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Benjy il toro gay messo in salvo dal creatore dei Simpson

Non si tratta della prima volta che Sam Simon mette in salvo animali

Ha un lieto fine la storia di Benjy, il toro Charolais che ha rischiato di finire al macello perché rifiutava di compiere il suo ‘mestiere’ ingravidando le compagne di allevamento. Il fatto ha avuto inizio nella contea di Mayo, in Irlanda occidentale, dove, di fronte al suo continuo ritrarsi davanti alle compagne presentate a lui, il proprietario aveva richiesto l’aiuto dei veterinari, ricevendo un verdetto inaspettato. Non si trattava, infatti, di nessun tipo di sterilità; il toro in questione semplicemente non sembrava in alcun modo attratto dalle altre femmine della sua specie, preferendo a loro l’altro toro che aveva preso il suo posto. Da qui la decisione del proprietario di metterlo al macello, per ottenere almeno una parte del denaro che avrebbe ottenuto facendolo accoppiare: subito i gruppi animalisti si sono messi però al lavoro, tentando di mettere in pratica un piano da 5000 sterline per portare Benjy in un’oasi faunistica di Norfolk (Inghilterra), ma fallendo.
La vicenda ha raggiunto, tuttavia, le orecchie di Sam Simon, co-creatore della celeberrima serie animata I Simpson, che ha deciso di regalare all’animale qualche anno di pace nei verdi pascoli britannici, pagando personalmente la somma per acquistarlo e inviarlo in Inghilterra: “Tutti gli animali hanno un triste destino nel mercato della carne”, avrebbe affermato, “ma uccidere questo toro perché gay è una doppia ingiustizia e sono felice che adesso il suo destino, anziché di diventare hamburger, sia quello di un’oasi faunistica”. Simon, vegano, si è messo in prima linea nella crociata per difendere gli animali dal 2012, dopo aver scoperto di essere gravemente malato di cancro; ad oggi, ha messo in salvo i cincillà di un allevamento per pellicce, un elefante indiano maltrattato dai precedenti proprietari di nome Sunder, e diversi orsi in Georgia (USA). Di fronte alle domande sui suoi interventi, avrebbe affermato che “sono i miei soldi e posso farne quello che voglio. Un hobby costoso che posso godermi alla fine della mia vita”.

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