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Ozono, a Piacenza situazione “critica”. 41 gli sforamenti da inizio anno

Insieme all’estate ed al caldo, torna a farsi sentire anche il problema dell’inquinamento da ozono troposferico, un gas che, se in alte concentrazioni nella troposfera, lo strato situato appena sopra la superficie terrestre, può avere effetti nocivi sull’apparato respiratorio (irritazioni ad occhi e gola, tosse, riduzione della funzionalità polmonare, aggravamento di patologie respiratorie), in particolare nei soggetti a rischio come anziani e bambini, oltre ad adulti con patologie polmonari o che fanno spesso moto all’aperto.

Gravi anche gli effetti sull’equilibrio degli ecosistemi in seguito ad alte concentrazioni di ozono troposferico; questo gas è un inquinante che tende a prodursi per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari (ossidi d’azoto, o NOX, e composti organici volatili, o VOC), prodotti in larga parte da motori a combustione e dall’uso di solventi organici, quindi è in particolar modo causato da traffico veicolare e attività industriali.

Sono 21 le stazioni di monitoraggio dell’Ozono in Emilia-Romagna che hanno superato il limite dei 25 sforamenti di 120 µg/m3: Piacenza, con 41 sforamenti rilevati dalla stazione del Parco Monte Cucco, si piazza tra le più preoccupanti, superata solo da Modena, con 48 sforamenti dall’inizio dell’anno.

Preoccupano anche i picchi riscontrati oltre i 200 µg/m3, a fronte di un valore di informazione di 180 µg/m3 e del valore di allarme di 240 µg/m3. Il picco tende a verificarsi nelle ore successive alle 13:00, nelle quali sono più elevate temperature ed esposizione solare.

Allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza, Legambiente ha aderito  al progetto CAPTOR (Collective Awareness Platform for Tropospheric Ozone Pollution), che si occupa della rilevazione dei livelli di ozono con il coinvolgimento diretto della cittadinanza, installando presso le abitazioni di volontari autocandidatisi al progetto sensori per la rilevazione delle concentrazioni di ozono.

Arpae collabora al progetto grazie alla collocazione degli strumenti presso la stazione di monitoraggio di  “Parco Montecucco” a Piacenza, cosa che consente il confronto dei dati rilevati con quelli della rete regionale della qualità dell’aria (https://www.arpae.it/Aria). Inoltre, a partire dalla fine del mese, 3 sensori Captor saranno installati presso altrettante abitazioni di volontari nella provincia di Piacenza.

Le informazioni raccolte, oltre che le proposte e le azioni bottom-up provenienti dalla cittadinanza, saranno pubbliche ed a disposizione della comunità scientifica e dei decisori politici sul sito https://www.captor-project.eu/it/.

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