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L’uccisione di Babbo Natale nell’intramontabile brano di Francesco De Gregori

Il potere evocativo di questi versi parla ad una generazione senza sogni e ideali

Francesco De Gregori è il cantautore italiano che preferisco. Le parole che scorrono nelle sue canzoni, sempre perfette ritmicamente rispetto alla melodia, hanno sempre avuto il potere di far letteralmente prendere il volo alla mia mente, facendomi sognare ed immaginare luoghi e situazioni.
Decifrarne il testo è opera spesso quasi impossibile e vi consiglio di non leggere mai interviste in cui De Gregori stesso ne spiega il significato: egli spesso trae spunto da una situazione o da un’immagine costruendovi attorno una storia, ma apprendere quanto fosse magari banale la quotidianità che lo ha ispirato rischia di rovinare la magia. Uno dei pezzi che ho sempre preferito, anche per via dei ricordi che affiorano nella mia mente tutte le volte che lo ascolto, è "L’uccisione di Babbo Natale" contenuta nel meraviglioso album Bufalo Bill del 1976.
Solo voce e chitarra arpeggiata, il brano non accusa per nulla il peso degli anni e consiglio a coloro i quali ancora non la conoscono, di correre ad ascoltarla.
Molto nota anche la cover incisa da Fiorella Mannoia assieme a De Gregori stesso nel 2001 ed inserita nell’album Fragile.

Dolly del mare profondo
figlia di minatori
si leva le scarpe e cammina sull’erba
insieme al figlio del figlio dei fiori

Quando penso ai figli dei fiori, cioè alla versione più floreale della cultura hippie, penso sempre al concerto di Woodstock del 1969 e a queste persone che sognavano la pace e la fratellanza fumando marijuana a tonnellate ed ascoltando la meravigliosa musica di quegli anni.
Mi immagino che il figlio del figlio dei fiori sia stato concepito in quegli anni e che Dolly sia la sua ragazza. Se ne vanno a spasso, direi spensierati con quel gesto di levarsi le scarpe e camminare sull’erba: innamorati, spensierati… Sono adolescenti. Avranno circa 16 anni, e ci troviamo nel 1985.
Il paesaggio sembra quello dell’aperta campagna.
Dolly viene da una famiglia umile, di minatori, e probabilmente non è di quelle parti.

E fanno la solita strada
fino al cadavere del grillo
la luna, impaurita li guarda passare, e le stelle sono punte di spillo

Il posto però lo conoscono bene, è una strada che fanno spesso, e ne conoscono i particolari, fino ad arrivare ad un punto ben preciso, riconoscibile dalla presenza di un grillo morto.
Ma lo scenario cambia: i due personaggi che sembravano così teneri e spensierati incutono timore addirittura alla luna e a tutta la volta celeste, che si trasforma in punte di spillo quasi a protezione. Li conoscono, e quindi li temono, o da lassù ne hanno intuite le intenzioni?

E mentre le lancette camminano
i due si dividono il fungo
e intanto mangiando ingannano il tempo
ma non dovranno ingannarlo a lungo

Due ragazzi assieme in un prato ad inizio canzone li avrei immaginati sdraiati a fare l’amore, ed invece questi due quasi annoiati mangiano un fungo, probabilmente allucinogeno: quindi si drogano così, per far passare il tempo. Niente di più desolante come immagine: la noia, forse tipica della vita di provincia, e l’uso di droghe per vincerla, questa noia.

Infatti, arriva Babbo Natale,
carico di ferro e carbone
il figlio del figlio dei fiori lo uccide
con coltello e con un bastone

Ma la noia è interrotta dall’arrivo di Babbo Natale. Chi è Babbo Natale, se non colui che incarna la meraviglia di essere bambini? Il sogno che la vita sia meravigliosa, fatta di simpatici e barbuti vecchietti che durante la notte innevata si calano dal camino per portarti dei regali, mentre tu dormi a letto tranquillo e speranzoso?
Ma Babbo Natale non porta doni: Dolly ed il figlio del figlio dei fiori non devono aver fatto "fatto i bravi", anzi le colpe sono superiori ai meriti tanto da meritare solamente ferro e carbone.
Delusione? Rammarico per i due protagonisti? Neanche l’ombra. Senza pensarci due volte, il figlio del figlio dei fiori lo uccide, ed in maniera anche abbastanza cruenta. E ho sempre pensato che egli compia questo gesto in un certo senso "manovrato" da Dolly, che ha sicuramente la personalità più forte tra i due.

E Dolly gli pulisce le mani,
con una fetta di pane,
le nuvole passano dietro la luna
e da lontano sta abbaiando un cane.

La naturalezza con cui Dolly gli pulisce le mani ci fa capire che probabilmente lo hanno già fatto, o che comunque un gesto che dovrebbe essere sconvolgente in realtà quasi non li tange.
Le nuvole passano dietro la luna: forse anche loro hanno paura di questi due ragazzini e c’è sicuramente un silenzio di tomba, tanto che in lontananza si sente abbaiare un cane, probabilmente agitato perché ha percepito che qualche cosa di terrificante è successo.

E la neve comincia a cadere
la neve che cadeva sul prato
e in pochi minuti si sparse la voce
che Babbo Natale era stato ammazzato

Anche tutto l’ambiente si è raggelato a causa di questi due giovani che hanno compiuto una cosa tanto crudele: all’inizio c’era caldo, tanto che Dolly per passeggiare sul prato si era addirittura levata le scarpe, ma ora su questo stesso prato cade la neve.
Tramite un veloce passaparola tutti presto sanno che fine abbia fatto Babbo Natale: sembra di vederle le persone che sottovoce parlano tra di loro dell’omicidio.

Così Dolly del mare profondo
e il figlio del figlio dei fiori
si danno la mano e ritornano a casa
tornano a casa dai genitori

Alla stupore della società, si contrappone ancora una volta la serenità dei due protagonisti, che si danno la mano e si avviano dai propri genitori.

Sembra quindi che questa canzone parli di un’intera generazione, quella di chi oggi ha poco di quarant’anni, che quasi inconsapevolmente, o comunque con superficialità, ha rinunciato ai sogni ed agli ideali della generazione precedente. La cosa bizzarra è che anche la generazione precedente, quella quindi portatrice di tali ideali, non abbia dato peso a questo evento, tanto che i genitori dei due ragazzi alla fine del brano li accolgono comunque a casa. Tuttavia, il potere evocativo di questi versi rende questa canzone, secondo il nostro gusto naturalmente, una delle più belle della musica italiana.

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