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Mentre Samantha Cristoforetti faceva la storia, la RAI trasmetteva film, repliche e calcio

La prima donna astronauta italiana conquista lo spazio realizzando i miei sogni di bambino

Erano quasi le 10 di sera quanto, dopo una giornata interminabile di lavoro, ho acceso la tv sperando di poter vivere l’evento dell’anno. Samantha Cristoforetti, astronauta italiana, stava partendo con il veicolo spaziale Soyuz per raggiungere la stazione internazionale in orbita intorno alla Terra. Avevo il computer acceso, ma lo streaming funzionava malissimo. Ho immaginato milioni di persone collegate per condividere le emozioni di questo momento. Ho acceso la tv, dicevo, cercando su RaiUno una diretta. La davo per scontata, visto che la prima donna astronauta italiana stava per conquistare lo spazio, ma il servizio pubblico per cui pago malvolentieri il canone stava trasmettendo un film. Passo su RaiDue e trovo una replica (già vista tre volte) di NCIS. Punto tutto su RaiTre e trovo “Report”. A questo punto confido almeno nella radio, ma RadioUno stava commentando la partita di calcio.
Ho guardato su altre reti private e non ho trovato nulla. Mi sono sentito stupido. Possibile che della prima astronauta italiana che volerà fino all’ISS non importi a nessuno? Giusto per capirci: Samantha Cristoforetti prima di partire per questa missione spaziale ha superato centinaia di prove durissime. E’ stata scelta tra più di 8.500 candidati, tutti preparatissimi, provenienti da ogni angolo del pianeta. Questa donna incredibile si è laureata a Monaco in ingegneria meccanica, ha completato la specializzazione in Texas (presso la Euro-Nato Joint Jet Pilot Training di Wichita Falls), parla perfettamente italiano, tedesco, inglese, francese e russo, è un pilota espertissimo dell’Aeronautica Militare Italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea e prima donna italiana nello spazio.

Prima di lei, voglio ricordarlo, quattro astronauti italiani hanno soggiornato sulla stazione spaziale internazionale: Umberto Guidoni, Paolo Nespoli, Roberto Vittori e – lo scorso anno – Luca Parmitano. La missione “Futura” cui ha preso parte Samantha Cristoforetti durerà circa 7 mesi, e la nostra astronauta sarà responsabile di oltre 200 esperimenti nello spazio.

Samantha Cristoforetti è del 1977, ha tre anni meno di me. La immagino da bambina, sdraiata su un prato di Malé, in Trentino, con gli occhi rivolti verso il firmamento a contemplare le stelle. Forse come me sognava le astronavi e i viaggi nello spazio. Magari si divertiva con i LEGO “space” a costruire veicoli spaziali e basi lunari. Fatto sta che lei è riuscita a coronare il suo sogno, il mio e quello di milioni di persone. Ma in questo Paese allo sfascio, il servizio pubblico ha preferito trasmettere la cronaca di una fottutissima partita di calcio, un film, la replica di NCIS e un programma che – pur interessante – avremmo potuto vedere mezz’ora dopo.

Mi dicono che RaiNews24 abbia trasmesso il lancio in diretta per 10 minuti. A me, purtroppo, non è venuto in mente di fare zapping su RaiCinque, RaiGulp, RaiYoyo, RaiSport e sui 100 canali Rai minori. Credo, però, che questo episodio si aggiunga ai tanti che fotografano quanto la nostra povera triste Italia sia sprofondata nel più cupo degrado culturale. E’ vero che la TV è intrattenimento. Ma su 100 proposte di intrattenimento ce ne può essere una un po’ più alta?

Samantha Cristoforetti, con il suo sorriso umile e i suo occhi pieni di stelle, è il simbolo di quanto i nostri giovani possono avere talento, volontà, coraggio, preparazione e grinta. Di quanto possano competere e vincere contro i talenti di tutto il mondo. Di quanto la fatica e l’orgoglio possano contare per raggiungere risultati insperati. Pensate per una donna quanto debba essere stato più difficile raggiungere un traguardo così ambizioso. Capisco che il lancio non potesse essere trasmesso a reti unificate, ma questo evento meritava a mio avviso un po’ più di attenzione. E’ motivo di orgoglio per la nostra nazione. Dovrebbe essere un po’ più importante della replica di NCIS, ma magari sbaglio io e lo dico senza ironia.

E’ da tanto tempo, ormai, che mi sento lontano anni luce dalle logiche che governano questo Paese. La stessa distanza che c’è tra la Terra e le stelle.

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