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Poster del film "Il pianista"
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Il pianista

TITOLO ORIGINALE: The Pianist
ANNO: 2002
GENERE: Dramma, Guerra
REGISTA: Roman Polanski
PRODUTTORE: Roman Polanski, Alain Sarde, Robert Benmussa
ATTORI: Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Maureen Lipman, Emilia Fox, Ed Stoppard, Julia Rayner, Jessica Kate Meyer, Michal Zebrowski, Wanja Mues, Richard Ridings, Nomi Sharron, Detlev von Wangenheim, Krzysztof Pieczy?ski, Anthony Milner, Lucy Skeaping, Roddy Skeaping, Ben Harlan, Thomas Lawincky, Joachim Paul Assböck, Roy Smiles, Paul Bradley, Daniel Caltagirone, Andrzej Blumenfeld, Zbigniew Zamachowski, Popeck, Zofia Czerwi?ska, Udo Kroschwald, Uwe Rathsam, Joanna Brodzik, Katarzyna Bargie?owska, Maja Ostaszewska, John Bennett, Cyril Shaps, Wojciech Smolarz, Lech Mackiewicz, Ruth Platt, Peter Rappenglück, Ronan Vibert, Katarzyna Figura, Valentine Pelka, Andrew Tiernan, Tom Strauss, Cezary Kosinski, Pawe? Burczyk, Nina Franoszek, John Keogh, Rafa? Mohr, Andrzej Pieczynski, Morgane Polanski, Rafa? Dajbor, Adrian Hood, Ryszard Kluge, Maciej Kowalewski, Pawe? Ma?aszy?ski, Axel Prahl, Borys Szyc, Grzegorz Artman, Marian Dziedziel, Norbert Rakowski, Piotr Siejka, Andrzej Szenajch, Tomasz Tyndyk, Andrzej Walden, Zbigniew Walerys, Tadeusz Wojtych, Andrzej Zieli?ski, Jaroslaw Kopaczewski

TRAMA:
È la storia di Wladyslaw Szpilman, pianista ebreo polacco, attraverso la Seconda Guerra Mondiale, dall’occupazione di Varsavia all’arrivo dell’Armata Rossa. Il film è diviso in due parti: la prima è incentrata sulla famiglia Szpilman, dall’iniziale mix di stupore e indignazione per le leggi razziali alla reclusione nel ghetto, infine alla deportazione; col treno che parte, e Wladyslaw che rimane giù, inizia la seconda parte, la fuga del pianista, il suo continuo cambiar nascondiglio, sempre a un passo dalla cattura, a mezzo dalla morte, a nessuno dall’orrore che in quegli anni ha avvolto Varsavia – non solo Varsavia.

DESCRIZIONE:
Un film duro, estremamente fedele al libro dello stesso Szpilman e ai fatti storici, che non lascia spazio ad alcun sorriso e racconta con linearit? la tragedia dell’olocausto. Non mancano scene veramente ispirate, ma nel complesso si tratta di una pellicola che, per quanto ben fatta, risulta un po’ troppo fredda.

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