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Simone vs Vita: un match il cui esito è sconosciuto, ma non volge certo a mio favore

Storia di un ragazzo senza premesse che lotta ogni giorno da solo contro le avversità

La solitudine, abbinata alla povertà, è una cosa terribile. Specie quando, nonostante le tue premesse nella vita siano state scarse hai fatto di tutto per avere una vita “normale”, che rientri nei canoni impostati della nostra società. Sono nato e cresciuto in una famiglia povera, mio padre mi abbandonò quando avevo cinque anni, condannandomi a vivere senza una figura di riferimento, che mi portasse sulla retta via: ho sempre fatto il cazzo che ne avevo voglia, e questo in parte mi ha portato alla rovina, poiché non mi è mai stata insegnata l’importanza che si deve dare alle cose nella vita. Ho provato a diventare musicista, a crederci, fallendo miseramente, nonostante abbia un discreto talento come bassista.
Son stato cresciuto da due donne, mia madre e mia nonna, entrambe morte due anni fa, e mi ritrovo ora da solo, senza soldi e senza un lavoro, a vivere in una camera singola a Parma, città nella quale bene o male ho sempre vissuto. In questo periodo cerco di mangiare una volta al giorno, per evitare di spendere troppi soldi, siccome non ne ho e i pochi che mi son rimasti mi bastano a malapena a pagarmi il prossimo affitto, cosa prioritaria per me.

“E trovarti un lavoro?” direte voi: lo sto cercando come un pazzo, sia consegnando curriculum cartacei che aderendo alle offerte su Internet, ma non mi chiama nessuno, anche perché con tutti i curriculum che le ditte ricevono sicuramente il primo che scartano è il mio, essendo io sprovvisto di diploma di maturità e patente. Il diploma non ce l’ho perché proprio quando iniziai le superiori io e la mia famiglia cademmo nella miseria più assoluta, e fui costretto dalla situazione ad andare a lavorare per pagare affitti, bollette e quant’altro. La patente non son mai riuscito a prenderla per la scarsa fiducia che ho nei confronti della mia persona e delle mie abilità: la depressione è una brutta bestia, ma è il minimo che si può ottenere con una vita del genere, è già tanto se non sono caduto nel tunnel della droga o dell’alcolismo.

Il fatto è che negli ultimi anni ho cercato di farmi valere il più possibile al lavoro, andando a lavorare anche con la febbre, rendendomi disponibile a straordinari e trasferte richiesti anche all’ultimo minuto, ma nonostante questo la vita si è accanita su di me, facendomi perdere quel poco di sicurezza che potevo avere: di seguito un elenco degli ultimi lavori che ho svolto e il motivo della cessazione;

– Operatore ecologico, distribuzione materiale raccolta differenziata

Motivo cessazione rapporto: la ditta perde la gara di appalto, l’appalto va a un’altra ditta che non assume chi non ha un diploma di maturità, vengo lasciato a casa

– Benzinaio Motivo cessazione rapporto: problemi finanziari del gestore, che decide di lasciare a casa i dipendenti, tra cui anche me

– Cassiere al supermercato Motivo cessazione rapporto: per convenienza (a livello di sgravi fiscali) decidono di rimpiazzare un dipendente, indovinate chi?

– Aiuto magazzino Motivo cessazione rapporto: deficit di lavoro, operai fissi in ferie forzate e precari a farsi fottere.

A volte mi viene voglia di farla finita, davvero. Faccio tutto quello che è in mio potere per sopravvivere, ma sembra che il destino si faccia beffe di me. Qualcuno di voi mi darà del vittimista, ma probabilmente quel qualcuno di voi avrà il culo parato e di conseguenza non potrà mai capire cosa si prova a essere in questo stato (e non lo auguro a nessuno, credetemi). Inoltre non ho concerti, quindi non ho altre entrate: alcune delle persone che ritenevo vicine a me alla fine si son voltate dall’altra parte, altre fortunatamente mi sono vicino e mi aiutano, e questa è l’unica cosa che mi spinge a continuare a provarci.

Simone VS Vita: un match il cui esito è sconosciuto, ma non volge certo a mio favore.

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