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Ambiente, Rizzi firma il manifesto “La città futura” con l’ex ministro Edo Ronchi

Paolo Rizzi ha firmato il manifesto “La città futura” promosso da Edo Ronchi, ecologo, ex ministro dell’Ambiente e oggi presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile nonché uno degli estensori del manifesto in questione. Un manifesto della Green economy che segna il passo in uno dei grandi temi sui quali si giocherà la vivibilità dei centri urbani nei prossimi anni. Una firma, quella del candidato sindaco Rizzi, che vuole rappresentare in modo inequivocabile la grande attenzione all’ambiente contenuta nel suo programma di governo della città. Firma che è avvenuta alla presenza dell’ex ministro Ronchi (il primo in Italia ad aver regolamentato la materia dei rifiuti con l’omonimo, famosissimo decreto) arrivato a Piacenza nel pomeriggio e invitato a un convegno dedicato al tema in questione e tenutosi a Borgo Faxhall, luogo simbolo della Piacenza del futuro perché proprio in quell’area è prevista una delle più importanti rivoluzioni urbanistiche in chiave green della storia piacentina. All’incontro erano presenti, oltre a Edo Ronchi e Paolo Rizzi, l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo, che ha fatto da moderatrice, e l’assessore comunale all’Urbanistica Silvio Bisotti.

«Nel nostro programma l’ambiente è uno dei temi fondamentali – ha sottolineato Rizzi – Parliamo del traffico in centro e non solo, dell’aria pulita, delle piste ciclabili, parliamo del teleriscaldamento che ridurrà l’inquinamento in modo sensibile nella nostra città». E ancora: «Parlare di città del futuro, termine che rimanda alla nostra lista giovani Piacenza del Futuro, e parlare di questo manifesto importantissimo significa accogliere un modo completamente diverso di vedere la città, dove l’ambiente e la salute sono al primo posto. Piacenza si-cura, perché deve curare l’ambiente e allo stesso tempo lo sviluppo e il lavoro».

«Le città vivono da tempo problemi ambientali – ha detto l’ex ministro Ronchi – dal clima alla qualità della vita, del benessere. Problemi che diventano anche problemi sociali. Questi problemi possono diventare una spinta per la conversione delle città in chiave green. E la chiave green è un’occasione sia di nuovo benessere sia di riqualificazione e rigenerazione urbana. Piacenza, che ha già avviato alcuni progetti interessanti, potrebbe essere una città guida delle green cities italiane».

Paola Gazzolo ha parlato del “passo green” che la Regione Emilia Romagna sta tenendo ormai da tempo: «Lo ha fatto, ad esempio, con la prima in Italia sull’economia circolare ma anche con una pianificazione molto “sfidante”, dal piano rifiuti al piano dell’aria, al piano forestazione, al recente piano energetico e guardando a una legge di prossima approvazione sul consumo di suolo a saldo zero». «Sono grandi sfide – ha concluso l’assessore regionale – che chiamano le singole comunità a una maggiore attenzione green. E vogliamo che Piacenza sia la più bella delle città green dell’Emilia Romagna».

L’assessore Silvio Bisotti è intervenuto parlando prima di tutto del luogo in cui si è svolto l’incontro e facendo riferimento ai grandi progetti portati avanti dall’amministrazione uscente, progetti che sbocceranno con la prossima amministrazione («guidata senz’altro dal nostro candidato Paolo Rizzi», ha detto) ma che sono stati studiati, ragionati e pianificati in questi anni. Un’amministrazione che ha puntato moltissimo sulla rigenerazione urbana, ha proseguito Bisotti, in chiave moderna in modo da rendere «Piacenza sempre più bella». E tornando a Borgo Faxhall, Bisotti l’ha definito «un luogo simbolo di un rallentamento che la nostra città ha avuto in questi anni con riferimento a quella che è la porta di Piacenza per chi viene da fuori. Un progetto di rilancio che si è fermato per troppo tempo e che noi, con sforzo non certo modesto, abbiamo riattivato. Ci sono progetti già attivati, con lavori già iniziati, che cambieranno il volto di questa parte di città. Progetti già finanziati grazie anche al bando periferie che consentirà l’arrivo di 6 milioni di euro per far rinascere questa zona».

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