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Tommaso Foti ed Erika Opizzi. Eliminare il contributo di bonifica

Circa tre anni fa, il Tribunale di Piacenza, pronunciandosi sulle cause avviate dalla giunta di centrodestra nei confronti del Consorzio di bonifica e della Regione, ha evidenziato che gran parte degli immobili ubicati sul territorio comunale non sono assoggettabili al contributo di bonifica.
In verità, non si sarebbe dovuto attendere il pronunciamento del giudice di primo grado per eliminare un balzello che tale è e rimane se la giunta di sinistra avesse dato seguito a quanto sostenuto nella campagna elettorale comunale, quando assicurava che gli immobili siti nelle aree urbane sarebbero stati esonerati dal pagamento del contributo di bonifica. Nei fatti, portata a casa l’elezione del sindaco Dosi, in Regione la sinistra, con il complice silenzio dell’opposizione, ha approvato una legge fatta apposta per cercare di mettere in sicurezza la contribuenza pretesa dal Consorzio nella città di Piacenza.
Da anni Fratelli d’Italia si batte perché questa vera e propria gabella, che sottopone i proprietari d’immobili della città di Piacenza a pagare due volte lo stesso contributo, sia abolita. Così come da anni denunciamo le gravissime responsabilità della Regione nella consegna delle opere di bonifica costruite dallo Stato (a proprie spese, nella prima metà del secolo scorso) al Consorzio, invece che al Comune di Piacenza che le reclama da decenni.
Anche nell’omessa consegna delle opere di bonifica vi è dietro un giochetto tutto partitico volto a consentire al Consorzio d’imporre una contribuenza annua di circa 2 milioni di euro alla sola città di Piacenza, a fronte di una spesa di manutenzione delle opere in questione che il Comune di Piacenza aveva, a suo tempo, calcolato in circa 40 mila euro odierni.
Elementari ragioni di trasparenza, oltre che di risparmio per i cittadini, dovranno vedere la futura amministrazione comunale a:
a) intraprendere se del caso la via contenziosa al fine di ottenere la gestione diretta del collettore Rifiuto e del collettore Settentrionale, con i suddetti benefici economici per i condomini e i proprietari di immobili siti nel Comune di Piacenza, oggi costretti a pagare il contributo di bonifica;
b) riconoscere, sulla base degli atti e della tradizione secolare in essere, che la proprietà dei rivi urbani sottostanti la città di Piacenza e già costituenti la rete fognaria cittadina appartiene, nel loro sedime, del Comune di Piacenza.

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