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Sabato 25 marzo al Conservatorio Nicolini, doppio set con Oir Quartet e Melissa Aldana

A pochi giorni di distanza dall’emozionante concerto in onore di Charlie Haden tenuto dal quartetto del pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, torna il grande Jazz al Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza sabato 25 marzo alle ore 21.15, con l’ausilio del Piacenza Jazz Fest. Il programma della serata si preannuncia particolarmente ricco e interessante e si comporrà di due momenti: i primi a esibirsi saranno gli Oir Quartett, gruppo veneto vincitore lo scorso anno della sezione D – Opera Prima del concorso nazionale “Chicco Bettinardi”. A seguire ci sarà poi un secondo set con un trio capeggiato da una musicista decisamente promettente quale è la saxtenorista americana Melissa Aldana.

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, patrocinato dal MiBACT, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Comune di Fiorenzuola, Regione Emilia-Romagna e con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio. I biglietti per questo concerto si possono acquistare nei pomeriggi feriali presso la sede del Piacenza Jazz Club, il sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30 presso il negozio Alphaville di Piacenza oppure online sul sito www.liveticket.it.

Primi ad aggiudicarsi la Sezione D inaugurata proprio lo scorso anno e assegnata alla miglior opera prima, gli Oir Quartett sono una formazione dalla line up peculiare. Vibrafono, pianoforte, basso e batteria sono gli strumenti di cui si avvale il quartetto, formato da musicisti tutti giovani ma musicalmente già molto maturi: Giulio Scaramella al pianoforte, Giovanni Perin al vibrafono, Marco Trabucco al basso acustico e Max Trabucco alla batteria. Il lavoro per cui sono stati premiati dalla giuria del concorso e che ha consentito loro di comparire in cartellone al Piacenza Jazz Fest, porta il loro nome ed è costituito interamente da composizioni originali, ad eccezione di una rilettura molto profonda di “I fall in love too easily”. I quattro talentuosi musicisti, attivi insieme fin dal 2011, danno conferma una volta di più dell’eccellente vitalità del panorama italiano contemporaneo, segnalandosi come una delle realtà emergenti più significative. Un quartetto moderno, proiettato verso sonorità ed idiomi che, partendo dalla tradizione afroamericana, si connotano di venature di stampo europeo. Le loro note distintive sono le composizioni originali, le sperimentazioni timbriche innovative, unite alla tecnica e alla fantasia nell’utilizzo di nuovi linguaggi sonori. Grazie ad uno sguardo tanto alle attualità quanto alle tradizioni del jazz, la formazione si pone senza pregiudizi nei confronti delle varie esperienze ascoltate e ne rispecchia la propria interpretazione. Nel complesso, una visione moderna, vale a dire, dove la matrice afroamericana si fonde con le evoluzioni europee: in pratica, Oir Quartett segue il percorso del jazz di oggi senza rivoluzioni, ma tenendo una buona distanza dalle orme dei passaggi che li hanno preceduti. Raccolgono gli spunti di quanto avviene attorno a loro e ne ripropongono una lettura che, senza esagerazioni o forzature, cerca di essere personale.

Un’altra giovanissima che si sta affermando a livello internazionale è la saxofonista Melissa Aldana. Cilena di nascita e un lungo periodo di studi ai massimi livelli negli Stati Uniti, la saxofonista è già al suo secondo album come leader dal titolo “Back Home”, etichetta Wommusic. che presenterà nel secondo set della serata al Conservatorio. Il titolo dell’album evoca certamente anche il richiamo della sua terra natia cilena, ma per Aldana il significato di “tornare a casa” è esemplificato soprattutto nel momento in cui ha preso in mano il suo sax tenore e ha suonato uno dei brani di Sonny Rollins a cui è più legata. Rollins, a cui è dedicato l’album, è stato per la giovane musicista una grande fonte di ispirazione, ha significato soprattutto uno dei primi motivi per cui ha iniziato a suonare in trio. Rollins infatti credeva fermamente che nel trio “pianoless” (senza strmento armonico) si possa sperimentare una libertà di interazione e una gamma di possibilità di esprimere se stessi e comunicare con gli altri musicisti senza pari. Insieme a lei i fidati Pablo Menares al contrabbasso, anche lui cileno, e Jochen Rueckert alla batteria. Figlia e nipote di saxofonisti (si esibisce sempre con lo strumento del nonno Enrique Aldana), dopo gli studi al Berklee di Boston si è trasferita per suonare a New York. Nel 2013 è diventata la prima strumentista femminile e il primo sudamericano a vincere il Concorso Thelonious Monk.

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