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Cassazione. Sul treno il controllore non può rimproverare chi è senza biglietto

Il motto del viaggiatore, quindi, d’ora in poi sarà: ”rispetto anche senza biglietto”

Le vacanze per molti di noi hanno significato viaggiare grazie alle linee ferroviarie verso le ambite località di soggiorno, su vagoni non sempre confortevoli e sopportando code alle biglietterie.
Nonostante le ferrovie siano ormai sinonimo di disagio e fonte di svariate problematiche, le regole "di viaggio" vengono fatte osservare non sempre con tono gentile dagli addetti ai lavori.
Il noto adagio "chi sbaglia paga" trova applicazione anche per chi si sposta su rotaia; se non si acquista e non si oblitera regolarmente il titolo di viaggio si va incontro a sanzioni, ma dopo la recentissima pronuncia della Cassazione anche i controllori dovranno fare attenzione a come si interfacciano con l’utenza.
La sentenza della Corte di Cassazione (n. 26396 del 18 giugno scorso) ha infatti affermato che "il pubblico ufficiale che rimprovera pubblicamente un cittadino per la violazione di una norma commette il reato di ingiuria". Ciò in quanto l’addetto deve limitarsi ad applicare la sanzione senza spingersi ad ammonire pubblicamente il trasgressore.
Il motto del viaggiatore, quindi, d’ora in poi sarà: "rispetto anche senza biglietto"!

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