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TRS Ecologia: ”In Emilia raccolte 16.000 tonnellate di rifiuti tecnologici”

Claudio Dodici: ”smartphone, pc e batterie possono essere riciclati e fornire nuove materie prime”

Smartphone, tablet, elettrodomestici, pile e batterie. Tutti oggetti che, vittime dell’usura o dell’incessante innovazione tecnologica, vengono prima o poi gettati, creando montagne di rifiuti tecnologici che possono diventare un tesoro di nuove materie prime, se opportunamente trattati e riciclati. È quello che succede in Emilia Romagna, dove – stando agli ultimi dati di Cobat, Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo – la raccolta è ogni anno più capillare, grazie a una rete di logistica e trattamento che raggiunge ogni città e piccolo paese, dall’isola ecologica ai prelievi presso le imprese. I numeri relativi alla regione verranno presentati da Cobat nel corso della tappa modenese di Panorama d’Italia, il tour dedicato alle eccellenze della Penisola organizzato dal settimanale Panorama. “La raccolta di rifiuti tecnologici in Emilia Romagna cresce di anno in anno – spiega Claudio Dodici, membro CdA Cobat e amministratore di TRS Ecologia – Solo per citare le batterie al piombo, l’anno scorso in regione il Consorzio nel 2014 ha raccolto oltre 16 mila tonnellate e quest’anno contiamo di farne 1.200 in più. Questo significa che il territorio e chi lo abita, imprese e cittadini, sono attenti e consapevoli. Del resto Cobat lavora da anni sulla comunicazione, da quella ai professionisti all’educazione nelle scuole: un’attività che sta dando ottimi risultati.”

Buoni anche i dati che riguardano i RAEE, acronimo che sta per Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Prodotti presenti in maniera massiccia in ogni casa: elettrodomestici, pc, smartphone, tablet e ogni tipo di dispositivo dotato di spina o batteria. Rientrano nella categoria anche i pannelli solari, ormai sempre più diffusi sui tetti degli emiliani e dei romagnoli e che possono essere trattati e riciclati. Nel periodo gennaio-settembre 2015, sono più di 1.200 le tonnellate di rifiuti elettronici, nello specifico RAEE, raccolte dal consorzio. Un dato in netta crescita rispetto alle 627 tonnellate di tutto il 2014. Nel 2013, quando Cobat aveva appena cominciato la sua attività nella filiera, erano poco più di 5.

“La forte crescita che abbiamo avuto in tutta Italia, e in particolare in Emilia Romagna, è dovuta principalmente alla fitta rete di raccoglitori e di impianti di riciclo distribuita su tutto il territorio – spiega Michele Zilla, direttore generale di Cobat – In questo modo, siamo in grado di abbattere i costi di logistica e trattamento, garantendo un servizio in linea con le esigenze delle imprese”.

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