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Martedì 20 marzo. La leggenda vivente del Jazz Lee Konitz al Milestone

Piacenza, 13 marzo 2018 – La musica fa bene alla salute e dona longevità, soprattutto a chi la suona. Dimostrazione ne sono alcuni grandi protagonisti della scena musicale che passata la veneranda età dei 90 anni, calcano ancora il palco e fanno tournée in giro per il mondo. Al Piacenza Jazz Fest dell’anno scorso ne abbiamo avuto una testimonianza con un Benny Golson in gran forma che ci ha ammaliato con i suoi assolo. Quest’anno sarà la volta di un altro big, anch’egli saxofonista, anch’egli sempre pieno di entusiasmo e di freschezza nonostante l’età avanzata: Lee Konitz che si esibirà con un trio di musicisti d’eccezione: Florian Weber al pianoforte, Jeremy Stratton al contrabbasso e George Schuller alla batteria. Talmente alto è l’interesse attorno a questo musicista mitico che l’organizzazione ha disposto anche un secondo set. I concerti avranno luogo al Milestone martedì 20 marzo, il primo avrà inizio alle 21.15, il secondo alle 23.00. Anche questo concerto, come già quello di Dave Douglas e Uri Caine, è in coproduzione con Jazz Network – Crossroads, il festival itinerante di musica on the road in tutta l’Emilia-Romagna Il festival piacentino, organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, che può vantare il patrocinio del MiBACT, vede il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Camera di Commercio di Piacenza, della Regione Emilia-Romagna, dei Comuni di Fiorenzuola e Salsomaggiore Terme e di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio. I biglietti per questo concerto sono acquistabili nei pomeriggi feriali dalle 15.30 alle 19.30 e al sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30 presso la sede del Piacenza Jazz Club. E’ inoltre possibile prenotare il biglietto scrivendo una mail a biglietti@piacenzajazzclub.it.

Intende festeggiare a modo suo, suonando in giro per il mondo com’è abituato a fare, altri ragguardevoli traguardi della sua incredibile carriera Lee Konitz. Da un lato i suoi 90 anni, compiuti nell’ottobre scorso, dall’altra i 70 anni dalla sua prima incisione, avvenuta con la Claude Thornhill Orchestra nel 1947 e, perché no, i 60 anni da quando, nel 1958 suonò allo “Sporting” di via Roma a Piacenza.
Cresciuto con tutti i più grandi dell’epoca d’oro, Konitz è maturato soprattutto grazie alla frequentazione con Gil Evans e Lennie Tristano, che considera la sua fonte d’ispirazione più alta. In seguito, la sua curiosità intellettuale, l’ha portato in giro per il mondo, suonando con un impressionante numero di grandi musicisti di tutte le generazioni: Bill Evans, Charles Mingus, Martial Solal, Michel Petrucciani, Charlie Haden, Albert Mangelsdorff, Art Pepper, Ornette Coleman, Paul Bley, Dave Holland, Bill Frisell, Brad Mehldau e si potrebbe continuare a lungo. In Italia ha duettato con grandi pianisti come Renato Sellani, Enrico Pieranunzi e Franco D’Andrea. La sua discografia è sterminata, avendo egli scelto di essere fra i primi e i pochi freelance jazz e alternando così, a insegnamento e sperimentazione di molte avanguardie dei decenni passati, le collaborazioni e le scritture più disparate, accettate ovunque nel mondo. Si è sempre messo alla prova in situazioni e contesti differenti, mantenendo negli anni un’impronta unica e riconoscibile. Vera icona del “Cool Jazz”, dotato di grande tecnica e notevoli doti da improvvisatore che conferma anche nell’ultimo disco uscito lo scorso anno dal titolo “Frescalalto”, dove canta pure e si diverte a partire dagli standard per mescervi canzoni Yiddish o citazioni di pezzi d’altro stile. Konitz ha per molti toccato un vertice inarrivabile nel capolavoro “Konitz meets Mulligan” del 1953, un fortunato incontro col quartetto pianoless del famoso baritonista.
Uno straordinario artista che con la sua musica ha attraversato epoche, generi e tendenze rimanendo sempre fedele al suo stile.

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