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Venerdì 24 marzo: il jazz si fa largo tra i giovani allo Spazio EX ENEL

Si respira molta curiosità attorno a una delle più interessanti novità messe in campo quest’anno nell’ambito del Piacenza Jazz Fest, ovvero la mini rassegna “Nu-Jazz Under 30” che avrà luogo presso lo spazio Ex Enel di via S. Franca il 24 marzo (con un secondo round sabato 1° aprile). Il cuore pulsante della serata saranno i concerti in doppio set effettuati da giovani per i giovani, dj set, allestimento a cura della classe 5ª di scenografia del Liceo Artistico “B. Cassinari” e le multivisioni di Giancarlo Cararo. Per queste occasioni la scelta è caduta su formazioni che fanno dell’innovazione e della sperimentazione le loro cifre peculiari, tutte realtà proiettate verso il futuro. Si esibiranno così nel corso della serata in doppio set artisti come i sEt-Up, gruppo originale con formazione di combo jazz che però ha sostituito con il basso tuba il più classico contrabbasso, e il saxofonista Mattia Cigalini insieme ai Techfood, due dj all’avanguardia per il loro modo di creare il suono.

Gli studenti della classe quinta scenografia del Liceo Artistico “B. Cassinari”, coordinati dalla professoressa Cristina Martini e da Giancarlo Carraro, hanno lavorato per l’allestimento del salone di palazzo Ex Enel per queste due prossime occasioni, proponendo soluzioni sceniche di light design originali e inattese. Sulle pareti si alternano alle luci architetturali, le proiezioni di una figurazione astratta, dinamica e spaziale, pensata sulle note di OoopopoioooO di Vincenzo Vasi e Valeria Sturba, in programma nel secondo appuntamento, quello di sabato 1° aprile. La composizione alternata e sempre diversa di luci e ombre, riempie lo spazio tridimensionalmente, intrecciandosi ai suoni quasi come la trama e l’ordito in una tessitura visivo-sonora.

Il gruppo dei sEt-Up riprende la più classica delle combo jazz con tromba e sax alto protagonisti, sostenuti dal piano trio, quest’ultimo impreziosito dall’innesto della tuba in sostituzione del contrabbasso. R.E.B.U.S. è il nuovo progetto che gioca nel flusso delle composizioni originali, guardando al passato con gli occhi di chi si proietta verso il futuro. I cinque musicisti provenienti da cinque regioni diverse (Puglia, Sardegna, Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia) si uniscono in un rebus concettuale legato alla valorizzazione della propria espressività nei confronti di un dialogo univoco permesso dal genere musicale che più di tutti sottolinea il valore della libertà: il jazz. Loro sono Roberto De Nittis al pianoforte e tastiere, Francesco Minutello alla tromba e flicorno, Zoe Pia al sax alto, Glauco Benedetti al basso tuba e Diego Pozzan alla batteria.

Nel secondo set verrà presentato un progetto che pare impossibile sulla carta, vista la diversità tra due concezioni di proporre musica che paiono agli opposti, ma se una delle caratteristiche peculiari dei grandi artisti è quella di provare sempre a spingere le sfide un po’ più in là, il risultato che se ne ricaverà in questo caso sarà senza dubbio sorprendente. Mattia Cigalini, l’astro nascente del jazz italiano, si affianca agli uomini di “Audiozone”, quelli della musica elettronica, Leonardo Tedeschi e Mattia Bersani. “Audiozone” è uno dei più innovativi studi di produzione elettronica d’Italia, creato dopo una gratificante carriera in giro per i club di tutta Italia, ma con tappe anche in Germania, Spagna e Lettonia. La loro avventura parte nell’ottobre del 2013 con l’attività di ricerca e sviluppo di Preset File & Sample File Audio che interagiscono con i software di produzione musicale creando nuovi suoni ed effetti sonori originali.

Nel pomeriggio di venerdì 24 marzo alle 17.30 si terrà la presentazione del libro di Arrigo Cappelletti dal titolo “Le avventure di un jazzista filosofo” presso la Galleria d’Arte moderna “Ricci Oddi”, con concerto finale in piano solo dello stesso Cappelletti. Ad accompagnarci nel viaggio all’interno del suo libro, l’autore e pianista sarà affiancato da un noto critico musicale e giornalista quale è Claudio Sessa, firma del Corriere della Sera. Il jazz ha sempre diffidato della parola. Il vecchio Benny Carter dichiarava brutalmente: “Io non scrivo e non leggo nulla sulla musica. Il mio compito è crearla, se ci riesco”. Oggi le cose sono un po’ cambiate. Oggi i musicisti jazz devono sapersi interrogare e mettersi in discussione continuamente e un pianista come Brad Mehldau tiene lezioni di fronte a filosofi e scrittori in cui mostra i fondamenti filosofici della sua poetica. La sfida, il paradosso dell’improvvisazione jazzistica sta qui: nell’insegnare a essere liberi in modo ordinato e rigoroso. Esattamente questo fa Arrigo Cappelletti, jazzista e filosofo, in un libro di riflessioni, scritti d’occasione, approfondimenti teorici, pensieri e brevi saggi attraverso i quali restituisce una visione vivace, intelligente, dotta e divertita del Jazz.

A seguire Cappelletti si esibirà al pianoforte, portato per l’occasione all’interno della Galleria, in un’atmosfera di grande suggestione.

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