buona fede dei cittadini e prepara l’ennesima beffa. Dice di voler escludere dalle assegnazioni chi già possiede casa all’estero ma gioca con le percentuali di proprietà per annacquare la norma e scarica tutto l’onere dei controlli, ancora una volta, sui Comuni. Con il risultato che, praticamente, rispetto ad oggi, cambierà poco o nulla”.

Il consigliere della Lega Nord, Matteo Rancan, interviene così, dopo l’annuncio della Regione Emilia Romagna che ha millantato la volontà di escludere, modificando i parametri, dall’assegnazione della casa pubblica, i cittadini immigrati che già ne possiedono una all’estero.

“È dall’inizio della legislatura che la Lega sottolinea la necessità di vietare l’assegnazione di case popolari a immigrati che, in patria, vantano una o più proprietà immobiliari. Ma l’annuncio della Regione è uno specchietto per le allodole. L’ente sostiene di voler escludere i proprietari di immobili dall’assegnazione mentre in realtà, lascia aperte infinite possibilità per gli stranieri che fanno domanda. Inoltre, invece di dare una regola univoca, scarica tutto il peso sui Comuni, che se volessero applicare questa giusta norma di equità sociale, si troverebbero caricati di oneri enormi” sottolinea il consigliere leghista.

Nel dettaglio la Regione, con la delibera 613 del 2 maggio scorso, ha messo mano ai requisiti per l’accesso e la permanenza negli alloggi Erp. L’atto, che dovrà essere discusso dall’Assemblea Legislativa, rimescola le carte in particolare sul requisito dell’impossidenza. “Nelle premesse l’assessore ai Servizi sociali Elisabetta Gualmini, esprime la volontà di estenderne l’ambito territoriale di riferimento oltre i confini nazionali, ma a ben guardare, le bugie dell’assessore sono due e sono entrambe gravissime” aggiunge Rancan.

Per prima cosa “la delibera non esclude a priori tutti i proprietari o usufruttuari di case in Italia o all’estero, ma solo quelli che ne godono al 100%”, aggiunge… “mentre è sufficiente detenere meno del 50% di una proprietà per poter, senza problemi, avanzare domanda e ottenerne l’assegnazione di un alloggio Erp”.

La seconda bugia, poi, riguarda il ruolo della Regione che resta totalmente parziale. “L’ente si limiterà, infatti, a rilevare la presenza di eventuali proprietà dalla dichiarazione ISEE presentate dal richiedente rimettendo ai Comuni la facoltà di disporre eventuali altre forme di controllo”.

Questo significa che “ancora una voltala responsabilità viene scaricata sui Comuni che, semplicemente possono ( e non devono) se ne hanno il tempo e le risorse verificare lo stato patrimoniale dei cittadini extracomunitari”.

In sostanza “l’atto crea ancora più confusione e non risolve il problema delle centinaia di stranieri che, anche in Emilia Romagna, millantano condizioni di disagio sociale e difficoltà economiche pur essendo proprietari di immobili all’estero. È veramente imbarazzante sentire parlare la Gualmini di atto dovuto e di giustizia sociale. La verità è che, come d’abitudine per il Pd, la pezza è peggio del buco” conclude il consigliere del Carroccio.

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