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Arte. Vernissage a Piacenza per lanciare il manifesto della Silent Generation

Con l’evento ”Crossroads”, Olivia Teragni parla ad un’intera generazione

"Crossroads". Crocevia. Punto d’incontro tra più strade. Olivia Teragni – scrittrice e architetto – ha dato questo titolo ad una mostra d’arte contemporanea che si è tenuta nei giorni scorsi in una villa seicentesca piacentina alle porte della città, alla presenza di numerosi artisti, critici d’arte e semplici curiosi. Il progetto artistico ha miscelato performance, proiezioni interattive, teatro dal vivo, installazioni, opere pittoriche, artigianato del ferro e del vetro, fotografia e letteratura.
La curatrice ha preso spunto dai 4 elementi per legare insieme, come in un crocevia, le opere di Massimiliano Bertuzzi [FUOCO], Alessio Ceruti [ACQUA], Simone Crestani [ARIA], Daniele Sozzi [TERRA]. Intorno ai 4 elementi ha tessuto una ragnatela che ha catturato Nicola Bellotti, Edmondo "Mondo" Zanolini (artista molto noto per avere lavorato con Marina Abramovic e Micheal Laub), Massimo Lodigiani e Francesco Summo.

Crossroads è l’evento con cui Olivia Teragni ha voluto porre le basi del manifesto della Silent Generation, una generazione instabile che fatica ad auto-determinarsi, compressa dalle scelte delle classi precedenti, ma che vorrebbe a tutti i costi creare qualcosa in grado di raggiungere il futuro. Il nome di Silent Generation non è stato scelto a caso. E’ chiaro il riferimento all’America degli anni ’40, finanziariamente insicura, reduce da una devastante crisi economica, ma anticamera di un’epoca di ideali e creatività che ha portato alla Beat Generation.

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