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Mercoledì 15 marzo al Conservatorio Nicolini Gonzalo Rubalcaba omaggia il maestro Charlie Haden

Al Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, in via S. Franca, mercoledì 15 marzo alle ore 21.15 il Piacenza Jazz Fest ospiterà quello che è considerato il più grande pianista cubano vivente. La prima persona che ha varcato il confine invisibile tra la musica tradizionale cubana e il Jazz internazionale. Lui è Gonzalo Rubalcaba, il giovane musicista che ha avuto la fortuna e l’onore di muovere i primi passi con una leggenda quale il compianto Charlie Haden, suo mentore e amico, che gli ha aperto le porte delle grandi platee internazionali. L’influenza del bassista è stata un filo comune in tutta la carriera del pianista. Dopo tutti i loro anni di collaborazione, lo studente di una volta ora rende tributo al suo grande maestro con un inno a lui interamente dedicato. L’appuntamento con questo grande della musica a livello mondiale è uno di quelli del cartellone principale del Piacenza Jazz Fest che, per l’occasione, raddoppia la collaborazione con l’associazione Jazz Network – Crossroads (già al suo fianco per il concerto di un’altra stella di prima grandezza, Kenny Garrett).

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, patrocinato dal MiBACT, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Comune di Fiorenzuola, Regione Emilia-Romagna e con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio. I biglietti per questo concerto si possono acquistare nei pomeriggi feriali presso la sede del Piacenza Jazz Club, il sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30 presso il negozio Alphaville di Piacenza.

Quattro Grammy Awards e quindici nomination all’attivo, Rubalcaba è oggi un assoluto riferimento del pianismo jazz planetario. Nato nel 1963 a L’Havana, Gonzalo assorbe le radici popolari della sua terra, le coniuga con le giovanili improvvisazioni e con la solida formazione classica, per rivelare presto un folgorante e inconfondibile talento creativo. La sua carriera svolta sul serio a metà degli anni ’80, quando incontra l’etichetta Blue Note e il grande contrabbassista Charlie Haden, figura chiave del Jazz moderno, mancato nel 2014. Con lui al suo fianco, Rubalcaba è riuscito a superare le restrizioni dell’embargo statunitense arrivando a un pubblico ben più ampio e iniziando di fatto quella che è oggi una meritatissima carriera internazionale. Oltre quaranta le incisioni, decine i premi (tra cui si segnalano ben quindici nomination ai Grammy Awards e la vittoria nel 2012) e migliaia i concerti in tutto il mondo in solo, oltre alle collaborazioni coi più grandi jazzisti, da Dizzy Gillespie a Herbie Hancock, da Richard Galliano a Ron Carter, solo per citarne alcuni. Così, oggi, Gonzalo racconta il suo rapporto con Haden, al quale dedica il progetto: “Quando suoni con una persona investi molto e lo stesso fa l’altro: non conto più il tempo che ho impiegato con Charlie a dissertare, a confrontare la pratica, lo stile, l’esercizio, a mettere insieme idee, ad ascoltare noi e altri e a commentare ogni passaggio musicale, a fermarci sui concetti, sui contenuti delle musiche che suonavamo o ascoltavamo. Si impara insieme e in modo diverso, fino a che i due punti di vista trovano un equilibrio, si fondono”. Da “Nocturne” (2001) con i suoi meravigliosi boleros cubani a “Tokyo Adagio” (2015), la simbiosi tra questi due eccezionali musicisti è stata totale. Oggi Gonzalo Rubalcaba dedica un omaggio toccante alla persona che ha fatto la differenza nella sua storia, sia come musicista sia come persona.

Per questo concerto sarà accompagnato da alcuni tra i migliori talenti del Jazz, un gruppo di musicisti rappresentativo di quelli che sono i nuovi trend del linguaggio jazz contemporaneo: insieme a Gonzalo suoneranno Will Vinson al sax contralto, Matt Brewer al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Il repertorio consiste in alcuni pezzi celebri di Charlie Haden, riarrangiati e rielaborati secondo la sensibilità del quartetto, dove più che il calore dei Caraibi emerge l’emozione e il buon gusto, mentre le composizioni si reggono su virtuosismi di grande eleganza. In scaletta presenti brani come “First Song”, “Bay City”, “Silence”, “Sandino”, “Passionaria” e altri non scritti da Haden, ma che rientravano tra i suoi preferiti e che amava di più suonare, come “Blue in Green” di Bill Evans, “Hermitage” di Pat Metheny e “Transparence” dello stesso Rubalcaba.

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