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La regione faccia luce sul centro islamico di Borgonovo

BOLOGNA, 18 MAG. – «La Regione Emilia Romagna esegua accertamenti sulla raccolta fondi a favore del centro culturale islamico di Borgonovo Val Tidone e valuti se l’associazione che lo gestisce rientra fra quelle di promozione sociale».

Lo chiede, tramite interrogazione a risposta scritta, il consigliere regionale Matteo Rancan della Lega Nord. All’attenzione dell’Assemblea legislativa, il centro culturale situato in un capannone acquistato in località Cà Verde, al quale sono iscritti musulmani residenti a Borgonovo Val Tidone, Sarmato, Gragnano Trebbiense, Pianello Val Tidone e in altri comuni dell’Oltrepò Pavese.

«Tra le finalità di un’associazione di promozione sociale – evidenzia l’esponente del Carroccio – vi sono la lotta alla povertà, l’accompagnamento delle persone fragili e l’assistenza ai bisognosi, scopi che non sembrano allinearsi con quanto dichiarato alla stampa dal portavoce del centro, che ha fatto riferimento alla preghiera del venerdì e ad altri momenti di svago ed educazione coranica. È questo il primo punto sul quale fare chiarezza, in relazione anche ai diritti di insediamento nell’immobile e alle deroghe urbanistiche che lo interessano. Inoltre, alla luce del pericolo di radicalizzazione islamica, è necessario – prosegue Rancan – indagare sulle somme raccolte per l’acquisto del capannone, considerando che l’associazione risulta iscritta ai registri regionali solo dal 2015, mentre secondo il portavoce la raccolta fondi è partita nel 2005. Da verificare è inoltre l’identità dei finanziatori, per essere certi che tra di loro non vi siano titolari di agevolazioni economiche ottenute da enti pubblici».

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