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Fermo. Migrante ucciso per difendere la moglie. Fermato un ultrà

L’accusa è di omicidio preterintenzionale con l’aggravante dei fini razziali

Ha tentato di difendere la moglie ed ha perso la vita; non c’è stato nulla da fare per Emmanuel Chidi Namdi, il nigeriano richiedente asilo che sarebbe stato picchiato a morte nel corso della giornata del 5 luglio a Fermo, dopo che un uomo avrebbe apostrofato la compagna (una 24enne nigeriana) con insulti razzisti e l’avrebbe strattonata. È stato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale, aggravato da finalità razziale, Amedeo Mancini, un ultrà della Fermana.
Alla compagna dell’uomo ucciso a Fermo è stato concesso lo stato di rifugiata; i due erano fuggiti dalla Nigeria dopo aver perso i familiari in uno degli attacchi di Boko Haram alle chiese cristiane, ed accolti dalla Fondazione Caritas in veritate lo scorso novembre, dopo il viaggio dalla Libia durante il quale la giovane aveva perso il bambino che portava in grembo. L’avvocato difensore dell’uomo fermato avrebbe riportato che Amedeo Mancini si è dichiarato “distrutto dal dolore. Non voleva uccidere, e esprime la sua vicinanza a chi piange Emmanuel”.

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