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Cane messo in salvo da due escursionisti sui monti tra Val Nure e Val d’Aveto

Si chiama Birba il segugio messo in salvo grazie all’intervento di due giovani escursionisti, che lo avrebbero trovato mentre si aggirava in condizioni visibilmente provate per il freddo e la fame, sui monti che separano Val Nure e Val d’Aveto. È accaduto nel corso della giornata di domenica 19 novembre, nel corso di una gita: l’animale sarebbe sopravvissuto per 4 giorni a 1500 metri d’altezza, dopo che il suo proprietario lo aveva perduto mentre si trovava nella zona per una scampagnata.

I due ventenni hanno deciso di portare il cane, prima sorreggendolo, poi avvolgendolo in un maglione ed infilandolo in uno dei loro zaini per mantenerlo al caldo. Hanno potuto contattare il numero di telefono del proprietario, trovato sulla targhetta di riconoscimento del segugio, solo in seguito, in quanto le batterie dei loro cellulari si erano scaricate per il freddo: il padrone di Birba, un abitante di Rocca d’Aveto (Genova), ha potuto riabbracciare il suo cane più tardi, a Carpaneto.

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