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Bando periferie, Gori a Piacenza con l’esempio di Bergamo: «Le risorse ci sono e in cambio i tempi dei lavori devono essere certi». Rizzi: «Faremo rinascere un’intera parte di città»

Undici milioni di euro già stanziati e un’intera zona di Piacenza che cambierà volto grazie a un intervento di riqualificazione senza precedenti in grado di restituire ai piacentini aree e strutture abbandonate da anni, degradate, problematiche. E’ il progetto sull’area nord-ovest della città reso possibile grazie al Bando periferie del Governo, grazie al lavoro degli uffici comunali e in particolare dell’assessorato all’Urbanistica guidato da Silvio Bisotti e grazie all’investimento del Consorzio agrario Terrepadane presieduto da Luigi Bisi. Se né parlato oggi in un incontro organizzato proprio nel cuore dell’area in questione, tra il Palazzo dell’Agricoltura e il deposito della Protezione civile di via Pennazzi, a ridosso dei binari della stazione. Tavolo dei relatori e sedie per gli ospiti piazzati ai piedi di cattedrali decrepite in un deserto di abbandono che a breve vedrà l’inizio di un colossale intervento urbanistico ed edilizio in grado di «ricucire la città». Le parole virgolettate sono di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e punto di riferimento all’interno dell’Anci per quanto riguarda il Bando periferie. Con Gori – arrivato a Piacenza direttamente dalla sua Bergamo dove ha discusso proprio del tema periferie con i massimi vertici dello Stato in una due giorni dedicata a illustrare le potenzialità del bando e la sua effettiva concretezza al netto dei tanti dubbi sollevati da una parte della cittadinanza, anche a Piacenza – c’era il direttore del Demanio Roberto Reggi, c’era Silvio Bisotti, assessore comunale uscente all’Urbanistica e c’era il candidato sindaco di Piacenza Paolo Rizzi al quale è andato il sostegno dello stesso Gori. «Toccherà alla nuova amministrazione Rizzi – ha detto – mettere in pratica e dare attuazione a un progetto importantissimo in grado di determinare effetti positivi su tutta la comunità piacentina». Gori ha usato il termine ricucire che è piaciuto molto a Rizzi: «Ricucire parti di città ma non solo, ricucire i rapporti umani, il tessuto sociale, i valori. Sono tutti principi ispiratori del nostro programma elettorale». E tornando al tema della riqualificazione dell’area nord di Piacenza, Rizzi ha sottolineato della virtuosa collaborazione tra Comune e privati, citando Terrepadane come esempio di realtà privata che ha a cuore non solo il suo interesse ma quello della città. Una collaborazione resa possibile, è stato ribadito da Giorgio Gori e da Roberto Reggi, da questa scelta politica del Governo di investire sulle periferie: un investimento da oltre due miliardi di euro in grado di finanziare progetti in tutte le realtà urbane e metropolitane d’Italia. «A dispetto dei dubbi di tanti – ha sottolineato Gori, che ha già ottenuto per Bergamo finanziamenti per 18 milioni di euro – le risorse stanziate sono reali e, come contropartita, il Governo chiede tempi certi di consegna, e si parla di tempi brevi, entro il 2019». Morale, i frutti di questo impegno collettivo – Governo, Comuni, privati – si vedranno a breve e tutta la comunità potrà goderne.

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