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Il retroscena delle elezioni: la guerra interna alla Lega Nord

La nuova Lega di Matteo Rancan contro le radici storiche di Manuel Ghilardelli

Ci si attende un risultato esplosivo per la Lega Nord in questa competizione elettorale. Alcuni sondaggi danno i “padani” addirittura davanti a Forza Italia, come primo partito del centro-destra. La Lega rappresenta una sorta di ultima spiaggia per un elettorato che fatica a riconoscersi in partiti senza identità o troppo frammentati. Matteo Salvini è l’uomo del cambiamento non solo per gli elettori leghisti, ma anche per buona parte dei delusi di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle. Salvini rappresenta anche il profondo desiderio di cambiamento che si aspetta l’elettorato leghista, specialmente quello più giovane, indignato per le ruberie di esponenti del Carroccio. A Piacenza si sta combattendo una guerra interna tra conservatori e progressisti, tra i leghisti della prima ora e i nuovi leghisti che si riconoscono nella rivoluzione interna iniziata da Salvini. I due esponenti che si stanno giocando il posto in consiglio regionale sono Manuel Ghilardelli, sindaco di Ziano e leghista di lungo corso, e Matteo Rancan, assessore a Cortemaggiore e forte sostenitore della Lega che guarda al futuro.
In questa battaglia gli ex leader della Lega Nord di Piacenza (Polledri, Parma, Cavalli, ecc.) sono rimasti in disparte, anche se molti li definiscono più vicini a Ghilardelli (che ha trovato sostegno nell’apparato – o in quello che resta – del Carroccio piacentino).

Matteo Rancan rappresenta la nuova Lega Nord ed è sostenuto da molti giovani esponenti del partito vicinissimi a Matteo Salvini (che guarda caso nelle sue numerose visite a Piacenza ha sempre avuto Rancan al suo fianco davanti ai fotografi).

I due schermidori si sono combattuti con fair play, ma senza esclusione di colpi. Iniziative su iniziative, incontri con tutte le categorie e le nicchie di voti, tour per il territorio. La battaglia piacentina interessa molto alla Lega, tanto da giustificare quattro visite di Matteo Salvini, due del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, e innumerevoli passaggi degli altri big del Carroccio. Sarà interessante vedere quale anima della Lega riuscirà a spuntarla. Le radici storiche o la voglia di cambiamento?

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