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Castel San Giovanni. Due anni dopo il colpo da 1 milione di euro recuperata la refurtiva

Castel San Giovanni (Piacenza). Risale alla giornata del 2 novembre 2015 il colpo da 1 milione di euro che ha messo in grave difficoltà un’azienda di Castel San Giovanni: un bottino di oltre mille pezzi di radica molto pregiata, per la fabbricazione dei calci dei fucili, oltre ad un camion. A due anni dal colpo, le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Piacenza hanno portato alla denuncia a piede libero, a vario titolo, di otto soggetti, ed alla restituzione del 95% del bottino sottratto al legittimo proprietario.

Fin dall’inizio sarebbe emersa l’ipotesi di un furto su commissione, cosa che ha spinto gli investigatori a concentrare le loro indagini fino a risalire ad un noto artigiano della Val Trompia, dove sarebbero stati trovati 339 dei pezzi di legno pregiato: per lui è scattata una denuncia per ricettazione. In seguito, i militari sarebbero riusciti a risalire a due uomini albanesi di 33 e 42 anni dai quali sarebbe stato acquistato il materiale, e ad un 43enne italiano, insieme al quale, secondo gli inquirenti, i due avrebbero commesso il furto.

Le indagini avrebbero poi condotto ad altre aree nelle quali sarebbe stata smistata la refurtiva, con perquisizioni a Flero, Nave, Sarezzo, Villa Carcina, Lumezzane, e Corte Franca, nella provincia di Brescia. Per altre quattro persone, tutte italiane, è stata emessa una denuncia a piede libero.

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