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Delitto del trolley. Grassi rompe il silenzio. ”Non ho ucciso il professore”

Esclusa la presenza di un terzo uomo nel momento dell’omicidio di Adriano Manesco

Piacenza. Rompe il silenzio sulla sanguinosa vicenda consumatasi a Milano lo scorso 7 agosto Paolo Grassi, il giovane piacentino accusato, insieme all’amico Gianluca Civardi, di avere ucciso l’anziano ex professore Adriano Manesco, il cui cadavere sarebbe poi stato sezionato e nascosto in alcune valige gettate in un cassonetto a Lodi. “Non ho ucciso io il professor Manesco, non l’ho nemmeno toccato”, avrebbe affermato di fronte al pubblico ministero, dopo essersi avvalso negli scorsi mesi della facoltà di non rispondere: il 30enne avrebbe affermato di non essere stato presente nel momento dell’uccisione, ma di essersi allontanato in un’altra stanza. Avrebbe inoltre affermato di non aver partecipato nemmeno al sezionamento del cadavere, ma avrebbe confermato il suo coinvolgimento nell’occultamento del corpo.
Il giovane avrebbe poi escluso la possibilità della presenza di un terzo uomo nel momento del delitto, al quale avrebbe invece fatto riferimento Civardi nelle fasi iniziali delle indagini. Dietro al delitto vi sarebbe il movente di un tentativo di carpire l’identità di diverse persone per poi effettuare spostamenti di denaro a loro nome, tentativo del quale sarebbe stato vittima anche il professor Manesco. A proposito dell’omicidio, il giovane avrebbe affermato: “pensavo che sarebbe potuto succedere, perché Civardi ne aveva parlato, anche se all’inizio pensavo non dicesse sul serio”. La difesa starebbe ora valutando la possibilità di richiedere il rito abbreviato.

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