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Lavori fatti male ma certificati a regola d’arte. L’accusa è di falso ideologico

Piacenza. Dovrà rispondere dell’accusa di falso ideologico un tecnico comunale dell’Ufficio infrastrutture manutenzione, ora agli arresti domiciliari: secondo quanto emerso da indagini eseguite dagli investigatori della Polizia Municipale riguardo gli assenteisti, avrebbe certificato lavori dichiarandoli compiuti a regola d’arte, richiedendo un importo superiore, e così facendo avrebbe fruttato ad una ditta una fattura da 25mila euro da parte del Comune. Le indagini degli investigatori si concentrano anche su altre opere legate alla manutenzione, per un valore stimato di circa 200mila euro.

È invece di corruzione l’accusa nei confronti del titolare della ditta in provincia di Parma che avrebbe effettuato le opere; un altro tecnico del Comune, inoltre, dovrebbe rispondere dell’accusa di falso per avere affermato che un cartello di divieto di sosta era stato posizionato secondo legge 48 ore prima, nei pressi di un’area in cui avvenivano lavori stradali. Il cartello, tuttavia, non sarebbe stato posizionato come avrebbe dovuto, cosa che aveva portato all’emissione di tre multe e tre rimozioni nei confronti di altrettanti automobilisti, ingiustamente sanzionati. Il tecnico avrebbe usato tale “trucchetto” per favorire alcune ditte rispetto ad altre, velocizzandone il lavoro a discapito di imprese rivali.

Il tutto sarebbe emerso nell’ambito di indagini sull’assenteismo negli uffici comunali da parte della Polizia Municipale, alla quale la procura ha affiancato la Guardia di Finanza.

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