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Rizzi smonta il “rinnovamento” della Barbieri: «E’ la vecchia destra di Piacenza trainata dalla Lega di Salvini»

«Rinnovamento? Ma per favore. Spacciano il vecchio per il nuovo, questa è la strategia della destra». Domenica si vota per scegliere il nuovo sindaco di Piacenza e Paolo Rizzi, candidato al ballottaggio per il centrosinistra, alza i toni puntando il dito contro gli slogan che da oltre un mese stanno caratterizzando la campagna di Patrizia Barbieri. Slogan che vanno tutti nella direzione del rinnovamento rispetto al “vecchio” che sarebbe rappresentato da Rizzi e da chi lo sostiene. «E’ una strategia insolita – dice il candidato del centrosinistra, professore della Cattolica non iscritto ad alcun partito politico – E’ insolita quantomeno per il curriculum di Patrizia Barbieri, candidata alle politiche già negli anni ’90, sindaco di Castelvetro per dieci anni, assessore provinciale per cinque anni. Non è esattamente nella posizione di poter parlare di rinnovamento. Soprattutto a me». E ancora Rizzi: «Ma è soprattutto per la squadra che affianca, anzi sovrasta la candidata, che non capisco davvero come ci si possa presentare nel segno del rinnovamento. I veri sindaci di Piacenza, se dovesse vincere la Barbieri, saranno Foti da una parte e Salvini dall’altra tramite i suoi adepti locali una volta che avranno stabilito le gerarchie piacentine. Non a caso è stato scelto un sindaco non piacentino, più vicino a Cremona che alla nostra città». «Da questa strategia – prosegue Rizzi – è nata una proposta che di innovativo nei contenuti non ha nulla, con un programma che è equamente diviso tra cose già fatte dall’attuale amministrazione e proclami irrealizzabili dei quali i piacentini si accorgerebbero nel giro di pochi mesi». Per quanto riguarda la sua autonomia, Rizzi parla chiaro: «E’ vero, tra chi mi ha sostenuto e mi sostiene, oltre a due liste civiche di cui una composta interamente da giovani under 35, l’unica della storia elettorale di Piacenza, c’è anche il Pd con la sua esperienza e il suo bagaglio di valori. Ma resta il dato di fatto oggettivo che io non sono un tesserato del Pd. Sono un civico e la mia squadra di governo della città sarà formata per la gran parte da volti nuovi, persone che non hanno mai avuto incarichi amministrativi; ci saranno giovani, ci saranno donne. Conteranno la competenza e i valori. E sarò io a sceglierla, la mia squadra».

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